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Innovazione Digitale in Sanità: la rivoluzione post Covid19

Innovazione Digitale in Sanità: la rivoluzione post Covid19

Molto interessanti le evidenze tratte dall’analisi dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità 2020. Il messaggio dei dati è chiaro: l’approccio all’utilizzo degli strumenti digitali dopo l’emergenza Covid19 è cambiato. La digitalizzazione sta prendendo piede in maniera più diffusa e con pratiche più differenti rispetto al passato.

Alcuni dati ripartiti per le diverse fasi di quello che potremmo definire: il “customer journey” del paziente:

RICERCA DI INFORMAZIONI
Tra il 60 e l’80% dei cittadini si informa online su stile di vita corretto, problemi di salute, terapie e diagnosi (+20% rispetto al passato).

Fonte: Ricerca Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità 2020
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La tecnologia può sostituire il pubblico degli eventi?

La tecnologia può sostituire il pubblico degli eventi?

Qualche anno fa fantasticavo su quanto velocemente la tecnologia avrebbe permesso agli utenti di vivere le emozioni di un evento sportivo o di un concerto senza la necessità della propria presenza fisica. Visori ottici, camere 360°, ultra definizione di audio e video e altre “diavolerie” hanno reso e renderenno l’esperienza digitale sempre più realistica.

LA VITA PERÒ È STRANA (e lo scrivo in maiuscolo e grassetto): adesso mi chiedo quanto velocemente la tecnologia riuscirà (se ci riuscirà) a sostituire il valore della presenza umana all’interno di quegli eventi che, negli ultimi mesi, hanno dimostrato di non poter esistere con lo stesso impatto di prima in mancanza di una platea reale, numerosa ed animata.

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Dati sui Social Network di seconda fascia in Italia

Dati sui Social Network di seconda fascia in Italia

Tra le altre cose in questo post spiego perché, nel mese di Agosto, non ho postato nulla (o quasi) su Linkedin.

Analizzare l’interesse nel tempo per i Social Network è un modo per non dare nulla per scontato.

Twitter è morto?
TikTok è davvero così cresciuto?
Che fine ha fatto Snapchat?
LinkedIN è cresciuto durante il lockdown?

L’analisi delle ricerche degli utenti italiani sui 4 social network di seconda fascia (quelli che per volumi vengono dopo Facebook, YouTube e Instagram) mostra alcune tendenze interessanti e utili a chiunque si occupi in modo più artigianale o professionale di Social Media Marketing (vedi grafico sotto):

  • Twitter non è morto. Sono lontani i tempi d’oro (10 anni fa) ma, complici le news e le testimonianze sul Covid19 e l’attività dei politici nostrani, nel 2020 questo canale ha visto una leggera ripresa rispetto ai 2 anni precedenti.
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🚀 Italia, volano le vendite online dei prodotti. Un mercato da 22,7 miliardi e 29 milioni di acquirenti.

🚀 Italia, volano le vendite online dei prodotti. Un mercato da 22,7 miliardi e 29 milioni di acquirenti.

È indubbio che il lockdown abbia dato la spinta che serviva anche in Italia portando il numero di eSHOPPER a 29 MLN di persone (stima Netcomm) per un valore stimato di ACQUISTI che verranno effettuati nel 2020 pari a 22,7 MLD di euro (stima Politecnico di Milano).

Ecco i dati e le previsioni più importanti emerse oggi durante l’evento dell’Osservatorio eCommerce B2C promosso dal Politecnico di Milano e focalizzato sulle vendite e gli acquisti di prodotti:

⬆️ La crescita del mercato online italiano nel 2020 è di +26% rispetto al 2019, l’incremento in valore assoluto più alto di sempre.

fonte: Osservatorio eCommerce B2C, Politecnico di Milano, 2020

↗️ L’Informatica ed elettronica di consumo vale 6 miliardi di euro (+18%) guidano le vendite di prodotto. Il Food&Grocery genera 2,5 miliardi di euro e con il +56% rappresenta il comparto in maggiore crescita. 

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Pride Month: per molti ma non per tutti. Purtroppo!

Pride Month: per molti ma non per tutti. Purtroppo!

Un brand deve prendere posizione su tutto? Non è necessario, ma su certi temi avrebbe MOLTO senso. 
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Sta terminando il Pride Month, una ricorrenza che quest’anno – forse anche a causa delle limitazioni sugli eventi fisici – ha avuto grande eco Social. Anche i brand si sono esposti più che in passato a favore della libertà di genere.

Sono tantissimi i marchi che hanno scelto di ibridare il proprio logo con i colori della bandiera arcobaleno, simbolo del movimento LGBTQIA+. Un’attività, se vogliamo banale, ma che più di tante parole definisce il posizionamento di un marchio agli occhi dei propri follower. Alcuni brand come Amazon per il suo Prime Video o Deliveroo hanno addirittura deciso di giocare anche con lo stesso nome del brand per comunicare il messaggio ancora con più forza. 

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