Instagram, i formati più diffusi e performanti.

Instagram, i formati più diffusi e performanti.

Siamo in un momento in cui l’attenzione degli utenti social è sempre meno “esclusiva”. Un’indagine IPSOS mostra infatti quanto l’utilizzo dei social, soprattutto tra i più giovani, avvenga generalmente in concomitanza con altre attività come guardare la tv, navigare online su altri siti, ascoltare musica. In questo contesto saper scegliere i formati più ingaggianti, oltre che naturalmente popolarli con contenuti efficaci, può dare una mano nell’attirare l’attenzione.

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[Dati] Le App più scaricate a Febbraio 2019. In Italia cala Facebook, nel mondo va forte Tik Tok.

[Dati] Le App più scaricate a Febbraio 2019. In Italia cala Facebook, nel mondo va forte Tik Tok.

Monitorare le app più diffuse sui dispositivi del proprio target aiuta qualsiasi professionista del marketing a comprendere alcuni trend, canali, abitudini e cambiamenti culturali in corso che possono influire sulle proprie attività. È per questo che periodicamente è opportuno fare un punto e guardare quali applicazioni si trovino a livello mondiale e nazionale ai vertici delle classifiche.

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Cristiano Ronaldo, analisi di un trend tra ricerche, hashtag e rialzi in borsa

Cristiano Ronaldo, analisi di un trend tra ricerche, hashtag e rialzi in borsa

Cristiano Ronaldo è della Juve!

Che sia effettivamente l’acquisto del secolo o meno non lo so (forse si) ma per quello che riguarda i temi di cui tratto su questo blog vale la pena dare un’occhiata all’evoluzione temporale della trattativa di calciomercato dal punto di vista del web.

Com’è possibile tracciare l’impatto della stessa sugli interessi degli utenti italiani? Cosa ne scaturisce? Quali relazioni ci sono tra avvenimenti di cronaca e vita digitale?

Come prima cosa, dall’analisi dei trend di ricerca su Google c’è da dire che negli ultimi 5 anni solo una volta in Italia si era registrato un picco di ricerche legate a questo campione di calcio. Era il 3 aprile 2018 e durante il match dei quarti di finale tra il suo Real Madrid e la Juve (guarda caso) il portoghese aveva tirato fuori un gol in rovesciata spettacolare al punto da essere applaudito persino dai tifosi avversari. Era scaturito un’interesse maniacale su gesto atletico mostrato in un replay praticamente senza fine per le settimane a venire.

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Ecco, adesso considerate che quel picco che sembrava già così importante, registrato per l’appunto tra il 3 e il 4 di aprile (lo vedete nel grafico sopra poco prima del picco massimo) è oggi solo un settimo di quello registrato nell’ultima settimana prima della chiusura della trattativa quindi dall’1 al 7 luglio e sarà sicuramente meno di un decimo in quella in corso tra l’8 e il 15 (scrivo questo post l’indomani dell’annuncio ufficiale ma è già evidente che a metà settimana le ricerche eguaglino quella precedente).

Insomma è chiaro ormai a tutti che il web sia una cartina tornasole utile a stimare l’impatto di una notizia sulle persone. Ma non solo, come in questo caso, si possono ipotizzare e misurare le possibili conseguenze in termini di ritorni degli investimenti dal punto di vista di sponsorizzazioni, merchandising, diritti televisivi, brand awareness e quant’altro.

“Ronaldo” si avvia ad essere il personaggio e la notizia più cercata nel web italiano nel 2018. Più dei mondiali di calcio o della scomparsa di Fabrizio Frizzi che tanto aveva toccato gli utenti qualche mese fa.

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Provando a confrontare l’andamento in borsa del titolo Juventus nell’ultimo mese, lo spazio sui media e le ricerche online degli utenti vediamo una matematica confluenza.

Nelle settimane recenti il primo scostamento dai valori medi di ricerca su google l’abbiamo registrato il 3 luglio, giorno in cui è circolata la voce concretizzatasi poi nella prima pagina di Marca, quotidiano sportivo spagnolo che per primo, il giorno dopo, ha dato la notizia di una trattativa in corso.

