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[CHART] I siti più condivisi nel mese di Novembre '14 su Facebook

[CHART] I siti più condivisi nel mese di Novembre '14 su Facebook

Anche questo mese è arrivato il momento della classifica dei siti più condivisi su Facebook per cui senza perdersi in chiacchiere ecco la chart con le prime 10 posizioni tratta da The Whip.
FB Publisher Chart Novembre 2014
Rispetto ai mesi precedentemente analizzati c’è un grande colpo di scena in testa alla Top 10 con il sopravanzare di PlayBuzz su Huffington Post. Il gioco, con 8,9 milioni di condivisioni, supera la narrazione in termini di viralizzazione su Facebook per cui vale la pena fare un focus su questo fenomeno del web.
Di fatto PlayBuzz non è altro che un sito che aggrega quiz, test, domande, rompicapo e altri passatempi del genere. Pubblica molti meno contenuti rispetto agli altri due siti sul podio, HP e BuzzFeed che in totale ricevono maggior numero di interazioni ma quando si tratta di condividere il contenuto appena letto ecco che sopravanza con un volume eccezionale di share. La community Facebook di questo sito conta oltre un milione di Fan ma non è li la vera forza di PlayBuzz ma sul sito stesso e nella semplicità di fruizione dei vari contenuti sempre molto calati nel periodo di pubblicazione. Niente affollamento, pagine leggere, pulsanti grandi, immagini che guidano la fruizione a prova di bambino.
Questa ad esempio è la selezione di test del periodo Natalizio.
PlayBuzz Dicembre
E’ difficile resistere alla voglia di sapere quale personaggio di Natale siamo e, una volta avuto il responso del quiz, condividerlo sul proprio profilo. Il resto lo fanno i contatti che avete che si chiederanno cosa verrà fuori a loro (a Gennaio vedremo se poi un test del genere aiuterò a confermare la viral leadership di questo sito).
Testando il test (scusate il gioco di parole) appena citato ho notato come il pulsante share sia onnipresente nelle varie schermate e come, un testo di domande o risposte non resti mai spoglio dall’associazione a un’immagine. Altra caratteristica sempre in vista la funzionalità di auto-creazione dei test sempre in mostra sulla parte destra della pagina, un buon metodo per ottenere contenuti sempre nuovi e creativi.

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Da imitare? Assolutamente si. Pubblicate nelle vostre community quiz fatti in casa (o ispirati a qualcuno di questi), brevi test della personalità che magari come risultato consigliano ai vostri fan una linea dei vostri prodotti piuttosto che un’altra o qualcosa di non necessariamente commerciale ma comunque legata al vostro settore. Vendete mangimi per cani? Allora inventatevi ad esempio un test che dica ai partecipanti quale razza di cane è la più adatta alla propria personalità. Vendete articoli sportivi? Fatene uno che indichi a ogni utente lo sport più adatto alle proprie abitudini e gusti. Funzionerà!
 

[TREND] Le ricerche su Google nel 2014: un'analisi.

