Banche: Mobile Marketing e Gamification, il caso Ally Big Save

Si può far “giocare” un potenziale cliente di una Banca per attirarlo verso il proprio business? Qualcuno ci ha provato.
Tutto è nato per colpire l’attenzione durante lo spazio pubblicitario più famoso del mondo, quello    durante il Super Bowl del 4 febbraio scorso, la grande finale del campionato di Football americano.
Ally Bank, una banca degli Stati Uniti, ha lanciato un gioco basato sulla realtà aumentata in grado di attirare l’attenzione degli spettatori chiamato Ally Big Save.
La presentazione dell’iniziativa recita:

ON FEBRUARY 4TH, WHILE BRANDS WERE SPENDING BIG MONEY
ON BIG GAME ADS, WE FOUND A WAY TO HELP YOU DO
SOMETHING BIGGER WITH YOUR MONEY.


Come ha funzionato:
ally-big-save-how-to
i clienti hanno scaricato l’app nei giorni precedenti al Super Bowl per essere poi invitati a giocare durante le pause del “big event”. Anzitutto occorreva indicare a quale scopo avrebbero risparmiato dei soldi: l’acquisto di una casa, di un’auto, per la formazione dei propri figli, per un fondo per le emergenze, etc.
Ally Big Save - screenshot AR app
Poi, durante le interruzioni pubblicitarie appunto, l’app invitava a raccogliere quante più banconote galleggianti trascinandole con il proprio dito all’interno di un salvadanaio virtuale. Terminata la partita era possibile sottoporre l’esito della propria giocata al marchio e concorrere per poter vincere un premio in denaro in modo da realizzare il proprio obiettivo.
Ally Big Save - screenshot AR app-2Sebbene Ally Big Save non sia stata la star di comunicazione del Super Bowl 2018, ha sicuramente suscitato molto entusiasmo sugli spalti e sui divani di molti spettatori generando una discussione sul web più ampia di qualsiasi altra marca non presente all’evento con uno spot televisivo. Anzitutto perché qualcuno invitava al risparmio nel momento dell’anno in cui più che mai si viene invitati a spendere acquistando beni e servizi pubblicizzati. Poi perché effettivamente il benefit ricevuto è collegato, almeno nel messaggio, ad una giusta causa, quella che ognuno ha scelto.
Idea centrale a parte il progetto è stato ben organizzato anche su una serie di attività collaterali. Dalla CTA iniziale e anticipata per il download dell’app alla pubblicizzazione dell’evento sui social e attraverso l’aiuto di influencer e celebrità che hanno postato sul tema. La componente più “egoistica” del Benefit rappresentata dal concorso è stata anche bilanciata da contenuti più emozionali attraverso i video racconti da 30 secondi delle storie di risparmio di alcuni reali correntisti di Ally Bank. Infine, post evento, è stata condivisa una classifica sulla preferenze di risparmio dei partecipanti/giocatori, dato interessante e in parte anche “notiziabile”. Chiaramente poi alla base di tutto c’è stato anche il rimando esplicito ad approfondire le soluzioni di risparmio personalizzato della banca con generazione di traffico di qualità verso il sito web.
go.ally.com-big-save
In conclusione mi sento di affermare che un’attività di questo tipo, per quanto semplice nella dinamica, comporti comunque una spesa non banalissima (certo un centesimo di quella necessaria per uno spot durante il super bowl). Tuttavia la sua valenza tattica, se preceduta e seguita da altre attività coerenti e coordinate, può risultare poi un tassello importante in un quadro di percezione del brand e dei suoi valori più ampio.

