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Chi vincerà Grande Fratello Vip 2? Ecco cosa dice Google

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Il primo pensiero che mi viene in mente quando mi imbatto in un reality tv che coinvolge dei vip come L’Isola dei Famosi o Il grande Fratello Vip è: dove sono i vip?
Un discorso fatto da sempre è che programmi come questi mettano a nudo, fisicamente ed emotivamente, i partecipanti e va da sé che nessun personaggio realmente sulla cresta dell’onda voglia correre il rischio di mostrarsi h24 al pubblico. Avrebbe troppo da perdere. Allora si rispolverano nomi di personaggi noti in passato e caduti nel dimenticatoio (vecchi attori, cantanti, presentatori, soubrette in pensione) o di volti non ancora notissimi ma con una qualche velleità mediatica (modelle, comparse varie, fidanzate o ex di personaggi noti, personaggi che gravitano nel modo dei vip senza essere a diritto annoverati come tali).
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Insomma: “reality con vip” è sinonimo di occasione di visibilità. Oltre che la logica a confermarlo sono anche i dati. A quasi un mese dall’inizio della seconda edizione del Grande Fratello Vip infatti confrontando i volumi di ricerche su Google dei nomi dei vari partecipanti vediamo l’abissale differenza tra il trend del mese precedente e quelli del successivo alla data di inizio del reality.

Quanto cresce la notorietà online dei partecipanti?

Quasi per tutti la fama sul web cresce di percentuali variabili tra il 400% e il 10.000% o, se preferite, si moltiplica dalle 5 alle 100 volte rispetto a quella di partenza.
Nel grafico seguente ho selezionato i 5 concorrenti dell’edizione di quest’anno più cercati sul web dal 20 Agosto ad oggi, 2 Ottobre (periodo rappresentativo del prima e del dopo GFVip). Si tratta di Giulia De Lellis, Simona Izzo, Aida Yespica, Serena Grandi e Cristiano Malgioglio. Tra loro la più cercata in questo periodo è Giulia De Lellis, ex partecipante alla trasmissione Uomini e Donne per cui già famosa in mesi recenti agli occhi del pubblico televisivo. Nonostante questo la sua notorietà giornaliera online nel momento dell’inizio del reality cresce fino a 10 volte rispetto al mese precedente. Proprio perché già abbastanza cercata la De Lellis non è il personaggio con la variazione di interesse maggiore che viene registrata invece da concorrenti come Serena Grandi e Cristiano Malgioglio a dimostrare che chi ha acquisito notorietà in passato riesce più agevolmente a risvegliare i propri fan/o curiosi nostalgici/”dormienti”.
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Il più cercato dall’inizio della trasmissione

E così arriviamo all’oggetto core di questa analisi ovvero: chi vincerà il Grande Fratello vip 2?
Accorciando l’analisi condivisa nel grafico precedente alla sola notorietà legata alla messa in onda della trasmissione appare evidente come la giornata del lunedì, quella in cui c’è la trasmissione serale con collegamenti con lo studio, eliminazioni e nomination è in assoluto quella che attira di più l’attenzione anche online, mediamente il doppio degli altri giorni.
Analizzando i picchi di ciascuno dei concorrenti Top a livello di ricerche vediamo come la leadership di interesse sia stata, a fasi alterne, in mano a 2 partecipanti. Serena Grandi è la più cercata l’11 Settembre (all’inaugurazione della trasmissione) e il 25 Settembre (giorno della sua eliminazione). Nel mezzo, il 18 Settembre, a monopolizzare l’interesse è il sex appeal di Aida Yespica.
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Ma ricevere tanto interesse online significa necessariamente essere il più gradito? Certamente no. Come insegna l’eliminazione di Serena Grandi, interessarsi a qualcuno non significa esserne fan. Per intuirlo è sufficiente consultare il dettaglio delle ricerche riguardanti il personaggio in questione che vedono al primo posto la query: “Quanti anni ha Serena Grandi” e al terzo “età Serena Grandi”. Insomma l’interesse è legato a una pura curiosità da rotocalco rosa.
Differente invece l’interesse, tra l’estetico, il sessuale e il morboso,  legato all’altra leader delle ricerche Google, Aida Yespica, con un’impennata sulla query di ricerca “Aida Yespica Doccia” di cui qui riporto alcuni fotogrammi solo per dovere di cronaca ?(ok, ok anche per guadagnare posti nella SERP Google). Questo è sicuramente un maggiore indicatore di gradimento del concorrente.

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Ad ogni modo, se le ricerche online mostrano un possibile vincitore questo è sicuramente la modella e attrice venezuelana. Vedremo come si evolverà il copione del reality nelle prossime settimane e se basterà un’igiene intima costante a far primeggiare la Yespica.
 
