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I termini più usati dai brand nei post Natalizi

I termini più usati dai brand nei post Natalizi

I termini più usati dai brand nei post Natalizi
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State sfruttando al meglio l’attenzione sui vostri profili di Brand nel periodo Natalizio? Secondo me no!

Come tradizione vuole durante l’Immacolata anch’io ho fatto l’albero. Anzi ne ho fatti due.

Quest’anno li ho addobbati con i termini più usati in 10.000 post a tema natalizio pubblicati da pagine di Brand su Instagram e Facebook.

SOCIAL MEDIA CHRISTMAS TREE - I termini più usati nei post social a tema natalizio


Ho differenziato i post pubblicati in inglese da quelli in italiano per fare un confronto. Tra i due alberi ci sono alcune similitudini come ad esempio l’utilizzo di termini con chiari riferimenti temporali (“Dicembre”, “Giorni”, “Tempo”) o ad alcuni simboli del Natale (i “Regali” su tutti e ma anche “albero”, “feste”, “famiglia”).

Ci sono poi anche alcune differenze importanti. La principale riguarda la componente concorsuale di cui i post in inglese sono zeppi. Parole come: “Premio”, “Vincitori”, “Vincere”, “Giveaway”, “Competition” danno l’idea di quanto i brand internazionali puntino su questo periodo per ingaggiare gli utenti tramite iniziative a premi.

Il termine “Giveaway” compare nei post in inglese 1450 volte contro le 50 del termine “concorso” in Italiano. 


Dall’altra parte in Italia sembra più presente la descrizione di un immaginario classico del Natale con parole come: “babbo (natale)”, “luci”, “panettone”, “insieme”, “magia”, “speciale” a testimoniare una narrazione forse più valoriale ma anche mediamente meno coinvolgente per gli utenti, almeno a stare dal numero di interazioni medie dei post. 

Non voglio semplificare suggerendo che il Natale debba diventare a livello social un momento narrativo materialistico basato su concorsi, premi, e “chi prima arriva meglio alloggia”. È fondamentale interpretare anche lo spirito di questa festività, che, anche a rischio di risultare demagogico e banale, resta quello dello stare insieme, della solidarietà e della pace. Non è detto però che queste cose non possano coesistere, che non si possa pensare a iniziative concorsuali con una finalità etica e altruistica, a partnership con organizzazioni ed enti benefici.

Insomma una formula come quella del concorso non deve necessariamente rappresentare il consumismo o la vecchia scuola del marketing ma nemmeno dimenticarsi che quella scuola e il consumismo qualche formula buona ce l’hanno insegnata. Rendiamola attuale e vediamo che succede.

Vincenzo Dell'Olio

Nei 18 anni di esperienza nel settore della comunicazione e del markerting digitale ha ideato e seguito le strategie di grandi Aziende come Volkswagen, Audi, Parmalat, Bonomelli, Riza Editore, Rai Trade, Monster, Sony Mobile, Vans, Red Bull. Dal 2015 è docente per il corso di Social Media e Web TV all’Università IULM di Milano. Dal 2021 insegna Digital Content Strategy allo IED. Scrive tanto, analizza, non è immune dalle serie tv e il sabato pomeriggio si dedica alla sociologia.