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5 consigli per i docenti per uscire vivi dalla didattica a distanza

5 consigli per i docenti per uscire vivi dalla didattica a distanza

La didattica a distanza. Croce e delizia per studenti e docenti.
Qualcuno si chiederà perchè dico “croce e delizia”. Perché non dico solo “croce” visto che, almeno a sentire i media e la voce del “popolo della strada”, sembra che ci siano solo aspetti negativi?
Il motivo è che sono convinto, come di fronte a molti cambiamenti legati alle nostre abitudini quotidiane professionali o personali, che gli aspetti positivi possano essere colti solo nel medio o nel lungo periodo quando saremo riusciti a:

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La consulenza e la matematica pura

Iniziato Agosto diventa sempre più difficile fare discorsi da smanettoni che incrociano gli ultimi ritrovati tecnologici con marketing o comunicazione. Per cui oggi mi dedico al puro esercizio filosofico.E’ nato tutto da una lettura da spiaggia che mi ha riportato ai tempi dell’università. Si tratta di un testo di Paul Watzlawick, “Di bene in peggio”.
C’è un brano che mi sembra una buona risposta a quanti (addetti ai lavori e clienti) durante la prima parte dell’anno hanno insistito su alcuni concetti come “industrializzare” le attività e pianificare in maniera “estrema” flussi, attività e contenuti di comunicazione in particolare in progetti di social media marketing. In questi ultimi credo di aver capito una sola cosa: è impossibile “industrializzare” e sopratutto una volta messa in pista un’attività in base a un concept creativo non è possibile riutilizzare l’idea in modo automatico o moltiplicare per “n” il budget per ottenere una matematica moltiplicazione di target raggiunto e successo. Anche solo la variabile tempo (inteso come momento della realizzazione) spesso incide in maniera considerevole sull’esito di un’operazione e la soluzione che vale oggi, domani risulta un placebo (ovvero, i clienti sono soddisfatti ma di fatto i risultati generati non sono collegati in alcun modo all’azione attuata). Altra variabile è quella relazionale: fare una battuta in un contesto di 10 persone è diverso che farla in uno con 100. Considerazioni apparentemente lapalissiane ma chiedetevi se, ad esempio, (per chi lo fa) scrivete post all’interno della pagina Facebook di un cliente con lo stesso stile e gli stessi messaggi quando avete appena messo online la pagina e poi quando dopo mesi il target è cresciuto. Lo fate? Se la risposta è si il rischio che stiate sbagliando e appoggiandovi a una regola troppo parziale è alto. Se la risposta è no, “diversifichiamo” invece vi chiedo: usereste lo stesso cambio di ritmo, di linguaggio e di messaggi, per la pagina di un produttore di gelati e per una di un’azienda di gioielli? Magari non ha senso diversificare sempre e comunque. Sono tante le variabili e altrettanto lo studio da dedicarci per cui…

..ora siete pronti allo stralcio del paragrafo “Maggiore quantità = migliore qualità?”. Spero suggerisca qualcosa a tutti. Magari anche il contrario di quello che suggerisce a me. Spero che in ogni caso vi faccia pensare, che il sole di Agosto non serva solo ad abbronzarvi ma anche ad ispirare.

“Il dottor Yylmurbafi è davvero una persona competente,” disse il signor Hypochon a sua moglie. “Prendo questa medicina da un giorno solo, eppure sto già meglio.” La sua contentezza era certo giustificata, dato che fino a quel momento i medici non erano stati capaci di ottenere alcun miglioramento. E giustificata appariva anche la sua volontà di accelerare il processo di guarigione. Fu proprio questo, tuttavia, a renderlo vittima compiacente di una delle più ovvie e scontate suggestioni di Ecate, e cioè del convincimento che una quantità maggiore di una cosa si traduca per forza in migliore qualità. Ingerì perciò una doppia dose di medicinale e giovedì scorso dovette essere ricoverato presso l’ospedale municipale con sintomi d’intossicazione.E allora?, si chiederà il lettore, perché tante storie per una notizia simile? Perché è proprio questo atteggiamento che ci rende ciechi di fronte al pericolo. Per quanto concerne le medicine è probabile che la maggior parte di noi sia un po’ più intelligente del signor Hypochon, ma ho i miei dubbi che lo stesso si possa dire per altri ambiti: chiunque presti professionalmente opera di consulenza ne sa qualcosa; e questi a sua volta avrà appreso la lezione solo grazie al fallimento di una soluzione da lui proposta.
Prendiamo per esempio la mania moltiplicatoria.
Nulla di più logico del supporre che una certa soluzione, una volta trovata e sperimentata, possa essere applicata dopo adeguata moltiplicazione a problematiche più ampie. Cento volte tanto, però, solo nella matematica pura è davvero cento volte tanto.


