[Dati] Le App più scaricate in Italia a Febbraio 2018. Instagram domina!

Torno a scrivere un post sui trend legati alle app più scaricate in Italia. Prendete questa classifica come al solito come spunto per eventuali ragionamenti sulle dinamiche di comunicazione e le tendenze rilevanti legate al periodo d’analisi e per strutturare di conseguenza eventuali attività di content production piuttosto che per decidere dove è meglio far vivere le vostre azioni di marketing digitale.
Per chi abbia voglia di dare un’occhiata alle precedenti classifiche in modo da constatare cambiamenti in usi e costumi digitali legati al mondo delle applicazioni ecco i link:

Venendo invece alla classifica di Febbraio ecco riapparire quello che da quando ho iniziato a fare queste analisi è il trio immancabile e intoccabile della top ten: WhatsApp, Facebook Messenger e Facebook. Intoccabile fino ad un certo punto però perché diversamente rispetto alle analisi precedente nessuna di queste occupa il primo gradino del podio. Questa volta è un’altra delle app made in Facebook a trionfare: INSTAGRAM.

Facebook resta il produttore di app con il maggior numero di download complessivi legati alle proprie presenti nei vari store online.

Le App più scaricate in Italia Febbraio 2018 - classifica - Fonte: App Annie
Fino all’inizio del 2018 la posizione in classifica dell’app fotografica era sempre oscillata tra la sesta e la terza posizione. Ma con l’anno nuovo una nuova spinta creativa deve aver preso gli aspiranti fotografi con smartphone portando prima l’app al secondo posto nel mese di Gennaio e poi al primo in quello di Febbraio scalzando WhatsApp che è sicuramente stata l’app regina del 2017.
Insomma…

se state valutando una strategia Social e decidendo su quale canali parlare, iniziate a considerare Instagram come un canale determinante per provare ad intercettare il vostro target.

Non meno interessante la seconda posizione del podio occupata dall’app Wish. La potremmo definire la versione discount di Amazon (per i costi medi dei prodotti), di fatto è si tratta di un ecommerce/marketplace che punta anzitutto sul prezzo basso e, per tipologia di prodotti in evidenza, sull’acquisto d’impulso di piccoli oggetti di intrattenimento o uso quotidiano. Certo se volete potrete trovarci anche la tv o un paio di pantaloni non proprio di marca ovviamente ma per lo più torna utile per acquistare cover per cellulari, anti-stress, cavalletti per fotocamere, giochini vari a prezzi incredibilmente bassi. Unico neo sono i tempi di spedizione. Se con Amazon Prime siete abituati a ricevere il prodotto nel giro di 24/48 ore in questo caso al consegna varia dal mese al mese e mezzo dal momento dell’ordine. Il prezzo del risparmio ma a quanto pare in molti sono disposti a pagarlo.
wish app screenshot
Tra le app più scaricate si confermano Amazon e Spotify, certezze su due trend l’e-commerce e la fruizione di media in streaming che continuano a crescere in maniera costante. Altra conferma la si ha sul fronte delle app capaci di generare maggiori introiti in cui Netflix si piazza al primo posto per la prima volta dopo mesi di primato del gioco Clash Royal.
Tra i trend destinati probabilmente alla fiammata mensile e poi a scomparire dai radar vale la pena citare una sorta di versione digitale dei Mandala ovvero Pixel Art, app al quinto posto tra le più scaricate del mese che permette di ingigantire i pixel e poi colorare un’immagine di partenza seguendo una numerazione basata sulle tonalità.
Pixel Art App screenshot
Chiudo citando un’app che da un annetto torna ad affacciarsi periodicamente nella top 10 ovvero Musical.ly il social network che raccoglie per lo più le fasce giovani in cui ognuno può realizzare un video di pochi secondi in playback utilizzando brani musicali presenti nel database o sul proprio cellulare. Trend divertente e secondo me molto spendibile in declinazioni commerciali per brand di diversi settori.

Social Network, in Italia vince Instagram. Twitter precipita.

Per definire al meglio una strategia di social media marketing è fondamentale la scelta dei canali in cui agire. Normalmente questa è operata sulla base del numero di utenti potenziali per uno specifico settore di mercato che ogni canale è in grado di offrire. Spesso però può essere utile, al di là della conoscenza della pura base utenti, sapere anche quanto interesse uno specifico social network sia in grado di generare in potenziali nuovi utenti per capire se si va incontro ad un possibile spopolamento di popolazione attiva o, al contrario, se un canale promettente può diventare un concreto presidio di un brand.

A questo scopo è utile monitorare il volume di ricerche a tema fatte su google dagli utenti inserendo il nome di ciascun canale social.

Dando per scontato il primato in termini di fama e interesse di Facebook e YouTube questa volta ho verificato i trend di ricerca verso gli altri principali canali Social, quelli per così dire, di seconda fascia: Instagram, Twitter, LinkedIn, Pinterest e WhatsApp. In questa analisi mancano altri canali come Snapchat o l’emergente Sarahah semplicemente perché per numero di ricerche risultano inferiori a quelli già citati e al momento non li considero meritevoli di attività di marketing.

