[Case Study] 15 post da imitare sulla festa della donna

La festa della donna è sempre uno dei grandi momenti di real time marketing dell’anno. Vale dunque la pena tenere traccia delle best practice in termini di contenuti postati dai brand in questa data. Tra quelli più classici e quelli originali eccone 15 a cui vale la pena dare un’occhiata.
Iniziamo da Mulino Bianco, un grande classico del Food, la video ricetta calata a pieno della ricorrenza.

Bonomelli contestualizza i suoi infusi con l’icona classica della giornata, la mimosa, creando empatia con una situazione verosimile che le proprie consumatrici potrebbero ritrovarsi a vivere oggi.
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Per Nespresso sono le tazze stesse a rappresentare l’8 della data della ricorrenza.
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Interessante l’operazione di produzione video di L’Oreal che pubblica diverse interviste di 45 secondi a donne che rappresentano icone di bellezza e raccontano/rivendicano l’importanza del ruolo femminile nella società. Poco spiegabile però la mancata spinta adv per rendere giustizia al lavoro creativo, ottimo, che raccoglie però poche visualizzazioni organiche.

Dal mondo moda cito Gucci che con l’occasione sponsorizza un progetto per dare voce alle donne di tutto il mondo.

Tiffany & Co. con una gif animata da emoji a comparsa celebra le donne come fossero uno dei suoi gioielli.

In tema di Real time marketing non si può non citare, puntualmente, Ceres che anche questa volta fa centro con un post dall’elevata viralità e meno prevedibile rispetto a tanti altri “standard” pensati per la ricorrenza.
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A proposito di post “standard” ecco quello di Nutella. Niente di nuovo ma non lo sono neppure le foto dei gattini, eppure…
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Da vedere questo video spinto a livello internazionale da Vodafone con protagonista i bambini. Un format da manuale, quello del mondo con gli occhi di un bambino, che funziona sempre.

Festività unita a prodotto per Poste italiane che in occasione della ricorrenza pubblica un francobollo da collezione.
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Restiamo nel mondo dei servizi con Enel Energia che coniuga la celebrazione della ricorrenza con la valorizzazione della sua sponsorizzazione del giro d’italia.

Un video collage emozionale per Unicredit racconta le donne con uno stile sobrio, forse banale, ma efficace verso l’utente medio.

Più sofisticato e verticale pensando agli amanti della lettura il post di Feltrinelli.
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Il punto di vista dei clienti sono al centro del racconto di Carrefour Italia, forse meno creativo della media, molto alta, dei post di questo brand ma non meno efficace.

Chiudo la lista con il mio post preferito della giornata, quello di Netflix, una video parodia che mostra come sarebbe la reazione di Jessica Jones al ricevimento di un ramo di mimosa. Geniale!

 
Bonus Track: aggiungo, su segnalazione, l’iniziativa di Barbie che per la festa della donna ha declinato la sua collezione con i volti di celebri icone del mondo femminile a cui ispirarsi.
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Il Food su Facebook in Italia. Best post 2017

L’analisi, lo dico fino allo sfinimento, è la base di partenza per ogni strategia social. Come sempre, che il progetto in cui sono impegnato personalmente sia nuovo o sia già in casa ma bisognoso di ottimizzazioni, refresh e integrazioni varie, cerco di seguire quelli che sono i trend che i Social ci mostrano. O meglio, detto come lo intendo io, cerco di individuare quali sono i contenuti e i format più usati e soprattutto più graditi dagli utenti.
In questo caso parliamo di Food & Beverage e in particolare dei Brand o pagine Italiane del settore che, grazie le proprie content strategy, hanno raccolto un buon successo durante l’ultimo anno.
Partiamo dalla selezione dei 30 Top brand operata tenendo conto di alcuni parametri:

  • Fan base – parametro che ormai non misuro quasi più ma che in questo caso è utile a farsi un’idea dell’awareness dei brand
  • Total Engagement – utile a misurare la capacità di ingaggio dei contenuti
  • Rappresentatività di sotto-settori del Food – in modo da avere un quadro quanto più completo possibile del comparto (dolce, salato, snack, pasto, alimento, bevanda, alcolici, analcolici, fresco, conservato, stagionale, non stagionale, etc.).

