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Lush abbandona i social, scelta etica o opportunità?

Lush abbandona i social, scelta etica o opportunità?

Lush abbandona i social, scelta etica o opportunità?
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LUSH “lascia” i social. Oggi leggevo della decisione di questo grande brand di cosmetici di abbandonare i Social, nello specifico Facebook, Instagram e TikTok perchè giudicati poco trasparenti e interessati alla salute mentale dei propri iscritti.

Ho pensato: “Bene, un (altro) brand coraggioso!”

Poi mi sono chiesto quanto fosse costosa questa decisione per il brand. Quanto Lush avrebbe perso in termini di posizionamento e visibilità.

Ebbene: guardando i trend delle interazioni registrate su Instagram, il canale più importante per il brand e per il settore in generale, e confrontandoli con quelli di un paio di competitor, L’Occitane e L’Erbolario, viene fuori che salvo alcuni mesi dove c’è stato un tentativo di spingere quando gli altri, di fatto questo marchio non ha mai usato in modo strategico i social negli ultimi due anni.

Insomma, l’ipotesi che piuttosto che essere presenti senza una strategia o un investimento adeguato sia stato considerato più utile urlare a gran voce di abbandonare la partita per motivi valoriali forse va presa in considerazione. Aggiungo che è la seconda volta nel giro di 3 anni che Lush comunica questa decisione. La prima fu nel 2019 ma dopo un annetto il brand ritornò sui suoi passi.

Io sono il primo a spingere per un approccio etico ma al tempo stesso credo che né da una parte Zuckerberg e soci sentiranno la mancanza di un marchio che non investe per fare pubblicità sui loro canali né che una decisione senza reale impatto sull’azienda sia credibile fino in fondo.

Stanno davvero rinunciando a qualcosa?

Sarebbe un po’ come se dicessi che non uso l’auto per andare a lavoro per non inquinare e poi si scoprisse che lavoro da casa e quindi non l’avrei usata comunque.

Insomma io credo che dietro questa nuova ondata di moralismo e valori etici che invadono le strategie e le comunicazioni dei più grandi brand del mondo occorra costruire una coerenza e un pensiero un po’ più articolato di quello attuale.

Rispetto poi a scelte così trancianti come quella di Lush sono convinto che prima di tutto sia utile chiedersi se sia davvero la strada migliore. Abbandonare Facebook, Instagram e TikTok farà cambiare l’approccio dei social network? Smuoverà le coscienze degli utenti? Quanta eco reale avranno gli articoli che parlano di questa scelta?

Ho sempre sostenuto che alcune battaglie vadano combattute dall’interno, utilizzando i mezzi a propria disposizione, sforzandosi di immaginare una strada creativa e nuova magari per divulgare un pensiero positivo e responsabile. Gli utenti che oggi come dice Lush sono “stressati dai social” domani non lo saranno meno perché il brand ha chiuso le proprie pagine, magari lo sarebbero potuti essere se il marchio avesse fatto una campagna dedicata a questo tema facendone il vessillo e la mission della propria comunicazione digitale.

Vincenzo Dell'Olio

Nei 18 anni di esperienza nel settore della comunicazione e del markerting digitale ha ideato e seguito le strategie di grandi Aziende come Volkswagen, Audi, Parmalat, Bonomelli, Riza Editore, Rai Trade, Monster, Sony Mobile, Vans, Red Bull. Dal 2015 è docente per il corso di Social Media e Web TV all’Università IULM di Milano. Dal 2021 insegna Digital Content Strategy allo IED. Scrive tanto, analizza, non è immune dalle serie tv e il sabato pomeriggio si dedica alla sociologia.

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