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Internet of Things: il mercato italiano vale 6,2 mld. di Euro

Internet of Things: il mercato italiano vale 6,2 mld. di Euro

Continua la marcia dei dispositivi connessi: case, città, auto, industrie diventano smart.

Secondo i dati presentati oggi durante il convegno “Internet of Things: l’innovazione parte da qui” organizzato dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano nel 2019 il mercato italiano dell’Internet of Things ha raggiunto un valore di 6,2 miliardi di euro (+24% rispetto al 2018).

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Smart home, cresce l’ingresso dell’Internet of Things nelle nostre case.

Smart home, cresce l’ingresso dell’Internet of Things nelle nostre case.

I dati della Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things 2020 tracciano un quadro del comparto della Smart home in progressione rispetto agli anni precedenti sia lato offerta che lato domanda.

Le evidenze principali:

  • Nel 2019 continua a crescere il mercato italiano della Smart Home raggiungendo un valore di 530 milioni di euro, +40% rispetto al 2018.
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Netcomm Forum 2018, i punti chiave per prepararsi al next retail!

Netcomm Forum 2018, i punti chiave per prepararsi al next retail!

Le vendite online crescono, come ogni anno da quando esiste il Netcomm Forum. Ma la novità di quest’anno non è tanto rappresentata dai 27 miliardi stimati per il valore degli acquisti online da parte degli italiani (+15%). Non è nemmeno la differenza di crescita tra acquisto di prodotti pari a 15 miliardi (+25%) e l’acquisto di servizi pari a 12 (+6%).

La notizia invece è che facendo una proiezione a 3 anni sul mercato mondiale seppure la crescita delle vendite continui nel 2021 la maggior parte del fatturato legato alle vendite di servizi e prodotti sarà ancora generata dai negozi fisici (circa l’82% vs l’88% attuale). 

ecommerce - prodotti vs servizi

crescita ecommerce worldwide

È così che il tema di come collegare online e punto venduta fisico in ottica omnicanale e di come portare l’innovazione tecnologica nello stesso per accrescerne l’appeal sui consumatori non è più uno dei tanti cantieri aperti ma è diventato l’argomento centrale dell’Edizione 2018 del Netcomm Forum. Di cosa parliamo: di marketing e retargeting geolocalizzato in base ai punti vendita fisici, couponing, notifiche push in store, meccaniche di click & collect, presenza di display instore, pagamenti self service, controllo sulla disponibilità dei prodotti, offerte real time personalizzate, addetti alla vendita preparati.

Il contesto – la città, le sue infrastrutture di rete, le politiche di educazione al cittadino per l’utilizzo della tecnologia, la digitalizzazione della PA –  giocherà un ruolo importante e facilitatore per l’evoluzione dei retailer tradizionali influenzando la velocità dell’introduzione di metodi di pagamento innovativi, nuove esperienze in store, potenziamento dell’utilizzo e della funzione dei dispositivi mobile. In questo quadro certamente il comune di Milano si pone come capofila ed esempio per tutto il territorio Nazionale.

Ma è comunque sul fronte dei venditori che si aspettano grandi investimenti. I filoni da tenere d’occhio in modo incrociato a quello centrale dell’innovazione instore e su cui progettare attività sono gli stessi di sempre:

  • mobile first con la possibilità di poter dialogare con il consumatore sempre e ovunque grazie allo smartphone e alla fruizione social
  • i prodotti sono sempre più Touch Point di comunicazione andando oltre la loro funzione d’utilizzo
  • dati restano al centro del percorso strategico nell’evoluzione di prodotti, servizi e processi
  • l’evoluzione della virtualità (Realtà Aumentata, Visori ottici, Realtà virtuale, etc.) accrescono le possibilità di interazione di e con il cliente. 
  • Anche la fabbrica diventa intelligente definendo meccaniche di produzione in base ai flussi delle richieste e agli storici
  • wearable modificano i comportamentinext retail netcomm commerce forum

Tra le novità su cui drizzare le antenne in prospettiva vanno sottolineati i ruoli di:

  • Internet of Things e Intelligenza Artificiale che permetteranno di automatizzare i device (basti pensare agli elettrodomestici intelligenti) e i processi di acquisto,
  • casa e auto che diventano vere piattaforme digitali renderanno la connessione del singolo utente always on,
  • accesso vocale a contenuti e informazioni che, con le sue molteplici forme, diventa un nuovo canale con ricadute su molteplici campi tecnologici e di marketing, dalla revisione della SEO alla capacità di dialogo con i vari speaker e software intelligenti (Google Assistant, Amazon Alexa, Siri, etc..)
  • logistica che sarà sempre più flessibile nelle meccaniche di consegna e ritiro delle merci. La possibilità di consegna sempre e ovunque e la robotizzazione dei magazzini definiranno nuovi standard.

