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Category Social Media Marketing

Rassegna Web – Boardsport 2.0

Dopo un’analisi monotematica di inziative sul Fashion 2.0 e una sul Turismo 2.0 ecco una rapida carrellata di casi di studio legati ai Boardsport 2.0

ATTUALITA’
Skateistan.org: skateare fa bene!

La cultura dello skateboard si sta sviluppando anche in Afghanistan, ma con un impulso del tutto nuovo. L’associazione no-profit Skateistan, grazie alla pratica dello skate, impegna un gran numero di giovani afghani offrendo loro nuove opportunità culturali, educative, assistenza sanitaria e crescita sociale. Il sito Skateistan.org contiene un blog creato per far conoscere le esperienze dei giovani di Kabul a tutto il mondo; inoltre, attraverso l’utilizzo di piattaforme media e social network, l’associazione contribuisce a diffondere a livello globale un messaggio di speranza, unione e pace.

VIDEO
Don’t try this at home!
Quando la passione per la tavola non conosce limiti… Gli americani Jeff King e Chad Knight (pro skater) hanno materializzato un’idea completamente folle: armati di trapano, viti e colla, hanno trasformato un iPad da 64GB in un mini skate. Non contenti, i due sono riusciti persino ad utilizzare la loro invenzione su una rampa. Il video dell’“impresa”, parte di un programma realizzato per Fuel.tv, impazza sulla rete!
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GEOLOCALIZZAZIONE
Dove sei? diccelo anche dalle piste!

Tutto è pronto per la stagione invernale: le tavole sono sciolinate, la neve ha già imbiancato i resort, ma quest’anno la protagonista sulle piste sarà la tecnologia. In diverse località americane sarà possibile utilizzare il sistema di geolocal EpicMix che tiene traccia delle piste percorse via Rfid. Come con Foursquare, si potranno guadagnare badge (chiamati Pins) al raggiungimento di determinati obiettivi. E per la social sfida con gli amici? Il sistema sarà integrato con Facebook e Twitter.
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WEB TV
Porta i Boardsport sul tuo profilo!

Preparatevi a riempire i vostri profili social con i migliori video della storia dei boardsport: il famoso brand Vans, ha lanciato la sua prima web tv. Su Offthewall.tv si possono seguire programmi su: skate, snow, surf e wakeboard con video e highlights dei vostri atleti preferiti e dei migliori contest. I video possono essere condivisi sui social media ed essere personalizzati tramite un lettore mash-up. Infine, armatevi di iPad: nelle prossime settimane Offthewall.tv avrà un’App tutta sua!

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SOCIAL APP
Burton e Nokia per lo snowboard!

Passate troppo tempo in rete e dunque praticate meno sport? Nokia e Burton, snowboard brand, stanno realizzando un progetto che coniuga sport estremi e social network. Nokia Push Burton permetterà di registrare in tempo reale i movimenti della tavola, il cellulare collegato sarà in grado di riconoscere il trick eseguito e di pubblicarlo immediatamente sul social selezionato. La versione beta di Nokia Push Burton arriverà nel gennaio 2011.

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AUGMENTED REALITY
Skate shoes virtuali invadono NY

In occasione del lancio di due modelli di scarpe da skate in edizione limitata, Airwalk, brand del settore boardsport, ha realizzato un’iniziativa

molto singolare attraverso l’app per iph
one GoldRun, che sfrutta il collegamento GPS per collocare e condividere oggetti virtuali nel mondo reale. Gli utenti dotati di Iphone dovevano localizzare le sneakers virtuali sparse per vari punti della città, “fotografarle” e condividere l’immagine attraverso l’app; in questo modo potevano ricevere un codice per l’acquisto della calzatura reale.

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CASE HISTORY
Tony Hawk? “Trovalo” su Twitter!

L’icona dello skateboard Tony Hawk è uno dei personaggi più “seguiti” su
Twitter e l’inventore di un’iniziativa dal successo inaspettato: una “caccia al tesoro 2.0” via tweet che ha fatto crescere i follower dello skater dai 200.000 del 2009 ai 2.245.000 di oggi. L’idea di Hawk, successivamente ripresa da molti brand, ha dato vita ad un fenomeno virale che ha incuriosito persino la CNN e che ha ispirato un nuovo tipo di marketing sui social media in grado di coinvolgere i fan/clienti sia virtualmente sia fisicamente.

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Blue Christmas. L'ambient Volkswagen per un Natale senza sprechi

Dopo tante case history su attività di Social Media Marketing in giro per il mondo eccone una che coinvolge direttamente me e il team di Coffee Grinder insieme ai ragazzi di Now Available.
SI tratta di un’iniziativa Ambient sul tema Think Blue la filosofia Volkswagen per la sensibilizzazione dei comportamenti responsabili che aiutano a risparmiare e ad avere un impatto maggiormente sostenibile sull’ambiente che ci circonda.
Già in estate, con il Blue on Tour erano state promosse in diverse piazze italiane, tramite sessioni formative e test drive, le tecniche di guida utili a risparmiare carburante e inquinare meno. Ma Think Blue va oltre il volante, è uno stile che investe diversi aspetti della vita quotidiana. In questo caso, per il Natale, oltre agli auguri e ai panettoni è importante pensare a che fine far fare ai biglietti, alle buste, agli involucri di qualsiasi oggetto legato ai festeggiamenti.
Come promemoria pensate al “riciclatore natalizio istantaneo”.

