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In Italia sempre più Identità Digitale (ma..)

In Italia sempre più Identità Digitale (ma..)

Quando anche i miei genitori (65+) accedono ad una tecnologia ne intuisco il tasso di diffusione. Prima erano arrivati i social, poi l’ecommerce. Ora, complice l’emergenza Covid19, si sta diffondendo a livello di massa l’IDENTITÀ DIGITALE. Che sia per comodità o per necessità sistemi di identità digitale come lo SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CID) sono la chiave abilitante per accedere da remoto ad una serie di SERVIZI contribuendo a rendere disponibili e velocizzare in sicurezza molte operazioni.

fonte: Osservatorio Digital Identity 2020

TASSO DI DIFFUSIONE

Il 26% della popolazione maggiorenne italiana (21,9% del totale) ha oggi un account SPID. Un numero discreto anche se paragonandolo al +70% di penetrazione sulla popolazione in Olanda, Svezia Norvegia intuiamo che i margini di crescita siano ampi.

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WeChat è pronta per l’Internet of Veichles.

WeChat è pronta per l’Internet of Veichles.

A maggio di quest’anno, Tencent ha annunciato una partnership con 19 case automobilistiche per integrare WeChat (app da 1 miliardo di utenti) sui nuovi modelli in uscita.

L’idea è quella di poter utilizzare l’app attraverso comandi vocali non solo per funzioni base di messaggistica ma anche per una serie di servizi e attività collegati all’utilizzo stesso dell’auto come ad esempio: cercare ristoranti nelle vicinanze, controllare i prezzi della benzina delle varie stazioni in prossimità, effettuare pagamenti di servizi abilitati attraverso il sistema autopay di WeChat. Una bella e, sopratutto, sicura comodità per i guidatori che non potranno essere concentrati – mani e occhi – sulla strada senza rinunciare a rispondere ad un messaggio o effettuare operazioni utili.

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? Case Study: con Petz i cani comprano online.

? Case Study: con Petz i cani comprano online.

Non possiamo ancora affermare che ormai online comprano cani e porci solo perché dei porci non abbiamo traccia… sui cani invece, siamo sicuri: loro possono farlo.

È quello che succede con Pet Commerce, un sito brasiliano di prodotti per cani che, grazie all’intelligenza artificiale e alla tecnologia di riconoscimento facciale, aiuta i proprietari a comprendere cosa attira maggiormente l’interesse dei propri amici a quattro zampe in modo da effettuare l’acquisto più gradito a loro.

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Innovazione nel Retail, ecco come sarà il negozio del futuro.

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Il punto vendita fisico sta cambiando, questo è chiaro. In realtà, se pensiamo alla storia stessa del negozio (vedi slide sopra), la mutazione è insita al concetto stesso di servizio retail. Sta cambiando il suo ruolo nel processo di acquisto dell’utente e sta cambiando anche strutturalmente con l’integrazione di supporti tecnologici importanti sia in processi gestionali di back-end che in fasi di relazione front-end con il pubblico.tecnologia-nei-processi-retail
Da qualche anno gli Osservatori del Politecnico di Milano monitorano e tracciano puntualmente la mappa del cambiamento. Ecco i punti chiave e una serie di dati della ricerca 2017 presentati durante il convegno di quest’anno dal titolo: IL RETAIL DEL FUTURO: TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

  • La spesa in innovazione digitale nel Retail vale circa il 20% del totale degli investimenti
  • Il 91% dei top retailer implementa almeno un’innovazione a supporto della customer experience nel punto vendita come chioschi, touch point e sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi, seguite da quelle di back-end trainate da CRM e sistemi di monitoraggio dei clienti in store.

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  • Per il 64% dei retailer italiani lo store del futuro sarà un punto dove i consumatori interagiranno attraverso i cinque sensi con il brand

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  • Per i top retailer italiani la principale sfida dello store del futuro sarà offrire una customer experience efficace e appagante per consumatori molto diversi e per uno stesso consumatore in cui convivono bisogni e comportamenti differenti in momenti differenti. In questo contesto l’innovazione passa attraverso quattro cantieri: integrazione omnicanale tra il negozio e le iniziative digitali (indicato dal 57% del campione), offerta di nuovi servizi (più o meno) correlati al business del retailer (23%), introduzione e sviluppo di innovazioni digitali (13%) e ideazione e lancio di nuovi format di negozio (7%). Esperienza evoluta, corsi di formazione in store, realtà virtuale e aumentata, negozi itineranti, negozi esponenziali, servizi di prenota e ritiro o di consegna dei resi sono solo alcune delle innovazioni in atto.
  • Tante le start-up che contribuiscono in maniera verticale all’innovazione sviluppando tecnologie in grado di semplificare, velocizzare e personalizzare il processo d’acquisto,  sviluppare un customer journey esperienziale, fidelizzare il cliente, rendere fluida l’esperienza d’acquisto.

le-Sturtup-per-il-retail

  • Con la crescita dell’e-commerce e dell’accesso online alle informazioni in grado di influenzare le decisioni d’acquisto la sfida per i retailer si gioca su nuove dimensioni del Tempo e dello Spazio nelle relazioni con un consumatore. L’utente verso cui trovare risposte/soluzioni è: sempre più veloce, iper-informato, razionale, opportunista e giustamente critico.
  • La ricerca 2017 ha permesso di identificare 4 modelli di Infinite Customer Journey, disegnati non più come una sequenza lineare di “tappe”, ma come un’esperienza fluida, abilitata da tecnologie digitali che ingaggiano in modo continuo il cliente sia all’interno sia all’esterno dello store.

Ecco infine un’infografica riassuntiva dei principali dati e trend.
Osservatori-retail-infografica
 


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