CONTAGIOUS di Jonah Berger, gli “Stepps” per la viralità.

CONTAGIOUS di Jonah Berger, gli “Stepps” per la viralità.

In Contagious, Jonah Berger parla di viralità, di come innescare il meccanismo della condivisione spontanea di messaggi, brand e prodotti che contribuisce al successo su larga scala di un’azienda.

Premesso che la viralità non sia una scienza bensì spesso frutto di una serie di coincidenze e fattori poco ponderabili è possibile approcciarsi ad essa con un metodo che tenga presente alcune caratteristiche capaci di favorirla.

L’acronimo STEPPS ci aiuta a ricordarne 6:

💰 Social Currency (valuta sociale) – Condividiamo cose che ci fanno apparire “in” agli occhi degli altri. Il contenuto da viralizzare è notevole al punto che i tuoi clienti si sentano “insiders” e portatori di esclusività?

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Spot Virali: il caso Walmart

Spot Virali: il caso Walmart

Il giorno dell’epifania, pochi giorni fa quindi, sul profilo You Tube di Walmart è apparso un nuovo spot della catena di supermercati americani. L’oggetto dello spot è il nuovo servizio di prenotazione online e consegna della merce in modalità “Drive-Thru” ovvero in un’area dedicata del parcheggio del supermercato senza nemmeno la necessità di scendere dalla propria auto.

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4 video Virali da non perdere a Settembre 2017

Money Supermarket-video-he-man
Oggi condivido una piccola selezione di branded video nel che nel mese di settembre stanno registrando un gran numero di visualizzazioni e condivisioni online. … un po’ di pane per la vostra creatività.
Iniziamo con due miti della mia infanzia, He-Man e Skeletor che in questo video virale di Money Supermarket rivivono con una colonna sonora di quegli anni ma inusuale per loro.

Grande memorabilità per una campagna che è andata oltre il video ovviamente invadendo tutta la comunicazione del sito di comparazione prezzi inglese.
Money Supermarket-website
Simpatico anche il fantasioso collage di una giornata piena di “link” di Taylor Swift nella campagna della compagnia telefonica statunitense AT&T.

E chi non vorrebbe a disposizione un venditore ambulante di Birra, di quelli da stadio, in qualsiasi momento della propria vita? Beh, si QUASI in qualsiasi momento…. Guardate lo spot di Bud Light per non incappare in desideri più grandi di voi…

Da oscar (del politicamente scorretto, quindi da Oscar) anche l’idea da drama fantascientifico dietro questo video di Halo Top, brand di gelati confezionati che con una sorta di tortura a base di gelato messa in atto verso una povera vecchietta promuove il basso contenuto calorico dei suoi prodotti … altro che meteoriti che cadono sulla mamma (vedi spot tv Motta, ndr).

Trend Viral, il videoclip musicale di Shell

schermata-2016-10-06-alle-17-23-28Da paio d’anni gli addetti alla content strategy delle aziende continuano a ripetere quanto sia importante puntare sui video online per rendere efficaci azioni e messaggi verso i potenziali clienti.  Nonostante questo sono relativamente pochi i contenuti “social” diffusi in rete dai brand che nel formato video performano bene.  Ci sono utenti vicini a settori come quello Fashion più sensibili di altri alla fruizione di contenuti video ma, in generale, la semplicità e la rapidità di fruizione delle immagini sembra pagare di più in termini di attenzione e interazioni.
Con colleghi e clienti spesso ci si trova a dire: ma se ottengo più like e share con una bella fotografia o con una grafia creativa perchè devo spendere nell’ideazione e nella produzione molto più costosa di un video? Certo sappiamo che un video è in grado di affascinare e raccontare molte più cose, di fare leva su più sensi coinvolgendo anche l’udito e trattenendo lo sguardo dell’utente per più tempo ma se poi non viene visto per più di 3 secondi c’è poco da fare, la sua potenzialità rimane inespressa.
Sempre più spesso però, osservando alcune best practice, mi trovo rispondere anzitutto che non sia una questione di formato e di pazienza degli utenti bensì di script e storyboard. Da una parte non c’è ancora una competenza creativa diffusa per lo sviluppo di video per il web, dall’altra solo alcuni marchi hanno fatto il salto mentale passando dal video associato al concetto classico di SPOT a quello associato ad un concetto molto più evoluto di racconto. Ancora meno sono poi quelli che sono disposti a mettere, durante il racconto, in secondo piano il marchio o il prodotto a favore dello “spettacolo”.
E qui arriviamo all’esperienza Shell che secondo me, al di là dei gusti, ha fatto una cosa semplicissima.schermata-2016-10-06-alle-17-23-49Ha creato un video branded partendo da quello che i dati dicono chiaramente ovvero che al primo posto tra i format video più apprezzati e fruiti dagli utenti ci sono i video musicali (li guarda il 61% di chi fruisce di video online, al secondo posto ci sono i Tutorial con il 48%, via via tutti gli altri come intrattenimento, informazione, ugc).
Senza scoprire l’acqua calda ma investendo nella creazione di un videoclip proprio come se fossero una casa discografica hanno prodotto un contenuti iper ingaggiante.
Ecco il risultato: “Best Day of My Life”

