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Category Social Media Marketing

[Stats] Top 10 degli hashtag sul Social Media Marketing

Il lavoro che faccio mi ha insegnato a non tradire mai una regola su tutte: informarsi. Per questo motivo ogni giorno leggo un’infinità di post sul Social Media Marketing e sulla comunicazione in generale provenienti dai siti più disparati. Allo stesso tempo, anche solo per tenere traccia dei più interessanti o a scopo auto-promozionale, li condivido sul mio profilo Twitter (@VinsDellolio) utilizzando di volta in volta uno o due hashtag sensati di accompagnamento.
Ogni volta mi chiedo però se stia scegliendo l’hashtag corretto, se chi è interessato a leggere e interagire con i temi di mio interesse scrive, cerca e clicca sulle stesse keyword.
Per “twittare bene” occorre conoscere bene le parole chiave del proprio settore, le più diffuse e interessanti e per fare questo da una parte serve il buonsenso e dall’altra un tool di analisi come Hashtagify.me che mostra i Trend legati appunto agli hashtag.
Ecco quindi una prima risposta sugli hashtag più popolari legati al tema del Social Media Marketing.
La top 1o di seguito è ordinata secondo il primo dei due parametri ovvero la Popolarità che indica gli hashtag più utilizzati mentre da non sottovalutare anche il secondo ovvero la correlazione che mostra il legame più o meno stretto del termine con il concetto di riferimento. Non fatene uso indiscriminato ma tenete in considerazione questa classifica la prossima volta che dovrete scegliere l’hashtag migliore a cui affidare la visibilità dei vostri cinguettii. #Felicitweetatutti.

[Dati] Instagram vs Snapchat, un confronto sui Social Network dei "giovani".

In base ai dati in nostro possesso è ormai acclarato che canali come Instagram e Snapchat diano una grande mano ai brand interessati a comunicare con fasce d’età mediamente giovani. Anche se dal mio punto di vista il Social del fantasmino non ha ancora i numeri, quantomeno in Italia, per motivare un investimento di marketing con l’obiettivo di produrre volumi importanti di utenti è corretto tenerne d’occhio le sue peculiarità confrontandole anche con canali che conosciamo ormai bene come Instagram.
Per questo motivo è interessante un’analisi di L2 che rapporta i dati degli utenti e gli approcci dei brand di diversi settori a questi due canali.
Vediamo quelli salienti:
Età degli utenti. Snapchat è certamente il canale giovane per eccellenza con il 60% di utenti che non supera i 24 anni di età. Per questa fascia nel caso di Instagram siamo di poco sopra il 40%. In compenso Instagram ci permette di parlare con un pubblico più eterogeneo con il suo 34% di utenza sopra i 35 anni.
instagram vs. snapchat dati
Passando ai settori che decidono di investire e conoscendo quando detto sull’età degli utenti non appare strano che settori con target di pubblico più adulto come Automotive, Ospitalità e Gioilelleria credano meno di altri in Snapchat puntando invece tantissimo su Instagram con percentuali di presenza che sfiorano o raggiungono la quasi totalità dei marchi. A credere di più in Snapchat invece c’è su tutti l’Activewear, universo d’abbigliamento molto vicino a questo pubblico, il beauty e il fashion in generale con un tasso interessante del mondo Retail.

A livello di piano di contenuti settimanali la forbice è netta ma è anche giustificata dalla tipologia di canali in cui il concetto di singolo contenuto su Instagram si contrappone a quello di flusso/dialogo costante proprio di Snapchat. Ecco dunque come la consumer electronic posti in media 6 contenuti al giorno su Snapchat contro 1 su Instagram.

In generale i video non sembrano essere un format premiato su Instagram mentre sembra sia tutt’altra storia con Snapchat. Partendo da questo presupposto analizziamo l’ultima Chart di L2 con ancora il settore della Consumer Electronic a registrare oltre il 70% di post video su Snapchat contro il 14% di Instagram. Simile il divario anche nel settore delle bevande e in quello dell’abbigliamento sportivo.

Più in là affiancheremo a questi numeri anche degli esempio pratici per capire realmente in cosa si traduce questa differenza di approccio ai due canali.

[Dati] Instagram vs Snapchat, un confronto sui Social Network dei "giovani".

In base ai dati in nostro possesso è ormai acclarato che canali come Instagram e Snapchat diano una grande mano ai brand interessati a comunicare con fasce d’età mediamente giovani. Anche se dal mio punto di vista il Social del fantasmino non ha ancora i numeri, quantomeno in Italia, per motivare un investimento di marketing con l’obiettivo di produrre volumi importanti di utenti è corretto tenerne d’occhio le sue peculiarità confrontandole anche con canali che conosciamo ormai bene come Instagram.
Per questo motivo è interessante un’analisi di L2 che rapporta i dati degli utenti e gli approcci dei brand di diversi settori a questi due canali.
Vediamo quelli salienti:
Età degli utenti. Snapchat è certamente il canale giovane per eccellenza con il 60% di utenti che non supera i 24 anni di età. Per questa fascia nel caso di Instagram siamo di poco sopra il 40%. In compenso Instagram ci permette di parlare con un pubblico più eterogeneo con il suo 34% di utenza sopra i 35 anni.
instagram vs. snapchat dati
Passando ai settori che decidono di investire e conoscendo quando detto sull’età degli utenti non appare strano che settori con target di pubblico più adulto come Automotive, Ospitalità e Gioilelleria credano meno di altri in Snapchat puntando invece tantissimo su Instagram con percentuali di presenza che sfiorano o raggiungono la quasi totalità dei marchi. A credere di più in Snapchat invece c’è su tutti l’Activewear, universo d’abbigliamento molto vicino a questo pubblico, il beauty e il fashion in generale con un tasso interessante del mondo Retail.