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Dall’altra parte, il fronte che interessa agli investitori e agli amministratori delegati, è esattamente il 3 luglio che il titolo Juventus registra il primo picco, un valore al di sopra degli andamenti dell’ultimo mese. Inutile dire poi che il 4 e il 5 con le conferme della trattativa e della concretezza di una possibile finalizzazione le ricerche da una parte e il titolo in borsa dall’altro hanno visto rialzi ancora più sostanziosi.

trend-borsa-titolo-juventus-luglio-2018-ronaldo

Dal 7 al 9 poi l’interesse è diminuito, attendendosi sviluppi nei giorni a seguire ma non in modo imminente (almeno così recitavano i media sportivi). Nel pomeriggio del 10 luglio poi la comunicazione prima ufficiosa e poi ufficiale che annuncia il buon esito della trattativa genera un nuovo altissimo picco sia del titolo in borsa che delle ricerche su Google* oltre, naturalmente che trend topic a rotazione su Twitter (*il picco Google del 10 non è visualizzato nel grafico sopra poiché aggiornato al giorno prima nel momento in cui sto scrivendo).

trend topic CR7allaJuventus

Sono tante le correlazioni e le informazioni che il web ci dà riguarda a questa vicenda. Per forza di cose questa analisi resta in superficie e meriterebbe di essere approfondita ancora meglio tra qualche giorno. Ad esempio si potrebbe indagare come si stabilizzano le ricerche su CR7 rispetto al passato o il valore del titolo stesso della Juve piuttosto che monitorare l’eco mondiale della notizia o le caratteristiche socio demografiche di chi ne parla sui social (qui sotto vedete uno spaccato sui tweet pubblicati oggi, il giorno dopo dell’annuncio, su Sesso e paese di pubblicazione del tweet).

 Tweet-cristiano-ronaldo Tweet-cristiano-ronaldo-worldwide

In conclusione attraverso il caso Ronaldo vediamo quanto la real time analysis del web possa fare la differenza in ambito marketing e in ambito finanziario al punto da supportare una serie di decisioni come: decidere se investire o meno su un titolo in borsa, valutare se pubblicare o meno contenuti tematici in base alle potenzialità in termini di visibilità di un dato tema, comprendere l’importanza di un investimento o un’azione di comunicazione in termini di impatto sull’opinione pubblica, etc. etc. Se e quando può fare al caso vostro e della vostra azienda inseritela all’interno degli strumenti e delle metodologie per effettuarla in modo sistematico. Carpe Diem…

Cos'è la Smart Home: valori e trend di un mercato in crescita.

Smart Home
Qualche giorno fa gli Osservatori del Politecnico di Milano hanno condiviso i risultati della ricerca sul mercato delle soluzioni Internet of things (IoT) per la casa, tecnologie capaci di trasformare ogni casa in una SMART HOME.
Per fugare ogni dubbio, vediamo bene cosa si intende per applicazioni per la Smart Home. Le principali sono così classificate:

  • Assistenza alla persona (es. avvisi in caso di cadute di anziani in casa, assistenza a disabili);
  • Climatizzazione/Riscaldamento (es. condizionatore o termostato regolabili a distanza tramite SMS o App);
  • Gestione elettrodomestici (es. accensione/spegnimento da remoto, tramite App su smartphone, di lavastoviglie, lavatrice, forno a microonde);
  • Gestione scenari (es. gestione coordinata di diversi oggetti connessi, con la possibilità di creare scenari pre-impostati);
  • Gestione tapparelle e/o tende (es. chiusura automatica delle tapparelle tramite App);
  • Illuminazione (es. spegnimento di tutte le luci di casa prima di coricarsi utilizzando lo smartphone, regolazione del colore o dell’intensità luminosa da smartphone);
  • Monitoraggio consumi energetici (es. monitoraggio a distanza dei consumi dei dispositivi elettrici ed elettronici tramite presa elettrica intelligente);
  • Monitoraggio fumi, allagamenti, incendi, cortocircuiti (es. servizi di assistenza tecnica a fronte di guasti all’impianto elettrico rilevati da sensori);
  • Sicurezza (es. impianto di videosorveglianza e videocitofonia con possibilità di accedere alle immagini a distanza e/o da Smart TV, impianto di antintrusione che e ettua chiamate in caso di allarme, serrature intelligenti che inviano allarmi in tempo reale in caso di apertura non autorizzata);
  • Salubrità della casa (es. sensori per monitoraggio temperatura e/o umidità, centraline meteo che forniscono dati tramite WiFi).
Nel corso del 2016 il mercato delle soluzioni per la Smart Home in Italia è cresciuto del +23% rispetto al 2015, superando di poco i 180 milioni di euro, un valore ancora minimo rispetto alle aspettative ma che, anche grazie alle innovazioni in arrivo è destinato a crescere.
Gli Over-the-Top (OTT), con a capo Google con il suo NEST e Amazon con Echo/ALEXA, si sono lanciati cercando di fornire all’utente soluzioni DIY (Do it Yourself) capaci di essere installate senza la necessità di un intervento specializzato. Le catene di elettronica iniziano a dedicare spazi per la Smart Home all’interno dei loro punti vendita e lo stesso avviene per utility e telco che spesso fanno leva sui negozi monomarca sparsi capillarmente sul territorio.
In questo quadro appare ancora poco maturo lo sviluppo di temi legati a queste tecnologie che vanno dall’installazione alla definizione e promozione dei benefici scaturiti dall’utilizzo della stessa fino ad arrivare alla sicurezza e al controllo nella gestione dei dati sensibili degli utenti veicolati attraverso le diverse applicazioni.