Un Flash Post sul Flash Mob

E’ il boom dei flash-mob. Tutto lo vogliono, tutti lo fanno, pochi ne capiscono il senso autentico. La regola è: vietato restare indietro, come sempre. E per questo proviamo a fare un piccolo riepilogo dei capitoli precedenti.

Dunque con il termine flash mob (dall’inglese flash – breve esperienza e mob – moltitudine) si indica un gruppo di persone (flashmobbers o mobbers) che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell’azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l’azione abbia luogo. (fonte wikipedia)

Quando è nato? Nel 2003 a New York.
Perchè è nato? Per rompere la quotidianità incoraggiando la libertà di espressione.
In Italia c’è un sito che raccoglie gli appuntamenti e una comunità di mobbers di oltre 6000 iscritti: http://www.flashmobitalia.info/ (esiste anche una community internazionale). Su questo sito c’è un’interessante guida alla creazione di un Flash Mob che riporto qui sotto:

Per organizzare un Flash Mob non vi sono particolari accortezze, ognuno ha il suo metodo, ad ogni modo si può procedere così:

  • Decidere come prima cosa la data , cercate di iniziare ad organizzare il Flash Mob almeno 1 mese prima della data decisa.
  • Valutare l’ora in cui può essere fatto in base al luogo , ad esempio se scegliamo un giorno lavorativo , è bene realizzare il flash mob fuori dai normali orari di lavoro cosi da permettere a tutti di partecipare.
  • Scegliere la location , che a mio avviso deve essere un luogo pubblico tendenzialmente calmo o quantomeno statico.
  • Lavorare all’idea (più è inedita , più è strampalata meglio è) .. cerchiamo di fare cose strane e teatrali … forse meno divertenti ma più d’impatto per la gente che guarda.
  • Decisa l’idea inviare a info@flashmobitalia.info i dettagli del Flash Mob, e iniziare a pubblicizzarlo in rete (no volantini) , forum , newsletter , sms , mail ecc…
  • LE REGOLE più importanti per un Flash Mob sono:
    0) Il pillow fight o la battaglia dei cuscini non è più considerato un flash mob
    1) Mantenere il mistero sull’evento , se si riesce ad evitare è meglio non dire cosa si farà il giorno dell’evento
    2) No volantini
    3) Non organizzate troppi flash mob nello stesso posto per non perdere il gusto dell’attesa.

Un pò di storia e di esempi:

Uno dei primi italiani con discreta risonanza a Milano nel 2008 in cui la gente si congela nel bel mezzo della centralissima piazza Cadorna.
Dopo la morte di Michael Jackson in tutto il mondo si moltiplicano i Flash Mob a tema. Qui qualche immagine di quello organizzato in piazza del Pebiscito a Napoli con una coreografia ispirata al re del pop.

Grande ripresa mediatica per il Falsh Mob del settembre 2009 durante un concerto dei Black Eyed Peas

E quando l’iniziativa si fa virale i grandi brand fiutano l’occasione di visibilità iniziano a sponsorizzare. Questo è il flash mob T-Mobile alla Liverpool Street Station

Restando nel settore telefonia mobile non è da meno Nokia che nel tempio del silenzio, la biblioteca Sala Borsa di Bologna, organizza un evento che lascia stupefatti i presenti:

Diversi i Settori e i brand che sponsorizzano Flash Mob. Fra gli altri anche l’automotive. Fra gli altri trovati in rete eccone uno sponsorizzato dalla North American International Auto Show con la classica formula della coreografia di ballo e uno, più “frozen”, di Volkswagen con mezzi storici a bloccare il traffico. Non si fa mancare questa formula di comunicazione neppure Fiat per il compleanno della 500.

Non mancano i flash mob a favore di iniziative benefinche come quello del 6 Dicembre scorso durante la giornata Internazionale delle persone con Disabilità organizzato dall’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare:

Concludo con un paio di riflessioni su questa tipologia di eventi. Ultimamente molte aziende, al fine di cavalcare l’impatto mediatico del Flash Mob ne stanno snaturando la filosofia originaria privando le iniziative della già citata spontaneità che ne ha decretato il successo e comunicandole al mondo già tempo prima che si svolgano. Nulla di grave, si sa che le formule della comunicazione nascono, vivono, si trasformono per poi essere sostituite da trovate, strumenti e concept sempre nuovi. Vedremo dove ci porterà la deriva Flash Mob che a 7 anni dalla nascita sembra conoscere la sua età matura e più creativa, almeno in Italia. In sella a questo cavallo inbizzarito e tenete a portata di mano il numero della redazione di Studio Aperto o giù di lì.