I 10 canali YouTube più seguiti nel 2019

I 10 canali YouTube più seguiti nel 2019

Conoscere i canali YouTube più seguiti e visti al mondo significa comprendere interessi, tendenze, linguaggi e personaggi capaci di influenzare ed esaltare pensieri e comportamenti di milioni di persone. Ecco dunque una breve visione e i nomi da conoscere assolutamente.

Al primo posto tra i canali con più follower c’è un “marchio” che pochi conoscono, almeno in Italia. Si tratta di T-Series, una rete musicale indiana che mentre vi scrivo registra quasi 113 milioni di subscriber e 83,8 miliardi di visualizzazioni. Questa leadership conferma un trend citato da più parti e che influenzerà le sorti e le evoluzioni del web, ovvero la diffusione degli accessi a Internet da parte della popolazione più povera del mondo, quel 50% che fino allo scorso anno era ancora privo di dispositivi connessi o di possibilità di accesso gratuito o low cost alla rete.

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I social network più usati al mondo nel 2019

I social network più usati al mondo nel 2019

Possiamo dire tante cose sullo stato di salute di Facebook, sulla perdita di appeal di questo canale nei confronti delle fasce più giovani d’età ma, oggi, ancora, dev’essere chiaro che questo canale, non di poco, resti il re della classifica del Social Network con il maggior numero di utenti attivi al mondo.

Facendo un rapido confronto con i dati sui Social Network più utilizzati nel 2018 le posizioni salienti sembrano essere invariate ma nel complesso la classifica ha alcune new entry, alcune variazioni in positivo e altre in negativo.

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Dati Pinterest in Italia nel 2019

Dati Pinterest in Italia nel 2019

Pinterest cresce. Dai dati non ufficiali appare come nell’ultimo anno l’utenza italiana del canale sia aumentata di due milioni di utenti salendo fino, sembrerebbe, a 8 milioni alla fine del 2018. A prescindere da quanto dichiarato dagli “esperti” di settore però è complicato ritrovare dati ufficiali che certifichino questo numero di utenti.

Per il momento l’unica fonte di cui ci si può fidare è il tool pubblicitario del canale. Le stime dello stesso ci permettono di comprendere quanti utenti attivi mensili corrispondenti a diversi criteri socio-demo e di interessi è realisticamente possibile raggiungere.

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Mobile Device, i migliori brand e contenti del 2018 su Facebook

Quando si parla di dispositivi Mobile – smartphone, tablet, smartwatch – è indubbio che a contendersi le principali quote di mercato a livello mondiale siano due soli brand: Samsung e Apple con quasi il 60% delle vendite totali. In Italia, oltre a questi l’outsider Huawei da qualche anno ha messo fuori la testa dal gruppone di inseguitori giocandosela alla pari con i leader. Gli altri invece sono tutti sotto il 4% di market share.

Per capire meglio la spaccatura di cui parliamo è sufficiente guardare il grafico di seguito (fonte statcounter).

StatCounter-vendor-IT-monthly-201711-201811

Quando dall’analisi delle vendite si passa all’analisi delle attività di Social Media Marketing la situazione cambia leggermente. Focalizzando infatti l’attenzione sulle pagine Facebook Italiane dei principali brand vediamo certamente un primato confermato, quello di Samsung*, seguito poi da una grande assenza e qualche sorpresa. L’assenza, ovviamente, è quella di Apple che ha deciso da sempre di non regionalizzare la sua attività social con una pagina Facebook Italiana. Le sorprese invece riguardano anzitutto il secondo gradino del podio per numero di interazioni registrate nel 2018 occupato da Xiaomi, brand che ricopre il 2,8% di quote di mercato ma che si dà un gran da fare online e poi l’emergere di altri marchi nati nell’ultimo decennio come Wiko e Oneplus e capaci di fare concorrenza a storici colossi per awareness come Sony Mobile e LG.  

 

mobile-device-brand-total-interactions-2018-italy-facebook

Passando dai dati macro ad un focus sui contenuti vale la pena segnalare sicuramente alcuni dei post che durante il 2018 hanno fatto registrare il maggior numero di reaction, share e commenti.

Anche se quasi tutti i primi posti sono occupati da contenuti pubblicati da Samsung il gradino più alto del podio di questa classifica è di Huawei con un contenuto video a favore del WWF e delle Balene. Quasi 2 milioni e mezzo di visualizzazioni e 40 mila interazioni.

Sempre legato alla CSR e alle iniziative di stampo sociale il secondo post con più interazioni, anche questo un video, ma questa volta di Samsung. Qui si parla di un APP pensata per gli accrescere l’autonomia degli autistici in uno specifico contesto professionale. Un milione di views e quasi 25 mila interazioni.

Non tanto differente da quelli già visti il terzo contenuto più gradito dagli utenti tra quelli legati alla promozione di dispositivi mobile (ricordiamo che alcuni brand come Samsung o LG promuovono sulla loro pagina anche altri dispositivi come ad esempio i Televisori o Frigoriferi). Questa volta protagonista è la filosofia del brand raccontata attraverso dispositivi come lo smartphone e il visore ottico a simboleggiare la presenza di Samsung a supporto delle sfide di ogni giorno.

Guardando questi post possiamo affermare che gli ingredienti per raccontare il settore siano l’emozione e il format video e, almeno in questo secondo caso, le statistiche sembrano avvalere la tesi.

