Category Social Media Marketing

Facebook Live Video: un trend in crescita.

In questi giorni mi chiedo se i tempi siano maturi per pensare ad attività legate ai Live Video per i miei clienti.
Gli utenti ne fruiscono? Hanno davvero voglia di guardare una diretta girata spesso in modo artigianale con un cellulare? I Brand, di tutti i settori, possono sempre dire qualcosa in diretta e senza l’abile apporto di musica e montaggio?
La risposta ovviamente è: dipende. Dipende dall’utente, dal Brand/personaggio, dal settore, dalla capacità di racconto dei Content creator.
Intanto che ci pensiamo è utile mettere in fila qualche trend e in questo ci aiuta un’analisi di Socialbakers su 500 pagine aziendali e media nei primi 6 mesi del 2016.
È abbastanza intuibile che le pagine Media facciano l’uso maggiore di questo formato. Le dirette video di queste pagine sono passate da qualche centinaio a oltre 5.000 totali mensili. Per le pagine di brand siamo invece sotto il centinaio con una media inferiore ad un video live al mese.
facebook live video stats
Quali sono gli apripista? Mercedes su tutti per quanto riguarda i brand ed Esporte Interativo, un canale TV sportivo brasiliano, tra le pagine media. 
facebook live video   socialbakers
I contenuti?
Nel caso di Esporte Interativo, ad esempio, le classiche interviste pre-partita ai tifosi. 6 minuti di chiacchiere su chi vincerà, chi sarà il giocatore decisivo, chi potrebbe entrare a partita in corso.


Mercedes
invece mostra, durante un evento sportivo, una delle sue spettacolari auto da corsa. Like & love come se piovesse.

Altro esempio quello dei tutorial e della presentazione dei prodotti all’interno di Ipsy una community femminile che parla di segreti di bellezza.

Ma sono solo alcuni esempi. Interviste live con personaggi famosi e testimonial di brand, piccole dirette da eventi sponsorizzati, anteprime sul lancio di nuovi prodotti sono altre strade. 
Funzionano? C’è solo da provare, scegliendo il momento e il soggetto giusto da raccontare. C’è da programmare tutto nel momento in cui sono online il maggior numero possibile di vostri fan. Occorre, sopratutto, non fermarsi ai primi numeri, modificare il format nel tempo, comprendere qual è il momento del video in cui perdete di interesse e inserirci un “diversivo”. Pensate al qui e ora mettendovi nei panni degli utenti. Perdendo della qualità e dell’emozionalita garantita dal montaggio il vostro video dovrà sopperire alla mancanza con l’effetto esclusività dando agli utenti un motivo buono per interagire con commenti e domande.
Nei prossimi mesi continuerò a tenere monitorate le best practice e soprattutto l’evoluzione di questo format che appare ancora tutto un work in progress.

[Benchmarking] Le Birre su Facebook nel 2016: Moretti, Ceres e Ichnusa i leader.

