Black Friday 2017, record di sempre online nel mondo e in Italia.

In tutto il mondo in queste ore si fanno bilanci su come siano andate le vendite legate alle promozioni del Black Friday. Si parla di record ovunque. In USA il bilancio delle vendite online durante lo scorso venerdì è del +17,7% rispetto all’anno precedente (fonte Adobe Analytics). In italia le prime stime parlano di una crescita della spesa media del 38% con oltre 100 euro di spesa per ciascun consumatore. Gli acquisti sono avvenuti durante tutto il giorno di venerdì 24 Novembre con picchi di vendite già alle 11 del mattino e, in seguito, dopo le 19. Grandissimo il ruolo giocato dai dispositivi mobili, smartphone e tablet in fase di acquisto (fonte Cuponation).
In un post dello scorso anno sul Black Friday avevo descritto come, dopo le prime avvisaglie registrate nel 2015, il 2016 fosse l’anno della consacrazione per questo evento commerciale. Quantomeno lo era stato a livello di sdoganamento di massa visto il numero di ricerche online a tema. Non tutti i venditori però si erano organizzati bene per proporre e sponsorizzare offerte.
Quest’anno la crescita ulteriore del successo online del Black Friday è confermata sia a livello mondiale che italiano. Basti vedere l’andamento delle ricerche su Google evidenziato nei grafici di seguito e confrontare i picchi di ogni anno dal 2012 ad oggi.

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Trend delle ricerche sul tema Black-Friday a livello mondiale da Dicembre 2012 a Novembre 2017. Fonte: Google Trend


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Trend Geografico delle Ricerche sul Black Friday a livello Mondiale. Fonte: Google Trends


E se gli Stati Uniti, patria di questa ricorrenza, guidano la concentrazione delle ricerche, l’Italia, al 18° posto a livello mondiale, si difende bene con un +33% del numero di ricerche effettuate rispetto al 2016.
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Trend delle ricerche sul tema Black-Friday a livello Italiano da Dicembre 2013 a Novembre 2017. Fonte: Google Trends


Ma cosa cerca nello specifico l’utente e in particolare l’utente italiano, quando s’informa sul Black Friday? Lo scorso anno avevamo visto come il tema principale d’interesse fosse legato ad Amazon con gli altri grand brand a fare quasi più da spettatori/follower che da attori protagonisti.
Quest’anno la classifica delle query più cercate e di quelle emergenti negli ultimi 90 giorni mostra questo andamento.
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Se da una parte, analizzando i brand più cercati in assoluto con questa combinazione di keyword (colonna sinistra), vediamo che Amazon fa ancora la voce grossa con ben due voci nelle prime posizioni, dall’altra vediamo crescere il numero di brand dei due settori di mercato che guidano le vendite di questa giornata: elettronica di consumo e abbigliamento. I più attivi o meglio, i meglio percepiti dopo Amazon dai consumatori sono sicuramente Mediaworld, Unieuroeprice che raccolgono online i frutti del bombardamento mediatico in particolare televisivo. Nel settore dell’abbigliamento spiccano Zalando e Zara anche se iniziano a farsi sotto anche H&M, Stradivarius, Yoox, Bershka, Nike, Asos con crescite esponenziali di ricerche rispetto al passato.
Concludo con una breve carrellata di Post Facebook di alcuni dei brand più cercati. Case History, più o meno originali o da manuale, da mettere in archivio e a cui ispirarsi anche a stretto giro con le campagne promozionali in vista del Natale.

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L'eCommerce in Italia nel 2017 vale oltre 23 mld. Dati e spunti dall'#OEC17

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Le parole chiave dell’ultimo convegno degli Osservatori del Politecnico di Milano sull’eCommerce BtoC in Italia vedono come protagonisti:

  • il Mobile – cresce il transito online da smartphone (25% degli acquisti), occorre pensare a ogni attività di vendita in questa logica.
  • i Big Data – come sintesi dell’orientamento al cliente necessaria alla conversione con tutto ciò che comporta anche a livello marketing (re-targeting, content e programmatic)
  • la User Experience – che va dalla selezione al pagamento di prodotti e servizi fino ad arrivare alla logistica (“la ricezione di un pacco è un’esperienza magica”)
  • il Food&grocery – il settore oggi con i maggiori margini e dunque le maggiori potenzialità di crescita ma anche il più complesso da approcciare (“la cosa più difficile da fare è cambiare le abitudini del consumatore”).
  • l’Innovazione – dai chatbot all’acquisto via messaggio, dall’assistente vocale a AR/VR e mobile payment fino ad arrivare all’autenticazione biometrica. Tutti elementi da valutare con un occhio sempre anche alle start-up, grande motore del cambiamento.


