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Marketing: meglio la confort zone della maggioranza o l’out of the box della minoranza?

Marketing: meglio la confort zone della maggioranza o l’out of the box della minoranza?

Marketing: meglio la confort zone della maggioranza o l’out of the box della minoranza?
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“Ogni volta che ti trovi dalla parte della maggioranza, è tempo di fare una pausa e riflettere.” – Mark Twain

Questa frase che tanto adoro sembra negare il presupposto stesso del Marketing e della pubblicità.

Chi comunica verso pubblici del cosiddetto mass market è chiamato (generalizzo) a saper pensare come la maggioranza per comprenderla, raggiungerla, affascinarla e convertirla.

Spesso dobbiamo sforzarci di “negare” le nostre intuizioni, “banalizzare” i nostri percorsi e i nostri output creativi in nome di un pubblico più semplice di noi per gusti, cultura e criteri di scelta.

Se restassimo alti e raffinati (come pensiamo di essere quasi tutti noi del settore, anche se non sempre a ragione) finiremmo per parlare da soli, farci i complimenti a vicenda ma non raggiungere abbastanza persone.

In qualsiasi attività di comunicazione di massa però resta un frangente, ne sono fermamente convinto, un momento, uno spazio, una declinazione creativa in cui non è dalla parte della maggioranza che dobbiamo essere ma dalla parte opposta.

In quel momento – mai semplice da cogliere e individuare ma su cui bisognerebbe scommettere sempre – dobbiamo sapere: sconvolgere, scombinare, spiazzare lo spettatore che, seppure seduto sul suo divano, nella sua zona di confort fisica e mentale, ha, fosse anche per un istante, l’inconscia pulsione a cimentarsi con l’altro, il diverso, il complicato, l’inaspettato: LA MINORANZA.

Vincenzo Dell'Olio

Nei 15 anni di esperienza nel settore della comunicazione e del markerting digitale ha ideato e seguito le strategie di grandi Aziende come Volkswagen, Audi, Parmalat, Bonomelli, Riza Editore, Rai Trade, Monster, Sony Mobile, Vans, Red Bull. Dal 2015 è docente per il corso di Social Media e Web TV all’Università IULM di Milano. Scrive tanto, non è immune dalle serie tv e il sabato pomeriggio si dedica alla sociologia.

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