pagina facebook Heineken
Estate, tempo di Benchmarking obbligato anche quest’anno sulle performance del settore birraio in Italia.
Ecco dunque qualche chart e riflessione sui brand più attivi in Italia, quelli più seguiti e le tattiche migliori.
Ho analizzato 18 brand diversi, mi perdoneranno eventuali esclusi (anzi, segnalatemeli così al prossimo giro li inserisco). Premetto già che i brand selezionati sono quelli che pubblicano in Italiano per cui un leader di mercato come Budweiser non è presente in questa chart avendo una pagina aggiornata solo in Inglese.
Birre su Facebook in Italia
Partiamo dal dato più evidente, quello che tutti, a torto o a ragione, guardano sempre: il numero di fan. Heineken sembra sbaragliare la concorrenza se non fosse che in questo caso va considerato non il totale degli oltre 20 milioni di fan ma la percentuale italiana degli stessi. Si, perchè siamo di fronte a una pagina internazionale i cui fan locali ammontano ad “appena” 1.067.000 (fonte Socialbakers). Dunque confermata la prima posizione di Heineken ma con un distacco minimo rispetto ai 900 mila fan di Birra Moretti e ai 627 mila di Ceres.Birre su Facebook in Italia - Classifica Fan
Passando all’analisi delle interazioni totali nell’arco degli ultimi 3 mesi (11 Aprile – 10 Luglio 2016), vero metro per misurare l’efficacia delle strategie social, la testa della classifica sembra essere invariata nelle prime tre posizioni. In realtà se, anche in questo caso, dividessimo per 20 il totale delle interazioni di Heineken, proporzionandole al numero di fan nazionali rispetto agli internazionali, il totale verrebbe fortemente ridimensionato a non più di 30 mila fan facendo piombare il brand attorno al dodicesimo posto. Dunque leader della classifica italiana per numero di interazioni di questo trimestre risualta Birra Moretti seguita da Ceres e Carlsberg.
Birre su Facebook in Italia - Classifica Interazioni
Vediamo le caratteristiche del posting di questo settore. Iniziamo dalla frequenza. I Brand di birra su Facebook pubblicano meno di un post al giorno. In media sono 24 post al mese.
best format beer facebook post
Per quanto riguarda i giorni con il maggior numero di post pubblicati da sempre il venerdì è il momento principale della settimana e anche quest’anno la situazione resta invariata.
best day beer facebook
Per i formati invece seppure le foto restano quello in grado di generare maggiori interazioni i video, rispetto ad altri settori e al food più in generale, registrano un notevole numero di utenti coinvolti.
best format beer facebook post
Andiamo ora sulle best practice a livello di contenuti. pagina facebook birra moretti
Birra Moretti è in assoluto il brand principe con post come il seguente che ripropone l’immagine di un’utente Instagram. Non un’influencer ma una semplice utente scelta in base all’utilizzo dell’hashstag #birramoretti. E’ così che un post senza pretese con appena 13 like sul profilo Instagram di @Seljjang rilanciato e probabilmente sponsorizzato sulla pagina del marchio raccoglie 18 mila like, 663 share e 165 commenti.  Non male per il più classico degli UGC.best day beer facebook
Meno like ma molte più condivisioni raccoglie il post che rilancia lo spot sulle due nuove versioni regionali del prodotto: quella lucana e quella pugliese. Immagino che in questo caso la targettizzazione della sponsorizzazione nelle regioni di competenza abbia giocato un ruolo non banale.
best post birra moretti - facebook
E veniamo al secondo brand in classifica per numero di interazioni che poi è il primo secondo gli addetti ai lavori grazie alla capacità dei social media manager di adottare un tono di voce e una creatività sempre originale e disruptive: Ceres!
In questo caso vale la pena citare il post con il maggior numero di like e condivisioni che ha come tema le elezioni comunali a Roma ricordando che l’argomento delle elezioni costituisce da sempre un trend topic a livello nazionale tanto sui social quanto sui motori di ricerca. Ceres lo cavalca con uno scatto divertente che viene proposto con tanto di Mention della pagina della candidata Giorgia Meloni. Quella delle mention è una prassi che Ceres usa spesso, fateci caso.
best day beer facebook
Ma non è solo la creatività e la capacità di osare che rende Ceres una case history da imitare. C’è anche l’attenzione per ogni singola interazione all’interno dei commenti. In questo caso dopo un post insolito e coraggioso in cui sfida Corona (menzionandola) facendo propria l’icona del limone infilato nel collo della bottiglia …
fagina facebook - corona - post
… instaura un dialogo “creativo” con uno dei tanti fan proponendo nel giro di mezz’ora dall’inizio dello scambio il post riveduto graficamente in maniera ironica (vedi qui sotto). Mitici!
risposte corona su Facebook
Una citazione la merita anche Peroni, che posiziona uno dei suoi post tra i top del trimestre e in particolare il rilancio di un post del rapper Jake La Furia. I testimonial, sopratutto se in target, pagano sempre.
best day beer facebook
Chiudo la carrellata con Ichnusa.
cover ichnusa facebook
L’icona sarda della birra in questa stagione si promuove attraverso una brand history veicolata tramite il racconto di alcune figure di dipendenti dell’azienda più o meno verosimili. Il mastro birraio, il responsabile imbottigliamento e il responsabile qualità sono protagonisti di altrettanti spot che raccontano la passione per il proprio lavoro che dà vita alla conseguente qualità del prodotto. Spot molto apprezzati e condivisi segnale di come uno storytelling emozionale e ben fatto sia premiante.
best format beer facebook post
Per ora è tutto, voi che post preferite sorseggiare tra questi?
… cheers a tutti!