Fra i 5 canali analizzati il primato è senza dubbio di Instagram che, come si può vedere dal grafico di seguito, di anno in anno nell’ultimo quinquennio in Italia registra interesse crescente toccando l’apice proprio ad Agosto 2017.

Il Secondo posto è di WhatsApp, l’app più scaricata dell’ultimo anno che, forse anche a causa di una possibile saturazione del target, vede trend di ricerca più costanti nell’ultimo anno.

Terzo posto per Twitter. Anche se in caduta libera a partire dall’ottobre 2012 questo social è riuscito a porre un freno negli ultimi 12 mesi al trend negativo forse anche grazie al proliferare di trasmissioni TV dalla forte vocazione social che invitano gli utenti a interagire tramite tweet. Vedremo se nel prossimo anno il canale dei cinguettii riuscirà a tenere duro e/o a rilanciarsi oppure alzerà definitivamente bandiera bianca visti i bassi profitti generati nel nostro paese.

Quarto posto per Linkedin, un canale che fa della costanza la sua forza. Non cresce mai troppo, non perde mai di interesse. Intanto però gli utenti business si accumulano e la sua forza in ambito BtoB aumenta, almeno sulla carta.

Quinto posto per Pinterest. Dopo un inizio promettente il canale delle immagini ripartite in bacheche si era un po’ perso. Ma neanche tanto perché anno dopo anno ha guadagnato utenti e una piccola crescita dell’interesse medio nel numero di ricerche.

In conclusione: al momento se dovessi affiancare un social network ai presidi Facebook e You Tube di un marchio mio cliente sceglierei certamente Instagram, (ovviamente dopo aver valutato le potenzialità dello specifico settore in cui si muove il Brand). Al contrario difficilmente penserei a Twitter come un buon investimento.

[Dati] Le App più scaricate in Italia a Marzo 2017. Super Mario Run ci prova ma…


È da qualche mese che non aggiorno la classifica delle app più scaricate in Italia. Come sapete lo considero un modo per restare aggiornati sia sulle tendenze in termini di singole applicazioni sia per elaborare una visione macro su eventuali trend emergenti in termini di fruizione di contenuti, informazioni, modalità comunicative e intrattenimento.
Per questa ragione è sempre utile dare un’occhiata e fare confronti con le precedenti classifiche condivide nei vari post fin’ora pubblicati e che riporto qui per comodità:

Da sempre il trio: WhatsApp, Facebook Messenger e Facebook si è giocato i vari gradini del podio ma nel mese analizzato la leadership, un po’ a sorpresa, la guadagna Super Mario Run di Nintendo, l’app che secondo gli obiettivi della casa di video game dovrebbe eguagliare e superare il primato di PokemonGo.
Top-Apps-Italy-Android-ios-Mar 2017
Ma prima di parlare delle novità facciamo un passo indietro proprio su PokemonGo. Questo gioco, basato sulla tecnologia della realtà aumentata, dopo l’exploit, i record e i titoli di giornale conquistati l’estate scorsa ha conosciuto un lento declino. Non è scomparsa dai radar e nella categoria game resta tra le prime 50 app più scaricate ma, come testimonia il grafico seguente sui  download effettuati da Google Play, dal suo lancio ad oggi la moda si sta lentamente spegnendo con qualche piccolo fuoco riacceso dai vari aggiornamenti.
Pokemon-go-trend-2016-2017
Detto ciò ancora più rapido sembra il destino dell’app dello storico personaggio della Nintendo che, lanciata a Dicembre 2016 sullo store Apple e a Marzo 2017 su quello Google (quest’ultimo rappresentato nel grafico sotto) dopo un mese di leadership ha conosciuto su entrambi gli store il destino del suo fratello maggiore.
 
google-play-super-mario-run-trend-2016-2017
A questo punto dalle app usa-divertiti-e-getta passiamo a quelle che invece non muoio mai. Già, perché seppure con una posizione in meno rispetto al solito seguono Super Mario Run nella classifica delle più scaricate le tre App Facebook citate all’inizio con WhatsApp a comandare il trio.

4 app su 10 della Top 10 per download di Marzo sono di proprietà di Facebook.

Al quinto posto della classifica vale la pena citare un altro gioco, questa volta genere Trivia: Fight List. La modalità di gioco è quella di Ruzzle dunque one to one in rete con amici o utenti casuali e l’obiettivo è creare una lista di risposte esatte più lunga di quella del proprio avversario.
app_fight-list
Sempre in questa classifica colpisce l’attenzione VEON, l’app di Wind che tenterà di rubare utenti a whatsapp.
Niente di nuovo sul fronte delle app più redditizie con il primo posto (fisso) di Clash Royale e le altre posizioni in classifica giocate tra Candy Crush, Netflix e Marvel Championship.
 
