L’importanza della Content Curation. Il caso CkBk

L’importanza della Content Curation. Il caso CkBk

Si chiama CkBk, le consonanti di “Cook Book”, ed è un sito a tema food appunto raccontato come “lo Spotify delle ricette”. L’idea infatti è quella di aggregare: ricette, video ricette, versioni digitali di libri di cucina e contributi di grandi chef ed esperti.

Ckbk

L’iniziativa, che richiede agli iscritti un canone di € 9,99/mese, è un pretesto utile per identificare una necessità che oltre a settori come musica e cucina riguarda diverse aree tematiche, ovvero quella di poter trovare il CONTENUTO GIUSTO in modo:

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Le 10 migliori Compagnie Aeree mondiali secondo i passeggeri.

Le 10 migliori Compagnie Aeree mondiali secondo i passeggeri.

Quando si gestisce la comunicazione di un brand è necessario misurare una serie di indicatori che aiutino a capire il successo e la percezione del marchio stesso.

Spesso però ci si limita “solo” a misurare le performance con un occhio alla quantità. Si misura “chi ce l’ha più lungo”, parlo del seguito di utenti che parlano di noi ovviamente 🤣, e ci si dimentica di ascoltare ciò che gli utenti dicono. Invece è doveroso valutare la soddisfazione, il SENTIMENT (😀😐😡) dei propri clienti perché, di fatto è quello che poi ci consentirà di generare passaparola positivo e vendite a costo zero lato marketing.

In una recente analisi di Awario sulle 52 principali compagnie aeree internazionali è emerso ad esempio come, a seconda degli indicatori considerati, possano cambiare, e di molto, le considerazioni strategiche.

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10 take-away dal Netcomm Forum 2019

10 take-away dal Netcomm Forum 2019

Come ogni anno eccoci ad uno degli appuntamenti più interessanti per chi si occupa di eCommerce e marketing digitale. Il Netcomm Forum con i suoi dati di settore, il racconto delle best practice, dei trend e le testimonianze di chi con l’innovazione connessa alla promozione e alla vendita ci lavora e vive ogni giorno.

Per portarmi dietro alcuni dei dati e degli appunti di questa edizione provo a riassumere 10 trend e concetti emersi da alcuni degli interventi.

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I siti più visitati in Italia (aprile 2019)

I siti più visitati in Italia (aprile 2019)

Quali sono i siti più visitati nel nostro paese? Quali dispositivi portano più traffico? Per quanto tempo mediamente i visitatori restano sui top siti italiani?

Rispondere a queste domande ci aiuta a comprendere gli orientamenti e le abitudini dei consumatori e l’importanza che Search, Social Network, Siti di informazione, Marketplace e portali di vario tipo hanno nelle navigazione degli utenti.

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Dieta Digitale, un trend su cui riflettere.

Dieta Digitale, un trend su cui riflettere.

 

Mi metto a dieta… da domani

Quante volte avrete sentito dire questa frase? Per attualizzarne il senso potremmo riscriverla dicendo: “per un po’ spengo il cellulare, più tardi”.

Di fatto quella digitale è una dieta di cui tutti, in qualche misura, avremmo bisogno. Non è nemmeno un tema emergente, se ne parla da anni ormai ma nello stesso tempo la forza e la continuità con cui piccoli e grandi cambiamenti intervengo nelle nostre possibilità di consumo mediatico le riflessioni e i buoni propositi restano una pura chiacchiera da fare al bar, anzi, in chat.

Una ricerca di GlobalWebIndex fornisce un’istantanea dell’approccio al tema di utenti US e UK tra i 16 e i 64 anni.

Secondo i dati raccolti, 7 utenti su 10 hanno cercato di moderare il loro consumo digitale in qualche modo. C’è chi, “Digital Detoxers“, si è impegnato in una completa disintossicazione digitale, magari durante un viaggio o per un periodo di tempo prolungato, chi, come i “Dieters digitali“, in maniera meno drastica ha adottato misure per ridurre il tempo trascorso online, ad esempio limitando l’uso di dispositivi prima di andare a dormire, e infine chi, “Digitally Comfortable“, non ha sentito alcun bisogno di variare le proprie abitudini legata all’utilizzo della tecnologia.

dieta e disintossicazione digitale

Tra quelli che hanno provato a moderare il proprio consumo digitale, la maggioranza, si citano 5 azioni principali:

App Cleanse: il 37% ha eliminato un’app o un programma durante l’ultimo mese
Mini Detox: il 35% fa pause brevi ogni ora di utilizzo di un dispositivo
Dieta digitale: il 27% ha limitato la propria assunzione digitale alle e-mail o ad altre attività di routine
Riduzione delle notifiche: il 24% ha disattivato notifiche o e-mail
Limitazione ad alcuni luoghi della casa: il 23% ha spostato il proprio telefono fuori dalla camera da letto

Dall’analisi emerge anche il profilo tipico del Detoxer Digitale: uomo, di circa 30 anni, con un livello di istruzione elevato e spesso impegnato in posizioni professionali e manageriali a tempo pieno. Dunque quelli che probabilmente sono stati e restano gli early adopter di molte tra le più grandi tendenze digital degli ultimi anni sembrano essere anche i primi e più consapevoli dei rischi che comporta un’assuefazione alle stesse.

Sia che cerchino di disintossicarsi in modo integrale sia che facciano una piccola dieta la principale motivazione di chi modera le proprie abitudini e connessioni è legata alla famiglia con cui si dichiara di voler trascorrere più tempo. Proprio il tempo è una variabile che ricorre in più motivazioni: c’è chi nella dieta digitale vede la possibilità di avere tempo in più per fare altre cose o chi semplicemente ha la percezione che il tempo trascorso online sia troppo a prescindere delle conseguenze di ciò. Segue chi collega la moderazione digitale con un atto di riguardo per la propria salute piuttosto che come presupposto per concentrarsi sulle interazioni offline.

dieta-digitale-motivazioni

Le azioni di chi cerca di disintossicarsi dalla dipendenza digitale sono più legate ad interventi “drastici” che diplomatiche o tecniche. Solo l’8% ha infatti scaricato un’app per limitare o monitorare in modo razionale l’utilizzo dei dispositivi o dei social network (ne esistono diverse), il 9% ha invece completamente disattivato Internet e il 14% è arrivato ad eliminare un account o un’app social.

Detto ciò per un utente pienamente consapevole del rischio di superare certi limiti e della mancanza di piena percezione della realtà “analogica” che lo circonda ne restano altri 4 affetti da quella che viene denominata “FOMO” (Fear of missing out) ovvero la paura di perdersi qualcosa e restare letteralmente fuori da un contesto sociale o professionale che va avanti e vive anche senza la propria presenza.

 

Su cosa lavorare?

Provando a leggere questi dati dal punto di vista dei brand appare chiara la necessità, sopratutto quando si parla verso un target di utenti più evoluti e consapevoli, di ragionare in termini di VALORE e UTILITÀ. Quelli da produrre per gli utenti in fase di sviluppo delle proprie strategie di comunicazione e marketing digitale.

Bisogna evitare di generare, attraverso i propri contenuti, app o servizi, quella sensazione di trascinamento, banalizzazione o peggio ancora interruzione di altri momenti di vita degli utenti. Sempre di più dunque si riveleranno vincenti le strategie capaci di includere, connettere le persone con i propri interessi o, ancora meglio, la propria famiglia.


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