Social Ads, usare i target geografici per migliorare le proprie campagne.

Normalmente pianificando una campagna di Social Advertising si è sempre molto attenti a personalizzare il target in base ai propri interessi. Se stiamo promuovendo un deodorante per ambiente, una paella surgelata o un nuovo modello di scarpe sportive ci rivolgeremo a persone che siano interessate rispettivamente alla cura della casa, alla paella / riso, allo sport / abbigliamento.
Spesso però, rispetto all’investimento messo in campo per la promozione di un post o di una pagina, il target raggiungibile è molto più ampio e nonostante l’impostazione di diversi filtri per età, sesso e interessi rischiamo di sparare ancora un po’ nel mucchio intercettando persone più e meno sensibili al nostro annuncio e spendendo qualche ero in più di quello che potremmo fare.
Per questo motivo oggi vi invito a ragionare molto anche su un parametro in più, un parametro spesso sottovalutato: la targettizzazione geografica.
Le regioni non sono tutte uguali, non lo sono per ricchezza, cultura, abitudini e di conseguenza per distribuzione della spesa di ciascun individuo / famiglia. E’ per questo che se fate caso ai dati di alcuni post promossi di un qualunque marchio vi renderete conto che ci sono regioni che quasi sempre rispondono meglio di altre. Non è un caso e anche se promuoviamo brand che vendono magari su tutta Italia se i loro post sponsorizzati hanno budget ridotti è inutile targettizzare in tutta la nazione le campagne.
Per questo motivo in fase di pianificazione e successivamente di ottimizzazione di qualsiasi campagna Social è opportuno ragionare sui criteri geografici. Le fonti da cui raccogliere dati sono 3:

