[Facebook] Più video e meno immagini: ecco come cambia il Content Marketing

Da un paio d’anni una delle prime regole condivise con i community manager con cui lavoro e con chi frequenta i miei corsi di Social Media Marketing è: “utilizzate sempre le immagini a supporto dei vostri messaggi“. Che si stesse promuovendo un prodotto, raccontando un evento, offrendo uno sconto o semplicemente intrattenendo i propri Fan il potere dell’immagine nel massimizzare l’efficacia del messaggio era indubbia.
E, badate bene, così è ancora, l’immagine conserva una forza insostituibile nel comunicare il messaggio. Rispetto al passato però “efficacia verso gli utenti” non è necessariamente sinonimo di “performance/visibilità” concesse da Facebook, soprattutto se le interazioni non arrivano in volumi elevati.
Da qualche mese le cose stanno cambiando. Facebook, in perenne lotta contro altri social network, ha puntato sull’ottimizzazione delle funzionalità legate ai video dando a questo tipo di formato media un risalto maggiore all’interno del feed ma anche una serie di opzioni aggiuntive (vedi il counter delle visualizzazioni, anteprima a mouse over, etc) in grado di avvicinare il social network al leader sul mondo video: You Tube.
Questo si è ripercosso sul successo e la visibilità delle immagini.
Di recente Socialbakers ha analizzato 4.445 pagine di Brand per un totale di 670 mila post pubblicati nel periodo tra Ottobre 2014 e Febbraio 2015. Dall’analisi emerge come le immagini restino il formato media più utilizzato dai marchi, sia in post con sola visibilità organica che in post promossi. Ma qualcosa è cambiato. Tra i cambiamenti su citati e la forte concorrenza – si sono moltiplicate le pagine di brand di cui ciascuno di noi è fan e dunque i potenziali contenuti di cui potremmo essere spettatori – a partire dall’ultimo trimestre 2014 la portata organica dei post con immagine è crollata (al 3,7%) rispetto a quella concessa a post con: Link (5,5%), solo Testo (5,8%) e Video (8,7%). Una forbice grandissima.
Media_portata_organica_Fan_Facebook
In parole povere, pubblicare oggi un post con immagine a corredo significa avere meno probabilità di raggiungere il pubblico rispetto che farlo con altri tipi di formato. Un video, rispetto a un’immagine, può raggiungere organicamente più del doppio degli utenti (+135%). Chiaramente parliamo di medie statistiche che non prendono in esame la valenza qualitativa del singolo post. E’ chiaro che se un’immagine è talmente “ingaggiante” da coinvolgere un numero di utenti sopra la media la visibilità del post sarà altrettanto sopra la media di quel 3,7% e viceversa se un video fosse di basso valore per gli utenti riscuotendo meno like e condivisioni della media andrebbe ad abbassare la sua percentuale dell’8,7%. Quindi, non ai video a tutti i costi, la regola dovrebbe essere: più video ma occhio ad offrire agli utenti contenuti di valore.
Non è più possibile ignorare questo cambiamento e a dimostrarne l’importanza c’è un dato aggiuntivo. Socialbakers ha infatti analizzato la portata dei post riferita ai soli Fan delle pagine esaminate (mentre il grafico precedente era riferito alla portata complessiva) quindi di quegli utenti più cari e vicini al Brand. In questo caso il divario tra Video e Foto cresce ulteriormente fino al +148% di portata in più a favore dei Video. Media_portata_Fan_Facebook
Questa situazione non durerà per sempre e sarà sempre utile tenere gli occhi e i fogli di calcolo aperti in modo da riadattarsi tempestivamente ai prossimi cambiamenti. Nel frattempo però fate una telefonata ai vostri amici della casa di produzione e tirate fuori qualche idea di contenuti video per il web.

