Trend Food 2019: ricette e query più cercate in Italia

Trend Food 2019: ricette e query più cercate in Italia

A livello social il format della ricetta, soprattutto quella video, è sempre quello maggiormente virale. Che tu venda pesce surgelato, pollo d’allevamento, sughi pronti, verdure in scatola, praline di cioccolato, creme al formaggio o zucchero a velo non ci sarà strategia di content marketing che possa ignorare questo fattore.

Ma come fare a scegliere le ricette giuste da tradurre in foto o video, i macro trend da cavalcare, le categorie da inserire nel proprio ricettario digitale di brand?

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Quali sono le NeoBank? Una mappatura per il benchmarking.

Quali sono le NeoBank? Una mappatura per il benchmarking.

Vengono definite NeoBank, e sono quelle banche “digital-only” che hanno strutturato i propri servizi e il proprio rapporto con il cliente facendo a meno delle costose filiali fisiche e in diversi casi concentrandosi su servizi focalizzati conti deposito, conti corrente e carte di pagamento in modalità strettamente digitale.

In questo post inizio a fare una prima mappatura in vista di future attività di benchmarking che vedo stagliarsi, concrete, all’orizzonte.

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[Dati] Le App più scaricate a Febbraio 2019. In Italia cala Facebook, nel mondo va forte Tik Tok.

[Dati] Le App più scaricate a Febbraio 2019. In Italia cala Facebook, nel mondo va forte Tik Tok.

Monitorare le app più diffuse sui dispositivi del proprio target aiuta qualsiasi professionista del marketing a comprendere alcuni trend, canali, abitudini e cambiamenti culturali in corso che possono influire sulle proprie attività. È per questo che periodicamente è opportuno fare un punto e guardare quali applicazioni si trovino a livello mondiale e nazionale ai vertici delle classifiche.

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Creatività, regole e big data. Come trovare l’equilibrio giusto per i tuoi Social?

Creatività, regole e big data. Come trovare l’equilibrio giusto per i tuoi Social?

Ci sono settori, e di conseguenza brand, in cui impostare un piano di contenuti Social è più difficile rispetto ad altri. Le principali difficoltà arrivano da due opposte necessità o, se preferite, da due possibili richieste del cliente:

  1. Voler comunicare efficacemente ma in modo totalmente disruptive e altamente “creativo” attraverso contenuti nuovi e originali.
  2. Dover comunicare in modo altrettanto efficace rispettando però diverse feree regole di condotta e “tone of voice” tipici del settore.
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Pagine Facebook: nel 2018 sono più attive ma perdono engagement

Pagine Facebook: nel 2018 sono più attive ma perdono engagement

Dai dati di uno studio effettuato da Buffer e BuzzSumo sulle brand page di 20 mila marchi e per un totale di 43 milioni di post pubblicati emergono alcune indicazioni che oltre che fotografare lo stato dell’arte delle attività di social media marketing Facebook spingono a riflettere sul modo più efficace per programmare il proprio lavoro su questa piattaforma.

Ho provato a riassumere di seguito i dati salienti dello studio e alcuni pensieri a margine:

  1. Le Pagine principali pubblicano molto di più

“Quanti post devo pubblicare sulla mia pagina?” è la domanda che ognuno di noi si è sempre fatto dalla notte dei tempi. A livello di social media marketing è l’equivalente dell’esistenziale “da dove arriviamo” o “dove stiamo andando”. Ognuno negli anni ha trovato una sua risposta. Io ne trovo una diversa per ciascun brand contestualizzando e ragionando su alcuni fattori come

  • il potere di produzione di contenuti,
  • la forza di sponsorizzazione degli stessi
  • i messaggi salienti che il brand può e deve condividere con la propria audience

Fatto sta che a livello mondiale il numero di post pubblicati dai brand analizzati è aumentato del 24% e vede pubblicare dalle pagine analizzate una media superiore a 4 post al giorno.

Volume-of-published-Facebook-Brand-Posts-2017-2018

2. L’engagement generale delle pagine è in calo

Parlerò in un altro post di tutti i motivi del calo ma è intuibile che l’affollamento di contenuti citati nel punto 1 abbia generato una concorrenza tra i post che, seppure sponsorizzati, sgomitano per trovare spazio in target nel news feed degli utenti (e non parliamo poi di quelli che puntano tutto o tanto sulla visibilità organica).

I dati dello studio di Buffer e Buzzsumo parlano di un impietoso calo di oltre il 50% delle azioni totali (reaction, share, commenti) registrate negli ultimi 18 mesi. Calo che diventa del 65% se ripartiamo i dati per ottenere la media di interazioni del singolo post.