La filiera tradizionale della domotica (composta da installatori e distributori di materiale elettrico) svolge ancora un ruolo primario muovendo l’82% del mercato, circa 150 milioni di euro.  I retailer, entrati in questo mercato nel 2016, gli eRetailer e le assicurazioni (quest’ultimo poco dinamico nel 2016) contribuiscono complessivamente – con un peso simile – per il 18% del mercato (circa 30 milioni di euro).
Mercato Smart Home IoT
Tra le varie soluzioni di Smart Home quelle di Sicurezza al momento rappresentano quasi un terzo del mercato mentre un ambito ulteriore, che sta acquisendo crescente importanza, è quello legato alla gestione energetica, con soluzioni che spaziano dal controllo da remoto degli elettrodomestici (10%) alla gestione – sempre da remoto – dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento (8%), fino al monitoraggio dei consumi di singoli dispositivi elettrici (10%).
Soluzioni di Smart Home
I consumatori italiani non ritengono ancora pronta l’offerta Smart Home. Nonostante prevalgano gli acquisti di dispositivi intelligenti di sicurezza i bisogni degli utenti vanno infatti ben oltre la necessità di sentirsi più sicuri in casa. La maggior parte dei rispondenti immagina che una Smart Home consenta di tenere comodamente sotto controllo la propria casa (33%) o permetta di ridurre i consumi energetici (32%).

Al di là dello specifico canale di vendita considerato, l’installazione da parte di un professionista è un elemento rilevante a cui i consumatori affermano di non voler rinunciare. Al tempo stesso, i negozi di elettronica si collocano tra le prime scelte per futuri atti d’acquisto: occorre lavorare sulla sinergia tra questi due mondi per essere efficaci.

Profilo Utente Smart Home

Necessità Utente Smart Home

Come già accennato le applicazioni Smart Home consentono di raccogliere moltissimi dati sul funzionamento dei dispositivi connessi e sul comportamento delle persone nell’abitazione. Ognuno di questi dati può fornire valore alle aziende da diversi punti di vista:

  • Ottimizzazione dei processi: ad esempio, grazie al monitoraggio dello stato di funzionamento degli elettrodomestici è possibile ottimizzare la loro manutenzione, facendo intervenire un tecnico (ad esempio un elettricista o un idraulico) prima del verificarsi di un guasto riuscendo a ridurre i costi di gestione, grazie alla maggiore programmabilità degli interventi e garantendo al contempo anche un migliore servizio ai clienti;
  • Nuova generazione di prodotto/servizio: i dati sull’utilizzo degli oggetti connessi da parte dei consumatori possono essere sfruttati nel processo di sviluppo di versioni migliorative per ridurre i difetti più ricorrenti e migliorare l’usabilità;
  • Personalizzazione di prodotto/servizio: un’azienda può decidere di personalizzare la propria offerta sulla base dei dati raccolti, in modo da riuscire a soddisfare meglio le esigenze specifiche dei clienti. Basti pensare all’Assistenza alla persona in ambito assicurativo, con l’offerta di kit medici o servizi di assistenza personalizzati (ad esempio l’invio di un medico specialista a seconda della criticità occorsa, la consegna di farmaci a domicilio, l’invio di alert su smartphone qualora emergano anomalie nei parametri monitorati);
  • Monetizzazione diretta dei dati: un’azienda può decidere di vendere i dati raccolti a soggetti terzi interessati, generando una nuova fonte di ricavi. Ad esempio, un’azienda che realizza stazioni meteo connesse da collocare in ambito domestico (in giardino o sul terrazzo) potrebbe vendere i dati raccolti a provider di previsioni meteo, per rendere ancora più capillari le previsioni locali;
  • Advertising & Commerce: con la profilazione degli utenti che diventa utile a proporre pubblicità mirata. Un esempio può essere quello di un frigorifero smart che consente di riconoscere i prodotti presenti al suo interno attraverso apposite telecamere e sensori, con la possibilità di condividere i dati con player di eCommerce, che possono promuovere prodotti sulla base delle abitudini di consumo.