 

[Dati] L'audience Internet in Italia a inizio 2017: cresce ancora il mobile

dati utenti internet italia 2017
I dati di Audiweb aggiornati al Dicembre 2016 mostrano come la diffusione dell’online in Italia abbia ormai raggiunto l’88,7% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni. Un totale di 42,6 milioni di italiani dichiara di poter accedere a internet da location fisse e/o da mobile (anche se è ancora di 22 milioni è la media giornaliera e 29 quella mensile per cui almeno 10 milioni ha un accesso discontinuo).
Da segnalare, rispetto ad un anno prima, la grande crescita di accessi da Mobile (sia tablet che smartphone) con un incremento dell’11,5% e dei televisori connessi, disponibili per 5 milioni di individui (il 10,5% della popolazione di 11-74 anni), che presenta un incremento di circa il 13% in un anno.
Continua anche il processo di “uniformizzazione” o, se volete, democratizzazione dei vari cluster per fasce d’età e provenienza geografica che tendono per numerosità e tempi di permanenza ad assomigliarsi sempre di più con in media 2h e 15min. al giorno di permanenza online.
distribuzione audience web italia per età distribuzione audience web italia per zona geografica
Qui tutti i dettagli dell’ultimo report Audiweb.
 

Ecommerce B2C in Italia: esame di maturità per l'offerta. Qualche appunto.

Nuovo appuntamento, stamattina,  con gli Osservatori.net Digital Innovation del Politecnico di Milano per condividere una nuova fotografia sull’ecommerce italiano. I consumatori sono pronti? Sono pronte le aziende?
Buono il punto di partenza. I dati parlano, per fortuna, di un mercato in crescita del 18% rispetto al 2015.

Detto ciò ecco, per punti, le principali rilevanze:

  • 19 mln di Italiani acquistano online per un totale di quasi 20 mld di euro. Ma solo 13 mln di loro acquista in modo abituale.
  • Il turismo resta padrone del mercato ma crescono a grande velocità mercati come i Food e in sopratutto l’arredamento e Home living (+48% rispetto al 2015).

  • I top 20 retailer occupano il 71% del valore del mercato delle vendite online
  • Cresce ancora l’importanza del mobile commerce che occupa il 26% della quota del mercato ecommerce italiano.

  • È sempre più interessante il confronto tra Dot com (il 58% del mercato) ed operatori tradizionali che cercano di estendere la propria presenza anche online. La sfida sembra impari tra aziende nate e strutturare dal principio con l’obiettivo della vendita online e altre invece meno agili e con una struttura e una filosofia da creare da zero.
  • Altrettanto interessante, e amletico, il dibattito, per chi aspira a vendere online, tra l’entrare a far parte di Market place/aggregatori (Amazon, Ebay) o sviluppare un canale proprietario. Questa seconda strada è oggi un elemento di esclusione per alcuni e grossa sfida per altri. Tanti piccoli e grandi Retailer fisici arrancano nella proposta di una versione digitale del proprio canale di vendita tradizionale. I fattori chiave da valutare sono la capacità richiesta ai retailer tradizionali di offrire un’alta personalizzazione del servizio (si è in grado di offrirla o no? si hanno i budget e i margini necessari?) e l’importanza ricoperta dal contatto e dall’accesso ai dati del consumatore finale (si è in grado di gestire e far fruttare una ricchezza del genere?). Affiliandosi a market place si guadagna in base utenti, semplicità di accesso tecnologico all’ecommerce, e traffico fidelizzato e qualitativo ma dall’altra si perde in identità di brand e controllo del rapporto con il consumatore. Qual è la strada migliore? Il dibattito non terminerà così facilmente.
  • Parlando di Customer Journey online è importante avere chiare le percentuali medie del funnel che porta l’utente dal momento della ricerca del prodotto che genera accessi al sito a quello dell’acquisto vero e proprio in cui arriva solo l’1,2% degli utenti.

Customer Journey e-Commerce in Italia

  • Interessanti gli elementi e le funzionalità su cui lavorare per diminuire il tasso d’uscita dell’utente nell’arco del suo journey e che riguardano: la personalizzazione dell’offerta in base ai dati conosciuti dell’utente (incluse le sue abitudini di navigazione), la capacità di raccontare il prodotto (es. con immagini a 360° e video, schede tecniche, etc.), la capacità di arrivare rapidamente al prodotto selezionando i filtri giusti, la semplificazione del processo d’acquisto (es. carrello memorizzato per acquisti multi device o ricorsivi, one click check-out). Ogni settore poi deve riconoscere e fare leva su aspetti differenti e caratterizzanti (es. per il food la consegna giornaliera può essere un fattore determinante più di altri).
  • Passando agli investimenti di marketing sono Search e Display i canali promozionali in cui si spende di più. Non trascurabile il 24% di budget promozionale speso offline, sopratutto in tv, per promuovere canali e-commerce.

investimenti marketing ecommerce italia
Ed ecco, per concludere, una visione d’insieme dell’Ecommerce Italiano sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta.

Esame superato? Diciamo così: siamo nella sufficienza ma la valutazione è ancora in corso.
 
(fonte e proprietario di tutti i dati riportati in questo post è: Osservatori.net)