A livello di piano di contenuti settimanali la forbice è netta ma è anche giustificata dalla tipologia di canali in cui il concetto di singolo contenuto su Instagram si contrappone a quello di flusso/dialogo costante proprio di Snapchat. Ecco dunque come la consumer electronic posti in media 6 contenuti al giorno su Snapchat contro 1 su Instagram.

In generale i video non sembrano essere un format premiato su Instagram mentre sembra sia tutt’altra storia con Snapchat. Partendo da questo presupposto analizziamo l’ultima Chart di L2 con ancora il settore della Consumer Electronic a registrare oltre il 70% di post video su Snapchat contro il 14% di Instagram. Simile il divario anche nel settore delle bevande e in quello dell’abbigliamento sportivo.

Più in là affiancheremo a questi numeri anche degli esempio pratici per capire realmente in cosa si traduce questa differenza di approccio ai due canali.

[Ispirazioni] Loctite, una campagna multisoggetto dallo stile Social.

Nel post precedente parlavo della necessità di guardare al mondo della pubblicità tradizionale per imparare a costruire contenti identitari anche sui Social.
Una delle campagne tradizionali che di recente mi ha fatto pensare: “questa roba funzionerebbe anche su Facebook” è  quella di Loctite per la promozione della sua colla a presa rapida in 60 secondi ideata dall’agenzia pubblicitaria di Belino Heimat.
Grafica illustrata con uno stile vintage, un copy raccontato attraverso situazioni creative e spesso assurde, il prodotto presente ma poco invasivo, un payoff che diventa “tormentone”. È chiaro che per questo non bastano immagini da banche dati e community manager che si improvvisano copywriter. Per questo servono professionalità verticali ma sono convinto che varrebbe la pena investirci.
Date un’occhiata e ditemi che ne pensate.

Come sta cambiando la Content Production sui Social. È finita l'era degli Account tutto fare.

Come dovrebbe comunicare un marchio sui Social? È una domanda a cui ogni giorno proviamo a dare una risposta. A parte le questioni da manuale del community manager di anno in anno, da quando ho iniziato a fare questo lavoro, la risposta cambia. Si evolve. 
Abbandoniamo strade che l’anno prima sembravano essere risolutive e definitive, cambiamo le Social media policy aziendali, gli stili, la nostra attività di produzione del contenuto.
Oggi, nei piani editoriali ci sono “rubriche che funzionano”. Le scelte (preferisci A o B?), le citazioni, i quiz, le ricette in stop motion riprese dall’alto e non dimentichiamo la dose di cuccioli e bambini quando siamo a corto di idee e il mantra del Real Time Marketing. Sappiamo che le immagini ricevono più like dei link. Che ogni post deve essere sponsorizzato scegliendo il target giusto. Sappiamo tante cose e a forza di leggere post sui blog di settore le sappiamo quasi tutti ormai ma proprio per questo ormai è elevato il rischio che i nostri contenuti perdano di identità confondendosi tra i mille costruiti con format simili, da brand simili, diretti a un target simile al nostro. E, siatene certi, più il tempo passa più non basterà inserire il logo della propria azienda in basso a destra per accrescere la propria awareness. Già oggi spesso è così.
È per questo che insieme ai format collaudati occorre lavorare a Contenuti originali partorendoli con creatività, skill tecniche e artistiche pari a quelle di una classica agenzia pubblicitaria con in testa un obiettivo chiaro: differenziarsi.
In questa direzione per ispirarsi occorre ampliare il monitoraggio di metodo di lavoro e risultati al di fuori dei Social, prendere anche dalle campagne pubblicitarie per la TV o per le affissioni. I criteri narrativi si assomigliano sempre di più, inutile parlare di integrazione e poi pensare che sia solo il Social a dover influenzare le attività tradizionali. Occorre assorbire approcci e qualità di alto livello e portarli in questo mondo di account tutto fare.
I community manager non sono (quasi mai) anche degli Art Director, copywriter, grafici, illustratori, analisti e chi più ne ha più ne metta dunque non possiamo chiedere loro di esserlo con un grado di efficienza pari a chi ha lavorato anni per acquisire quelle professionalità. Alcune grandi e nuove agenzie lo stanno capendo e portano dentro i team nuove figure o, in alternativa, creano collaborazioni con professionisti esterni. 
Questa è la strada che porterà alla definitiva maturazione del Social Media Marketing? Io penso di sì. Voi siete pronti?