Ecco una piccola cronaca via twitter dell’evento e tanti dati tra quelli condivisi.

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Lo Showrooming spiegato dai Griffin

Oggi, in certi settori, su tutto i beni di consumo, la sfida vera dell’ecommerce è quella di fornire un’esperienza più rapida (e comoda) di quella in store. 
Non tutto però è digitalizzabile al 100%. Voglio provare un materasso prima di comprarlo e lo stesso succede per un paio di scarpe o magari per un formaggio in offerta. Ecco perché dall’altra parte, c’è un’opportunità ed è legata ai negozi fisici che, per essere sostenibili, possono ed in certi casi devono studiare partnership ed entrare a far parte di modelli in cui il loro ruolo nel customer journey è legato alla semplice vetrina / camerino.
Insomma il paradigma dello shoowrooming, secondo cui provo il prodotto in store ma compro online perché risparmio soldi e fatica nel trasporto deve  essere compreso e cavalcato sia dai venditori online che da quelli offline.
Grazie ai Griffin per lo stimolo del giorno.

I 5 fattori chiave dell'Ecommerce nel 2017


Nell’attuale contesto dell’e-commerce raccontato durante il Netcomm Forum 2017 e fatto di una crescita a doppia cifra, di un ruolo crescente del mobile e una sempre maggiore integrazione tra canale online e fisico è fondamentale tenere presenti alcuni fattori.
Tutte le aziende attive o che si avvicinano alla vendita online e multicanale dovrebbero essere capaci di sviluppare competenze alla cui base c’è un solo grande elemento: l’analisi dei dati. Solo attraverso la raccolta e la corretta interpretazione degli stessi sarà infatti possibile mettere in pratica in modo vincente la propria proposizione di prodotti o servizi al consumatore. In particolare bisogna essere capaci di:

  1. Leggere e interpretare il customer journey del consumatore per intercettarlo nel momento giusto con la giusta comunicazione. L’everywhere shoppers non pratica nette e consapevoli distinzioni tra negozio online e fisico, tra momento di conversazione con il brand e momento d’acquisto. Tutto è fluido al punto che solo rendere l’utente abile a qualsiasi operazione di informazione, confronto/valutazione e acquisto in qualsiasi posto e in qualsiasi momento significa davvero aver risposto alla sua esigenza.       l'esperienza mobile in fase d'acquistodior vr
  2. Guidare il consumatore fra le infinite possibilità e momenti di scelta. Tanti player, tanti prodotti, infinite combinazioni, prezzi diversi, troppe variabili portano al paradosso della scelta in cui l’eccesso di possibilità porta all’inazione. Ecco dunque il ruolo che deve assumere la tecnologia applicata alla vendita. Recommendation, notifiche push, newsletter e offerte iper-personalizzate sono solo una parte delle possibili “guide” attraverso cui accompagnare l’utente a concludere un acquisto.
    recommendation ecommerce l'esperienza mobile in fase d'acquisto
  3. Semplificare in maniera estrema il processo di pagamento. Sempre, dovunque e istantaneo. Pensateci due volte prima di obbligare all’iscrizione sul sito o a verificare un’email un utente che sarebbe già pronto a pagare un prodotto. Pensateci tre volte prima di “risparmiare” in tecnologie che passono permettere ai vostri clienti di risparmiare tempo e stress in estenuanti code alla cassa. 
    pagamento da starbucks

    Con una semplice app starbucks permette di effettuare e pagare l’ordine ancora prima di sedersi al tavolo.