Total-Facebook-Interactions-2017-2018

3. L’engagement cala per video, immagini e link e le immagini restano il media che performa meglio

Le interazioni differiscono come sempre in base ai vari tipi di contenuti che vengono pubblicati: link, video o immagini. Con “piacere” noto che ci siano oggi i dati per sostenere anche su larga scala quanto continuo a ripetere da tempo ai clienti sull’efficacia dei video ovvero:

Possiamo dimenticarci che pubblicando video di qualisiasi tipo (es. immagini statiche tramutate in video aggiungendo del testo in entrata) il nostro enegagement migliorerà. Tutto il contrario. Dobbiamo pensare al video come ad un formato da utilizzare solo quando effettivamente ci sia qualcosa da comunicare che solo il video può rendere efficacemente.

A parità di messaggio e utenti raggiunti un video raccoglierà in termini probabilistici meno interazioni rispetto ad un’immagine ma se il messaggio del video è ben confezionato varrà la pena perdere interazioni per guadagnare in termini di efficacia e memorabilità sull’utente finale. Dunque con un video ben fatto coinvolgo meno utenti ma li coinvolgo maggiormente. Viceversa se, come spesso accade, video significa semplicemente pubblicare una sorta di gif animata che potrebbe vivere benissimo in formato immagine statica allora risparmiamoci la fatica.

interazioni-FB-in-base-ai-Formati-Q1-2018

Ad ogni modo nel grafico sopra è evidente che la forbice tra interazioni medie registrate dalle immagini e quelle registrate dai video sia meno ampia segno, per come la vedo io, che i brand nel 2018 abbiano cominciato ad usare meglio ciascun formato.

Fuori concorso i link che bisognerebbe valutare solo avendo la possibilità (purtroppo complicata) di misurare i clic che portano gli utenti verso i vari siti di brand, vera e principale interazione riscossa da questo formato.

4. Chi pubblica 5 volte al giorno ha un engagement “complessivo” più elevato

Al titolo sintetico di questo punto andrebbe aggiunto “… ma anche un engagement medio per post più basso”. Come si può infatti constatare dal grafico seguente pubblicare meno di un post al giorno porta alla massima interazione media per post. Tuttavia, secondo i calcoli degli analisti, se si pubblicano tra i 5 e i 9 post al giorno la media delle interazioni peggiora si ma non così tanto da motivare un calo della frequenza di pubblicazione. Per questo motivo proprio in virtù dei maggiori post pubblicati si registra un engagement totale maggiore nelle pagine che pubblicano 5-9 volte al giorno.

Engagement-per-volume-post-published-Q1-2018-1
Naturalmente anche e forse soprattutto questa riflessione va presa con le pinze in termini di conseguenze strategiche. Mi guarderei bene dal suggerire ai miei clienti di produrre 150 post al mese solo perché una pagina è in grado di reggere un volume di pubblicazione così alto senza perdere troppo in engagement medio per post. Pensare, produrre, pubblicare, sponsorizzare e moderare 150 o più contenuti è qualcosa che solo poche aziende possono gestire con efficacia e che forse solo in alcuni settori  – news o spettacolo – rispetto ad altri può effettivamente portare i suoi frutti. In generale dunque quello che da questa statistica possiamo trarre come indicazione è che:

se il contesto in cui stiamo lavorando ci permette di produrre e gestire un più alto volume di post dei classici 10-15 al mese possiamo stare tranquilli di non generare automaticamente una perdita di coinvolgimento legato all’eccessiva frequenza di pubblicazione. L’effetto spam, soprattutto se le terghettizzazioni dei post fossero ben differenziate, dovrebbe essere evitato, almeno fino alla pubblicazione di 10 post al giorno.

5. Artisti, Film e Media le tipologie di pagine più penalizzate dalla perdita di enegement.

Ripartendo il calo generale dell’engagement menzionato al punto 2 in base alla tipologia di Pagina Facebook notiamo che quelle degli Artisti sembrano essere le pagine più penalizzate dal fenomeno del sovraffollamento di posting (fenomeno che va unito alle modifiche dell’algoritmo del newsfeed Facebook). La mia lettura di questo trend che vede una penalizzazione forte anche nell’engagement medio delle pagine di film e media/news è che queste siano, per natura dei temi raccontati, ovvero pubblico interesse e intrattenimento, pagine che molto spesso poggiano il proprio successo su una quota consistente di condivisioni e visibilità organica dei post. Le vedo dunque più vulnerabili in termini di reach totale rispetto a chi, come brand del retail o dell’abbigliamento, perde “solo” attorno al 50% del proprio engagement in virtù di una forza di sponsorizzazione più incidente in termini di utenti totali raggiunti.

Engagement-per-page-category-Q1-2018-3


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