Ecco i brand selezionati:
Top30-Brand-Facebook-Italia-2017-2018
Nel 2017 questi brand pubblicano con una cadenza regolare di quasi 11 post al mese, indicazione utile per chi cerca risposta alla domanda: “quanti post pubblicare su una pagina Facebook di un marchio di food & beverage?”
cadenza-post-facebook-food-italy-2017
Per quanto riguarda le pagine leader di settore per numero di interazioni è evidente il successo di Galbani che con la pagina “Le ricette di casa Mia” si dimostra la migliore per mix tra content production e strategia di sponsorizzazione adv. Questa genera oltre 1,5 milioni tra like, share e commenti ai post. Non male nemmeno Nutella, seconda pagina per somma di interazioni, che parte da un’awareness sicuramente più forte di Galbani e, come vedremo spicca per i singoli best post. Sul terzo gradino tra i brand analizzati compare Parmalat con un milione di interazioni totali nei 12 mesi oggetto di studio.
Best-Facebook-Brand-Italia-Settore-Food-2017
Andando ad analizzare i singoli post segnalo questa top 3 basata sulla somma di like, share e commenti registrati da tutti i post pubblicati da queste pagine nel 2017.
Al primo posto un contenuto che può essere definito come il re assoluto dello scorso anno in termini di format food, ovvero: LA VIDEO RICETTA. L’autore è Nutella in collaborazione con Giallo Zafferano. La video ricetta in questo caso è quella di una torta di Nutella a forma di stella su una base di pasta sfoglia.

In seconda posizione Kinder con un rilancio di prodotto molto, molto, e ripeto: molto, semplice che per funzionare non ha bisogno di creatività ma si appoggia al semplice messaggio della novità. Si tratta del post sul Kinder Pinguì nel nuovo gusto Caramello. Più like e commenti della ricetta di Nutella ma meno condivisioni.

Terzo post per numero di interazioni è nuovamente un post di Nutella che con questo semplice ciambellone dimostra come il format: ricetta con foto del risultato finale + link al sito con i dettagli della preparazione sia, in questo settore, un tipo di contenuto intramontabile con il quale far parlare il brand/prodotto.

Naturalmente maggior numero di interazioni non sempre è sinonimo di miglior contenuto in assoluto. Basta spendere in promozione cifre superiori ai competitor che facilmente anche il post più “brutto” o “mediocre” può toccare vette di like mai viste. In più, anche solo analizzando questo podio, vediamo come le interazioni non si ripartiscano sempre nelle stesse percentuali e sappiamo benissimo che per differente livello di coinvolgimento richiesto non possano essere contabilizzate allo stesso modo. Banalmente ottenere uno share è esponenzialmente più difficile che ottenere un like e proprio per questo una misura più credibile del successo del post.
Se pensiamo ad esempio che nella media dei post Facebook pubblicati dalle 20 migliori pagine italiane il rapporto tra Reaction, Commenti e Condivisioni sia questo (dati SocialBakers, Gennaio 2018):
rapporto-Reaction-Commenti-Condivisioni-Gennaio-2018
è sintetizzabile una formula per il calcolo del tasso virale di un post mettendo in rapporto Share e Reaction. Se mediamente, come ci mostrano questi dati, per ogni 18 Reaction/Like ad un post si ottiene uno Share possiamo reputare autenticamente virale un post con un rapporto maggiormente ravvicinato di 1:18 tra Share e Reaction o con addirittura registrando più Condivisioni che Reaction nello stesso post.
Tenendo presente questo metro di valutazione, all’elenco di post di rilievo appena condiviso, vanno aggiunti anche altri contenuti caratterizzati dall’alto potere virale appunto. Uno di questi è sicuramente il post prodotto sui nuovi gusti del Cornetto Algida capace di generare una condivisione ogni 2 reaction. Perché? Forse più che per il contenuto stesso o per il format (un video di prodotto) per la targhettizzazione focalizzata che ci potrebbe essere stata dietro al post in modo da mostrare il messaggio solo a utenti interessanti al tema Veg (vegani + vegetariani) e al gluten free.

Ancora meglio fa Chef con un post, dopo i tanti dolci citati sopra, che rilancia una ricetta salata a base di Zucca, Pancetta e Timo. Anche in questo caso parliamo di Video-ricette. Format che non tradisce e che, questa volta fa registrare addirittura più condivisioni che like e reaction varie.

Tra i vari contenuti presenti nella top ten per volumi di Share vale la pena segnalarne un altro di Nutella. Questa volta più che di prodotto o di guida all’utilizzo si parla di brand identity, di carattere del brand. Il “come te non c’è nessuno” di Nutella diventa un video emozionale da 14 mila share, la metà del numero di Reaction registrate dal questo post.

