Mobile Device, i migliori brand e contenti del 2018 su Facebook

Quando si parla di dispositivi Mobile – smartphone, tablet, smartwatch – è indubbio che a contendersi le principali quote di mercato a livello mondiale siano due soli brand: Samsung e Apple con quasi il 60% delle vendite totali. In Italia, oltre a questi l’outsider Huawei da qualche anno ha messo fuori la testa dal gruppone di inseguitori giocandosela alla pari con i leader. Gli altri invece sono tutti sotto il 4% di market share.

Per capire meglio la spaccatura di cui parliamo è sufficiente guardare il grafico di seguito (fonte statcounter).

StatCounter-vendor-IT-monthly-201711-201811

Quando dall’analisi delle vendite si passa all’analisi delle attività di Social Media Marketing la situazione cambia leggermente. Focalizzando infatti l’attenzione sulle pagine Facebook Italiane dei principali brand vediamo certamente un primato confermato, quello di Samsung*, seguito poi da una grande assenza e qualche sorpresa. L’assenza, ovviamente, è quella di Apple che ha deciso da sempre di non regionalizzare la sua attività social con una pagina Facebook Italiana. Le sorprese invece riguardano anzitutto il secondo gradino del podio per numero di interazioni registrate nel 2018 occupato da Xiaomi, brand che ricopre il 2,8% di quote di mercato ma che si dà un gran da fare online e poi l’emergere di altri marchi nati nell’ultimo decennio come Wiko e Oneplus e capaci di fare concorrenza a storici colossi per awareness come Sony Mobile e LG.  

 

mobile-device-brand-total-interactions-2018-italy-facebook

Passando dai dati macro ad un focus sui contenuti vale la pena segnalare sicuramente alcuni dei post che durante il 2018 hanno fatto registrare il maggior numero di reaction, share e commenti.

Anche se quasi tutti i primi posti sono occupati da contenuti pubblicati da Samsung il gradino più alto del podio di questa classifica è di Huawei con un contenuto video a favore del WWF e delle Balene. Quasi 2 milioni e mezzo di visualizzazioni e 40 mila interazioni.

Sempre legato alla CSR e alle iniziative di stampo sociale il secondo post con più interazioni, anche questo un video, ma questa volta di Samsung. Qui si parla di un APP pensata per gli accrescere l’autonomia degli autistici in uno specifico contesto professionale. Un milione di views e quasi 25 mila interazioni.

Non tanto differente da quelli già visti il terzo contenuto più gradito dagli utenti tra quelli legati alla promozione di dispositivi mobile (ricordiamo che alcuni brand come Samsung o LG promuovono sulla loro pagina anche altri dispositivi come ad esempio i Televisori o Frigoriferi). Questa volta protagonista è la filosofia del brand raccontata attraverso dispositivi come lo smartphone e il visore ottico a simboleggiare la presenza di Samsung a supporto delle sfide di ogni giorno.

Guardando questi post possiamo affermare che gli ingredienti per raccontare il settore siano l’emozione e il format video e, almeno in questo secondo caso, le statistiche sembrano avvalere la tesi.

Sono infatti proprio i video i contenuti con le migliori performance del settore.mobile-brand-fb-best-format

Per quanto riguarda invece i topic è importante si saper emozionare ma anche saper contestualizzare più concretamente l’utilizzo della tecnologia promossa gioca un ruolo importante. Ecco un esempio:

Molto interessante la collaborazione di Huawei con la web star conosciuta come Pinna le cui “massime” diventano temi per il proprio cellulare e il cui post promozionale raccoglie quasi 14 mila interazioni.

huawei pinna influencer app quote

Scorrendo la classifica dei top post scopriamo e segnaliamo infine anche il live streaming che presenta in italia Xiaomi. Un format che quasi mai guadagna i primi posti per numero di interazioni ma che questa volta si fa notare mettendo subito in chiaro le intenzioni importanti di questo brand nel nostro paese, almeno a livello marketing.

Cosa succederà nel 2018? Quali elementi influenzeranno di più gli utenti invogliandoli ad interagire con i marchi del settore: Innovazioni tecnologiche, storytelling, how to, iniziative sociali, collaborazione con gli influencer? Staremo a vedere.

 

 

*Il totale delle interazioni della pagina Samsung comprendono anche post su altri dispositivi non annoverabili come Mobile. 

