🐶 Case Study: con Petz i cani comprano online.

🐶 Case Study: con Petz i cani comprano online.

Non possiamo ancora affermare che ormai online comprano cani e porci solo perché dei porci non abbiamo traccia… sui cani invece, siamo sicuri: loro possono farlo.

È quello che succede con Pet Commerce, un sito brasiliano di prodotti per cani che, grazie all’intelligenza artificiale e alla tecnologia di riconoscimento facciale, aiuta i proprietari a comprendere cosa attira maggiormente l’interesse dei propri amici a quattro zampe in modo da effettuare l’acquisto più gradito a loro.

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Innovazione nel Retail, ecco come sarà il negozio del futuro.

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Il punto vendita fisico sta cambiando, questo è chiaro. In realtà, se pensiamo alla storia stessa del negozio (vedi slide sopra), la mutazione è insita al concetto stesso di servizio retail. Sta cambiando il suo ruolo nel processo di acquisto dell’utente e sta cambiando anche strutturalmente con l’integrazione di supporti tecnologici importanti sia in processi gestionali di back-end che in fasi di relazione front-end con il pubblico.tecnologia-nei-processi-retail
Da qualche anno gli Osservatori del Politecnico di Milano monitorano e tracciano puntualmente la mappa del cambiamento. Ecco i punti chiave e una serie di dati della ricerca 2017 presentati durante il convegno di quest’anno dal titolo: IL RETAIL DEL FUTURO: TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

  • La spesa in innovazione digitale nel Retail vale circa il 20% del totale degli investimenti
  • Il 91% dei top retailer implementa almeno un’innovazione a supporto della customer experience nel punto vendita come chioschi, touch point e sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi, seguite da quelle di back-end trainate da CRM e sistemi di monitoraggio dei clienti in store.

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  • Per il 64% dei retailer italiani lo store del futuro sarà un punto dove i consumatori interagiranno attraverso i cinque sensi con il brand

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  • Per i top retailer italiani la principale sfida dello store del futuro sarà offrire una customer experience efficace e appagante per consumatori molto diversi e per uno stesso consumatore in cui convivono bisogni e comportamenti differenti in momenti differenti. In questo contesto l’innovazione passa attraverso quattro cantieri: integrazione omnicanale tra il negozio e le iniziative digitali (indicato dal 57% del campione), offerta di nuovi servizi (più o meno) correlati al business del retailer (23%), introduzione e sviluppo di innovazioni digitali (13%) e ideazione e lancio di nuovi format di negozio (7%). Esperienza evoluta, corsi di formazione in store, realtà virtuale e aumentata, negozi itineranti, negozi esponenziali, servizi di prenota e ritiro o di consegna dei resi sono solo alcune delle innovazioni in atto.
  • Tante le start-up che contribuiscono in maniera verticale all’innovazione sviluppando tecnologie in grado di semplificare, velocizzare e personalizzare il processo d’acquisto,  sviluppare un customer journey esperienziale, fidelizzare il cliente, rendere fluida l’esperienza d’acquisto.

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  • Con la crescita dell’e-commerce e dell’accesso online alle informazioni in grado di influenzare le decisioni d’acquisto la sfida per i retailer si gioca su nuove dimensioni del Tempo e dello Spazio nelle relazioni con un consumatore. L’utente verso cui trovare risposte/soluzioni è: sempre più veloce, iper-informato, razionale, opportunista e giustamente critico.
  • La ricerca 2017 ha permesso di identificare 4 modelli di Infinite Customer Journey, disegnati non più come una sequenza lineare di “tappe”, ma come un’esperienza fluida, abilitata da tecnologie digitali che ingaggiano in modo continuo il cliente sia all’interno sia all’esterno dello store.

Ecco infine un’infografica riassuntiva dei principali dati e trend.
Osservatori-retail-infografica
 

Digital Retail in Italia, i piccoli passi dell'innovazione: persone, tecnologie ed esperienze.

