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Radio, ascolti in calo. Riflessioni sul ruolo di questo media nel marketing mix.

Radio, ascolti in calo. Riflessioni sul ruolo di questo media nel marketing mix.

Radio questa sconosciuta, quantomeno per chi si occupa di strategie digitali. Proprio per questo, da operatore del settore, spesso mi sono chiesto se nel marketing mix di alcuni clienti avesse senso aggiungere o meno spazi media o progetti speciali all’interno di trasmissioni radiofoniche andando ad erodere budget dal Web o da altri mezzi di comunicazione.

Ebbene, se guardassimo gli ascolti medi delle principali emittenti nazionali (elaborazione Spot & Web su dati TER) diremmo che il mezzo gode di salute discreta, a volte buona, ma non sempre splendente. Nell’ultimo anno c’è stato un calo generale dell’audience. Nella media parliamo del -2,6% di ascoltatori (al netto del fatto che la rilevazione 2018 ha cambiato metodologia rispetto allo scorso anno).

TER-2017-2018-Reach-Daily-

Questo dato impatterà sugli investimenti? Probabilmente si, anche se poco.

Se infatti proviamo a guardare la storia degli investimenti pubblicitari in radio, quindi l’approccio delle aziende a questo media negli ultimi 10 anni, ci faremmo un’idea chiara: la radio non conosce crisi.

Come sostiene Nielsen: “La radio è da sempre un mezzo “resiliente” alle crisi del mercato pubblicitario, vale a dire che mantiene la propria quota.”

andamento-investimenti-pubblicitari-italia-2007-2017

Secondo i dati Nielsen infatti negli ultimi 10 anni la Radio è l’unico mezzo che non ha subito grandi variazioni in termini i budget investito. È tuttavia evidente quanto venga considerato, in termini assoluti, un po’ come la coda degli investimenti o se vogliamo dirla in modo positivo: la ciliegina sulla torta. Il fatto è che la torta, la sostanza, si muove verso altri “ingredienti”.

Dando un’occhiata ai dati numerici nei primi 4 mesi del 2018 confrontati ai primi 4 del 2017 (sempre fonte Nielsen) la raccolta pubblicitaria radiofonica registra una crescita del 10%. Se la paragoniamo alle percentuali di internet, Tv, quotidiani e periodici che si barcamenano tra una sostanziale stabilità e una perdita netta si potrebbe parlare di grandioso successo. Va tuttavia sottolineato quanto in termini assoluti il successo sia garantito da pochi milioni di euro in più rispetto all’anno precedente e non decreta un trend di crescita anno su anno di lungo periodo, cosa che invece avviene per il Digital ad esempio.

Stima-mercato-pubblicitario-italia-aprile-2018-fonte-Nielsen1

A questa valutazione che si può riassumere con: “si fa presto a dire successo quando i numeri sono contenuti”, aggiungo una stima previsionale, questa volta divulgata dal centro media Zenith. Dal 2017 al 2020 si prevede una nuova decrescita degli investimenti in radio. Se le cifre si rivelassero esatte si tratterebbe di una decrescita abbastanza contenuta e non è detto che la digitalizzazione delle emittenti non contribuisca a dare nuova linfa alla raccolta digitale, ad ogni modo questo media rimarrà “strategico” probabilmente solo per investitori con budget grandi al punto da sostenere campagne multi canale senza fatica. In caso contrario credo sia più utile concentrarsi su uno o due media al massimo.

Share of global adspend by medium - zenith

Ma quali sono i media su cui puntare l’attenzione e il budget? E poi sono davvero più efficaci della radio? 
Cercando di rispondere a queste domande ho raccolto dei dati a livello internazionale (fonte Global Web Index) che mostrano come e quanto ciascun mezzo di comunicazione contribuisca alla scoperta di nuovi prodotti, dunque all’aspetto che ci interessa di più di questo media ovvero quello commerciale.