Il QR code è morto, lunga vita al QR code

static_qr_code-vincenzodellolio.com
Ce li avete presenti? Si, per forza. Se lavorate nel mondo del Marketing li riterrete (vado per percentuale statistica) una cosa inutile, se invece siete utenti qualunque (beati voi) pure. I QR Code, simpatici quadratini pieni di altri quadratini. I QR code, tanto simili a dei cruciverba mai compilati che in maniera altrettanto incompiuta sembrano lì lì per entrare nel linguaggio comune degli utenti digitali ma che per un motivo o per l’altro vengono sempre rimandati agli esami di riparazione. I QR code, un format ideale per semplificare la vita dell’utente mobile ma che, nonostante questo, non spicca il volo ma nemmeno, badate bene, cade in disuso.
Periodicamente questi eterni codici del futuro fanno ritorno sulla scena. Ci sarà un motivo no?

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Lo scorso autunno, finalmente aggiungerei, Apple ha inserito nell’aggiornamento del proprio sistema operativo iOS 11 un lettore nativo di codici QR. A differenza del passato quindi adesso per leggere un QR code non occorre scaricare un’app reader apposita per poi tenerla lì per mesi o anni ad occupare spazio in memoria fino a che si presenterà la prossima necessità d’uso. No, ora tutto quello che bisogna fare, almeno per i proprietari di iPhone, è puntare la fotocamera del proprio cellulare su un codice e questo viene riconosciuto attivato automaticamente. Di certo personalmente oggi, dopo questo aggiornamento, sono più portato a fare scansioni rispetto che in passato.

I QR code sono una manna dal cielo in tanti contesti, non solo pubblicitari ma anche di servizio. Basti pensare che possono essere utilizzati per fornire accesso ad esempio ad una rete wifi anziché richiedere un attento spelling delle password allo smemorato cameriere di turno, per effettuare un acquisto con PayPal o per inviare tweet, sms e testi pre-compilati.
È anche per questo che alcuni dei social network importanti come Snapchat, Facebook e persino Spotify stanno spingendo sempre più sullo sviluppo e la diffusione di un linguaggio di codici proprietari. Scansionando un codice di Facebook Messenger, ad esempio, è possibile rimandare gli utenti al servizio chatbot automatizzato o di assistenza live di un’azienda. Con la stessa logica scansionando il codice di una playlist o di una canzone ascoltata su Spotify da un amico è possibile collegarsi in un instante alla stessa musica.
Fb-messenger-code-Vinscodici-spotify
Considerando dunque che i codici QR, nelle loro molteplici forme e declinazioni, sono ancora uno dei modi più semplici per connettere il mondo fisico e quello online non sorprendiamoci se questa eterna promessa del digital finalmente verrà adottata a regime in molti più contesti di marketing e comunicazione rispetto al passato.
Volete creare il vostro QR code con un indirizzo web o con la vostra vCard o magari con il link diretto alla pagina per il download della vostra app o il vostro indirizzo mail? Ecco uno dei mille tool che vi consente di farlo in un solo clic: https://it.qr-code-generator.com

Boom online di ricerche per il "Black Friday". In Italia più cercato dei "Saldi".