[VIDEO] I 10 migliori spot del Super Bowl 2015

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La voce che gira in rete da due giorni è che quest’anno, contrariamente al trend degli ultimi Super Bowl, gli spot (o commercial come dicono gli anglofoni) trasmessi nell’intervallo dell’evento sportivo planetario non siano stati all’altezza del loro valore economico (l’acquisto di ogni secondo di spot costa un occhio della testa a prescindere dal costo di produzione dello spot stesso).
Me ne sono voluto accertare provando a dare un’occhio ai più gettonati in rete e in effetti nessuno mi ha particolarmente sorpreso per livello creativo. Come al solito però ho cercato di portarmi a casa delle lezioni dagli storyboard pensati dai “migliori” creativi del pianeta. Ne ho selezionati 10.
Iniziamo con due spot molto simili per intreccio della trama basata sul contrasto tra ritmo concitato tipico dei film d’azione e il classico contesto da commedia. Parliamo di:

    • Kia Sorento (oltre 3 milioni di View su You Tube), che sceglie l’ex 007 Pierce Brosnan per guardare la normale realtà con gli occhi di un agente segreto.
    • Clash of Clans (oltre 17 milioni di view) , uno dei videogiochi mobile più apprezzati dagli appassionati del genere che sullo stesso canovaccio del brand di auto sceglie Liam Neeson, altro protagonista di film d’azione per sovrapporre alla banale realtà di un fast food l’epica del gioco.

Altro modello spesso premiato dal pubblico è quello che colloca in contesti di alto profilo, normalmente associati a un certo tipo di perfezione estetica e stilistica personaggi del tutto improbabili. Quella che io chiamo la rivincita dell’uomo medio, o meglio il tentativo di rivincita che più che riuscire a riscattare il protagonista fa ridere il pubblico che c’è davanti.

    • E’ il caso del corpo di ballo della colla Loctite. (435 mila view sul canale ufficiale You Tube)

Chi è che vince sempre? Lo sapete già. Nonostante gli anni passino, i gusti cambino e vadano via via raffinandosi c’è una cosa che spacca i cuori a metà e fa scendere quella lacrima interiore (o esteriore) di commozione: i cuccioli.

    • Budweiser ci prova e riesce a sfornare una piccola storia da quasi 24 milioni di view su YT.
    • Torniamo al mix di generi cinematografici – che sembra essere il must di quest’anno – con uno degli spot, secondo me, più riusciti quello di Snickers che mette insieme sit-com degli anni ’70 e cinema pulp con un risultato da oltre 10 milioni di visualizzazioni:
    • La campagna #LikeAGirl di Always (1,8 mln di view),  a sostegno dell’emancipazione femminile, è tra quelle con obiettivo sociale, forse la meglio riuscita. Mi ricorda un po’ quella del sapone Dove in cui con l’aiuto di un ritrattista le donne coinvolte capivano di essere molto più belle di quanto si immaginassero. 
    • Anche NoMore.org, l’associazione contro la violenza domestica con uno spot low budget e senza l’utilizzo di attori riesce a coinvolgere e sensibilizzare gli spettatori al proprio messaggio.
    • Non so se sia il mio preferito, se poterlo ritenere originale o già visto, ma sicuramente è uno degli spot più efficaci nel tentativo di associare un valore specifico al brand che lo comunica. Si tratta di McDonald’s e dell’Amore che diventa per un giorno (il 2 Febbraio) un metodo di pagamento accettato nei fast food. Semplice, simpatico, empatico. (4,8 mln di view)
    • Mophie sponsorizza così la vitale importanza di avere il proprio smartphone sempre carico. Uno spot con 3,8 mln. di view che evoca i grand colossal di fantascienza che raccontano la fine del mondo.
    • Chiudo con l’immancabile Coca Cola che da tradizione veicola i buoni sentimenti con uno stile che percorre tutto l’anno, e in questo caso anche tutti i cavi di rete digitalizzando l’amore per il prossimo. Uno spot con 3,4 milioni di clic su You Tube.