Al primo posto tra i mezzi che aprono la strada dell’utente verso la scoperta e dunque il possibile acquisto di un prodotto ci sono i motori di ricerca che precedono la TV (almeno nelle fasce più giovani e commercialmente attive della popolazione). Terzo sul podio il passaparola. Per incontrare la Radio, in questa lunghissima classifica che ho semplificato per dovere di sintesi, dobbiamo scorrere fino all’ultima posizione in cui con appena il 13,9% la radio si dimostra un terzo meno presente nella vita delle persone rispetto ad Internet, quantomeno in termini di spinta al consumo.

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In conclusione per quanto io sia influenzato, lo ammetto, dal mio lavoro di ogni giorno, parecchio digital oriented, ritengo la Radio un mezzo aggiuntivo – in caso di grandi budget a disposizione – ma quasi mai un pilastro del marketing mix. Questo ovviamente nella maggior parte delle attività pubblicitarie, dando per scontato che ci siano sempre delle eccezioni legate a target specifici che si rivelassero, dati alla mano, molto più sensibili della media a questo mezzo di comunicazione. Allo stesso modo non escludo (anzi) la possibilità di utilizzare testimonial radiofonici particolarmente seguiti in campagne che non necessariamente vivano in radio o solo lì. Insomma, con buona pace di Guglielmo Marconi e Nikola Tesla, questo mezzo continuerà a far parte della nostra dieta mediatica ancora a lungo per cui in un modo o nell’altro sarà sempre corretto mantenere alta l’attenzione commerciale e l’analisi strategica a riguardo.

Cristiano Ronaldo, analisi di un trend tra ricerche, hashtag e rialzi in borsa

Cristiano Ronaldo, analisi di un trend tra ricerche, hashtag e rialzi in borsa

Cristiano Ronaldo è della Juve!

Che sia effettivamente l’acquisto del secolo o meno non lo so (forse si) ma per quello che riguarda i temi di cui tratto su questo blog vale la pena dare un’occhiata all’evoluzione temporale della trattativa di calciomercato dal punto di vista del web.

Com’è possibile tracciare l’impatto della stessa sugli interessi degli utenti italiani? Cosa ne scaturisce? Quali relazioni ci sono tra avvenimenti di cronaca e vita digitale?

Come prima cosa, dall’analisi dei trend di ricerca su Google c’è da dire che negli ultimi 5 anni solo una volta in Italia si era registrato un picco di ricerche legate a questo campione di calcio. Era il 3 aprile 2018 e durante il match dei quarti di finale tra il suo Real Madrid e la Juve (guarda caso) il portoghese aveva tirato fuori un gol in rovesciata spettacolare al punto da essere applaudito persino dai tifosi avversari. Era scaturito un’interesse maniacale su gesto atletico mostrato in un replay praticamente senza fine per le settimane a venire.

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Ecco, adesso considerate che quel picco che sembrava già così importante, registrato per l’appunto tra il 3 e il 4 di aprile (lo vedete nel grafico sopra poco prima del picco massimo) è oggi solo un settimo di quello registrato nell’ultima settimana prima della chiusura della trattativa quindi dall’1 al 7 luglio e sarà sicuramente meno di un decimo in quella in corso tra l’8 e il 15 (scrivo questo post l’indomani dell’annuncio ufficiale ma è già evidente che a metà settimana le ricerche eguaglino quella precedente).

Insomma è chiaro ormai a tutti che il web sia una cartina tornasole utile a stimare l’impatto di una notizia sulle persone. Ma non solo, come in questo caso, si possono ipotizzare e misurare le possibili conseguenze in termini di ritorni degli investimenti dal punto di vista di sponsorizzazioni, merchandising, diritti televisivi, brand awareness e quant’altro.

“Ronaldo” si avvia ad essere il personaggio e la notizia più cercata nel web italiano nel 2018. Più dei mondiali di calcio o della scomparsa di Fabrizio Frizzi che tanto aveva toccato gli utenti qualche mese fa.

