Trasformare un “difetto” in un’azione di Marketing: il caso Doritos

Trasformare un “difetto” in un’azione di Marketing: il caso Doritos

Quanto è importante raggiungere una nicchia specifica del proprio audience attraverso operazioni di marketing che interpretino, seriamente o anche ironicamente, particolari abitudini e bisogni?

Se lo è chiesto Doritos pensando ad alcuni gesti tipici di un cluster molto importante dei propri consumatori: i “gamers”. Questi sono soliti mangiare le patatine mentre sono immersi nel videogioco di turno e non sapendo mai dove pulirsi le mani dalle briciole finiscono per farlo su qualunque superficie a portata di mano: jeans, divano, gatto, tappeto.

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5 consigli per costruire un video per LinkedIn

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Video is the format!
Con questo mantra affrontiamo anche il 2019 consapevoli che sarà duro ma necessario il lavoro di educational verso i clienti che si rivolgono a noi consulenti di Digital Marketing.

Al principio Video era sinonimo di contenuto da veicolare su You Tube. Poi, con la crescita della navigazione da Mobile dove il video gioca un ruolo determinante, tutto è cambiato.

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4 statistiche per valutare il ruolo dei Video su Facebook nel 2019

Nell’ideazione delle attività di content production Social del proprio Brand è ormai indiscussa la necessità di prevedere una corposa strategia Video.

Indiscussa da una parte per una serie di deduzioni razionali, su tutte il ruolo centrale della fruizione mobile della maggiorate dei contenuti social, dall’altra per una serie di dati statistici che mostrano come il formato video sia notevolmente più ingaggiante rispetto a foto, testi e link.

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3 Best Practice Video da cui imparare qualcosa per il 2019

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A seguito di un’analisi focalizzata sui post pubblicati su Facebook nel 2018 da 40 top brand a livello mondiale ecco 3 best practice di contenuti video con un numero record di visualizzazioni ma sopratutto di condivisioni, uno dei parametri più rilevanti per valutare l’efficacia di un post.

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Trend Viral, il videoclip musicale di Shell

schermata-2016-10-06-alle-17-23-28Da paio d’anni gli addetti alla content strategy delle aziende continuano a ripetere quanto sia importante puntare sui video online per rendere efficaci azioni e messaggi verso i potenziali clienti.  Nonostante questo sono relativamente pochi i contenuti “social” diffusi in rete dai brand che nel formato video performano bene.  Ci sono utenti vicini a settori come quello Fashion più sensibili di altri alla fruizione di contenuti video ma, in generale, la semplicità e la rapidità di fruizione delle immagini sembra pagare di più in termini di attenzione e interazioni.
Con colleghi e clienti spesso ci si trova a dire: ma se ottengo più like e share con una bella fotografia o con una grafia creativa perchè devo spendere nell’ideazione e nella produzione molto più costosa di un video? Certo sappiamo che un video è in grado di affascinare e raccontare molte più cose, di fare leva su più sensi coinvolgendo anche l’udito e trattenendo lo sguardo dell’utente per più tempo ma se poi non viene visto per più di 3 secondi c’è poco da fare, la sua potenzialità rimane inespressa.
Sempre più spesso però, osservando alcune best practice, mi trovo rispondere anzitutto che non sia una questione di formato e di pazienza degli utenti bensì di script e storyboard. Da una parte non c’è ancora una competenza creativa diffusa per lo sviluppo di video per il web, dall’altra solo alcuni marchi hanno fatto il salto mentale passando dal video associato al concetto classico di SPOT a quello associato ad un concetto molto più evoluto di racconto. Ancora meno sono poi quelli che sono disposti a mettere, durante il racconto, in secondo piano il marchio o il prodotto a favore dello “spettacolo”.
E qui arriviamo all’esperienza Shell che secondo me, al di là dei gusti, ha fatto una cosa semplicissima.schermata-2016-10-06-alle-17-23-49Ha creato un video branded partendo da quello che i dati dicono chiaramente ovvero che al primo posto tra i format video più apprezzati e fruiti dagli utenti ci sono i video musicali (li guarda il 61% di chi fruisce di video online, al secondo posto ci sono i Tutorial con il 48%, via via tutti gli altri come intrattenimento, informazione, ugc).
Senza scoprire l’acqua calda ma investendo nella creazione di un videoclip proprio come se fossero una casa discografica hanno prodotto un contenuti iper ingaggiante.
Ecco il risultato: “Best Day of My Life”

A una settimana dalla messa online del video abbiamo questi dati:
Su FACEBOOK:
31 Milioni di Visualizzazioni
94 mila condivisioni
314 mila like
8,5 mila commenti
Su YOUTUBE:
650 mila Visualizzazioni
13,3 mila condivisioni
2500 like
E’ vero, non sappiamo quanto è stato investito per spingere le visualizzazioni ma di una cosa possiamo essere certi: ottenere mezzo milione di interazioni e, tra quelle, una percentuale così alta di condivisioni (ogni tre like in media c’è uno share) non è qualcosa che si compra dal centro media. E ovviamente questi sono solo dati parziali.


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