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Smart Home, il valore della casa intelligente durante la pandemia. Trend e mercato.

Smart Home, il valore della casa intelligente durante la pandemia. Trend e mercato.

Smart Home, il valore della casa intelligente durante la pandemia. Trend e mercato.
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Interessanti i dati condivisi durante il convegno promosso dal Politecnico di Milano “Stay at home, stay in a Smart Home: la casa intelligente alla prova del covid”. Tra gli effetti della pandemia nel 2020 c’è stata una maggiore permanenza in casa. Forzata o volontaria che sia stata, la presenza in casa ha portato anche a valutare le possibilità di accrescere la qualità dell’esperienza domestica.

Quasi la metà degli intervistati da Doxa ha ammesso ad esempio di effettuare interventi sulla propria abitazione e di cucinare con maggiore frequenza rispetto al passato.

Una parte rilevante degli interventi e delle interazioni casalinghe è collegata alla digitalizzazione sicuramente favorita da dinamiche “forzate” come lo smart working o la Didattica a distanza (DAD). Ed ecco che aumenta anche il focus sui dispositivi connessi. Il 43% degli italiani dichiara di possedere un oggetto smart. A questi utenti si affiancano altri poco consapevoli di averne uno in casa andando ad accrescere la diffusione dell’IoT domestico.

Nel 2020 sicurezza e comodità sono stati, come per l’anno precedente, i principali motivi per cui si è acquistato un dispositivo smart ma è cresciuta anche la consapevolezza dell’utente legata alle potenzialità di questi strumenti. Non è un caso che sia raddoppiata la motivazione legata alla possibilità di influire sui consumi grazie a dispositivi intelligenti. Anche la percezione di una semplicità d’uso aumenta molto rispetto al passato.

Andando a guardare l’altro lato della medaglia, gli utenti che non hanno acquistato dispositivi connessi vediamo che permane, in questo cluster, la percezione di complessità piuttosto che la mancanza di percezione di un reale valore fornito da questi dispositivi all’interno dell’esperienza domestica. Diventa quindi fondamentale per i player di settore lavorare in futuro più sull’elemento utilità che sull'”effetto wow” legato all’innovazione tecnologica in quanto tale.

Analizzando la spesa totale in dispositivi per la smart home vediamo che nel 2020, nonostante un calo fisiologico legato alla contrazione delle spese familiari, questo sia limitato al 5% confermando sostanzialmente il balzo registrato dal mercato nel 2019.

Con una quota del 21% le soluzioni per la sicurezza (videocamere, sensori per porte e finestre e serrature connesse) mantengono il primo posto con 105 milioni di euro di valore anche se segnano un calo del 30% rispetto al 2019. Continua invece la crescita degli smart home speaker con un valore di 105 milioni di euro (+10%), altra fetta del 21%. Terzo posto per gli elettrodomestici intelligenti con 100 milioni di euro in crescita del 17% rispetto all’anno precedente.

Vincenzo Dell'Olio

Nei 18 anni di esperienza nel settore della comunicazione e del markerting digitale ha ideato e seguito le strategie di grandi Aziende come Volkswagen, Audi, Parmalat, Bonomelli, Riza Editore, Rai Trade, Monster, Sony Mobile, Vans, Red Bull. Dal 2015 è docente per il corso di Social Media e Web TV all’Università IULM di Milano. Dal 2021 insegna Digital Content Strategy allo IED. Scrive tanto, analizza, non è immune dalle serie tv e il sabato pomeriggio si dedica alla sociologia.