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Provando a confrontare l’andamento in borsa del titolo Juventus nell’ultimo mese, lo spazio sui media e le ricerche online degli utenti vediamo una matematica confluenza.

Nelle settimane recenti il primo scostamento dai valori medi di ricerca su google l’abbiamo registrato il 3 luglio, giorno in cui è circolata la voce concretizzatasi poi nella prima pagina di Marca, quotidiano sportivo spagnolo che per primo, il giorno dopo, ha dato la notizia di una trattativa in corso.

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trend-di-ricerca-ronaldo-italia-3-10-luglio-2018

Dall’altra parte, il fronte che interessa agli investitori e agli amministratori delegati, è esattamente il 3 luglio che il titolo Juventus registra il primo picco, un valore al di sopra degli andamenti dell’ultimo mese. Inutile dire poi che il 4 e il 5 con le conferme della trattativa e della concretezza di una possibile finalizzazione le ricerche da una parte e il titolo in borsa dall’altro hanno visto rialzi ancora più sostanziosi.

trend-borsa-titolo-juventus-luglio-2018-ronaldo

Dal 7 al 9 poi l’interesse è diminuito, attendendosi sviluppi nei giorni a seguire ma non in modo imminente (almeno così recitavano i media sportivi). Nel pomeriggio del 10 luglio poi la comunicazione prima ufficiosa e poi ufficiale che annuncia il buon esito della trattativa genera un nuovo altissimo picco sia del titolo in borsa che delle ricerche su Google* oltre, naturalmente che trend topic a rotazione su Twitter (*il picco Google del 10 non è visualizzato nel grafico sopra poiché aggiornato al giorno prima nel momento in cui sto scrivendo).

trend topic CR7allaJuventus

Sono tante le correlazioni e le informazioni che il web ci dà riguarda a questa vicenda. Per forza di cose questa analisi resta in superficie e meriterebbe di essere approfondita ancora meglio tra qualche giorno. Ad esempio si potrebbe indagare come si stabilizzano le ricerche su CR7 rispetto al passato o il valore del titolo stesso della Juve piuttosto che monitorare l’eco mondiale della notizia o le caratteristiche socio demografiche di chi ne parla sui social (qui sotto vedete uno spaccato sui tweet pubblicati oggi, il giorno dopo dell’annuncio, su Sesso e paese di pubblicazione del tweet).

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In conclusione attraverso il caso Ronaldo vediamo quanto la real time analysis del web possa fare la differenza in ambito marketing e in ambito finanziario al punto da supportare una serie di decisioni come: decidere se investire o meno su un titolo in borsa, valutare se pubblicare o meno contenuti tematici in base alle potenzialità in termini di visibilità di un dato tema, comprendere l’importanza di un investimento o un’azione di comunicazione in termini di impatto sull’opinione pubblica, etc. etc. Se e quando può fare al caso vostro e della vostra azienda inseritela all’interno degli strumenti e delle metodologie per effettuarla in modo sistematico. Carpe Diem…

[Dati] Le App più scaricate a Maggio 2018. Facebook, giochini e playback mania

[Dati] Le App più scaricate a Maggio 2018. Facebook, giochini e playback mania

Oggi facciamo un piccolo refresh sulle app più scaricate in Italia in modo da verificare eventuali trend emergenti utili a livello strategico e per tracciare le abitudini mobile degli italiani. In aggiunta rispetto agli articoli precedenti vedrete anche la classifica delle app a livello mondiale in modo da avere uno sguardo più ampio su alcune particolari tendenze.

Vi ricordo che effettuo questa analisi periodicamente in modo da constatare cambiamenti nel tempo, conferme e livello di maturazione delle varie preferenze degli utenti mobile:

Ma vediamo la classifica italiana della app a Maggio 2018.

“Facebook Rules!”. Facebook Messenger, WhatsApp, Facebook e Instagram occupano dalla terza alla sesta posizione e restano le app gratuite più scaricate di questa prima parte dell’anno.

