WeChat è pronta per l’Internet of Veichles.

WeChat è pronta per l’Internet of Veichles.

A maggio di quest’anno, Tencent ha annunciato una partnership con 19 case automobilistiche per integrare WeChat (app da 1 miliardo di utenti) sui nuovi modelli in uscita.

L’idea è quella di poter utilizzare l’app attraverso comandi vocali non solo per funzioni base di messaggistica ma anche per una serie di servizi e attività collegati all’utilizzo stesso dell’auto come ad esempio: cercare ristoranti nelle vicinanze, controllare i prezzi della benzina delle varie stazioni in prossimità, effettuare pagamenti di servizi abilitati attraverso il sistema autopay di WeChat. Una bella e, sopratutto, sicura comodità per i guidatori che non potranno essere concentrati – mani e occhi – sulla strada senza rinunciare a rispondere ad un messaggio o effettuare operazioni utili.

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[Dati] Le App più scaricate a Febbraio 2019. In Italia cala Facebook, nel mondo va forte Tik Tok.

[Dati] Le App più scaricate a Febbraio 2019. In Italia cala Facebook, nel mondo va forte Tik Tok.

Monitorare le app più diffuse sui dispositivi del proprio target aiuta qualsiasi professionista del marketing a comprendere alcuni trend, canali, abitudini e cambiamenti culturali in corso che possono influire sulle proprie attività. È per questo che periodicamente è opportuno fare un punto e guardare quali applicazioni si trovino a livello mondiale e nazionale ai vertici delle classifiche.

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[Dati] Le App più scaricate a Maggio 2018. Facebook, giochini e playback mania

[Dati] Le App più scaricate a Maggio 2018. Facebook, giochini e playback mania

Oggi facciamo un piccolo refresh sulle app più scaricate in Italia in modo da verificare eventuali trend emergenti utili a livello strategico e per tracciare le abitudini mobile degli italiani. In aggiunta rispetto agli articoli precedenti vedrete anche la classifica delle app a livello mondiale in modo da avere uno sguardo più ampio su alcune particolari tendenze.

Vi ricordo che effettuo questa analisi periodicamente in modo da constatare cambiamenti nel tempo, conferme e livello di maturazione delle varie preferenze degli utenti mobile:

Ma vediamo la classifica italiana della app a Maggio 2018.

“Facebook Rules!”. Facebook Messenger, WhatsApp, Facebook e Instagram occupano dalla terza alla sesta posizione e restano le app gratuite più scaricate di questa prima parte dell’anno.

Le App più scaricate in italia Maggio 2018 - classifica - Fonte App Annie

Insomma a prescindere dalle primissime posizioni in classifica, spesso temporanee e occupate da app “scarica-usa-e-getta” è chiaro ormai da tempo che occorra mettere in piedi strategie di comunicazione social integrate in grado di toccare tanto canali come Facebook e Instagram quanto app di messaggistica come Messenger e WhatsApp che, con diversi linguaggi e verso utenti in parte differenti, permettono di raggiungere una fetta preponderante della popolazione italiana.

Tra le app più scaricate nel mese di maggio troviamo in prima posizione Helix Jump, un gioco dai facili comandi in cui bisogna muovere una pallina rimbalzante all’interno di una sorta di labirinto verticale e girevole evitando di farla spiaccicare nelle zone evidenziate.

Helix-Jump-app-più-scaricate-italia-2018

Sulla stessa logica di intrattenimento senza grossi sforzi e ancora più semplice di Helix Jump è Love Balls, app seconda classificata del mese, un giochino da utilizzare in momenti di pausa o anche mentre si guarda annoiati la TV al posto del tradizionale solitario. Scopo del gioco: far incontrare due palline (ma va?) spingendole l’una verso l’altra attraverso linee e forme disegnate sullo schermo. Nulla di davvero emozionante o articolato ma proprio per questo un passatempo da incastrare in qualsiasi momento. Da testare per qualche settimana prima del prevedibile abbandono causa: “rottura di balls”.

love-balls-app-screenshot

Al settimo posto si conferma il successo di Wish, l’app di e-commerce/marketplace che rappresenta, come l’avevamo definita nell’articolo sulle top app di febbraio, la versione discount di Amazon. Ma non inganni la stabilità in classifica. L’app sta crescendo e migliorando i propri servizi di mese in mese e a cavallo dei mondiali di calcio lo sviluppatore ha investito anche in una costosa campagna TV che vede come protagonisti diversi calciatori famosi.

Avete già uno store del vostro brand su questo canale? Avete mai valutato di aprirne uno?

Vale la pena citare anche l’ottavo posto di Spotify che si rivela l’app di streaming musicale regina.

Più o meno stabili le posizioni delle app a pagamento o con acquisti in app in grado dunque di generare i maggior profitti: Netflix, Candy Crush Saga e Clash Royale si scambiano le prime tre posizioni da inizio anno.

Provando ad ampliare lo sguardo a livello mondiale nella TOP 10 worldwide ritroviamo molti dei trend già citati con la galassia Facebook e quella dei giochini passatempo ad occupare le prime posizioni della classifica per download.

