Ecommerce B2C in Italia: esame di maturità per l'offerta. Qualche appunto.

Nuovo appuntamento, stamattina,  con gli Osservatori.net Digital Innovation del Politecnico di Milano per condividere una nuova fotografia sull’ecommerce italiano. I consumatori sono pronti? Sono pronte le aziende?
Buono il punto di partenza. I dati parlano, per fortuna, di un mercato in crescita del 18% rispetto al 2015.

Detto ciò ecco, per punti, le principali rilevanze:

  • 19 mln di Italiani acquistano online per un totale di quasi 20 mld di euro. Ma solo 13 mln di loro acquista in modo abituale.
  • Il turismo resta padrone del mercato ma crescono a grande velocità mercati come i Food e in sopratutto l’arredamento e Home living (+48% rispetto al 2015).

  • I top 20 retailer occupano il 71% del valore del mercato delle vendite online
  • Cresce ancora l’importanza del mobile commerce che occupa il 26% della quota del mercato ecommerce italiano.

  • È sempre più interessante il confronto tra Dot com (il 58% del mercato) ed operatori tradizionali che cercano di estendere la propria presenza anche online. La sfida sembra impari tra aziende nate e strutturare dal principio con l’obiettivo della vendita online e altre invece meno agili e con una struttura e una filosofia da creare da zero.
  • Altrettanto interessante, e amletico, il dibattito, per chi aspira a vendere online, tra l’entrare a far parte di Market place/aggregatori (Amazon, Ebay) o sviluppare un canale proprietario. Questa seconda strada è oggi un elemento di esclusione per alcuni e grossa sfida per altri. Tanti piccoli e grandi Retailer fisici arrancano nella proposta di una versione digitale del proprio canale di vendita tradizionale. I fattori chiave da valutare sono la capacità richiesta ai retailer tradizionali di offrire un’alta personalizzazione del servizio (si è in grado di offrirla o no? si hanno i budget e i margini necessari?) e l’importanza ricoperta dal contatto e dall’accesso ai dati del consumatore finale (si è in grado di gestire e far fruttare una ricchezza del genere?). Affiliandosi a market place si guadagna in base utenti, semplicità di accesso tecnologico all’ecommerce, e traffico fidelizzato e qualitativo ma dall’altra si perde in identità di brand e controllo del rapporto con il consumatore. Qual è la strada migliore? Il dibattito non terminerà così facilmente.
  • Parlando di Customer Journey online è importante avere chiare le percentuali medie del funnel che porta l’utente dal momento della ricerca del prodotto che genera accessi al sito a quello dell’acquisto vero e proprio in cui arriva solo l’1,2% degli utenti.

Customer Journey e-Commerce in Italia

  • Interessanti gli elementi e le funzionalità su cui lavorare per diminuire il tasso d’uscita dell’utente nell’arco del suo journey e che riguardano: la personalizzazione dell’offerta in base ai dati conosciuti dell’utente (incluse le sue abitudini di navigazione), la capacità di raccontare il prodotto (es. con immagini a 360° e video, schede tecniche, etc.), la capacità di arrivare rapidamente al prodotto selezionando i filtri giusti, la semplificazione del processo d’acquisto (es. carrello memorizzato per acquisti multi device o ricorsivi, one click check-out). Ogni settore poi deve riconoscere e fare leva su aspetti differenti e caratterizzanti (es. per il food la consegna giornaliera può essere un fattore determinante più di altri).
  • Passando agli investimenti di marketing sono Search e Display i canali promozionali in cui si spende di più. Non trascurabile il 24% di budget promozionale speso offline, sopratutto in tv, per promuovere canali e-commerce.

investimenti marketing ecommerce italia
Ed ecco, per concludere, una visione d’insieme dell’Ecommerce Italiano sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta.

Esame superato? Diciamo così: siamo nella sufficienza ma la valutazione è ancora in corso.
 
(fonte e proprietario di tutti i dati riportati in questo post è: Osservatori.net)

13 statistiche da conoscere per il Mobile Marketing

Quando si parla di Mobile Marketing si parla di un concetto che tutti gli addetti ai lavori riconoscono ormai come fondamentale per ogni strategia di marketing. Un ambito su cui investire da subito. Pochi però ne conoscono “da vicino” le sfumature, quelle che poi aiutano a fare le scelte giuste per guidare contenuti e scelte creative nonché per distribuire in maniera corretta il budget di marketing più in generale.
Ecco perché è utile conoscere alcuni dati e gli elementi principali d’azione. Di seguito un’infografica che ne concentra alcuni e anche se in qualche caso hanno valenza più per il mercato Us che per quello Italiano tracciano una tendenza in cui il marketing mobile, a tendere, dovrebbe “accaparrarsi” la maggiore percentuale di investimento di marketing digitale. 
Mobile Marketing Stats

  • Portiamo lo Smartphone con noi ovunque, anche in bagno;
  • Lo utilizziamo ogni giorno, da subito, appena svegli, e fino a quando andiamo a letto;
  • Metà di noi lo usa per guidare le proprie scelte d’acquisto sia che si concretizzino online sia un luogo fisico;
  • Le ricerche sul web avvengono ormai più tramite mobile che su desktop;
  • Sempre più contenuti Social vengono fruiti su smartphone;
  • Crescono a doppia cifra le percentuali del mobile shopping.