negozio_nike-black-friday
“Che palle queste mode americane”… Quante volte abbiamo sentito o pronunciato questa frase negli ultimi anni? Tra Halloween, Thanksgiving, San Patrizio, Baby Shower e altri trend e tradizioni importate dagli Stati Uniti sono altrettanti i momenti e le iniziative di Marketing collegate agli stessi.
Dopo una prima forte affermazione nel 2015, sopratutto online, una di queste tradizioni ha vissuto quest’anno un vero e proprio boom: il black friday.
Questa giornata è successiva al Giorno del Ringraziamento e dà origine, dal punto di vista commerciale, al periodo dello shopping natalizio. Anche se non è certa l’origine del nome di questa ricorrenza, secondo alcune fonti, questo nasce da un modo di definire la giornata nella città di Philadelphia per indicare il caos derivato dal traffico cittadino creatosi solitamente per l’occasione.
Passando dell’analisi storica a quella dei dati disponibili al momento, ovvero quelli delle ricerche online effettuate in Italia sul tema (vedi grafico seguente), notiamo come anno su anno negli ultimi 5 anni le ricerche a tema siano cresciute in modo esponenziale. Per quanto siano prevedibili i picchi generati ogni anno nel mese di Novembre è meno pronosticabile quanto avvenuto nel 2016 quando l’interesse degli utenti italiani è triplicato rispetto all’anno precedente.  Ancora più sorprendente il rapporto con un tema di scontistica che ha da sempre scandito gli acquisti nel nostro paese ovvero i Saldi stagionali che avvengono 2 volte all’anno a Luglio e Gennaio (linea rossa nel grafico). In rapporto alle ricerche su questo tema quelle relative al Black Friday nel 2016 appaiono per la prima volta notevolmente superiori (Fonte: Google Trends).
trend ricerche google black friday saldi 2016
Ma quindi da quest’anno il Black Friday avrà un impatto sui consumi degli Italiani superiore a quello dei classici Saldi? No, o meglio, non è detto perché chiaramente le ricerche ci mostrano l’interesse su un tema che, in questo caso, per forza di cose essendo relativamente nuovo, attira un maggior numero di ricerche puramente informative di curiosi che hanno come obiettivo anche solo capire di che si tratta o perché l’evento ha questo nome. Non è da sottovalutare anche la vicinanza tra ricerche su Google, quindi online, e il luogo dove il Black Friday per ora genera le maggiori vendite: internet quindi non è detto che nei negozi fisici l’interesse sia lo stesso rilevato online.
Dall’analisi delle query associate al black friday negli ultimi 90 giorni vediamo come in generale, da sempre, l’evento più atteso sia quello di Amazon (primo tra i brand nella colonna destra del grafico sotto, quella con i volumi assoluti di ricerche) che, per il secondo anno, ha pubblicizzato l’iniziativa di sconti temporizzati anche in TV. A seguire Mediaworld. Dall’altra parte si sono attivati in maniera decisa anche una serie di player meno abituati a campagne dedicate o a registrare volumi di ricerche elevati in altri periodi dell’anno. Ecco quindi che nella chart a sinistra, quella con le ricerche principali per tassi di crescita, appaiono brand come: Zara, Trony, Apple, Ryanair, Expert e Sony (quest’ultimo con il prodotto Ps4).
query ricerche google black friday 2016
Infine per avere un’idea di come alcuni di questi marchi e catene abbia spinto volantini e promozioni dedicate ecco una carrellata di Post Facebook. Inutile dire che il “black” sia il colore più usato dai grafici. In questo caso la fantasia conta poco, è la percentuale di sconto a guidare e spero che abbiate fatto dei buoni affari.

Boom online di ricerche per il "Black Friday". In Italia più cercato dei "Saldi".