Le App più scaricate in italia Maggio 2018 - classifica - Fonte App Annie

Insomma a prescindere dalle primissime posizioni in classifica, spesso temporanee e occupate da app “scarica-usa-e-getta” è chiaro ormai da tempo che occorra mettere in piedi strategie di comunicazione social integrate in grado di toccare tanto canali come Facebook e Instagram quanto app di messaggistica come Messenger e WhatsApp che, con diversi linguaggi e verso utenti in parte differenti, permettono di raggiungere una fetta preponderante della popolazione italiana.

Tra le app più scaricate nel mese di maggio troviamo in prima posizione Helix Jump, un gioco dai facili comandi in cui bisogna muovere una pallina rimbalzante all’interno di una sorta di labirinto verticale e girevole evitando di farla spiaccicare nelle zone evidenziate.

Helix-Jump-app-più-scaricate-italia-2018

Sulla stessa logica di intrattenimento senza grossi sforzi e ancora più semplice di Helix Jump è Love Balls, app seconda classificata del mese, un giochino da utilizzare in momenti di pausa o anche mentre si guarda annoiati la TV al posto del tradizionale solitario. Scopo del gioco: far incontrare due palline (ma va?) spingendole l’una verso l’altra attraverso linee e forme disegnate sullo schermo. Nulla di davvero emozionante o articolato ma proprio per questo un passatempo da incastrare in qualsiasi momento. Da testare per qualche settimana prima del prevedibile abbandono causa: “rottura di balls”.

love-balls-app-screenshot

Al settimo posto si conferma il successo di Wish, l’app di e-commerce/marketplace che rappresenta, come l’avevamo definita nell’articolo sulle top app di febbraio, la versione discount di Amazon. Ma non inganni la stabilità in classifica. L’app sta crescendo e migliorando i propri servizi di mese in mese e a cavallo dei mondiali di calcio lo sviluppatore ha investito anche in una costosa campagna TV che vede come protagonisti diversi calciatori famosi.

Avete già uno store del vostro brand su questo canale? Avete mai valutato di aprirne uno?

Vale la pena citare anche l’ottavo posto di Spotify che si rivela l’app di streaming musicale regina.

Più o meno stabili le posizioni delle app a pagamento o con acquisti in app in grado dunque di generare i maggior profitti: Netflix, Candy Crush Saga e Clash Royale si scambiano le prime tre posizioni da inizio anno.

Provando ad ampliare lo sguardo a livello mondiale nella TOP 10 worldwide ritroviamo molti dei trend già citati con la galassia Facebook e quella dei giochini passatempo ad occupare le prime posizioni della classifica per download.

Tuttavia il trend che va osservato e su cui varrebbe la pena fare valutazioni è quello in atto da qualche tempo rappresentato dall’ottava posizione di Tik Tok. Possiamo definirla la sorella (quasi gemella) di Musical.ly e non è un caso che occupino due posizioni vicine nella classifica delle app più scaricate. Anche Tik Tok infatti è un app Cinese (è lì che è nata e ha generato milioni di Download anche se con un nome diverso: Douyin) e come Musical.ly ha avuto grande successo tra le fasce d’età più giovani. La dinamica è quella del video breve in cui chiunque, ma proprio chiunque, può registrare un playback, una coreografia, una mini gag e milioni di smorfie da pop-star e abbellirle con le varie funzioni di editing audio e video. Risultato di questa magica app che consente ai propri possessori di “sentirsi famosi” per qualche secondo: oltre un miliardo di video visti al giorno.

Ecco una serie di video tra i più divertenti (de gustibus) pubblicati sull’app.

Spopolerà anche in Italia? Che la risposta sia si o no l’idea che la popolazione più giovane abbia trovato il modo e i canali per esibirsi da star dovrebbe farsi largo nell’inquadramento degli stili e dei codici di comunicazione di questo cluster di utenti.