Ecco perché sono necessari:

  • siti responsive e semplificati con la massima velocità di caricamento 
  • Call to Action sintetiche e immedite
  • Possibilità immediata di accedere ai contatti (mail e telefono ma anche instant messaging)
  • Contenuti formattati per schermi di dimensioni ridotte
  • Investimenti in formati ADV mobile compresi i vecchi intramontabili (fino ad oggi) sms.

Facebook Live Video: un trend in crescita.

In questi giorni mi chiedo se i tempi siano maturi per pensare ad attività legate ai Live Video per i miei clienti.
Gli utenti ne fruiscono? Hanno davvero voglia di guardare una diretta girata spesso in modo artigianale con un cellulare? I Brand, di tutti i settori, possono sempre dire qualcosa in diretta e senza l’abile apporto di musica e montaggio?
La risposta ovviamente è: dipende. Dipende dall’utente, dal Brand/personaggio, dal settore, dalla capacità di racconto dei Content creator.
Intanto che ci pensiamo è utile mettere in fila qualche trend e in questo ci aiuta un’analisi di Socialbakers su 500 pagine aziendali e media nei primi 6 mesi del 2016.
È abbastanza intuibile che le pagine Media facciano l’uso maggiore di questo formato. Le dirette video di queste pagine sono passate da qualche centinaio a oltre 5.000 totali mensili. Per le pagine di brand siamo invece sotto il centinaio con una media inferiore ad un video live al mese.
facebook live video stats
Quali sono gli apripista? Mercedes su tutti per quanto riguarda i brand ed Esporte Interativo, un canale TV sportivo brasiliano, tra le pagine media. 
facebook live video   socialbakers
I contenuti?
Nel caso di Esporte Interativo, ad esempio, le classiche interviste pre-partita ai tifosi. 6 minuti di chiacchiere su chi vincerà, chi sarà il giocatore decisivo, chi potrebbe entrare a partita in corso.


Mercedes
invece mostra, durante un evento sportivo, una delle sue spettacolari auto da corsa. Like & love come se piovesse.

Altro esempio quello dei tutorial e della presentazione dei prodotti all’interno di Ipsy una community femminile che parla di segreti di bellezza.

Ma sono solo alcuni esempi. Interviste live con personaggi famosi e testimonial di brand, piccole dirette da eventi sponsorizzati, anteprime sul lancio di nuovi prodotti sono altre strade. 
Funzionano? C’è solo da provare, scegliendo il momento e il soggetto giusto da raccontare. C’è da programmare tutto nel momento in cui sono online il maggior numero possibile di vostri fan. Occorre, sopratutto, non fermarsi ai primi numeri, modificare il format nel tempo, comprendere qual è il momento del video in cui perdete di interesse e inserirci un “diversivo”. Pensate al qui e ora mettendovi nei panni degli utenti. Perdendo della qualità e dell’emozionalita garantita dal montaggio il vostro video dovrà sopperire alla mancanza con l’effetto esclusività dando agli utenti un motivo buono per interagire con commenti e domande.
Nei prossimi mesi continuerò a tenere monitorate le best practice e soprattutto l’evoluzione di questo format che appare ancora tutto un work in progress.

[Benchmarking] Le Birre su Facebook nel 2016: Moretti, Ceres e Ichnusa i leader.