Tuttavia il trend che va osservato e su cui varrebbe la pena fare valutazioni è quello in atto da qualche tempo rappresentato dall’ottava posizione di Tik Tok. Possiamo definirla la sorella (quasi gemella) di Musical.ly e non è un caso che occupino due posizioni vicine nella classifica delle app più scaricate. Anche Tik Tok infatti è un app Cinese (è lì che è nata e ha generato milioni di Download anche se con un nome diverso: Douyin) e come Musical.ly ha avuto grande successo tra le fasce d’età più giovani. La dinamica è quella del video breve in cui chiunque, ma proprio chiunque, può registrare un playback, una coreografia, una mini gag e milioni di smorfie da pop-star e abbellirle con le varie funzioni di editing audio e video. Risultato di questa magica app che consente ai propri possessori di “sentirsi famosi” per qualche secondo: oltre un miliardo di video visti al giorno.

Ecco una serie di video tra i più divertenti (de gustibus) pubblicati sull’app.

Spopolerà anche in Italia? Che la risposta sia si o no l’idea che la popolazione più giovane abbia trovato il modo e i canali per esibirsi da star dovrebbe farsi largo nell’inquadramento degli stili e dei codici di comunicazione di questo cluster di utenti.

 

Sito Mobile: qual è la soluzione migliore?

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Prendere in mano lo smartphone è la prima cosa che fai al mattino? Probabile, magari la seconda. App o Browser ormai è questo il punto di contatto principale degli utenti con i mondi digitali dei vari marchi. Ed è per questo che l’attenzione delle imprese al Mobile Browsing è ormai un diktat.
Le soluzioni adottate sono diverse, diverso è l’investimento necessario per ciascuna e il pensiero che ci sta dietro.
Considerando le principali aziende per fatturato in 13 differenti settori analizzate nel corso della Ricerca dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, emerge che il 68% ha un sito responsive, il 15% un mobile site, il 13% un sito adaptive e solo il 4% un sito non ottimizzato.
mobile-browsing-responsive-adaptive-m-site
Ma cosa significa sito responsive, adaptive o m-site? Quali differenze ci sono?
Provo a riassumere:
Quando parliamo di Responsive Web Design (RWD) parliamo di un sito le cui pagine si adattano automaticamente nel momento in cui vengono visualizzate da Mobile piuttosto che da desktop. In termini di sviluppo il codice è uno solo per la versione desktop e mobile e una sola la url che ospita il sito. In generale è più semplice modificare template responsive rispetto ad altri di diverso tipo.
Nel caso dell’Adaptive Web Design (AWD) invece viene utilizzato il server per capire se un sito è visitato da un dispositivo mobile (e quale esso sia) o desktop e questo dà la possibilità di creare e mostrare templates diversi, creati ad hoc, a seconda dello schermo in cui si visualizza. Nel responsive si adatta la pagina, nell’adaptive viene scelto l’url corretto verso cui indirizzare la visualizzazione. A livello pratico, grazie a questo metodo e al fatto che le pagine mobile sono ospitate su un dominio specifico, le stesse possono caricarsi in modo più rapido, elemento che, per utenti con connessioni mobile non sempre rapidissime (rispetto a quelle desktop), si traduce in minore tasso di abbandono del sito legato a possibili lentezze di caricamento. Dai dati dell’Osservatorio emerge come il 46% dei navigatori mobile dichiarano di aver abbandonato un sito non sufficientemente veloce o usabile “spesso” o “qualche volta” durante l’ultimo anno. Un altro vantaggio sta nella possibilità di creare più template a seconda della dimensione dello schermo mobile specifico che, come ci mostra il mercato è e sarà sempre molto variabile (es. iPhone, iPhone plus, iPad mini, iPad). Un grande vantaggio però comporta anche un costo maggiore poiché le ore di sviluppo di due o più codici differenti per ogni dispositivo o macro-famiglia sono superiori a quelle necessarie per lo sviluppo di un sito di tipo responsive.  Questo metodo di design è utilizzato spesso nel caso in cui esistano già siti desktop pre-esistenti e si voglia solo aggiungere a questi una versione mobile con navigazione più efficace rispetto al semplice “rimpicciolimento” della versione desktop (ciò che succede per i siti non-reponsive).
Partendo dall’Adaptive si può arrivare ad un’estrema personalizzazione non solo dei template ma anche delle funzioni di un sito mobile che rispetto a quello desktop può presentare ad esempio menù, call to action o contenuti in parte o completamente differenti pensati dalla versione per schermi desktop o laptop proprio per la fruizione da un dispositivo di dimensioni ridotte. In questi casi parliamo di m-site, siti che si avvicinano molto all’esperienza di navigazione che può essere fatta con un app. Uno degli esempi più famosi è la versione mobile di Facebook ospitata all’indirizzo “m.facebook.com”.
Esiste una soluzione migliore delle altre nel caso in cui non si voglia o non si possa arrivare a sviluppare e sopratutto a promuovere efficacemente un’app proprietaria? No.
Come sempre dipende dai casi. Occorre partire dai contenuti piuttosto che dal servizio che un marchio ha bisogno o intenzione di offrire online e in base a quelli realizzare se l’esperienza fornita per l’utente mobile è sufficientemente efficace già con un sito responsive piuttosto che bisognosa di una serie di personalizzazioni più o meno importanti.
Per un sito vetrina nella maggior parte dei casi una versione responsive è più che sufficiente. Per siti molto strutturati con alberature complesse e, oltre che informazioni, anche funzionalità particolari (es. siti di case automobilistiche con configuratori di un prodotto, siti di e-commerce) vale la pena prendere in considerazione un investimento maggiore in personalizzazione delle versioni per smartphone e tablet.
Chiudo con un’infografica che riassume bene le differenze tra le due tipologie di approccio.
adaptive-vs-responsive-design-differenze
 


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