Nota metodologica: i dati statistici menzionati in questo post sono frutto di elaborazione di dati forniti da Google Trends.
Nota deontologica: i pareri reali o percepiti presenti nel post sono frutto di una volontà di analisi meramente sociologica e non intendono esprimere preferenze o visioni personali per questa tipologia di trasmissioni né sui partecipanti stessi.
 

[Strategia] Valorizzare le recensioni degli utenti per promuovere in modo più efficace.

Sono diversi i modi (o come dice Google i “momenti”) in cui un marchio può e dovrebbe intercettare un utente.
Tra questi una delle fasi di contatto più trascurate soprattutto in settori poco propensi alla vendita online è quella in cui i potenziali clienti cercano recensioni di altri utenti per valutare la bontà o le falle di un prodotto o servizio di loro interesse. L’esperienza sul campo mi porta a contatto con tantissime iniziative di brand in cui l’opinione dell’utente sul prodotto/servizio promosso è totalmente assente demandata a fonti esterne indipendenti e anche poco monitorate.
Eppure i dati ci dicono che negli ultimi anni cresce la fiducia attribuita dagli utenti alle recensioni online. Sempre di più (vedi grafico seguente) una recensione online ha la stessa credibilità di una raccomandazione personale.
  
E questa recensione ha un peso fortissimo nella decisione d’acquisto dell’utente, sia nel convincerlo ad acquistare (recensioni positive) che al contrario nel dissuaderlo dal farlo (recensioni negative). Solo il 12% degli utenti non da’ troppo peso a ciò che legge, gli stessi che ritengono poco affidabili le recensioni online di cui quasi sempre, almeno nella loro visione, è complesso valutare l’autenticità.
  
L’ultimo dato interessante da condividere per comprendere il peso delle recensioni rispetto all’idea che i consumatori si costruiscono del brand è verticale e riguarda il segmento di Social User e mostra come le recensioni siano, per gli utenti facebook, seconde come fonte di informazione solo ai risultati forniti dai motori di ricerca (fonte: GlobalWebIndex).
 
In una strategia che funzioni, quindi, il budget e le risorse dedicare allo sviluppo di Siti di prodotto, attività di Social media marketing, promozione all’interno di siti di comparazione devono essere proporzionate a denaro e tempo dedicato alla stimolazione e alla valorizzazione delle opinioni degli utenti.
Le internet pr servono (e sono) anche a questo ma non è il solo metodo. In generale diventa fondamentale trovare la chiave giusta per creare e spendersi relazioni One-To-One soprattutto con gli affezionati del brand. 
A voi, anzi a noi, ideare il modo migliore.

Osservatorio Multicanalità 2010. [Strategie]

Dopo tanti dati passiamo a indicazioni di ordine strategico. Come muoversi nell’attuale contesto?Un’analisi molto concreta arriva dall’intervento di Giovanni Pola, Direttore Generale di Connexia dal titolo Multicanalità: rumore o armonia? Punto di partenza (e di arrivo) è il concetto secondo cui è fondamentale disegnare una strategia quanto più dettagliata possibile che tenga conto, al tempo stesso, di un meccanismo di costante rinnovamento. Nulla di così semplice se si pensa al dinamismo medio di un’azienda impostata in modo classico ma nemmeno nulla che si possa ignorare a cuor leggero, visti i dati del post precedente.

Punti salienti sono:
  • l’accesso efficace alle informazioni (web analytics, buzz intelligence, news, ricerche di mercato, crm e formazione)
  • la creazione di canali d’ascolto diretti e permanenti che permettano e stimolino anche la partecipazione attiva da parte degli utenti Reloaded (un’operazione come My Starbucks Idea genera decine di migliaia di idee e spunti che nessuna entità creativa o focus group sarebbe stata in grado di generare)
  • l’investimento in nuovi modelli di business emergenti basati sul concetto di collaborazione (vedi video sotto) come nel caso dei gruppi d’acquisto (case Groupon).
  • la creazione di storie coerenti e credibili. Ogni prodotto può essere raccontato, non solo promosso.
  • la capacità di gestire la crisi sfruttando le opportunità offerte dalla rete. Se gli utenti del web possono alimentare e diffondere voci negativi, allo stesso modo i brand che sanno usare la rete possono farlo per esporre la propria versione e gestire la crisi in tempo reale e nei luoghi dove questa si alimenta.
  • evitare le scorciatoie (es. post di commenti fake a proprio favore o per screditare i competitor) evita anche l’investimento in operazioni ad alto rischio e bassa efficacia. Nella maggior parte dei casi infatti il giudizio a cui si concede più credibilità è quello di un amico del proprio network e in ogni caso per svariati temi la rete tende ad autoregolarsi con la nascita di siti e tool di confronto tra i prodotti difficilmente orientabili a proprio favore.

Con Totti cartellino rosso anche alla Vodafone


Negli ultimi due giorni chi parla di calcio parla perlopiù di INTER e dopo qualche sfottò del caso il discorso cade sul gesto antisportivo di Totti nei confronti di Balotelli.