  4. Velocizzare e rendere più flessibile la logistica. Attraverso la gestione più efficente dei magazzini, il tracciamento dei pacchi condiviso con gli utenti in tempo reale e i metodi alternativi di consegna e reso.
    Milkman consegne a domicilio

    il servizio Milkman interpreta la necessità degli utenti di una consegna effettuata ad una determinata ora del giorno.

  5. Accrescere il valore della customer care prendendosi davvero cura di ogni utente, intervenendo sulle sue possibili recensioni negative, valorizzando e favorendo le positive, stimolando la community di potenziali ambassador, fornendo risposte esaurienti e rapide a tutti, utilizzando, quando necessario, tecnologie come i chat bot che aprono scenari “low cost” per gestire grandi quantità di informazioni e dialogare in modo mirato e personalizzato con utenti con esigenze semplici ma diverse fra loro. chatbot

Cos'è la Smart Home: valori e trend di un mercato in crescita.

Smart Home
Qualche giorno fa gli Osservatori del Politecnico di Milano hanno condiviso i risultati della ricerca sul mercato delle soluzioni Internet of things (IoT) per la casa, tecnologie capaci di trasformare ogni casa in una SMART HOME.
Per fugare ogni dubbio, vediamo bene cosa si intende per applicazioni per la Smart Home. Le principali sono così classificate:

  • Assistenza alla persona (es. avvisi in caso di cadute di anziani in casa, assistenza a disabili);
  • Climatizzazione/Riscaldamento (es. condizionatore o termostato regolabili a distanza tramite SMS o App);
  • Gestione elettrodomestici (es. accensione/spegnimento da remoto, tramite App su smartphone, di lavastoviglie, lavatrice, forno a microonde);
  • Gestione scenari (es. gestione coordinata di diversi oggetti connessi, con la possibilità di creare scenari pre-impostati);
  • Gestione tapparelle e/o tende (es. chiusura automatica delle tapparelle tramite App);
  • Illuminazione (es. spegnimento di tutte le luci di casa prima di coricarsi utilizzando lo smartphone, regolazione del colore o dell’intensità luminosa da smartphone);
  • Monitoraggio consumi energetici (es. monitoraggio a distanza dei consumi dei dispositivi elettrici ed elettronici tramite presa elettrica intelligente);
  • Monitoraggio fumi, allagamenti, incendi, cortocircuiti (es. servizi di assistenza tecnica a fronte di guasti all’impianto elettrico rilevati da sensori);
  • Sicurezza (es. impianto di videosorveglianza e videocitofonia con possibilità di accedere alle immagini a distanza e/o da Smart TV, impianto di antintrusione che e ettua chiamate in caso di allarme, serrature intelligenti che inviano allarmi in tempo reale in caso di apertura non autorizzata);
  • Salubrità della casa (es. sensori per monitoraggio temperatura e/o umidità, centraline meteo che forniscono dati tramite WiFi).
Nel corso del 2016 il mercato delle soluzioni per la Smart Home in Italia è cresciuto del +23% rispetto al 2015, superando di poco i 180 milioni di euro, un valore ancora minimo rispetto alle aspettative ma che, anche grazie alle innovazioni in arrivo è destinato a crescere.
Gli Over-the-Top (OTT), con a capo Google con il suo NEST e Amazon con Echo/ALEXA, si sono lanciati cercando di fornire all’utente soluzioni DIY (Do it Yourself) capaci di essere installate senza la necessità di un intervento specializzato. Le catene di elettronica iniziano a dedicare spazi per la Smart Home all’interno dei loro punti vendita e lo stesso avviene per utility e telco che spesso fanno leva sui negozi monomarca sparsi capillarmente sul territorio.
In questo quadro appare ancora poco maturo lo sviluppo di temi legati a queste tecnologie che vanno dall’installazione alla definizione e promozione dei benefici scaturiti dall’utilizzo della stessa fino ad arrivare alla sicurezza e al controllo nella gestione dei dati sensibili degli utenti veicolati attraverso le diverse applicazioni.