  1. IL CLIENTE:
    forse il più importante, è l’unico in grado di dirci quali sono in un dato momento i volumi di vendita di un prodotto/servizio in base alle aree geografiche (questo vale sia per beni e servizi venduti su canali fisici che su canali online su cui è sempre possibile tracciare l’origine e il potere d’acquisto medio dell’acquirente).
  2. I DATI DELLE CAMPAGNE SOCIAL (quelle Facebook su tutte):
    chiaramente questi avranno valore crescente quanto più avrete avuto modo di pubblicare e testare le sponsorizzazioni. “Un post non fa primavera” ma sicuramente dopo una trentina di promoted post su un territorio esteso (nazionale o quanto meno regionale) inizierete ad avere chiara la provenienza geografica dei vostri principali estimatori. Ricordatevi di guardare i dati facendo le dovute proporzioni tra i valori in campo, non guardate solo i valori assoluti altrimenti le regioni più popolose saranno sempre avvantaggiate.
    Di seguito condivido un’analisi tipo che faccio io per capire quali in quali regioni i miei post stanno funzionando meglio.
    QUALI DATI SELEZIONARE: anzitutto visualizzate ed estraete i dati di dettaglio sulle performance geografiche: 
    facebook-area-geografica
    i dati che il tool pubblicitario di facebook fornisce riguardano: Risultati (Clic, like, share, commenti), Copertura (gli utenti raggiunti) e il costo per Risultato. Come vedete dall’immagine sotto con l’estrazione dei dati di una piccola campagna che ho fatto di recente io ne aggiungo un altro che è l’Engagement Rate ovvero il rapporto percentuale tra Risultati e Copertura in grado di dirmi quante persone interagiscono con me ogni 100 persone raggiunte.
    COSA GUARDARE: A questo punto mettete in evidenza le regioni che fanno registrare un costo per risultato inferiore alla media (le vedete evidenziate in giallo). Poi selezionate quelle che fanno registrare un Engagement Rate superiore alla media. Dall’Incrocio di questi due gruppi verranno fuori le aree che vi costano meno a livello di risultati e sono al tempo stesso più propense ad interagire con voi (le vedere evidenziate con la scritta TOP). Come vedete dalle regioni con le migliori performance resta fuori quella in cui questa specifica campagna ha portato più risultati in termini assoluti: la Campania. In questo caso aree come questa costituiscono una variabile da gestire in base agli obiettivi. Se mi interessano i volumi più dei costi magari me la porto dietro tra le regioni top altrimenti la lascio in una fascia di target B. Analisi Geografica Performance POST Facebook
    COSA FARE DELLE INDICAZIONI RACCOLTE: se le analisi sui post successivi dovessero confermare queste regioni come le più interattive con i miei contenuti varrà la pena valutare di concentrare il futuro budget promozionale solo su quelle regioni per ottenere con lo stesso investimento un maggior numero di utenti coinvolti. E’ chiaro che queste siano riflessioni fatte al netto dell’importanza strategica di ciascun area geografica per il marchio. Va da sé, infatti, che se per un brand una regione come in questo caso la Basilicata o le Marche, ad alto costo e bassa interazione, sono strategiche (vedi punto uno di questo post) la strategia dovrà tenerne conto.
  3. I DATI DI MERCATO:
    in quest’ultimo caso, a meno che non si commissionino costosi studi e analisi ad hoc, useremo fonti come ad esempio i dati ISTAT in grado di fornirci indicazioni generiche su settori macro. Informazioni in grado di indicare quali sono le aree potenziali di azione di un’azienda. Questo tipo di dati sono molto utili sopratutto in fase iniziale di un progetto quando in mancanza di input del cliente e informazioni su campagne pregresse (punto 1 e 2) è necessario fare delle ipotesi sul target potenzialmente più sensibile a certi temi.Utilizzando fonti come questa infografica interattiva del sito del Sole 24 Ore è possibile navigare nei dati ISTAT riferiti alla spesa Regionale delle famiglie italiane nel 2015 suddivisa per settore di consumo.
    Verranno fuori dati come questi che mostrano ad esempio come parlando di Food sia la Toscana la regione a spendere in assoluto più soldi in media ma anche che, facendo la proporzione percentuale sul potere d’acquisto delle famiglie siano le regioni del Sud, su tutte la Calabria, quelle che spendono la fetta più grande dei propri guadagni in alimentarie e bevande analcoliche. Saranno forse proprio queste quelle più interattive con i post a tema. istat-spesa-prodotti-alimentari
    Situazione invertita quando si parla di spesa per attività ricreative, spettacoli e cultura. E’ il nord a fare da traino con il Trentino quale regione principe sia in senso assoluto che per percentuale spesa rispetto al totale mensile. Se volessi promuovere un evento di portata nazionale, chessò il concerto di Bruce Springsteen a Milano, o l’Expo, a prescindere dalla vicinanza geografica saranno comunque queste le regioni da cui mi aspetterei maggiori interazioni.istat-spesa-spettacoli-cultura
    Ultimo esempio riguarda il settore Abbigliamento in cui Milano (e la Lombardia) si conferma capitale della moda con il maggior esborso totale ma in cui è nuovamente il sud Italia a mostrare un interesse sopra la media con regioni come Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia in cui attorno al 6% dello speso mensile riguarda questo ambito di prodotti. In questo caso se dovessi scegliere le regioni su cui pianificare una campagna Social a basso budget punterei su un mix tra regioni come Lombardia e Valle d’Aosta che spendono notevolmente più della media e altre come Basilicata e Puglia molto attente a questo comparto piuttosto che ad altri.
    istat-abbigliamento-calzature