Smart Home e gestione dati
La Smart Home è dunque un mondo davvero vasto e con tante facce che coinvolgono elementi culturali, tecnologici, di marketing e non ultimo legislativi per quanto riguarda il discorso privacy e cyber security. Vedremo come questi aspetti si influenzeranno nel corso dei prossimi mesi.

[Trend] Le ricette di Pasqua più cercate e condivise

Chi si occupa di comunicazione in ambito food sa che ogni anno ci sono due picchi importanti per quanto riguarda l’interesse degli utenti in tema ricette: Natale e Pasqua.
In questi periodi conoscere le preferenze e i trend di ricerca a tema diventa fondamentale per proporre contenuti performanti e visto che Pasqua sta per arrivare è bene non farsi trovare impreparati. Ecco dunque 5 delle ricette tipiche pasquali con maggiore tasso di viralità online negli ultimi 12 mesi:

  • Agnello al forno con patate, un must della tradizione che nella versione di Fan Page Cucina ha registrato fino ad oggi oltre 10 mila share su Facebook.

Ricetta Agnello al forno con patate

  • Il Casatiello, un piatto salato della tradizione napoletana con formaggio, salumi, pancetta, provola e uova. Nella versione pubblicata da Tribù Golosa lo scorso anno ha registrato ben 7.400 condivisioni.
  • La Pastiera, altra istituzione della cucina partenopea. Un dolce che viene definito una “poesia”. Sempre nella versione di Tribù Golosa supera i 2 mila share ma non è il solo post su questo piatto, il web è pieno di ricette altrettanto condivise.
  • La Colomba, restando in tema dolci è impossibile non citare quello pasquale per antonomasia. Nella versione proposta da Anna Moroni (La prova del cuoco) si accaparra 2.400 condivisioni ma nella versione senza glutine di Un cuore di farina senza glutine ne raggiunge addirittura 14 mila.
    colomba-senza-glutine
  • La Lasagna infine, un must della cucina italiana buono per tutte le stagioni ma che a Pasqua registra picchi di interesse sopra la media. Infinite le sue varianti, in questo caso citiamo quella che ha riscosso il maggior numero di condivisioni nell’ultimo anno, ben 27.600, una versione bianca con zucchine, speck e scamorza, pubblicata da Dolcissima Stefy uno dei blog del circuito di Giallo Zafferano.

Ovviamente per semplicità ho citato solo alcune delle versioni di questi piatti presenti online in centinaia di versioni. Per vedere quale fra questi è più cercato dagli utenti ci viene in aiuto Google Trends.
Dal grafico con le performance delle ricette dei 5 piatti negli ultimi 2 anni un po’ a sorpresa la ricetta della pastiera appare come la più cercata nei periodi pasquali superando anche quella della colomba, al secondo posto. Terzo gradino del podio, anche qui inaspettato, per il casatiello. Chiudono la cinquina l’agnello (arrosto o in padella che sia) e le lasagne.
trend ricerche ricette di pasqua
Dall’analisi geografica le due ricette napoletane, pastiera e casatiello, mostrano un’evidente concentrazione di interesse al sud ma, mentre il secondo resta peculiarità meridionale, la pastiera si conferma invece un dolce pienamente esportato a livello nazionale occupando la seconda posizione praticamente in tutte le regioni settentrionali dietro le lasagne.
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