Trend Viral, il videoclip musicale di Shell

schermata-2016-10-06-alle-17-23-28Da paio d’anni gli addetti alla content strategy delle aziende continuano a ripetere quanto sia importante puntare sui video online per rendere efficaci azioni e messaggi verso i potenziali clienti.  Nonostante questo sono relativamente pochi i contenuti “social” diffusi in rete dai brand che nel formato video performano bene.  Ci sono utenti vicini a settori come quello Fashion più sensibili di altri alla fruizione di contenuti video ma, in generale, la semplicità e la rapidità di fruizione delle immagini sembra pagare di più in termini di attenzione e interazioni.
Con colleghi e clienti spesso ci si trova a dire: ma se ottengo più like e share con una bella fotografia o con una grafia creativa perchè devo spendere nell’ideazione e nella produzione molto più costosa di un video? Certo sappiamo che un video è in grado di affascinare e raccontare molte più cose, di fare leva su più sensi coinvolgendo anche l’udito e trattenendo lo sguardo dell’utente per più tempo ma se poi non viene visto per più di 3 secondi c’è poco da fare, la sua potenzialità rimane inespressa.
Sempre più spesso però, osservando alcune best practice, mi trovo rispondere anzitutto che non sia una questione di formato e di pazienza degli utenti bensì di script e storyboard. Da una parte non c’è ancora una competenza creativa diffusa per lo sviluppo di video per il web, dall’altra solo alcuni marchi hanno fatto il salto mentale passando dal video associato al concetto classico di SPOT a quello associato ad un concetto molto più evoluto di racconto. Ancora meno sono poi quelli che sono disposti a mettere, durante il racconto, in secondo piano il marchio o il prodotto a favore dello “spettacolo”.
E qui arriviamo all’esperienza Shell che secondo me, al di là dei gusti, ha fatto una cosa semplicissima.schermata-2016-10-06-alle-17-23-49Ha creato un video branded partendo da quello che i dati dicono chiaramente ovvero che al primo posto tra i format video più apprezzati e fruiti dagli utenti ci sono i video musicali (li guarda il 61% di chi fruisce di video online, al secondo posto ci sono i Tutorial con il 48%, via via tutti gli altri come intrattenimento, informazione, ugc).
Senza scoprire l’acqua calda ma investendo nella creazione di un videoclip proprio come se fossero una casa discografica hanno prodotto un contenuti iper ingaggiante.
Ecco il risultato: “Best Day of My Life”

A una settimana dalla messa online del video abbiamo questi dati:
Su FACEBOOK:
31 Milioni di Visualizzazioni
94 mila condivisioni
314 mila like
8,5 mila commenti
Su YOUTUBE:
650 mila Visualizzazioni
13,3 mila condivisioni
2500 like
E’ vero, non sappiamo quanto è stato investito per spingere le visualizzazioni ma di una cosa possiamo essere certi: ottenere mezzo milione di interazioni e, tra quelle, una percentuale così alta di condivisioni (ogni tre like in media c’è uno share) non è qualcosa che si compra dal centro media. E ovviamente questi sono solo dati parziali.

[Benchmarking] Le Birre su Facebook nel 2016: Moretti, Ceres e Ichnusa i leader.