ricerche google 2014
Fine anno, tempo di resoconti, per tutti, pure per le genti del marketing. Partiamo con qualcosa di leggero (si fa per dire visti i numeri): le ricerche online. Da queste si possono capire tante cose, dall’evento che ha catalizzato più l’attenzione durante l’anno, al luogo del mondo più celebre, dalle parole più usate ai programmi televisivi più visti passando per i personaggi che hanno attirato più l’attenzione o ai cibi e agli stili di tendenza. Comprendere gli interessi degli utenti è una grande opportunità per rispondere con prodotti, servizi, contenuti e promesse alle loro esigenze. Significa ottenere più click, maggiori contatti, accrescere le vendite e l’apprezzamento del proprio marchio.
Ecco allora 4 Classifiche legate ad altrettanti aree tematiche con le ricerche effettuate nel 2014 da utenti Italiani sul più famoso motore di ricerca al mondo: GOOGLE.
Partiamo con una chart che da’ l’idea di quali siano le novità lessicali indagate dagli utenti. Più che una scoperta in questo caso si tratta di una controprova. Il termine che nel 2014 ha fatto registrare il maggior balzo di interesse rispetto al 2013 è: SELFIE. I social vi si sono riempiti, i concorsi e le iniziative brandizzate hanno iniziato a rincorrersi in qualunque settore merceologico, ormai l’autoritratto moderno assume le sembianze e le prospettive regalate dalla fotocamera frontale di qualsiasi dispositivo mobile. Non mi è invece chiara l’intenzione di chi cerca P.V., che non sappia che si tratti dell’acronimo di “prossimo venturo”?
chart goole 2014
Sul fronte eventi il calcio donima la scena. I mondiali, come da tradizione, quando ci sono fanno da leader incontrastati. Non male anche gli Oscar, le elezioni, e alcuni reality/talent show che focalizzano l’attenzione dell’audience televisivo spesso in modalità duble screen.
chart google 2014
Nella categoria “How To”, uno dei contenuti che suggerisco a tutti di includere nei propri piani di comunicazione proprio per l’elevato interesse degli utenti riguardo l’arte del saper fare la grigliata domina la scena precedendo un altro tema alimentare, questa volta dolce, le ciambelle e un argomento che ormai sembra una vera e propria arte, quella estetica legata alle unghie con il tema del refill. Mi colpisce la posizione numero 5, il malocchio, ma evidentemente sono diventate digitali anche le credenze popolari e le aspiranti fattucchiere.
chart google 2014
Infine tra i personaggi famosi la scomparsa del “Capitano, Mio Capitano” Robin Williams ha talmente tanto attirato l’interesse del web che persino il suo quasi omonimo, il cantante Robbie Williams ne ha beneficiato in termini di ricerche. Per essere celebri sul web bisogna morire o quantomeno rischiare la vita, questo sembra dirci la chart sui personaggi più cercati. Un’impresa che credo non valga la pena inseguire. In alternativa forse anche vincere un premio Oscar potrebbe bastare o restare a seno nudo in un programma di prima serata di Rai Uno come Veronica Maya.
chart google 2014

Se vi interessano ulteriori dettagli su queste e altre classifiche visitate il sito dedicato al tema da Google.

[CHART] I siti più condivisi nel mese di Ottobre '14 su Facebook

Lo scorso mese ho iniziato a tracciare i siti di editori online in grado di generare contenuti dall’elevato potenziale virale su Facebook. L’obiettivo dichiarato è quello di tenere traccia nel tempo di quelli che sono trend, temi e trattamenti da imitare in progetti con la stessa ambizione di passaparola.
La classifica di Settembre aveva offerto spunti molto interessanti mostrando Huffington Post (nella versione in Inglese) come giornale online maggiormente capace di alternate cronaca e contenuti di intrattenimento al fine di massimizzare gli share da parte degli utenti. Su una linea totalmente rivolta al cazzeggio si posizionava BuzzFeed aggregando i post più dissacranti della rete riguardo svariati temi di cronaca.  Tra queste due super potenze del web sociale avevo scoperto PlayBuzz, portale meno conosciuto degli altri due in Italia ma molto molto gradito dal pubblico in cerca di intrattenimento. I loro contenuti si basano esclusivamente sul concetto di Quiz – sotto diversi formati: trivia, sondaggi, test di personalità – ma comunque sempre con la logica del passatempo con domande a scelta multipla.
PlayBuzz
Rispetto a quella classifica (fonte: The Whip), com’è possibile notare nel grafico di seguito, nel mese di Ottobre non ci sono grossi aggiornamenti.
Viral_October_sitePer questo motivo ha senso entrare nel dettaglio dei dati in cerca di ulteriori elementi utili a definire standard di riferimento. Nello specifico ecco la top 5 dei post di Huffington con maggior numero di Like, Commenti e Share nel mese di riferimento. Viral_post_huffingtonIn cima alla classifica c’è un post che parla di “15 cose che tutti i papà dovrebbero sapere circa le proprie figlie“. Il racconto di un’esperienza di vita vissuta da parte dell’autore del post papà di 4 figlie. Un punto di vista interessate e autentico in grado di suscitare grandissima empatia.
Sulla stessa scia un altro post: “Le 9 minacce più trascurate in un matrimonio“, in cui l’autore, uno psicologo clinico, mette in evidenza come, anche se la maggior parte delle coppie indica nella cattiva comunicazione il loro motivo di crisi, questa sia in realtà solo l’effetto di problemi che vengono prima.
Mentre i primi due post hanno in comune il tema della famiglia nel terzo per numero di condivisioni è evidentemente il contesto grottesco ad attirare l’attenzione: “Non scorreggiare durante una risonanza magnetica“, in cui l’autrice, una donna per cui ancora più curioso come punto di osservazione, racconta di questa sua imbarazzante vicissitudine durante un’esame medico.
Ironia, racconti di vita, consigli di esperti su situazioni comuni. Non ci sono ricette geniali ma sicuramente uno stile narrativo che premia la semplicità e l’immedesimazione dei lettori. Consiglio a tutti di esercitarsi in quest’arte della naturalezza.

