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Case Study: 7 ispirazioni da Burger King durante il Covid19

Case Study: 7 ispirazioni da Burger King durante il Covid19

Tra Marzo e Maggio 2020 abbiamo visto raccontare il periodo d’emergenza dal punto di vista dei brand. A spanne direi che nell’80% dei casi le comunicazioni si sono allineate ad uno standard “da manuale” in cui tendere al rassicurante e al politicamente corretto è stato sicuramente l’obiettivo primario. Questo approccio alla comunicazione del marchio ha sia effetti positivi che negativi.

🙂Positivo è il fatto che una comunicazione che utilizzi termini e toni di voce sobri, familiari (nel senso di già ascoltati dai media) e rassicuranti riduca il “rischio” di un fraintendimento del messaggio spesso delicato.
☹️Al tempo stesso però, c’è l’effetto negativo di assomigliare ad una moltitudine di messaggi simili firmati da altri brand e quindi di perdere il primo obiettivo di ogni comunicazione pubblicitaria: la memorabilità. A questo si aggiunge il limite del mancato raggiungimento di una fascia di utenti più critica ed esigente.

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Il posizionamento, la premessa per una marketing strategy efficace.

Il posizionamento, la premessa per una marketing strategy efficace.

“Obviously Awesome” di April Dunford è, secondo me un testo fondamentale per chi si occupa di strategie di marketing perchè tratta quella parte di attività che viene prima della strategia di marketing stesso ovvero: IL POSIZIONAMENTO.

Il concetto è reso molto bene dall’immagine della palafitta con cui la stessa autrice racconta il rapporto tra Positioning e Marketing and Sales. Il primo rappresenta le fondamenta, i secondi la casa che vi si costruisce sopra. Un posizionamento assente o errato influenza negativamente sulle performance, la stabilità e l’efficacia di un’attività di marketing e vendita.

Obviously Awesome di April Dunford
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Il modello del gancio di Nir Eyal (da Hooked)

Il modello del gancio di Nir Eyal (da Hooked)

Il successo maggiore che si possa ottenere lanciando un prodotto o un servizio è che questo diventi un’abitudine nella vita dell’utente.

È questo il tema di Hooked, il libro del 2015 di Nir Eyal che mostra un modello attraverso cui si possono descrivere la maggior parte dei fenomeni ricorsivi entrati nelle nostre vite nell’ultimo decennio. Dai videogiochi ai social network passando per dispositivi smart e servizi in streaming di vario tipo è facile individuare gli schemi e i punti di forza che hanno reso “immancabile” nelle giornate di molti la propensione verso determinati prodotti e servizi.

Il modello in questione è quello del gancio descritto in modo molto semplice nello schema di seguito.

Hooked - Modello del gancio di Nor Eyal
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Marketing: meglio la confort zone della maggioranza o l’out of the box della minoranza?

Marketing: meglio la confort zone della maggioranza o l’out of the box della minoranza?

“Ogni volta che ti trovi dalla parte della maggioranza, è tempo di fare una pausa e riflettere.” – Mark Twain

Questa frase che tanto adoro sembra negare il presupposto stesso del Marketing e della pubblicità.

Chi comunica verso pubblici del cosiddetto mass market è chiamato (generalizzo) a saper pensare come la maggioranza per comprenderla, raggiungerla, affascinarla e convertirla.

Spesso dobbiamo sforzarci di “negare” le nostre intuizioni, “banalizzare” i nostri percorsi e i nostri output creativi in nome di un pubblico più semplice di noi per gusti, cultura e criteri di scelta.

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Guilt Free Experience: il caso Airbnb

Guilt Free Experience: il caso Airbnb

In inglese viene definita “GUILT-FREE EXPERIENCE”, letteralmente esperienza senza sensi di colpa e si tratta di tutte quelle pratiche legate alla produzione o alle caratteristiche di prodotti e servizi che aiutano l’utente a usufruirne senza violare i propri principi e valori.

In quest’ottica, lo vediamo ogni giorno, cresce il numero di aziende che dichiara all’interno dei propri messaggi promozionali la SOSTENIBILITÀ ambientale dei propri prodotti, la TUTELA dei propri dipendenti, il RISPETTO degli animali dei propri allevamenti, l’EQUO pagamento dei propri fornitori, etc.
Dichiarare una scelta “virtuosa” però non sempre è sufficiente.

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