Insomma, tante aree, tante possibilità ma anche tanta complessità. Di certo c’è molto da lavorare. A che punto è il vostro percorso?

future of retail

Smart home: in Italia mercato da 250 milioni ma non ancora maturo. #OIOT18

#OIOT18 - Osservatorio smart home
I dati della Ricerca Smart Home 2017-18 dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano mostrano una crescita del +35% del mercato che passa dai 185 milioni del 2016 a 250 milioni di euro di valore nel 2017.
Cosa si acquista di più?
Videocamere e kit legati alla sicurezza, caldaie e termostati e grandi elettrodomestici (in particolare le lavatrici). In quest’ultimo caso però vale la pena citare un dato esemplificativo dello stato di maturità del settore: solo il 15% degli acquirenti utilizza effettivamente le funzionalità smart del dispositivo acquistato, per mancanza di informazione sui possibili vantaggi o per mancanza di cultura sul tema.
mercato-iot-italia-2017-valore-dispositivi
Le principali barriere alla diffusione e all’utilizzo dei dispositivi di Internet of Thing per la casa riguardano: il valore dei servizi offerti, la possibilità di un’installazione semplice o inclusa e la percezione/notorietà dei brand presenti sul mercato. In quest’ultimo caso va rilevato l’assenza degli OTT quantomeno in Italia.
Dall’analisi dell’Osservatorio emerge come da una parte il consumatore vorrebbe affidarsi alle professionalità del settore, dall’altro, lato installatori, emerge una mancanza di propensione al cambiamento e la sensazione di non essere abbastanza informati sul tema.
Smart-home-iot-il-consumatore-analisi-doxa
Anche per questo pur essendo la filiera tradizionale (installatori, architetti, costruttori edili) il principale canale di acquisto di un dispositivo IoT questo cresce in maniera meno veloce rispetto al canale dei Retailer e degli eRetailer. Sempre più consistente la presenza tra gli attori del mercato di Assicurazioni che offrono soluzioni o servizi e polizze legate all’utilizzo dei dispositivi smart in casa. Nell’ultimo anno infine si registra l’ingresso nel mercato di Telco e Utility con una prima strutturazione dell’offerta forte di alcuni punti forti propri del mercato: base clienti già attiva, presenza capillare, possibilità di rateizzazione semplice in bolletta della spesa IoT.
mercato-smart-home-canali-vendita
Comparando il mercato italiano a quello internazionale è evidente il “ritardo” del nostro paese in questo comparto testimoniato, tra i diversi fattori, dall’assenza di uno dei dispositivi già affermati ad esempio negli USA: l’assistete vocale, attualmente ripartito nel duopolio tra Amazon e Google con Apple che si affaccerà sul mercato nel 2018.
Mercato-smart-home-internazionale-assistenti-vocali
In sintesi per descrivere lo scenario del nostro paese in materia di Smart Home possiamo dire che, mentre oggi si parla generalmente di singolo dispositivo, domani, come ha affermato durante l’evento di presentazione dei dati Marco Landoni, Direttore Marketing di Edison Energia, si dovrà arrivare a parlare meno di tecnologia e più di vantaggi pratici legati alla stessa e di ecosistema connesso in cui le tecnologie lavorano e dialogano fra di loro (es. il ciclo di lavaggio della lavatrice parte quando il sistema di generazione di energia dai pannelli solari è al massimo). La comunicazione focalizzata sui vantaggi, le partnership tra operatori, la formazione di reti di installatori e il push legato agli investimenti di grandi operatori dovrebbe portare a salire quel gradino che ancora manca in questo comparto. L’ultima fotografia che ci tengo a condividere riguarda uno dei dati presentati da Doxa sulla conoscenza del tema Smart Home, quasi metà degli italiani (il 45%) non sa cosa sia e chi dichiara di non possedere nessun oggetto smart in casa per lo più ammette di non sentirne la necessità o non averci nemmeno mai pensato piuttosto che di non comprenderne i benefici. Tuttavia quasi un utente su 3 ammette che penserà ad un acquisto in questa direzione in futuro. È da questo che occorre partire.
perchè-non-acquista-dispositivi-smart-home-resistenze-doxa
 

Internet of Things in Italia: un business da 2,8 Mln di Euro con un +40% nel 2016

Contatori connessi, smart car e smart building costituiscono il 70% del mercato dell’Internet of Things in Italia. Un mercato in crescita del 40% rispetto al 2015 con un valore passato da 2 a 2,8 milioni di Euro. La grande l’attenzione alla sicurezza su casa (intesa come smart building quindi anche uffici e negozi) e auto e la fortissima spinta normativa, soprattutto per la crescita del 90% dell’installazione  dei contatori connessi, sono i due motivi principali della crescita.
Ecco quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio del Politecnico di Milano presentati nel mese di Aprile 2017.IoT-Italia-2016
Più bassi i numeri delle applicazioni per il trasporto e la logistica, le smart city e le smart home anche se in futuro sarà proprio la Smart Home, insieme all’Industria smart ad affiancare in termini di diffusione i 3 ambiti che attualmente trainano il settore aprendo la strada a nuovi scenari di mercato. Grande probabilmente sarà anche la crescita dei servizi collegati alle funzionalità offerte dagli oggetti in sé.
IoT servizi
Ultimo tema fondamentale da tenere d’occhio è quello della gestione dei dati che se da un lato possono generare valore in termini di processo, personalizzazione del servizio, cessione degli stessi a terzi e comunicazione, dall’altro pongono l’attenzione sulla cyber security oggetto di lavoro sia dal punto di vista tecnologico che legislativo (che ci eviterà di diventare preda dei nostri oggetti connessi 😉 ).
cyber security
 


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