Osservatorio Multicanalità 2010. [Strategie]

Dopo tanti dati passiamo a indicazioni di ordine strategico. Come muoversi nell’attuale contesto?Un’analisi molto concreta arriva dall’intervento di Giovanni Pola, Direttore Generale di Connexia dal titolo Multicanalità: rumore o armonia? Punto di partenza (e di arrivo) è il concetto secondo cui è fondamentale disegnare una strategia quanto più dettagliata possibile che tenga conto, al tempo stesso, di un meccanismo di costante rinnovamento. Nulla di così semplice se si pensa al dinamismo medio di un’azienda impostata in modo classico ma nemmeno nulla che si possa ignorare a cuor leggero, visti i dati del post precedente.

Punti salienti sono:
  • l’accesso efficace alle informazioni (web analytics, buzz intelligence, news, ricerche di mercato, crm e formazione)
  • la creazione di canali d’ascolto diretti e permanenti che permettano e stimolino anche la partecipazione attiva da parte degli utenti Reloaded (un’operazione come My Starbucks Idea genera decine di migliaia di idee e spunti che nessuna entità creativa o focus group sarebbe stata in grado di generare)
  • l’investimento in nuovi modelli di business emergenti basati sul concetto di collaborazione (vedi video sotto) come nel caso dei gruppi d’acquisto (case Groupon).
  • la creazione di storie coerenti e credibili. Ogni prodotto può essere raccontato, non solo promosso.
  • la capacità di gestire la crisi sfruttando le opportunità offerte dalla rete. Se gli utenti del web possono alimentare e diffondere voci negativi, allo stesso modo i brand che sanno usare la rete possono farlo per esporre la propria versione e gestire la crisi in tempo reale e nei luoghi dove questa si alimenta.
  • evitare le scorciatoie (es. post di commenti fake a proprio favore o per screditare i competitor) evita anche l’investimento in operazioni ad alto rischio e bassa efficacia. Nella maggior parte dei casi infatti il giudizio a cui si concede più credibilità è quello di un amico del proprio network e in ogni caso per svariati temi la rete tende ad autoregolarsi con la nascita di siti e tool di confronto tra i prodotti difficilmente orientabili a proprio favore.

Social Media Multitasking o Frammentazione?

Il titolo del post da cui ho tratto questa immagine è: Social Media Multi-tasking Worse than Marijuana e racconta di come se il lavoro di marketer e pr ci obbliga a mettere in parallelo mille attività le stesse attività nell’era del Social media marketing si moltiplicano per “n” volte.
Twitto, rispondo a una chiamata, faccio un Check In su Foursquare mentre sono sull’A4, ecco un sms in entrata, chi sarà? prima però rispondo alla mail di 20 minuti fa, e un post su Facebook non ce lo metto?, si ma apro anche una discussione su LinkedIn e devo ricordarmi di vedere se qualcuno ha caricato la presentazione del convegno di ieri su Slideshare… Un caffè, ho bisogno di un caffè.
Uno studio condotto presso il British Institute of Psychiatry ha dimostrato che controllare la posta elettronica durante l’esecuzione di un compito creativo diminuisca il proprio QI attivo in quel momento di 10 punti. L’equivalente lo si raggiunge non dormendo per 36 ore – due volte più distruttivo della Marijuana.
Abbiamo tante aspirazioni e ogni giorno i canali su cui perseguirle crescono. Molti li scartiamo a priori, altri sembrano valere la pena e li tiriamo dentro al nostro flusso spezzettato di azioni operative. Il presupposto è che alcuni di questi ci possano aiutare a migliorare l’efficienza sotto vari punti di vista, dalla velocizzazione dell’esecuzione di alcuni compiti alla rapidità di apprendimento di informazioni utili fino alla facilitazione della attivazione di contatti strategici. Ma i presupposti si trasformano sempre in vantaggi effettivi?
Multitasking e Frammentazione sono due concetti molto vicini ma altrettanto differenti. Sostanzialmente differenti. Occorre essere certi di non valicare il limite tra l’aspetto positivo e quello negativo. La difficoltà maggiore è quella di sviluppare la capacità di ignorare le informazioni irrilevanti. Successivamente arriva l’esercizio di organizzazione mentale delle attività da svolgere e infine la rapidità d’adattamento del proprio cervello di passare da un’attività a un’altra differente.
Diversi studi dimostrano come la maggior parte delle persone, una volta interrotta ritorni con fatica all’attivtà originaria, da una ricerca di Microsoft Research Labs emerge che addirittura il 40% non ci ritorna neppure. Il ricercatore David Meyer della Michigan University ha stimato che nei casi in cui in ambienti lavorativi le persone lavorino con un word processor e allo stesso tempo parlino con i loro capi e colleghi e rispondano al telefono costano alla società dal 20 al 40% in termini di perdita di efficienza. Il motivo: è improbabile riuscirsi a concentrare per blocchi temporali di 10 minuti alla volta.
Diversi i monitoraggi che confermano questo dato. Migliaia di dipendenti e manager dell’azienda Basex sono stati osservati per diverso tempo e hanno fatto registrare un’improduttività media di più di 2 ore al giorno, il 26% del tempo lavorato.
Sappiamo però di non essere tutti uguali, c’è chi è più rapido e “tiene botta” ma quali sono le conseguenze? Avete mai provato a utilizzare un pc con tutti i programmi aperti? Se rallenta quello che è una macchina quanto può farlo la nostra testa che si porta dietro una serie di variabili infinita?
Non significa che non si possa attivare il multitasking con successo ma questo comporta sempre dei costi di cui bisogna essere consapevoli.
Ricito la chiusura del post originario: “E ‘un po’ come uno dei film la ‘Dirty Harry’ con Clint Eastwood. Alla fine del film di Clint dice: ‘Un uomo deve conoscere i propri limiti’.”