Sono infatti proprio i video i contenuti con le migliori performance del settore.mobile-brand-fb-best-format

Per quanto riguarda invece i topic è importante si saper emozionare ma anche saper contestualizzare più concretamente l’utilizzo della tecnologia promossa gioca un ruolo importante. Ecco un esempio:

Molto interessante la collaborazione di Huawei con la web star conosciuta come Pinna le cui “massime” diventano temi per il proprio cellulare e il cui post promozionale raccoglie quasi 14 mila interazioni.

huawei pinna influencer app quote

Scorrendo la classifica dei top post scopriamo e segnaliamo infine anche il live streaming che presenta in italia Xiaomi. Un format che quasi mai guadagna i primi posti per numero di interazioni ma che questa volta si fa notare mettendo subito in chiaro le intenzioni importanti di questo brand nel nostro paese, almeno a livello marketing.

Cosa succederà nel 2018? Quali elementi influenzeranno di più gli utenti invogliandoli ad interagire con i marchi del settore: Innovazioni tecnologiche, storytelling, how to, iniziative sociali, collaborazione con gli influencer? Staremo a vedere.

 

 

*Il totale delle interazioni della pagina Samsung comprendono anche post su altri dispositivi non annoverabili come Mobile. 

Dieta Digitale, un trend su cui riflettere.

Dieta Digitale, un trend su cui riflettere.

 

Mi metto a dieta… da domani

Quante volte avrete sentito dire questa frase? Per attualizzarne il senso potremmo riscriverla dicendo: “per un po’ spengo il cellulare, più tardi”.

Di fatto quella digitale è una dieta di cui tutti, in qualche misura, avremmo bisogno. Non è nemmeno un tema emergente, se ne parla da anni ormai ma nello stesso tempo la forza e la continuità con cui piccoli e grandi cambiamenti intervengo nelle nostre possibilità di consumo mediatico le riflessioni e i buoni propositi restano una pura chiacchiera da fare al bar, anzi, in chat.

Una ricerca di GlobalWebIndex fornisce un’istantanea dell’approccio al tema di utenti US e UK tra i 16 e i 64 anni.

Secondo i dati raccolti, 7 utenti su 10 hanno cercato di moderare il loro consumo digitale in qualche modo. C’è chi, “Digital Detoxers“, si è impegnato in una completa disintossicazione digitale, magari durante un viaggio o per un periodo di tempo prolungato, chi, come i “Dieters digitali“, in maniera meno drastica ha adottato misure per ridurre il tempo trascorso online, ad esempio limitando l’uso di dispositivi prima di andare a dormire, e infine chi, “Digitally Comfortable“, non ha sentito alcun bisogno di variare le proprie abitudini legata all’utilizzo della tecnologia.

dieta e disintossicazione digitale

Tra quelli che hanno provato a moderare il proprio consumo digitale, la maggioranza, si citano 5 azioni principali:

App Cleanse: il 37% ha eliminato un’app o un programma durante l’ultimo mese
Mini Detox: il 35% fa pause brevi ogni ora di utilizzo di un dispositivo
Dieta digitale: il 27% ha limitato la propria assunzione digitale alle e-mail o ad altre attività di routine
Riduzione delle notifiche: il 24% ha disattivato notifiche o e-mail
Limitazione ad alcuni luoghi della casa: il 23% ha spostato il proprio telefono fuori dalla camera da letto

Dall’analisi emerge anche il profilo tipico del Detoxer Digitale: uomo, di circa 30 anni, con un livello di istruzione elevato e spesso impegnato in posizioni professionali e manageriali a tempo pieno. Dunque quelli che probabilmente sono stati e restano gli early adopter di molte tra le più grandi tendenze digital degli ultimi anni sembrano essere anche i primi e più consapevoli dei rischi che comporta un’assuefazione alle stesse.

Sia che cerchino di disintossicarsi in modo integrale sia che facciano una piccola dieta la principale motivazione di chi modera le proprie abitudini e connessioni è legata alla famiglia con cui si dichiara di voler trascorrere più tempo. Proprio il tempo è una variabile che ricorre in più motivazioni: c’è chi nella dieta digitale vede la possibilità di avere tempo in più per fare altre cose o chi semplicemente ha la percezione che il tempo trascorso online sia troppo a prescindere delle conseguenze di ciò. Segue chi collega la moderazione digitale con un atto di riguardo per la propria salute piuttosto che come presupposto per concentrarsi sulle interazioni offline.

dieta-digitale-motivazioni

Le azioni di chi cerca di disintossicarsi dalla dipendenza digitale sono più legate ad interventi “drastici” che diplomatiche o tecniche. Solo l’8% ha infatti scaricato un’app per limitare o monitorare in modo razionale l’utilizzo dei dispositivi o dei social network (ne esistono diverse), il 9% ha invece completamente disattivato Internet e il 14% è arrivato ad eliminare un account o un’app social.

Detto ciò per un utente pienamente consapevole del rischio di superare certi limiti e della mancanza di piena percezione della realtà “analogica” che lo circonda ne restano altri 4 affetti da quella che viene denominata “FOMO” (Fear of missing out) ovvero la paura di perdersi qualcosa e restare letteralmente fuori da un contesto sociale o professionale che va avanti e vive anche senza la propria presenza.

 

Su cosa lavorare?

Provando a leggere questi dati dal punto di vista dei brand appare chiara la necessità, sopratutto quando si parla verso un target di utenti più evoluti e consapevoli, di ragionare in termini di VALORE e UTILITÀ. Quelli da produrre per gli utenti in fase di sviluppo delle proprie strategie di comunicazione e marketing digitale.

Bisogna evitare di generare, attraverso i propri contenuti, app o servizi, quella sensazione di trascinamento, banalizzazione o peggio ancora interruzione di altri momenti di vita degli utenti. Sempre di più dunque si riveleranno vincenti le strategie capaci di includere, connettere le persone con i propri interessi o, ancora meglio, la propria famiglia.


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