negozio_nike-black-friday
“Che palle queste mode americane”… Quante volte abbiamo sentito o pronunciato questa frase negli ultimi anni? Tra Halloween, Thanksgiving, San Patrizio, Baby Shower e altri trend e tradizioni importate dagli Stati Uniti sono altrettanti i momenti e le iniziative di Marketing collegate agli stessi.
Dopo una prima forte affermazione nel 2015, sopratutto online, una di queste tradizioni ha vissuto quest’anno un vero e proprio boom: il black friday.
Questa giornata è successiva al Giorno del Ringraziamento e dà origine, dal punto di vista commerciale, al periodo dello shopping natalizio. Anche se non è certa l’origine del nome di questa ricorrenza, secondo alcune fonti, questo nasce da un modo di definire la giornata nella città di Philadelphia per indicare il caos derivato dal traffico cittadino creatosi solitamente per l’occasione.
Passando dell’analisi storica a quella dei dati disponibili al momento, ovvero quelli delle ricerche online effettuate in Italia sul tema (vedi grafico seguente), notiamo come anno su anno negli ultimi 5 anni le ricerche a tema siano cresciute in modo esponenziale. Per quanto siano prevedibili i picchi generati ogni anno nel mese di Novembre è meno pronosticabile quanto avvenuto nel 2016 quando l’interesse degli utenti italiani è triplicato rispetto all’anno precedente.  Ancora più sorprendente il rapporto con un tema di scontistica che ha da sempre scandito gli acquisti nel nostro paese ovvero i Saldi stagionali che avvengono 2 volte all’anno a Luglio e Gennaio (linea rossa nel grafico). In rapporto alle ricerche su questo tema quelle relative al Black Friday nel 2016 appaiono per la prima volta notevolmente superiori (Fonte: Google Trends).
trend ricerche google black friday saldi 2016
Ma quindi da quest’anno il Black Friday avrà un impatto sui consumi degli Italiani superiore a quello dei classici Saldi? No, o meglio, non è detto perché chiaramente le ricerche ci mostrano l’interesse su un tema che, in questo caso, per forza di cose essendo relativamente nuovo, attira un maggior numero di ricerche puramente informative di curiosi che hanno come obiettivo anche solo capire di che si tratta o perché l’evento ha questo nome. Non è da sottovalutare anche la vicinanza tra ricerche su Google, quindi online, e il luogo dove il Black Friday per ora genera le maggiori vendite: internet quindi non è detto che nei negozi fisici l’interesse sia lo stesso rilevato online.
Dall’analisi delle query associate al black friday negli ultimi 90 giorni vediamo come in generale, da sempre, l’evento più atteso sia quello di Amazon (primo tra i brand nella colonna destra del grafico sotto, quella con i volumi assoluti di ricerche) che, per il secondo anno, ha pubblicizzato l’iniziativa di sconti temporizzati anche in TV. A seguire Mediaworld. Dall’altra parte si sono attivati in maniera decisa anche una serie di player meno abituati a campagne dedicate o a registrare volumi di ricerche elevati in altri periodi dell’anno. Ecco quindi che nella chart a sinistra, quella con le ricerche principali per tassi di crescita, appaiono brand come: Zara, Trony, Apple, Ryanair, Expert e Sony (quest’ultimo con il prodotto Ps4).
query ricerche google black friday 2016
Infine per avere un’idea di come alcuni di questi marchi e catene abbia spinto volantini e promozioni dedicate ecco una carrellata di Post Facebook. Inutile dire che il “black” sia il colore più usato dai grafici. In questo caso la fantasia conta poco, è la percentuale di sconto a guidare e spero che abbiate fatto dei buoni affari.

[DATI] Le App più scaricate in Italia a Luglio 2015

Se le connessioni internet si spostano sempre di più verso il mobile e pensare a Smartphone e Tablet è l’unico modo per fare un digital marketing efficace va da se che conoscere quali siano le applicazioni più scaricate dagli utenti entri a far parte del bagaglio culturale di ciascun strategist del digitale.
E’ per questo che oggi ho dato un’occhiata alle classifiche più recenti disponibili con i download su dispositivi iOS e Android in cerca di evidenze e ispirazioni.
Di seguito la doppia Chart con le App più scaricate in assoluto e quelle più redditizie tra quelle a pagamento nel mese di Luglio 2015 in Italia. (Fonte: Appannie.com)
 
Best App Luglio 2015
Come ormai avviene da un anno il dominatore della classifica assoluta resta WhatsApp seguito dal fratello (o sorella) Fecebook Messenger. Un segnale che suggerisce la possibilità di giocare lato creativo sopratutto sui social con contenuti che simulano le chat di quelle app.
Lato applicazioni a pagamento restano Clash Of Clans, Candy Crush e Farm Heroes le app con il maggior numero di adepti.
Interessanti gli spunti che arrivano scalando le posizioni di entrambe le classifiche che da una parte premiano giochi/quiz di “intelligenza” come 94% o Trivia Crack e dall’altra vedono l’app del Corriere della Sera spuntare in mezzo al monopolio Game delle app a pagamento.
Avendo, la categoria Giochi, visibilmente la meglio sulle altre ecco una classifica di approfondimento verticale su quali sino le Game App più scaricate del mese. (Fonte: Appannie.com)
Best App Game Luglio 2015

Nel complesso i giochi di strategia bellica (Clash odf Clans, Game of War, Clash of Kings) sembrano attirare più interesse insieme al fenomeno mobile Candy Crush la cui stella sembra non tramontare.  Grandissima l’ascesa di Agar.io, un gioco in cui si è padroni di una cellula che per sopravvivere deve mangiarne altre e stare attenta a non essere mangiata oltre al già citato 94% e all’app Cattivissimo Me che sulla scia del marketing del film entra nella top 10.
Scaricatele, provatele, giocateci, capite la logica ma anche lo stile grafico che sta dietro il successo delle top app, potrebbe essere anche dietro il successo dei vostri contenuti di marketing digitale.