Per chiudere dunque spero di aver reso l’idea di quanto riuscire a parlare con il pubblico giusto attraverso un post passi anche dalla definizione delle aree geografiche. Spero possiate avere tempo e modo di collaudare questo approccio. Forse comporta qualche “sbattimento” analitico in più di quello che un’agenzia media è disposta a fare ma credo che i risultati passano valere la fatica.

[Infografica] Dati Instagram in Italia nel 2016

Instagram, cambia, cambia sempre. E non parlo solo dell'evoluzione del loro, delle funzionalità e della possibilità di investirci a livello pubblicitario. Parlo di quello che è il motore di questo canale come di tutti i canali social: gli utenti.

A solo 6 mesi di distanza dall'ultima analisi sui principali numeri di Instagram in Italia (pubblicata a Novembre 2015) le differenze sembrano essere davvero tante, tutte a testimoniare la crescita di utilizzo di questa piattaforma social di condivisione di immagini e video.

Dati Instagram Italia 2016

Ecco allora alcune considerazioni per punti:

  • 1.000.000 di utenti in più rispetto a 6 mesi fa per un totale di 7.890.000 di utenti Italiani.
  • un canale a maggioranza femminile con il 54% di utenti italiane donne, ben 4,2 milioni
  • Millennials a tutto spiano, con 4,8 mln di utenti tra i 18 e i 34 anni, il 61% del totale, una fascia in crescita di 600 mila unità rispetto a 6 mesi prima.
  • Per le altre fasce di età mentre, imprevedibilmente resta stabile il numero degli utenti sotto i 18 anni crescono gli utenti appartenenti alle fasce più adulte con più 400 mila utenti per la fascia tra i 35 e i 55 anni. Non solo più ragazzini dunque, anzi, l'età media parla di un canale più molto più maturo rispetto agli inizi.
  • Per la classifica sugli utenti regionali mentre la Lombardia resta al primo posto la Campania scalza il Lazio alle seconda posizione.
  • La regione che in assoluto cresce di più è la Sicilia (+130.000 utenti) seguita da Puglia e Campania (+120.000) testimonianza che la crescita maggiore dell'ultimo periodo è legata alla diffusione al sud di questo social. Se guardiamo questo dato in termini di crescita percentuale sono le regioni più piccole: Basilicata (+75%), Valle d'Aosta (+74%) e Molise (+53%) quelle con il tasso di crescita maggiore.

Riassumendo siamo d'avanti a un pubblico mediamente più adulto, abbastanza diviso per sesso e a una maturità d'utilizzo a livello nazionale senza più eccessiva concentrazione al centro-nord.

Instagram cambia, evolve, cresce e sempre più diventa un canale maturo per l'utilizzo in più settori. Pianificate in maniera altrettanto esponenziale i vostri sforzi.

[Nota: VISUALIZZA QUI I DATI INSTAGRAM AGGIORNATI AL 2017]

14 consigli per gestire bene una pagina LinkedIn

Qualcuno di voi ha letto della recente acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft, un’operazione del valore di 26,2 miliardi di dollari che testimonia quanto il social network professionale più grande del mondo sia inquadrato come uno dei canali più efficaci per ottenere un contatto diretto con il mondo business.
In quest’ottica sempre più spesso mi trovo a lavorare a strategie di comunicazione BtoB che abbiano al centro proprio LinkedIn. Per gestirlo al meglio le cose da sapere sono tante e altrettanta la pratica con cui affinare linguaggi, tattiche e content production. Per iniziare bene però è opportuno avere chiaro l’approccio generale alla gestione di una pagina Business. Ecco quindi una breve presentazione con 14 consigli pratici per gestire al meglio un profilo aziendale su LinkedIn.

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