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L’innovazione Digital nel Retail italiano è una necessità ma non tutti ne sono consapevoli o quantomeno non tutti hanno in mente la stessa strada per arrivarci.
Questo in sintesi quanto emerso dall’evento sull’Innovazione Retail organizzato oggi da Osservatori del Politecnico di Milano.
Il 65% dei top retailer non ha una chiara strategia di innovazione digitale e forse proprio per questo  solo l’1% del fatturato dei retailer italiani è destinato agli investimenti in innovazione.
Ad ogni modo nell’ultimo anno sono in media 3 le innovazioni tecnologiche introdotte in azienda lato back-end e front-end segno di una volontà e consapevolezza che qualcosa va fatto per fronteggiare con successo i cambiamenti in corso nelle abitudini dei consumatori. Tante le innovazioni già introdotte in-store o quelle valutate per il futuro dai diversi player del mercato in grado di arricchire, velocizzare o rendere più emozionale l’esperienza del consumatore. Il negozio del futuro è un cantiere aperto? Tra tecnologie che appaiono più come gadget (es. il camerino smart) e altre più strategiche come i sistemi di payment digitale e di business intelligence direi proprio di si.
in store experience
Nella ricerca e nello sviluppo di professionalità legate all’innovazione digitale i retailer cercano sopratutto figure Marketing e Vendite: l’eCommerce Manager è indispensabile per 6 aziende su 10. Costi elevati e mancanza di competenze interne limitano i medio-piccoli retailer: 6 su 10 sono presenti sul web.
Tra i settori che hanno già affrontato la sfida al commercio elettronico e mobile, integrandolo nel loro business, si passa da un’elevata maturità di ambiti come l’intrattenimento, l’elettronica e l’abbigliamento a una bassa implementazione di dinamiche di vendita online da parte del comparto alimentare.
Infine Customer Journey: come cambia? La multi-canalità si avvia a diventare poli-canalità nel senso che ogni consumatore segue un percorso non lineare volto a privilegiare ora la pratica e la relazione, ora la velocità di esecuzione di un acquisto ora l’esperienza e in altri casi il coinvolgimento in attività e rewarding a valore aggiunto.
Ecco, in questa infografica, una sintesi dei principali dati e dei modelli presentati durante l’incontro.
OIR16 - innovazione digitale nel retail

[Infografica] Agenda digitale in Europa. Dov'è l'Italia e gli impatti sul Marketing.

Spesso con i colleghi e gli addetti ai lavori del settore del marketing digitale si parla della difficoltà di convincere i clienti a investire/scommettere in attività di promozione innovative nei diversi settori sia BtoC che BtoB.
I giudizi “bollano” le aziende italiane come ancora troppo radicate al passato e al modo classico di fare pubblicità. E’ vero, lo sono. Quello che però spesso non si tiene in considerazione sono i dati. Presi dall’istinto naturale ad esaltarci per ogni forma di innovazione tecnologica e creativa dimentichiamo che le nostre attività sono rivolte a un pubblico, pubblico che, a seconda del paese e delle politiche di promozione digitale, ha un’alfabetizzazione e un accesso differente alla rete e alle tecnologie.
Nell’infografica di seguito, tratta da uno studio di Osservatori.net sulla Digital Innovation è palese che, per citare la metafora visuale utilizzata, l’Italia sia ancora lontana dall’approdo. Che eravamo dietro a paesi come Svezia, leader continentale, Regno Unito, Germania o Francia lo sapevamo già ma che il ritardo dichiarato nel Digital Maturity Index (un indice che traccia 107 indicatori diversi tra cui diffusione della connettività, uso di internet, disponibilità di hardware e software, presenza di professionisti ICT, digitalizzazione dei servizi pubblici, spesa in ricerca e sviluppo, etc..) ci vedesse al 21° posto su 28 paesi è abbastanza esemplificativo e anche un po’ terrorizzante.
E’ vero che siamo in una sorta di circolo vizioso in cui, se le aziende per prime non investono in innovazione, difficilmente la stessa riuscirà a penetrare velocemente. E’ altrettanto vero però che solo dalle aziende più grandi ci si può aspettare che una quota del budget marketing sia stanziata con la ragionevole certezza che non porterà risultati se non in termini di awareness e percezione del brand da mettere poi a frutto negli anni successivi. Tutte le altre imprese, la maggior parte di quelle presenti sul mercato saranno costrette ad attendere “momenti migliori” prima di spendere centinaia di migliaia di euro in “progetti innovativi”.
Detto ciò continuate a pensarci, a proporli, a tenere viva la spinta. Semplicemente siate meno critici verso i marketing manager più conservatori.
Attuazione-Agenda-Digitale-Europa-Italia


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