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[Stats] I brand moda e accessori più seguiti su Instagram

Il primo passo per progettare un’attività di successo è sempre, SEMPRE, il banchmarking. Solo da un confronto onesto e senza pre-concetti (tipo: “sono il più bravo”, “non ho veri competitor”, “la mia creatività è una bomba”, “so cosa funziona sui social”) con quanto già pubblicato e raccontato dai competitor è possibile inquadrare non solo lo stile di un brand rivale (e per riflesso il proprio) ma anche quali siano gli atteggiamenti e le risposte degli utenti ai singoli contenuti.
Oggi mi concentro su un settore e un canale che sono fatti l’uno per l’altro ovvero il Fashion su Instagram. In particolare condivido una Chart e un’infografica molto interessanti elaborate dagli amici di Blogmeter che fotografano in maniera immediata le performance dei brand protagonisti di questo settore e forniscono una prima lista di nomi e case history da approfondire nel caso in cui lavoriate in quest’ambito.
Il primo è un grafico elaborato in occasione della Fashion Week di Febbraio 2016 a Milano e mette in evidenza i top brand su Instagram per numero di Follower e per performance registrate durante i 5 giorni dell’evento. I 64 brand analizzati hanno registrato una media di pubblicazione di 31 post durante l’evento (6 medi al giorno) e un volume di interazioni tra like e commenti superiore ai 10 milioni. Brand leader in maniera netta sono Gucci e Prada, primi due nomi da analizzare nel dettaglio insieme a Versace, Fendi e Armani.
Brand-Fashion-Instagram
La seconda Chart riguarda un’analisi verticale sui brand di scarpe e accessori in un periodo più ampio del primo sui brand di abbigliamento. In questo caso parliamo del quadrimestre gennaio-aprile 2016 e di conseguenza di un volume di interazioni elevatissimo con il leader, Michael Kors, che arriva a 18 milioni di interazioni. Segue Christian Louboutin. Seguono ma molto distanziati, Jimmy Choo, Giuseppe Zanotti e Steve Madden, brand da tenere d’occhio perché registrano ottimi risultati con un volume di post pubblicati inferiore alla media dei top di settore. Interessante, in questa analisi, l’emergere di un posting che ritrae e cita diversi influencer facendo leva sulla loro celebrità online e del successo di scatti ambientati all’esterno anche in contesti inusuali per i prodotti ritratti.
Infografica-Instagram-Fashion-Shoes-Accessories-Chart

[SOCIAL CONTENT] Come decidere cosa postare. Il real time marketing, approccio e strumenti.

Nel post: “[SOCIAL CONTENT] Come decidere cosa postare su Facebook e Twitter: i trend topic” ho condiviso una delle regole essenziali per la creazione di contenuti “ingaggianti” da pubblicare sui social media: la capacità di cavalcare i trend topic del momento. E’ un dato di fatto come l’attivazione di meccaniche di real time marketing possa fare la differenza tra il successo o l’insuccesso di un contenuto prodotto.
Oggi ci addentriamo maggiormente nel tema cercando di definire i due principali criteri di applicazione di questo approccio alla creazione di messaggi e contenuti: il real time marketing reattivo e quello proattivo.
In un caso, il RTM Reattivo, si agisce dopo aver verificato l’effettivo successo e interesse da parte della rete su un tema partecipando o ampliando le discussioni attraverso il proprio contributo.

esempio: vedo che la notizia della vittoria rocambolesca della Juventus in Champions League genera tantissime ricerche da parte degli utenti allora produco immagini, contenuti, offerte, messaggi, giochi correlati a quel tema.

Il modello di riferimento di questo processo potrebbe essere quello mostrato nel grafico di seguito che passa dalla fase di analisi (step 1 e 2) a quella di sviluppo, approvazione e posting del contenuto (step 3,4 e 5) passando per la promozione organica o a pagamento dello stesso (step 6) e si conclude con una misurazione dei risultati e un aggiustamento/miglioramento della formula e del contenuto utilizzato (step 7 e 8):
real time marketing model
Nel secondo caso, il RTM Proattivo, la sfida sta nel prevedere e anticipare i trend futuri grazie all’analisi di dati storici, alla conoscenza delle caratteristiche psicologiche di uno specifico target e all’impagabile intuito del community manager e dello strategist coinvolti nel progetto.

esempio: so che il 9 Novembre si festeggiano i 25 anni della caduta del muro di Berlino con eventi e iniziative di cui certamente i media parleranno allora attivo già qualche giorno prima una call to action verso i miei contatti/fan/follower in cui chiedo di condividere una loro foto davanti al muro premiando i più attivi con un coupon sconto. 

In questo caso il modello è identico al primo ma i trend monitorati e scelti (passaggio 1 e 2) vanno ipotizzati a priori rispetto a dati che abbiamo già collezionato. Un lavoro apparentemente più complesso e dagli esiti incerti ma che ci permette di pianificare strategie e messaggi con tempi di vita maggiori come concorsi, applicazioni, piccole competizioni, iniziative multicanale.
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