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Quando intercettare gli utenti che cercano Idee regalo per San Valentino e Natale

san valentino cuore
Guardando la TV, sfogliando giornali o navigando online ogni anno si ha la sensazione che le campagne promozionali sulle idee regalo per Natale o San Valentino inizino prima. E sensazioni a parte per quanto non facciano statistica ricevo anche richiese esplicite di “anticipare i tempi” per essere i primi a intercettare la domanda. Tra un po’ nella logica di muoversi prima degli altri vedremo pubblicità su gioielli o “momenti di imperdibile romanticismo” già dal 2 di gennaio e promozioni su trenini, costruzioni e altri giochi per grandi e piccini mentre facciamo l’ultimo bagno al mare.
Ma è giusto anticipare i tempi su queste ricorrenze, e di quanto? È davvero un atto strategico o certi messaggi rischiano di fare l’effetto della balla di fieno che rotola in un deserto d’attenzione?Cercando di rispondere a questa domanda ho dato uno sguardo alle ricerche degli utenti con query “idee regalo” declinate per entrambe le festività citate o forse dovrei dire per entrambi questi momenti caldi del marketing: Natale e San Valentino.
Nel grafico di seguito ho evidenziato la settimana dell’anno che, negli ultimi 3 anni, ha preceduto la crescita netta di ricerche a tema e dunque quella in cui avrebbe senso partire con le attività di marketing sempre considerando che in quel periodo ancora saremmo in grado di intercettare meno di un quarto dei volumi di ricerche dei giorni di picco.
trend ricerche san valentino e natale
Per il Natale abbiamo quasi sempre avuto momento di picco nei giorni tra il 14 e il 20 Dicembre. Tuttavia nel Natale 2016, forse il primo vero anno in cui tanti acquisti sono stati effettuati online con consegna espressa, sembra affermarsi la logica del last minute e dunque il momento di picco si è registrato tra il 18 e il 24. Questo però non significa che gli utenti hanno iniziato a muoversi più tardi ma che sono stati attivi fino all’ultimo minuto distribuendo maggiormente la curva delle ricerche. I dati mostrano come nell’ultimo natale il momento di vero inizio della ricerca è stato anticipato rispetto agli anni prima passando, come si vede nel grafico, dal 15/16 Novembre al 13. Pochi giorni, d’accordo, ma un’indicazione non banale quando si gioca in settori altamente competitivi.
Per  quando riguarda San Valentino la prima cosa che salta all’occhio è che in controtendenza con la maggior parte dei trend di ricerca online (che crescono più che altro perché cresce anche il numero di navigatori) le suggestioni di idee regalo per questa ricorrenza sembrano essere, nel 2017, meno utili e necessarie del passato con un picco che resta legato alla settimana che precede o comprende il 14. Anche il momento di inizio delle ricerche, per quanto sia sempre compreso tra il 22 e il 25 gennaio – indicazione utile a rispondere alla domanda iniziale del post – di anno in anno sembra perdere numero di ricerche. Da cosa dipende? È solo sintomo delle idee chiare degli utenti sui regali oppure aumentano i single? Perde di interesse il romanticismo attorno a questa ricorrenza? Probabilmente si ma l’unica conferma a queste ipotesi può essere fornita dai dati sui volumi di vendite dei vari player del mercato di anno in anno.
Un cosa è certa, cercando la risposta su quando fosse meglio iniziare a fare promozione online di prodotti e servizi regalo abbiamo raccolto due indicazioni forse ancora più importanti ovvero che:

  • per Natale è bene sponsorizzare e spingere fino agli ultimi giorni, pensando e fornendo, laddove non fosse presente un servizio di consegna fino a 24/48 prima del 24
  • per San Valentino, che la diminuzione di interesse di questa ricorrenza dovrebbe portare a una riformulazione delle strategie di marketing dei brand che puntano tutto o tanto su quel momento dell’anno (penso soprattutto ai marchi del Luxury)

Detto questo il consiglio su quando “scatenare l’inferno” della promozione delle idee regalo è:

  • per Natale dal 13 Novembre
  • per San Valentino dal 23 Gennaio 

Buon shopping a tutti.
V.
 
 

[Stats] Quanti hashtag utilizzare su Instagram?

Durante i corsi di formazione le domande più frequenti che mi vengono poste riguardano una serie di valori numerici legate al posting sui vari Social Network.
Quanti post è giusto pubblicare al mese? A che ora è meglio postare? Quanto deve essere lungo il testo di un post su Facebook? E di uno su Instagram? 
La risposta giusta a queste domande è sempre, immancabilmente: DIPENDE.
E sì perché ogni paese, settore di mercato, cliente, tipologia di post ha la sua specifica storia, il suo specifico budget promozionale, un suo senso di esiste in un modo e non in un altro. Inutile affermare che le statistiche ci dicono che è meglio scrivere post brevi se ho bisogno di dire ai miei consumatori qualcosa che richiede 10 parole in più del solito. È altrettanto inutile suggerire di postare e promuovere i post di sera se devo parlare di un ristorante aperto in pausa pranzo. Le statistiche servono ma occorre sempre sapere quando ignorarle consapevolmente per fare meglio il proprio lavoro di community manager.
Una delle domande di tipo “quantitativo” che invece, un po’ più di altre, può ricevere una risposta scientifica riguarda quanti hashtag è giusto utilizzare su Instagram in accompagnamento di una foto.
Su questo valore ci vengono incontro una serie di analisi effettuate da tool di monitoraggio. Una delle più recenti è stata realizzata da TrackMaven su un volume 65.000 post Instagram e mostra come, in media, i post accompagnati da 9 hashtag siano quelli a raccogliere il maggior numero di interazioni.