A una settimana dalla messa online del video abbiamo questi dati:
Su FACEBOOK:
31 Milioni di Visualizzazioni
94 mila condivisioni
314 mila like
8,5 mila commenti
Su YOUTUBE:
650 mila Visualizzazioni
13,3 mila condivisioni
2500 like
E’ vero, non sappiamo quanto è stato investito per spingere le visualizzazioni ma di una cosa possiamo essere certi: ottenere mezzo milione di interazioni e, tra quelle, una percentuale così alta di condivisioni (ogni tre like in media c’è uno share) non è qualcosa che si compra dal centro media. E ovviamente questi sono solo dati parziali.

[VIDEO] I 10 migliori spot del Super Bowl 2015

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La voce che gira in rete da due giorni è che quest’anno, contrariamente al trend degli ultimi Super Bowl, gli spot (o commercial come dicono gli anglofoni) trasmessi nell’intervallo dell’evento sportivo planetario non siano stati all’altezza del loro valore economico (l’acquisto di ogni secondo di spot costa un occhio della testa a prescindere dal costo di produzione dello spot stesso).
Me ne sono voluto accertare provando a dare un’occhio ai più gettonati in rete e in effetti nessuno mi ha particolarmente sorpreso per livello creativo. Come al solito però ho cercato di portarmi a casa delle lezioni dagli storyboard pensati dai “migliori” creativi del pianeta. Ne ho selezionati 10.
Iniziamo con due spot molto simili per intreccio della trama basata sul contrasto tra ritmo concitato tipico dei film d’azione e il classico contesto da commedia. Parliamo di:

    • Kia Sorento (oltre 3 milioni di View su You Tube), che sceglie l’ex 007 Pierce Brosnan per guardare la normale realtà con gli occhi di un agente segreto.
    • Clash of Clans (oltre 17 milioni di view) , uno dei videogiochi mobile più apprezzati dagli appassionati del genere che sullo stesso canovaccio del brand di auto sceglie Liam Neeson, altro protagonista di film d’azione per sovrapporre alla banale realtà di un fast food l’epica del gioco.

Altro modello spesso premiato dal pubblico è quello che colloca in contesti di alto profilo, normalmente associati a un certo tipo di perfezione estetica e stilistica personaggi del tutto improbabili. Quella che io chiamo la rivincita dell’uomo medio, o meglio il tentativo di rivincita che più che riuscire a riscattare il protagonista fa ridere il pubblico che c’è davanti.

    • E’ il caso del corpo di ballo della colla Loctite. (435 mila view sul canale ufficiale You Tube)

Chi è che vince sempre? Lo sapete già. Nonostante gli anni passino, i gusti cambino e vadano via via raffinandosi c’è una cosa che spacca i cuori a metà e fa scendere quella lacrima interiore (o esteriore) di commozione: i cuccioli.

    • Budweiser ci prova e riesce a sfornare una piccola storia da quasi 24 milioni di view su YT.
    • Torniamo al mix di generi cinematografici – che sembra essere il must di quest’anno – con uno degli spot, secondo me, più riusciti quello di Snickers che mette insieme sit-com degli anni ’70 e cinema pulp con un risultato da oltre 10 milioni di visualizzazioni:
    • La campagna #LikeAGirl di Always (1,8 mln di view),  a sostegno dell’emancipazione femminile, è tra quelle con obiettivo sociale, forse la meglio riuscita. Mi ricorda un po’ quella del sapone Dove in cui con l’aiuto di un ritrattista le donne coinvolte capivano di essere molto più belle di quanto si immaginassero. 
    • Anche NoMore.org, l’associazione contro la violenza domestica con uno spot low budget e senza l’utilizzo di attori riesce a coinvolgere e sensibilizzare gli spettatori al proprio messaggio.
    • Non so se sia il mio preferito, se poterlo ritenere originale o già visto, ma sicuramente è uno degli spot più efficaci nel tentativo di associare un valore specifico al brand che lo comunica. Si tratta di McDonald’s e dell’Amore che diventa per un giorno (il 2 Febbraio) un metodo di pagamento accettato nei fast food. Semplice, simpatico, empatico. (4,8 mln di view)
    • Mophie sponsorizza così la vitale importanza di avere il proprio smartphone sempre carico. Uno spot con 3,8 mln. di view che evoca i grand colossal di fantascienza che raccontano la fine del mondo.
    • Chiudo con l’immancabile Coca Cola che da tradizione veicola i buoni sentimenti con uno stile che percorre tutto l’anno, e in questo caso anche tutti i cavi di rete digitalizzando l’amore per il prossimo. Uno spot con 3,4 milioni di clic su You Tube.

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