[SOCIAL CONTENT] Come decidere cosa postare. Il real time marketing, approccio e strumenti.

Nel post: “[SOCIAL CONTENT] Come decidere cosa postare su Facebook e Twitter: i trend topic” ho condiviso una delle regole essenziali per la creazione di contenuti “ingaggianti” da pubblicare sui social media: la capacità di cavalcare i trend topic del momento. E’ un dato di fatto come l’attivazione di meccaniche di real time marketing possa fare la differenza tra il successo o l’insuccesso di un contenuto prodotto.
Oggi ci addentriamo maggiormente nel tema cercando di definire i due principali criteri di applicazione di questo approccio alla creazione di messaggi e contenuti: il real time marketing reattivo e quello proattivo.
In un caso, il RTM Reattivo, si agisce dopo aver verificato l’effettivo successo e interesse da parte della rete su un tema partecipando o ampliando le discussioni attraverso il proprio contributo.

esempio: vedo che la notizia della vittoria rocambolesca della Juventus in Champions League genera tantissime ricerche da parte degli utenti allora produco immagini, contenuti, offerte, messaggi, giochi correlati a quel tema.

Il modello di riferimento di questo processo potrebbe essere quello mostrato nel grafico di seguito che passa dalla fase di analisi (step 1 e 2) a quella di sviluppo, approvazione e posting del contenuto (step 3,4 e 5) passando per la promozione organica o a pagamento dello stesso (step 6) e si conclude con una misurazione dei risultati e un aggiustamento/miglioramento della formula e del contenuto utilizzato (step 7 e 8):
real time marketing model
Nel secondo caso, il RTM Proattivo, la sfida sta nel prevedere e anticipare i trend futuri grazie all’analisi di dati storici, alla conoscenza delle caratteristiche psicologiche di uno specifico target e all’impagabile intuito del community manager e dello strategist coinvolti nel progetto.

esempio: so che il 9 Novembre si festeggiano i 25 anni della caduta del muro di Berlino con eventi e iniziative di cui certamente i media parleranno allora attivo già qualche giorno prima una call to action verso i miei contatti/fan/follower in cui chiedo di condividere una loro foto davanti al muro premiando i più attivi con un coupon sconto. 

In questo caso il modello è identico al primo ma i trend monitorati e scelti (passaggio 1 e 2) vanno ipotizzati a priori rispetto a dati che abbiamo già collezionato. Un lavoro apparentemente più complesso e dagli esiti incerti ma che ci permette di pianificare strategie e messaggi con tempi di vita maggiori come concorsi, applicazioni, piccole competizioni, iniziative multicanale.
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[INFOGRAPHIC] GDO e Social Media. Lidl, Carrefour e Conad le best practice da imitare.

Scegliereste un supermercato in base a quanto è bravo a comunicare su Facebook? Forse no, magari ci andate semplicemente perchè è il più vicino a casa vostra o perchè propone prodotti o prezzi migliori degli altri. Partendo da questo punto fermo però è innegabile che nel tempo inizierete ad affezionarvici, che in qualche modo le offerte, le suggestioni e tutti i messaggi che possono arrivarvi dai suoi canali online potranno influenzare le vostre scelte di consumo.
Basterebbe questo a motivare agli occhi di un’insegna della Grande Distribuzione Organizzata l’investimento in Social Media Marketing. Eppure non tutti la vedono allo stesso modo e a best practice di settore si alternano altri casi che mettono in luce player ancora poco convinte dell’utilità del Social nella propria strategia Marketing.
L’“Osservatorio Brands e Social Media”, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica ha da poche ore pubblicato i risultati salienti del sui studio dedicato alla GDO ed eccoli tutti riassunti in un’infografica.

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