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2020, l’anno del Covid… e della disinformazione.

2020, l’anno del Covid… e della disinformazione.

Per tutti il 2020 sarà l’anno del #Covid19. Per me, che per lavoro analizzo quotidianamente i Social Media e i loro contenuti, sarà anche l’anno in cui è stato possibile rilevare in maniera più evidente il livello medio di DISINFORMAZIONE degli utenti.

Infatti i due contenuti sulla pandemia che hanno registrato maggior numero di interazioni social e picco di condivisioni a livello mondiale sono legati a due NOTIZIE FALSE. Si tratta di video postati inizialmente con grandissimo successo su YouTube e poi rimossi dai moderatori dello stesso social network perchè giudicati, appunto, inaccurati o falsi dal punto di vista informativo.

Ci sono gli anti vaccinisti che sostengono che dietro il Covid ci sia una piano studiato a tavolino e chi, paladino della libertà, invita tutti a non credere ai dati e alle raccomandazioni comunicate dalle fonti ufficiali suggerendo di sentirsi liberi di affrontare la vita senza troppe limitazioni. Tesi e affermazioni piene di buchi e senza riferimenti e prove concrete ma che da molti vengono prese per buone e ricondivise senza operare quel famoso Fact Checking (verifica dei fatti) che, ormai, dovrebbero iniziare ad insegnare nelle scuole.

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I quotidiani “più social” del 2020

I quotidiani “più social” del 2020

Sono anni duri per i quotidiani, lo sappiamo. In edicola anno su anno si registra un calo di vendite e, di conseguenza, anche i profitti garantiti dalla raccolta pubblicitari crollano. Eppure il ruolo del giornalismo è fondamentale a livello sociale e per lo sviluppo di cittadini informati (realmente), consapevoli e sopratutto pensanti.

Con il Covid19 c’è stato sicuramente un riavvicinamento degli utenti alle news provenienti da fonti affidabili come i quotidiani, fosse anche la versione online o, ancora più agevolmente, social.

Ecco dunque la classifica dei quotidiani italiani più ingaggianti nel 2020 su Facebook.

Elaborazione dati Fanpage Karma. Periodo di Analisi: 1 Gennaio – 27 Dicembre 2020
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App: le più scaricate al mondo nel 2020

App: le più scaricate al mondo nel 2020

Il fine anno è sempre tempo di resoconti. Tra i millemilioni di dati che tengo d’occhio costantemente ci sono quelli delle app e dei giochi mobile più scaricati. Pur non occupandomi di sviluppo di applicazioni ritengo fondamentale comprendere i trend che stanno dietro l’utilizzo dei dispositivi mobile tanto a livello locale che mondiale.

Sapere come sta evolvendo la diffusione di una piattaforma Social, valutare le dinamiche che sono dietro un gioco di successo e, più in generale, immaginare come gli utenti trascorrono il proprio tempo ci aiuta a comprendere quando, con che linguaggio, su che canale e con che contenuto provare a intercettarlo e attirare la sua attenzione.

Dall’analisi delle due classifiche del 2020 relative alle app più scaricate in generale su Android e iOS e alle game app risultano evidenti alcuni trend:

  • TikTok è stata l’app protagonista dell’anno, elemento che è impossibile trascurare ormai nelle strategie social di diversi settori (anche se non tutti).
  • Facebook, Instagram e Whatsapp, sono saldamente in cima alle app più diffuse. Nessuna crisi alle porte per il leader della comunicazione social.
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Le ultime novità di Instagram per il Social Shopping

Le ultime novità di Instagram per il Social Shopping

Prosegue il percorso di “AMAZONizzazione” di Instagram.


Che fosse il social con maggiori ispirazioni per lo shopping lo sapevamo già ma con le ultime novità introdotte da questo social network della galassia Facebook è chiara la volontà accrescere la spinta dei propri utenti verso la conversione: l’acquisto vero e proprio dei prodotti.

3 Novità principali a dimostrare il crescente orientamento verso dinamiche di Social Shopping già presenti nel canale:


✅ La tab shopping, raggiungibile dai profili dei brand o dalla tab di ricerca è ora raggiungibile dal menù principale


✅ Il tracciamento delle navigazioni dello shop – esplicitato con un alert appena si entra nella sezione per mettere le cose in chiaro – rende possibili suggerimenti personalizzati che finiscono in una bacheca dedicata o si traducono in Ads targettizzate da parte dei merchant.

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Pride Month: per molti ma non per tutti. Purtroppo!

Pride Month: per molti ma non per tutti. Purtroppo!

Un brand deve prendere posizione su tutto? Non è necessario, ma su certi temi avrebbe MOLTO senso. 
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Sta terminando il Pride Month, una ricorrenza che quest’anno – forse anche a causa delle limitazioni sugli eventi fisici – ha avuto grande eco Social. Anche i brand si sono esposti più che in passato a favore della libertà di genere.

Sono tantissimi i marchi che hanno scelto di ibridare il proprio logo con i colori della bandiera arcobaleno, simbolo del movimento LGBTQIA+. Un’attività, se vogliamo banale, ma che più di tante parole definisce il posizionamento di un marchio agli occhi dei propri follower. Alcuni brand come Amazon per il suo Prime Video o Deliveroo hanno addirittura deciso di giocare anche con lo stesso nome del brand per comunicare il messaggio ancora con più forza. 

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