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I migliori brand moda su Facebook nel 2017

Best-Fashion-Brand-on-Facebook
Alta moda uguale alto ingaggio social? Sembra proprio di si.
Ho raccolto i dati principali delle performance Facebook dei principali marchi di settore a livello mondiale in un’infografica che rende l’idea dei volumi generati online dai brand top.
Qualche dato saliente per punti:

  • Louis Vuitton e Chanel sono certamente i brand di maggiore successo
  • Giorgio Armani è il marchio più attivo nella produzione di contenuti Social
  • Tommy Hilfiger è, dopo Louis Vuitton, la pagina che produce i singoli contenuti i più graditi dagli utenti.
  • I primi 10 brand in classifica registrano fan base sopra gli 8 milioni di fan
  • I volumi di interazioni sono abbastanza variabili come differente è la portata delle pagine ma, se partiamo dalle oltre 4,2 milioni di interazioni di Vuitton a cui è difficile arrivare, possiamo considerare come un parametro medio tra le pagine top: 600 mila interazioni annue totali nella somma tra Reaction, Share e Commenti. Qualcosa come 50 mila interazioni medie al mese.
  • I ritmi di pubblicazione non sono vertiginosi e anche se brand come Armani pubblicano più di 50 post medi al mese la media del settore si aggira attorno ai 9 post mensili.
  • I ritmi di pubblicazione insieme allo studio della maggiorate dei post di maggiore successo testimoniano un’elevatissima attenzione alla qualità dei contenuti.
  • Infine sono 5,2 mila le interazioni medie che ogni post dei top brand di questo settore può aspettarsi.

Ed ecco un po’ di grafici!
Best-Fashion-Brand-on-Facebook-Engagement 2017

Dati Instagram in Italia nel 2017: l'anno della svolta

anteprima-infografica-instagram-italia-2017
Eccoci giunti all’appuntamento annuale con l’analisi sui principali dati Instagram in Italia. Per chi si fosse perso o voglia ripassare le due precedenti ecco i link ai dati e all’infografica Instagram 2016 e a quella 2015.
Come i due precedenti studi anche quello di quest’anno, basato sui dati forniti dal tool di pianificazione pubblicitaria di Facebook, mostra una crescita importante della base utenti Instagram.  Quest’anno però la percentuale di nuovi iscritti è sconvolgente.
Il primo dato da mettere in evidenza infatti è il +81% di utenti, un numero passato in un solo anno da circa 8 milioni a 14 milioni totali. Un aumento previsto da molti ma forse non in questa misura considerando che la variazione dal 2015 al 2016 era stata del +15%.
Normalmente ad una crescita della base utenti corrisponde anche un mutamento importante di alcuni parametri socio-demografici. In questo caso su tutti va sottolineato il +205% di utenti appartenenti alla fascia d’età superiore ai 56 anni. Altrettanto importate il numero più che raddoppiato di utenti tra i 35 e i 55 anni passato dai 2 Mln del 2016 agli attuali 4,4 Mln. Insomma: Instagram non è più una faccenda esclusiva dei Millennials. 
Insieme allo sdoganamento per fasce d’età si è concluso anche quello per sesso di appartenenza con un 51% di donne e un 49% di uomini.
Per quanto riguarda la provenienza regionale resta in vetta per numero di iscritti la Lombardia con 2,9 Mln di utenti e una crescita record del +107%. Importanti anche i tassi di crescita sopra la media di Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio e Sicilia a confermare che il trend è omogeneo in tutta la penisola. Fanalino di coda la Basilicata i cui iscritti crescono solo, si fa per dire, del 33%.
Ecco a voi tutti i dati. Vi rimando invece ai prossimi post per riflettere se e in che misura, visti i dati, questo canale debba entrare a far parte necessariamente delle vostre strategie di digital marketing.
Analytics Instagram 2017 Italy

