5 consigli per costruire un video per LinkedIn

5 consigli per costruire un video per LinkedIn

Video is the format!
Con questo mantra affrontiamo anche il 2019 consapevoli che sarà duro ma necessario il lavoro di educational verso i clienti che si rivolgono a noi consulenti di Digital Marketing.

Al principio Video era sinonimo di contenuto da veicolare su You Tube. Poi, con la crescita della navigazione da Mobile dove il video gioca un ruolo determinante, tutto è cambiato.

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Social Network, in Italia vince Instagram. Twitter precipita.

Per definire al meglio una strategia di social media marketing è fondamentale la scelta dei canali in cui agire. Normalmente questa è operata sulla base del numero di utenti potenziali per uno specifico settore di mercato che ogni canale è in grado di offrire. Spesso però può essere utile, al di là della conoscenza della pura base utenti, sapere anche quanto interesse uno specifico social network sia in grado di generare in potenziali nuovi utenti per capire se si va incontro ad un possibile spopolamento di popolazione attiva o, al contrario, se un canale promettente può diventare un concreto presidio di un brand.

A questo scopo è utile monitorare il volume di ricerche a tema fatte su google dagli utenti inserendo il nome di ciascun canale social.

Dando per scontato il primato in termini di fama e interesse di Facebook e YouTube questa volta ho verificato i trend di ricerca verso gli altri principali canali Social, quelli per così dire, di seconda fascia: Instagram, Twitter, LinkedIn, Pinterest e WhatsApp. In questa analisi mancano altri canali come Snapchat o l’emergente Sarahah semplicemente perché per numero di ricerche risultano inferiori a quelli già citati e al momento non li considero meritevoli di attività di marketing.

Fra i 5 canali analizzati il primato è senza dubbio di Instagram che, come si può vedere dal grafico di seguito, di anno in anno nell’ultimo quinquennio in Italia registra interesse crescente toccando l’apice proprio ad Agosto 2017.

Il Secondo posto è di WhatsApp, l’app più scaricata dell’ultimo anno che, forse anche a causa di una possibile saturazione del target, vede trend di ricerca più costanti nell’ultimo anno.

Terzo posto per Twitter. Anche se in caduta libera a partire dall’ottobre 2012 questo social è riuscito a porre un freno negli ultimi 12 mesi al trend negativo forse anche grazie al proliferare di trasmissioni TV dalla forte vocazione social che invitano gli utenti a interagire tramite tweet. Vedremo se nel prossimo anno il canale dei cinguettii riuscirà a tenere duro e/o a rilanciarsi oppure alzerà definitivamente bandiera bianca visti i bassi profitti generati nel nostro paese.

Quarto posto per Linkedin, un canale che fa della costanza la sua forza. Non cresce mai troppo, non perde mai di interesse. Intanto però gli utenti business si accumulano e la sua forza in ambito BtoB aumenta, almeno sulla carta.

Quinto posto per Pinterest. Dopo un inizio promettente il canale delle immagini ripartite in bacheche si era un po’ perso. Ma neanche tanto perché anno dopo anno ha guadagnato utenti e una piccola crescita dell’interesse medio nel numero di ricerche.

In conclusione: al momento se dovessi affiancare un social network ai presidi Facebook e You Tube di un marchio mio cliente sceglierei certamente Instagram, (ovviamente dopo aver valutato le potenzialità dello specifico settore in cui si muove il Brand). Al contrario difficilmente penserei a Twitter come un buon investimento.

[Infografica] Come ottenere interazioni su LinkedIn.

Il 24 aprile 2017 LinkedIn ha toccato quota 500 milioni di utenti. Una crescita meno vertiginosa di Facebook o Instagram ma una profilazione per interessi e caratteristiche professionali come nessun’altro social al mondo. 
Nella classifica per città Milano è al quinto posto tra le aree più connesse a livello globale. Diffuso in tutti i continenti gli iscritti a questo canale crescono a una velocità di 1 milione a settimana. 
Gli uomini (59%) superano di gran lunga le donne, e le fasce con più membri sono quelle tra 25-34 e 35-54 anni (entrambe col 36%). I settori con più iscritti risultano essere l’hi-tech (17%), la finanza (14%) e la manifattura (10%). Le funzioni maggiormente presenti sono quelle legate alla vendita, ovviamente (12%), all’insegnamento (10%) e all’amministrazione (10%).
Questi e gli altri numeri a disposizione sono troppo evidenti per essere ignorati da chiunque voglia usare i canali digital per promuoversi ed entrare in contatto con altri professionisti. Ma cosa fa davvero notizia su LinkedIn? Come farsi notare e risultare interessanti? Ecco, di seguito, un’infografica riassuntiva con le risposte degli stessi utenti intervistati su: persone seguite e motivazioni all’interazione. Contenuti informativi/educativi e dati di settore sono in assoluto i contenuti con il maggior potenziale. 
Sarà banale ma ricordatevi di produrre “valore” e “conoscenza” prima di sprecare qualsiasi contenuto auto-celebrativo che sia pubblicato da un profilo personale o da una pagina aziendale.

14 consigli per gestire bene una pagina LinkedIn

Qualcuno di voi ha letto della recente acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft, un’operazione del valore di 26,2 miliardi di dollari che testimonia quanto il social network professionale più grande del mondo sia inquadrato come uno dei canali più efficaci per ottenere un contatto diretto con il mondo business.
In quest’ottica sempre più spesso mi trovo a lavorare a strategie di comunicazione BtoB che abbiano al centro proprio LinkedIn. Per gestirlo al meglio le cose da sapere sono tante e altrettanta la pratica con cui affinare linguaggi, tattiche e content production. Per iniziare bene però è opportuno avere chiaro l’approccio generale alla gestione di una pagina Business. Ecco quindi una breve presentazione con 14 consigli pratici per gestire al meglio un profilo aziendale su LinkedIn.

(NOTA: se state leggendo questo post su SMARTPHONE è possibile che le slide non scorrano, in tal caso fate clic sul link sopra queste due righe per leggerle direttamente dal sito di SlideShare).

[INFOGRAPHIC] 2012, un anno di Social Media

L’arrivo di Pinterest, il dominio di Facebook su G+ e il suo flop in borsa, l’acquisto di Instagram e il suo boom di utenti, il successo dei Tweet televisivi e del profilo del Papa, la conferma di LinkedIn, il tormentone del GanGnam Style… Per chi quest’anno si fosse perso qualcosa o per chi ha la memoria breve ecco un’infografica che riassume mese per mese tutti i principali avvenimenti del mondo “Social” del 2012. Una rapida carrellata utile a capire quali trend sono stati cavalcati con successo e a ipotizzare le nuove derive digitali del 2013. 
Noi siamo pronti a iniziare il nuovo calendario. Dal muro però non toglieremo questo, guardarsi alle spalle aiuta a scegliere meglio.
E con questo auguro a lettori affezionati e casuali inciampatori di google SERP un BUON ANNO! 

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