Chiudo segnalando la pagina Facebook che, tra quelle analizzate ha il rapporto tra Share e Reaction più propriamente VIRALE. Lo dico fieramente in quanto è una pagina di cui da 3 anni curo la strategia Social: si tratta di Polenta Valsugana che ha un 31% di Viral Rate su una media di settore del 10% (vedi grafico seguente). Anche in questo caso la parte del leone in termini di share la fanno le video ricette di cui riporto un esempio.
Viral-rate-pagine-facebook-food-italia-2017

Abbiamo visto cosa ha funzionato bene nel 2017, naturalmente categorie di post e brand sono tanti di più di quelli menzionati in questo studio ma personalmente ritengo abbastanza rappresentativo il campione e i format analizzati per chiunque stia lavorando oggi in questo ambito e sia in cerca di best practice.
Non mi resta che augurarvi Buon appeti…ehm buon lavoro.

[Case History] 20 post Facebook sulla festa del papà.

“Tanti auguri papà”. In quanti modi una brand page facebook può comunicare questo messaggio? Vale la pena farlo in maniera originale o con la formula più classica e utilizzata? Cosa funziona di più?
In questa foto gallery ho raccolto 20 post tratti da altrettante Pagine Facebook. Scorreteli e lasciatevi ispirare per il prossimo anno o per qualunque altra ricorrenza simile. Occhio sempre al numero di condivisioni legate ai post che davvero riescono a coinvolgere l’utente al punto da renderlo portavoce (e viralizzatore) del contenuto. Cliccate sulle immagini per visualizzare la galleria a tutta pagina.


And the winner is… WIND con un video a base emozionale. Sceneggiatura totalmente prevedibile ma a prescindere da ciò ad alto grado d’empatia.

p.s.: questo post è dedicato a mio padre. Auguri Sergio.

[CASE STUDY] Lo storytelling per creare empatia

[CASE STUDY] Lo storytelling per creare empatia

La parola storytelling è onnipresente quando si parla di contenuti di comunicazione in grado di coinvolgere gli utenti nei luoghi social (e non) in cui vengono a contatto con brand, prodotti e personaggi famosi. Ma di cosa si tratta? Quali sono gli esempi da imitare? Quando va utilizzato lo storytelling?
La pratica di raccontare una storia per veicolare dei valori è quanto di più antico e primordiale ci si possa immaginare in termini di comunicazione. Pensate, ad esempio, alle fiabe per bambini che utilizzano intrecci e fatti fantastici per comunicare una morale che altrimenti resterebbe puramente teorica e fredda. Così come abbiamo imparato a non fidarci degli sconosciuti dalla storia di Cappuccetto Rosso potremmo imparare a conoscere la bontà e soprattutto la genuinità e la tradizione familiare di una crema spalmabile percorrendo la vita di qualcuno in parallelo a quella del prodotto stesso. Un esempio classico è rappresentato dallo stile dello spot 2013 di Nutella (che continua a lavorare sulla stessa strada anche quest’anno) che al di là del concetto della personalizzazione del barattolo, altro punto forte di creazione dell’empatia, di fatto cattura l’utente raccontando una storia in cui questi si può facilmente immedesimare.

Dunque il gioco è semplice, racconto una storia e alla fine il prodotto entra quasi in punta di piedi a sostituire quella che è la morale della fiaba restando nella mente di chi guarda in modo emotivo molto più che razionale.
Lo storytelling ha un potere grandissimo anche in situazioni in cui occorre comunicare temi molto delicati. Pensate ad esempio ad un Aeroporto che deve comunicare il piano di lavori per l’ampliamento del suo impianto. Parliamo di progetti che comportano, tra le altre cose, un impatto ambientale non indifferente e attirano l’attenzione (a volte ostile) di istituzioni, associazioni e gruppi sensibili al tema. Come convincere la gente che il progetto merita la fiducia di tutti? Raccontando storie positive come fa l’aeroporto di Heathrow che mostra a genitori e figli attraverso piccole e realistiche storie di vita come un aeroporto più grande possa facilitare la realizzazione di progetti, sogni e obiettivi delle giovani generazioni.
Potevano insistere sui 5 benefit promessi (vedi immagne sotto) magari raccontando il progetto e i numeri dello stesso…
heathrow_video_promise
… invece hanno preferito raccontare le storie di due ragazzi che da piccoli – dolci e sempre viral – bambini imparano la vita, coltivano sogni e riescono a realizzarli una volta grandi proprio perchè esiste un aeroporto in grado di permettere alle loro speranze di “prendere il volo”.

Come per Nutella anche per questo caso di Heathrow la “morale della favola” è: il brand ti è vicino, apprezzalo, amalo, sostienilo perchè è parte di te.