[Stats] Top 10 degli hashtag sul Social Media Marketing

Il lavoro che faccio mi ha insegnato a non tradire mai una regola su tutte: informarsi. Per questo motivo ogni giorno leggo un’infinità di post sul Social Media Marketing e sulla comunicazione in generale provenienti dai siti più disparati. Allo stesso tempo, anche solo per tenere traccia dei più interessanti o a scopo auto-promozionale, li condivido sul mio profilo Twitter (@VinsDellolio) utilizzando di volta in volta uno o due hashtag sensati di accompagnamento.
Ogni volta mi chiedo però se stia scegliendo l’hashtag corretto, se chi è interessato a leggere e interagire con i temi di mio interesse scrive, cerca e clicca sulle stesse keyword.
Per “twittare bene” occorre conoscere bene le parole chiave del proprio settore, le più diffuse e interessanti e per fare questo da una parte serve il buonsenso e dall’altra un tool di analisi come Hashtagify.me che mostra i Trend legati appunto agli hashtag.
Ecco quindi una prima risposta sugli hashtag più popolari legati al tema del Social Media Marketing.
La top 1o di seguito è ordinata secondo il primo dei due parametri ovvero la Popolarità che indica gli hashtag più utilizzati mentre da non sottovalutare anche il secondo ovvero la correlazione che mostra il legame più o meno stretto del termine con il concetto di riferimento. Non fatene uso indiscriminato ma tenete in considerazione questa classifica la prossima volta che dovrete scegliere l’hashtag migliore a cui affidare la visibilità dei vostri cinguettii. #Felicitweetatutti.

[Facebook] Come e perchè utilizzare il formato Carousel Ads

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Update gennaio 2017 al post originario: dopo 1 anno di utilizzo e misurazione ho ragione di considerare questo formato meno performante di altri in termini di engagment rate (utenti attivi su utenti raggiunti). Restano valide però le indicazioni e i suggerimenti di declinazione creativa dello stesso e il suo valore funzionale in caso sia necessario mostrare carrellate di prodotti. Sembra però maggiormente gradito il formato slideshow.
Articolo originale:
Da qualche mese Facebook ha lanciato un nuovo formato Adv, il Carousel (o carosello per dirlo in italiano). Gli addetti ai lavori, dai centri media alle agenzie digital, un po’ per le reali performance un po’ perché “fa figo” proporre ai clienti sempre cose nuove, stanno spingendo su questo formato. Occorre però saper utilizzare al massimo le sue potenzialità.
Il rischio spesso è quello di adattare – male – il pensiero che sta dietro la realizzazione di un formato classico, ad esempio il 1200 x 628 px (dimensioni dell’immagine di un page post link) a un formato composto da 3, 4 o 5 immagini di dimensione quadrata (600×600 px). Bisogna invece lavorare sfruttando i vantaggi reali che questo tipo di formato offre. Solo così, come dice Facebook lanciando un’inserzione Carousel potremo ottenere “30-50% lower cost-per-conversion than single-image link ads“.
Ecco quindi alcune suggestioni utili a stimolare la vostra fantasia.
Anzitutto considerate che il Carousel esprime al meglio le sue potenzialità su Mobile piuttosto che su desktop. Questo perché la facilità e la naturalezza nello sfogliare orizzontalmente le immagini è nettamente superiore impugnando uno smartphone e muovendo un dito piuttosto che posizionando il puntatore del mouse sulla freccetta della gallery visualizzata su pc.
Detto ciò considerate di utilizzare il Carousel per:

Evidenziare i dettagli di unico prodotto.

Magari anche attraverso una foto panoramica (vedi esempio sotto) che mostra in ogni riquadro una sorta di zoom su ciascuna caratteristica. Nella maggior parte dei casi, tutte le immagini dei carousel di questo tipo sono linkate alla stessa pagina di atterraggio, quella che descrive il prodotto, nessuno vieta però, nel caso di prodotti articolati con mini-siti con diverse sezioni, di associare ciascuna immagine ad una pagine differente.
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Mostrare l’utilizzo

Sono tra i contenuti che funzionano di più. Che si definiscano come How to, guide o tutorial il senso è lo stesso: mostriamo il prodotto nel suo effettivo contesto di utilizzo, mostriamo le fasi di utilizzo dello stesso e il risultato finale. Come si prepara una ricetta, come si utilizza una piastra per capelli, le quattro semplici mosse per annodare una cravatta in offerta, etc. Anche in questo caso le immagini sono collegate a una stessa pagina per cui il valore del carousel è esclusivamente legato alla scelta del visual.
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Presentare un’App Mobile

Il carousel può essere utilizzato anche per mostrare al meglio un’app mobile che state promuovendo. A seconda dell’applicazione si può pensare di costruirlo sia come se fosse un “how to” che mostri le fasi di utilizzo dell’applicazione (es. gli step di configurazione di un indirizzo all’interno dell’app Google Map) o semplicemente fornendo schermate appeal dell’app (es. fasi di gioco di un App Game oppure diversi filtri o funzioni contenuti in un’app di grafica o fotoritocco). Quasi mai una sola immagine è in grado di riassumere l’esperienza di un’app in modo completo tant’è che negli store ufficiali tutte le app vengono presentate proprio attraverso una galleria. Il carousel permette di anticipare la gallery già in fase di promozione abbattendo i costi di conversione.
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Condividere più contenuti