Dal momento che il calcio è sostanzialmente una religione non mi sento di affrontare il tema se abbia ragione Buddha o Allah, mistero della fede, per me poi che sono ateo… Ad ogni modo, fra i critici del capitano giallorosso emerge spesso un’associazione che apparentemente non dovrebbe avere nulla a che fare con le considerazioni di tipo sportivo, quella con il brand di telefonia di cui Totti è testimonial. In rete impazzano i commenti sarcastici ma anche seriosi contro Vodafone che dovrebbe prendere le distanze dal romanista, qualcuno invita a boicottare la compagnia per mostrare il proprio sdegno per comportamenti simili da parte di un personaggio che in qualche modo dovrebbe rappresentare un esempio da seguire verso le giovani generazioni e non un cattivo maestro.

Qualche testata, come La Stampa cita il brand in un articolo, qualcun altro, è il caso del Tempo pur non citandolo nel pezzo del giornalista attira comunque commenti sarcastici dei lettori o proposte tipo: NO TOTTI ….NO VODAFONE….cominciamo la campagna così la paga davvero….”.

Lato Social-network non si contano le discussioni su Friendfeed e i post su Twitter
e, quel che è più impattante all’interno della fan page Vodafone dove potenzialmente i commenti sono visibili agli oltre 400 mila utenti amici – in questo momento amici molto labili – della pagina. Si leggono commenti come:

State utilizzando come testimonial un razzista, violento, ignorante! Spero prendiate provvedimenti o cambierò gestore: mi fa schifo dare soldi a chi poi li usa per pagare una persona vile, esempio di inciviltà che istiga alla violenza!”

“Bella gente fa la pubblicita’ della vodafone! IO ME NE VERGOGNEREI”

“totti è un buon esempio per tutti gli italiani………sputa insulta e tira calci…………buon testimonial….quasi quasi cambio operatore”

“se Totti e’ l’esempio, si puo’ immaginare il resto…vergogna!”


Si parla molto di online brand reputation e di quali siano gli elementi che possano far tendere il sentiment verso toni positivi o negativi. Sicuramente, non lo scopriamo oggi, il ruolo di un testimonial è uno di quegli elementi determinanti, ma quel che credo sia ancora più utile rilevare è che oggi, se un testimonial non convince qualcuno (o viceversa convice molto) l’opinione negativa (o positiva) fa presto a diffondersi in maniera virale mobilitando o incitando anche azioni altrettanto negative (o positive) verso il brand. E’ sempre utile lavorare e osservare queste dimaniche tenendo ben presenti le tipologie, i tempi e gli effetti delle reazioni degli utenti.

V.I.P., il video nella pagina di giornale

Recentemente ho trattato il tema dell’Augmented Reality, un modo davvero interessante di applicare la tecnologia offrendo servizi all’avanguardia e affascinanti contesti di intrattenimento. Oggi voglio parlare di qualcosa forse un filo meno affascinante dal punto di vista tecnologico ma dai risvolti comunicativi altrettanto impattanti. Si tratta della tecnologia V.I.P. (Video in Print), un sistema che permette di inserire un piccolo schermo LCD in alta definizione e un altoparlante all’interno di una pagina di carta.

Una settimana fa questa tecnologia, grazie alla testata PANORAMA, è sbarcata ufficialmente

anche in Italia. Il 26 Marzo infatti per la prima volta un giornale del nostro paese ha adottato la V.I.P.. Nello specifico l’ha fatto per la promozione pubblicitaria di un nuovo modello di auto di Citroen, la DS3.
Naturalmente, visti i costi dell’operazione, non ancora propriamente ridicoli, ci si è limitati (si fa per dire) alla distribuzione di 10 mila copie in edicole e target selezionati.

I contenuti: 45 minuti di mini-documentari, interviste, demo dell’automobile.
Il display: LCD da 2,4” e 3 millimetri di spessore ha un’autonomia di 80 minuti e può essere ricaricato via USB.

Per ora l’unico produttore di cui si trova traccia è americano e si chiama Americhip ma potete scommettere che presto ci saranno fornitori di questa tecnologia applicata a riviste, brochure, volantini, pieghevoli, biglietti d’auguri e quant’altro.

Intanto cresce il Buzz in rete. Qualcuno (e io sono fra quelli) l’immagina già nei libri, nei cataloghi, nei booklet dei cd. Altri nutrono forti dubbi sulla sostenibilità economica della stessa e sul rapporto costi-benefici. Altri ancora criticano il rischio che la diffusione di massa di una tecnologia simile porti al problema di dover smaltire grandi quantità di rifiuti non proprio biodegradabili. Una cosa è certa: se ne parla parecchio, ad oggi Liquida segnala 178 news italiane sull’argomento.
Eccone alcune sull’operazione di Panorama.
Antonio Genna – Edicola – Panorama Porta in edicola il Video In Print