La filiera tradizionale della domotica (composta da installatori e distributori di materiale elettrico) svolge ancora un ruolo primario muovendo l’82% del mercato, circa 150 milioni di euro.  I retailer, entrati in questo mercato nel 2016, gli eRetailer e le assicurazioni (quest’ultimo poco dinamico nel 2016) contribuiscono complessivamente – con un peso simile – per il 18% del mercato (circa 30 milioni di euro).
Mercato Smart Home IoT
Tra le varie soluzioni di Smart Home quelle di Sicurezza al momento rappresentano quasi un terzo del mercato mentre un ambito ulteriore, che sta acquisendo crescente importanza, è quello legato alla gestione energetica, con soluzioni che spaziano dal controllo da remoto degli elettrodomestici (10%) alla gestione – sempre da remoto – dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento (8%), fino al monitoraggio dei consumi di singoli dispositivi elettrici (10%).
Soluzioni di Smart Home
I consumatori italiani non ritengono ancora pronta l’offerta Smart Home. Nonostante prevalgano gli acquisti di dispositivi intelligenti di sicurezza i bisogni degli utenti vanno infatti ben oltre la necessità di sentirsi più sicuri in casa. La maggior parte dei rispondenti immagina che una Smart Home consenta di tenere comodamente sotto controllo la propria casa (33%) o permetta di ridurre i consumi energetici (32%).

Al di là dello specifico canale di vendita considerato, l’installazione da parte di un professionista è un elemento rilevante a cui i consumatori affermano di non voler rinunciare. Al tempo stesso, i negozi di elettronica si collocano tra le prime scelte per futuri atti d’acquisto: occorre lavorare sulla sinergia tra questi due mondi per essere efficaci.

Profilo Utente Smart Home

Necessità Utente Smart Home

Come già accennato le applicazioni Smart Home consentono di raccogliere moltissimi dati sul funzionamento dei dispositivi connessi e sul comportamento delle persone nell’abitazione. Ognuno di questi dati può fornire valore alle aziende da diversi punti di vista:

  • Ottimizzazione dei processi: ad esempio, grazie al monitoraggio dello stato di funzionamento degli elettrodomestici è possibile ottimizzare la loro manutenzione, facendo intervenire un tecnico (ad esempio un elettricista o un idraulico) prima del verificarsi di un guasto riuscendo a ridurre i costi di gestione, grazie alla maggiore programmabilità degli interventi e garantendo al contempo anche un migliore servizio ai clienti;
  • Nuova generazione di prodotto/servizio: i dati sull’utilizzo degli oggetti connessi da parte dei consumatori possono essere sfruttati nel processo di sviluppo di versioni migliorative per ridurre i difetti più ricorrenti e migliorare l’usabilità;
  • Personalizzazione di prodotto/servizio: un’azienda può decidere di personalizzare la propria offerta sulla base dei dati raccolti, in modo da riuscire a soddisfare meglio le esigenze specifiche dei clienti. Basti pensare all’Assistenza alla persona in ambito assicurativo, con l’offerta di kit medici o servizi di assistenza personalizzati (ad esempio l’invio di un medico specialista a seconda della criticità occorsa, la consegna di farmaci a domicilio, l’invio di alert su smartphone qualora emergano anomalie nei parametri monitorati);
  • Monetizzazione diretta dei dati: un’azienda può decidere di vendere i dati raccolti a soggetti terzi interessati, generando una nuova fonte di ricavi. Ad esempio, un’azienda che realizza stazioni meteo connesse da collocare in ambito domestico (in giardino o sul terrazzo) potrebbe vendere i dati raccolti a provider di previsioni meteo, per rendere ancora più capillari le previsioni locali;
  • Advertising & Commerce: con la profilazione degli utenti che diventa utile a proporre pubblicità mirata. Un esempio può essere quello di un frigorifero smart che consente di riconoscere i prodotti presenti al suo interno attraverso apposite telecamere e sensori, con la possibilità di condividere i dati con player di eCommerce, che possono promuovere prodotti sulla base delle abitudini di consumo.

Smart Home e gestione dati
La Smart Home è dunque un mondo davvero vasto e con tante facce che coinvolgono elementi culturali, tecnologici, di marketing e non ultimo legislativi per quanto riguarda il discorso privacy e cyber security. Vedremo come questi aspetti si influenzeranno nel corso dei prossimi mesi.