Nei casi precedenti le diverse immagini servono a dare un’idea più completa di uno stesso prodotto (tant’è che spesso tutte le immagini condurranno l’utente verso lo stesso link). Ci sono però contesti in cui il formato carosello può servire per mostrare in un solo post contenuti e prodotti differenti fra loro.
Immaginate post che rimandano a diversi articoli di un blog o di una testata online o che rilanciano diversi appuntamenti in programma in un locale ciascuno con una pagina di presentazione oppure ancora che rimandano un’utente in diverse sezioni verticali di un sito.
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Raccontare la storia del prodotto

Altro utilizzo possibile è legato al racconto fotografico della storia del prodotto. Come nasce, qual è il suo tragitto dalla produzione alla vendite, in quali contesti viene proposto ai clienti.
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Raccontare storie dei vostri clienti

La presenza dei clienti (veri o presunti) all’interno del racconto del prodotto può fare spesso la differenza associando un maggiore calore alla comunicazione e dando l’idea di un sentimento specifico collegabile all’utilizzo del prodotto stesso: tenerezza, amore, felicità, benessere, etc… In alcuni casi questo tipo di visibilità può ispirare gli utenti stessi a scattarsi foto simili durante l’utilizzo del prodotto per entrare a far parte di un successivo carousel di questo tipo.
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Mostrare il catalogo prodotti

Chiudiamo con quello che forse è l’utilizzo principale e più efficace che si può fare di questo formato: la possibilità di mostrare i pezzi salienti di un catalogo prodotti. Riuscire a concentrare in un solo contenuto ben 5 prodotti significa accrescere esponenzialmente il possibile interesse di un utente, il relativo numero di clic e accessi al sito e di conseguenza anche il numero di acquisti effettuati (non solo online anche se l’e-commerce è l’ambito che meglio può sfruttare il carousel).
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[Tool] I migliori strumenti per gestire (e misurare) i Social Media.

Periodicamente ci interroghiamo su quali siano i migliori tool per gestire attraverso un’unica interfaccia i propri canali Social. Ecco una lista presentata da G2 Crowd attraverso un’immediata classifica dei migliori.
Costi ed esigenze specifiche vi aiuteranno a scegliere il più giusto per voi. Intanto questi i migliori suddivisi per 4 categorie:

 

  • I più famosi: sono i tool più utilizzati e diffusi (quindi è ipotizzabile abbiano buone risorse per lavorare al potenziamento delle loro soluzioni) e al tempo stesso con il livello di soddisfazione più alto degli utenti.
    Hootsuite, Sprout Social, e TweetDeck
  • I più performanti: sono quelli con un alto livello di soddisfazione degli utilizzatori ma con un più limitato potere di diffusione sul mercato.
    AgoraPulse, Sendible, Viralheat, Buffer, and GroSocial
  • I Contendenti: in questo momento è uno, il tool Facebook per la gestione delle pagine che, seppur con un tasso moderato di gradimento degli utenti, ha un elevata diffusione e grandi risorse per lo sviluppo.
    Facebook Pages Manager
  • La Nicchia: raccoglie quei prodotto con un basso numero di recensioni legate a una diffusione sul mercato abbastanza limitata.
    Spredfast, Lithium, Shoutlet, Gremln, e Sprinklr
Strumenti Gestione Social
Personalmente e dopo diversi tentativi (Hootsuite, Sprout, Facebook Pages) attualmente sto collaudando con diversi team di lavoro Agora Pulse e credo che tra le funzionalità di gestione e quelle di produzione di reportistica sia effettivamente tra i migliori come testimonia l’analisi.
Restano però alcuni dettagli da affinare soprattutto nella parte di analisi e nello sviluppo di un’app Mobile visto che ormai gestione e moderazione non conoscono orari d’ufficio e capita di dover intervenire anche mentre si è in metro, spiaggia o in palestra a smaltire tossine ;-).

 

Se volete approfondire tutti gli altri tool studiate un pò le recesioni di su questa pagina. C’è l’imbarazzo della scelta e ce n’è per tutti i gusti e le dimensioni aziendali.
Se avete un’esperienza specifica, positiva o negativa, raccontatemela commentando questo post.