pagina facebook Heineken
Estate, tempo di Benchmarking obbligato anche quest’anno sulle performance del settore birraio in Italia.
Ecco dunque qualche chart e riflessione sui brand più attivi in Italia, quelli più seguiti e le tattiche migliori.
Ho analizzato 18 brand diversi, mi perdoneranno eventuali esclusi (anzi, segnalatemeli così al prossimo giro li inserisco). Premetto già che i brand selezionati sono quelli che pubblicano in Italiano per cui un leader di mercato come Budweiser non è presente in questa chart avendo una pagina aggiornata solo in Inglese.
Birre su Facebook in Italia
Partiamo dal dato più evidente, quello che tutti, a torto o a ragione, guardano sempre: il numero di fan. Heineken sembra sbaragliare la concorrenza se non fosse che in questo caso va considerato non il totale degli oltre 20 milioni di fan ma la percentuale italiana degli stessi. Si, perchè siamo di fronte a una pagina internazionale i cui fan locali ammontano ad “appena” 1.067.000 (fonte Socialbakers). Dunque confermata la prima posizione di Heineken ma con un distacco minimo rispetto ai 900 mila fan di Birra Moretti e ai 627 mila di Ceres.Birre su Facebook in Italia - Classifica Fan
Passando all’analisi delle interazioni totali nell’arco degli ultimi 3 mesi (11 Aprile – 10 Luglio 2016), vero metro per misurare l’efficacia delle strategie social, la testa della classifica sembra essere invariata nelle prime tre posizioni. In realtà se, anche in questo caso, dividessimo per 20 il totale delle interazioni di Heineken, proporzionandole al numero di fan nazionali rispetto agli internazionali, il totale verrebbe fortemente ridimensionato a non più di 30 mila fan facendo piombare il brand attorno al dodicesimo posto. Dunque leader della classifica italiana per numero di interazioni di questo trimestre risualta Birra Moretti seguita da Ceres e Carlsberg.
Birre su Facebook in Italia - Classifica Interazioni
Vediamo le caratteristiche del posting di questo settore. Iniziamo dalla frequenza. I Brand di birra su Facebook pubblicano meno di un post al giorno. In media sono 24 post al mese.
best format beer facebook post
Per quanto riguarda i giorni con il maggior numero di post pubblicati da sempre il venerdì è il momento principale della settimana e anche quest’anno la situazione resta invariata.
best day beer facebook
Per i formati invece seppure le foto restano quello in grado di generare maggiori interazioni i video, rispetto ad altri settori e al food più in generale, registrano un notevole numero di utenti coinvolti.
best format beer facebook post
Andiamo ora sulle best practice a livello di contenuti. pagina facebook birra moretti
Birra Moretti è in assoluto il brand principe con post come il seguente che ripropone l’immagine di un’utente Instagram. Non un’influencer ma una semplice utente scelta in base all’utilizzo dell’hashstag #birramoretti. E’ così che un post senza pretese con appena 13 like sul profilo Instagram di @Seljjang rilanciato e probabilmente sponsorizzato sulla pagina del marchio raccoglie 18 mila like, 663 share e 165 commenti.  Non male per il più classico degli UGC.best day beer facebook
Meno like ma molte più condivisioni raccoglie il post che rilancia lo spot sulle due nuove versioni regionali del prodotto: quella lucana e quella pugliese. Immagino che in questo caso la targettizzazione della sponsorizzazione nelle regioni di competenza abbia giocato un ruolo non banale.
best post birra moretti - facebook
E veniamo al secondo brand in classifica per numero di interazioni che poi è il primo secondo gli addetti ai lavori grazie alla capacità dei social media manager di adottare un tono di voce e una creatività sempre originale e disruptive: Ceres!
In questo caso vale la pena citare il post con il maggior numero di like e condivisioni che ha come tema le elezioni comunali a Roma ricordando che l’argomento delle elezioni costituisce da sempre un trend topic a livello nazionale tanto sui social quanto sui motori di ricerca. Ceres lo cavalca con uno scatto divertente che viene proposto con tanto di Mention della pagina della candidata Giorgia Meloni. Quella delle mention è una prassi che Ceres usa spesso, fateci caso.
best day beer facebook
Ma non è solo la creatività e la capacità di osare che rende Ceres una case history da imitare. C’è anche l’attenzione per ogni singola interazione all’interno dei commenti. In questo caso dopo un post insolito e coraggioso in cui sfida Corona (menzionandola) facendo propria l’icona del limone infilato nel collo della bottiglia …
fagina facebook - corona - post
… instaura un dialogo “creativo” con uno dei tanti fan proponendo nel giro di mezz’ora dall’inizio dello scambio il post riveduto graficamente in maniera ironica (vedi qui sotto). Mitici!
risposte corona su Facebook
Una citazione la merita anche Peroni, che posiziona uno dei suoi post tra i top del trimestre e in particolare il rilancio di un post del rapper Jake La Furia. I testimonial, sopratutto se in target, pagano sempre.
best day beer facebook
Chiudo la carrellata con Ichnusa.
cover ichnusa facebook
L’icona sarda della birra in questa stagione si promuove attraverso una brand history veicolata tramite il racconto di alcune figure di dipendenti dell’azienda più o meno verosimili. Il mastro birraio, il responsabile imbottigliamento e il responsabile qualità sono protagonisti di altrettanti spot che raccontano la passione per il proprio lavoro che dà vita alla conseguente qualità del prodotto. Spot molto apprezzati e condivisi segnale di come uno storytelling emozionale e ben fatto sia premiante.
best format beer facebook post
Per ora è tutto, voi che post preferite sorseggiare tra questi?
… cheers a tutti!