pagina facebook Heineken
Estate, tempo di Benchmarking obbligato anche quest’anno sulle performance del settore birraio in Italia.
Ecco dunque qualche chart e riflessione sui brand più attivi in Italia, quelli più seguiti e le tattiche migliori.
Ho analizzato 18 brand diversi, mi perdoneranno eventuali esclusi (anzi, segnalatemeli così al prossimo giro li inserisco). Premetto già che i brand selezionati sono quelli che pubblicano in Italiano per cui un leader di mercato come Budweiser non è presente in questa chart avendo una pagina aggiornata solo in Inglese.
Birre su Facebook in Italia
Partiamo dal dato più evidente, quello che tutti, a torto o a ragione, guardano sempre: il numero di fan. Heineken sembra sbaragliare la concorrenza se non fosse che in questo caso va considerato non il totale degli oltre 20 milioni di fan ma la percentuale italiana degli stessi. Si, perchè siamo di fronte a una pagina internazionale i cui fan locali ammontano ad “appena” 1.067.000 (fonte Socialbakers). Dunque confermata la prima posizione di Heineken ma con un distacco minimo rispetto ai 900 mila fan di Birra Moretti e ai 627 mila di Ceres.Birre su Facebook in Italia - Classifica Fan
Passando all’analisi delle interazioni totali nell’arco degli ultimi 3 mesi (11 Aprile – 10 Luglio 2016), vero metro per misurare l’efficacia delle strategie social, la testa della classifica sembra essere invariata nelle prime tre posizioni. In realtà se, anche in questo caso, dividessimo per 20 il totale delle interazioni di Heineken, proporzionandole al numero di fan nazionali rispetto agli internazionali, il totale verrebbe fortemente ridimensionato a non più di 30 mila fan facendo piombare il brand attorno al dodicesimo posto. Dunque leader della classifica italiana per numero di interazioni di questo trimestre risualta Birra Moretti seguita da Ceres e Carlsberg.
Birre su Facebook in Italia - Classifica Interazioni
Vediamo le caratteristiche del posting di questo settore. Iniziamo dalla frequenza. I Brand di birra su Facebook pubblicano meno di un post al giorno. In media sono 24 post al mese.
best format beer facebook post
Per quanto riguarda i giorni con il maggior numero di post pubblicati da sempre il venerdì è il momento principale della settimana e anche quest’anno la situazione resta invariata.
best day beer facebook
Per i formati invece seppure le foto restano quello in grado di generare maggiori interazioni i video, rispetto ad altri settori e al food più in generale, registrano un notevole numero di utenti coinvolti.
best format beer facebook post
Andiamo ora sulle best practice a livello di contenuti. pagina facebook birra moretti
Birra Moretti è in assoluto il brand principe con post come il seguente che ripropone l’immagine di un’utente Instagram. Non un’influencer ma una semplice utente scelta in base all’utilizzo dell’hashstag #birramoretti. E’ così che un post senza pretese con appena 13 like sul profilo Instagram di @Seljjang rilanciato e probabilmente sponsorizzato sulla pagina del marchio raccoglie 18 mila like, 663 share e 165 commenti.  Non male per il più classico degli UGC.best day beer facebook
Meno like ma molte più condivisioni raccoglie il post che rilancia lo spot sulle due nuove versioni regionali del prodotto: quella lucana e quella pugliese. Immagino che in questo caso la targettizzazione della sponsorizzazione nelle regioni di competenza abbia giocato un ruolo non banale.
best post birra moretti - facebook
E veniamo al secondo brand in classifica per numero di interazioni che poi è il primo secondo gli addetti ai lavori grazie alla capacità dei social media manager di adottare un tono di voce e una creatività sempre originale e disruptive: Ceres!
In questo caso vale la pena citare il post con il maggior numero di like e condivisioni che ha come tema le elezioni comunali a Roma ricordando che l’argomento delle elezioni costituisce da sempre un trend topic a livello nazionale tanto sui social quanto sui motori di ricerca. Ceres lo cavalca con uno scatto divertente che viene proposto con tanto di Mention della pagina della candidata Giorgia Meloni. Quella delle mention è una prassi che Ceres usa spesso, fateci caso.
best day beer facebook
Ma non è solo la creatività e la capacità di osare che rende Ceres una case history da imitare. C’è anche l’attenzione per ogni singola interazione all’interno dei commenti. In questo caso dopo un post insolito e coraggioso in cui sfida Corona (menzionandola) facendo propria l’icona del limone infilato nel collo della bottiglia …
fagina facebook - corona - post
… instaura un dialogo “creativo” con uno dei tanti fan proponendo nel giro di mezz’ora dall’inizio dello scambio il post riveduto graficamente in maniera ironica (vedi qui sotto). Mitici!
risposte corona su Facebook
Una citazione la merita anche Peroni, che posiziona uno dei suoi post tra i top del trimestre e in particolare il rilancio di un post del rapper Jake La Furia. I testimonial, sopratutto se in target, pagano sempre.
best day beer facebook
Chiudo la carrellata con Ichnusa.
cover ichnusa facebook
L’icona sarda della birra in questa stagione si promuove attraverso una brand history veicolata tramite il racconto di alcune figure di dipendenti dell’azienda più o meno verosimili. Il mastro birraio, il responsabile imbottigliamento e il responsabile qualità sono protagonisti di altrettanti spot che raccontano la passione per il proprio lavoro che dà vita alla conseguente qualità del prodotto. Spot molto apprezzati e condivisi segnale di come uno storytelling emozionale e ben fatto sia premiante.
best format beer facebook post
Per ora è tutto, voi che post preferite sorseggiare tra questi?
… cheers a tutti!

[Case Study] Il Real Time Marketing Proattivo di Carrefour su #milaninter

In tema di Real Time Marketing Proattivo (o Predittivo) condivido come Case History da manuale l’attività promossa in questi giorni da Carrefour nei propri supermercati. Tutti i clienti a partire da un minimo di spesa potranno scommettere sul risultato del derby di calcio più famoso d’Italia Milan – Inter in programma tra qualche giorno vincendo sconti speciali o punti aggiuntivi per la propria raccolta.#milaninter
Al di là dei dettagli e dei criteri di partecipazione alla promozione sul luogo fisico quello che è interessante rilevare sono due aspetti.
Il primo è legato proprio alla capacità di individuare con anticipo quello che sarà un tema di interesse comune e di costruirci attorno un’iniziativa flash (la promozione dura 3 giorni). In questo caso il valore di un’attività simile è legato alla generazione di un picco temporaneo ma sicuramente più emotivo rispetto a quello che i vantaggi offerti avrebbero generato se non fossero stati collegati alla partita.
Il secondo aspetto riguarda la capacità di portare online la promozione utilizzando sia Facebook che Twitter attraverso post sponsorizzati e i giusti i tag, #milaninter @acmilan @inter #milano, che in questo caso saranno sicuramente stra-utilizzati dagli utenti da qui a domenica.
#milanintertwitter-carrefour-milanintercarrefour-derby-facebook
Proprio online attraverso promozioni simili è facile generare passaparola spontaneo (ironico o serio che sia). Chiaramente poi a livello di volumi generati un contributo importante potrà darlo soltanto una sponsorizzazione adeguata guidata da una targettizzazione intelligente verso gli utenti più facilmente associabili allo sport e alle due squadre citate.