Quello che mi interessa condividere di questa analisi, al di là del numero specifico di 9 hashtag è il netto divario tra le interazioni ricevute dai post fino ai 6 hashtag e quelle ricevute dai post con 7 o più #. Ricordatelo dunque, la prossima volta che rilanciate una foto, a costo di contare con il ditino quante parole chiave avete inserito cercate di raggiungere e superare il fatidico numero dei nani di Biancaneve.

10 dati fondamentali dall'Osservatorio Mobile BtoC Strategy 2017

mobile marketing
Gli Osservatori del Politecnico di Milano sono sempre una grande fonte di dati e visioni sul mondo dell’Innovazione. Questa volta lo sguardo era puntando sul Mobile, un canale che ormai non è più solo un canale, appunto, ma un vero e proprio facilitatore di business. I casi di studio e i trend mostrano come da semplice canale di interazione il mobile possa integrarsi fino a diventare parte (a volte dominante) del servizio offerto.  E-commerce, pagamenti digitali, big data, IoT, Intelligenza Artificiale sono i 5 trend principali in cui il mobile riveste oggi un ruolo decisivo. E proprio a partire dalle varie applicazioni iniziano a svilupparsi una serie di specializzazioni di settore.
tag cloud mobile strategy and service
E arriviamo ora alla selezione dei 10 dati salienti condivisi durante l’evento utili a comprendere meglio l’importanza da attribuire al Mobile tanto nelle proprie strategie di marketing quanto in quelle più estese di business:

  • Più del 60% del tempo speso online dagli utenti italiani avviene su dispositivi mobili;
  • Le App catturano circa il 90% del tempo di navigazione complessivo degli Smartphone; a farla da padrone sono quelle di Google e Facebook, che attraggono quasi la metà del tempo totale;
  • Per l’80% degli utenti il Mobile rappresenta uno strumento utile a compiere una scelta d’acquisto se non per concludere l’acquisto stesso;
  • Con 3,3 mld di euro spesi e una crescita del 63% nell’ultimo anno il mobile rappresenta il 17% del mercato e-commerce italiano;
  • Eppure meno della metà delle aziende, il 48%, sembra aver strutturato una vera e propria strategia Mobile nella relazione con i propri consumatori. Gran parte delle aziende sembra piuttosto ancora muoversi con azioni tattiche e spesso, nel 40% del casi, la mobile trasformation viene vissuta dalle varie aree aziendali come elemento di competition piuttosto che opportunità di cooperazione.
  • Anche se non di pari passo all’utilizzo del mobile cresce anche l’investimento pubblicitario dedicato dalle aziende a questo canale. Con un +53% rispetto ad un anno fa i 715 milioni di euro spesi in Mobile Advertising rappresentano il 30% del mercato pubblicitario Online.
  • In questo contesto a guidare gli investimenti adv è ancora il formato Display (e affini) anche se la crescita degna di nota rispetto ad un anno fa riguarda quella del budget dedicato ai video, il 22% del totale con una crescita del 164%. Grande merito e traino è legato alla strategia video oriented di Facebook.
  • Come del resto avviene per tutto il mercato dell’adv digitale i grandi player:  Google, Facebook, LinkedIn, Twitter raccolgono l’80% dell’investimento totale su Mobile.
  • Per quanto riguarda le app il 72% di chi naviga via Mobile ha installato almeno un’App di un gestore di telefonia, il 61% di una banca, il 39% di un’insegna della GDO, il 29% di un gestore utility e il 23% di un brand di abbigliamento. Eppure ancora le app di player di molti settori mancano di una vera e propria reason why, di un’adeguata usability, di funzioni in grado di sfruttare pienamente le potenzialità mobile o di rispondere ad esigenze reali del navigatore in mobilità.
  • Tra le imprese italiane continua a crescere l’utilizzo di Sms (+10% nel 2016) per l’invio di comunicazioni, promozioni e messaggi di servizio. La ricezione di messaggi di testo di tipo “tradizionale” si conferma la tipologia di contatto preferita dai consumatori quando si tratta di ricevere comunicazioni geo-localizzate (gradite dal 40%), più gradita anche della ricezione di notifiche push dalle App installate (modalità gradita al 26%). A proposito di offerte in mobilità il marketing di prossimità sembra essere uno degli ambiti pubblicitari con maggiori margini e potenzialità di crescita.


Chiudo con l’infografica ufficiale dell’evento che riassume alcuni dei trend già citati e lo stato dell’arte della mobile trasformation all’interno delle aziende analizzate dallo studio degli Osservatori.
Mobile BtoC - Infografica Osservatori