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[Video] 5 segreti per ottenere il massimo da un video su Facebook. N.2: Call to Action.

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Nel primo post con i consigli per massimizzare le performance dei video su Facebook abbiamo visto come il punto di partenza riguardi la lunghezza del video. E’ importante che, sopratutto quelli dei brand, non superino i 30 secondi.
Proseguiamo con la lista delle indicazioni:
N.2. Inserire una Call To Action
Un video come qualsiasi altro contenuto di brand è pensato per indurre l’utente a fare qualcosa. A volte l’azione è solo una conseguenza successiva ad un’attività inconscia in cui chi visualizza il video si è semplicemente “divertito” guardando un contenuto del marchio e avrà quel marchio fra i suoi top of mind nei momenti cruciali delle sue scelte di consumo. In quei casi l’azione associata al video non può essere esplicitata, ovviamente non possiamo dire all’utente “ricordati di noi quando andrai al supermercato”.
In altri casi però il video può essere un teaser vero e proprio ad azioni specifiche che vanno dall’approfondimento di informazioni fino all’acquisto diretto di un prodotto.
I video Facebook ci offrono la possibilità di aggiungere ai video caricati sulle brand page una schermata finale contenente diverse call to action in modo da collegare alla visione un’azione immediata da parte dell’utente.
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Dopo il caricamento del video è possibile attraverso la funzionalità “modifica video” inserire l’invito a eseguire un’azione scorrendo il più appropriato alla propria attività in un menù a tendina tra:

  • Acquista ora” – la CTA più appropriata per i video che presentano un prodotto in modo commerciale ed esplicito.
  • Prenota subito” – l’azione più comunemente associata a fasi di pre-vendita di prodotti non ancora disponibili ma dall’alto potere attrattivo o in fondo a video promozionali di strutture ricettive come Ristoranti o Alberghi.
  • Scopri di più” – è la call to action più utile, anche quella più utilizzata in assoluto,  quando è necessario portare l’utente in una pagina esterna di approfondimento per poi motivarlo all’azione vera e propria. La si usa spesso per rilanciare pagine verticali di prodotto (es. la pagina in cui è possibile effettuare la configurazione di un modello di automobile partendo dallo spot pubblicitario per natura abbastanza generico) oppure per rimandare ad iniziative speciali come mini-siti di concorsi.
  • Iscriviti” – è il bottone che può veicolare traffico verso pagine in cui sono presenti form di registrazione per programmi Newsletter, speciali programmi riservati ai clienti, Webinar, etc..
  • Scarica” – con questa dicitura è possibile ottimizzare i volumi di download di brochure di prodotto, e-book gratuiti, coupon sconto.
  • Guarda di più” – quando il video da veicolare è troppo lungo può essere utile, visto quanto detto nel post numero 1 di questa serie, montare un trailer più breve in grado di attirare l’attenzione degli utenti in pochi secondi comunicando comunque il messaggio chiave e dando visibilità al brand prima di essere penalizzati dall’uscita dal contenuto da parte dei visualizzatori. In questo caso il pulsante rimanderà a un video facebook più esteso (ideale), al video su integrale su youtube o sulla pagina di un sito esterno.
    Questa CTA può essere utilizzata anche nel caso di campagne multi soggetto in cui un video è solo una delle diverse puntate della serie.

CTA Video Facebook 2

(schermata per l’impostazione della Call to Action da far comparire al termine del video)
CTA Video Facebook 1
(schermata per l’impostazione dell’indirizzo url di atterraggio degli utenti e della descrizione dello stesso)
Se vuoi leggere gli altri consigli clicca i link sotto:
Tips n. 1.  La Lunghezza
Tips n. 3. Il formato
Tips n. 4. Il sonoro
Tips n. 5. La Thumbnail

[Video] 5 segreti per ottenere il massimo da un video su Facebook. N.1: Video Brevi.


La viralità, lo sappiamo, è una conseguenza che sta a metà tra la capacità creativa e il colpo di fortuna. Non ci sono ricette scientifiche per ottenerla.
È altrettanto vero però che analizzando e mettendo in atto buone pratiche operative si possa ottenere risultati migliori da qualsiasi tipo di video.
Ecco quindi la prima di una serie di  indicazioni che ogni Facebook Video Producer (esiste come qualifica? Chissà…) dovrebbe tenere in considerazione.
N.1. Video brevi.
È da un anno, da quando Facebook ha deciso di dare grande rilievo ai video rispetto agli altri media pubblicati (foto, link e testi), che continuo a ripetere a diversi clienti che è inutile pensare a contenuti video troppo lunghi. I dati che monitoro ogni giorno su video di diverse pagine che gestisco dicono – sempre e ripeto SEMPRE – che massimo il 10% degli utenti che fanno registrare delle View arriva a visualizzare tutto il video nel caso in cui questo sia più lungo di 30 secondi. E aggiungo: dopo i primi 7 secondi tra il 50 e il 70% dei visualizzatori avrà abbandonato il post. Questo succede per video prodotti da case di produzione diverse, con creatività e trattamenti differenti e altrettanto vari obiettivi e messaggi. Insomma l’indicazione testimonia un Trend abbastanza oggettivo e trasversale a tutte le brand page a cui ho accesso.
Inutile quindi esiete soddisfatti per View counter che schizzano alle stelle grazie alle sponsorizzazioni se poi quasi nessuno degli utenti raggiunti è davvero stato coinvolto nel messaggio comunicato.
Altrettanto inutile quindi spendere soldi in produzioni “figlie” di budget da spot TV. Solo una percentuale minima di volte quei costosi video genereranno un effettivo Roi e, vi assicuro che, se siete, per indole, storia o scelta  strategica, un brand mediamente poco disposto ad osare con la componente creativa, non potreste nemmeno sperare di rientrare tra quelle rare eccezioni.
Fatevi una ragione: su Facebook, almeno per ora, il video branded deve essere breve. Se volete comunicare qualcosa non sintetizzabile in meno di 30 secondi considerate l’idea di farlo da qualche altra parte oppure siate coscienti di rivolgervi solo allo zoccolo duro di vostri fan (a volte può essere una scelta precisa, mi è capitato, ma dovete esserne consapevoli).
Giusto per avere una controprova ecco una Chart con gli editori che registrano attraverso i loro Video il maggior numero di condivisi Facebook in Usa nel mese di giugno 2015.
 Sapete qual è la durata media di un video di BuzzFeed Food, leader di questa classifica? Risposta: 24 Secondi.
Chiudo con una nota moderata che non serve ad edulcorare la mia posizione sulla lunghezza giusta dei video facebook quanto a spiegare eventuali dubbi di qualcuno che ha notato alta viralità in un certo tipo di video di lunghezza maggiore al minuto: quelli delle pagine media. Per quelle pagine va fatto un discorso a parte diverso dalle pagine di brand che si pongono obiettivi commerciali nella produzione media. Trattando invece, queste pagine, temi più complessi e non commerciali e avendo già in partenza un audience orientato a contenuti più lunghi e descrittivi in grado di sostituire la lettura di un articolo o di raccontare una notizia di prima pagina la lunghezza del video diventa “quasi” ininfluente.
Scopri gli altri quattro segreti a questi link:
Tips n. 2. La Call To Action
Tips n. 3. Il formato
Tips n. 4. Il sonoro
Tips n. 5. La Thumbnail

[Facebook] Arrivano gli Instant Articles, cosa sono e come funzionano.

Abbiamo detto di recente come analizzando le pagine Facebook per categorie quella che raggruppa le pagine legate ai media è quella che fa registrare il maggior numero di interazioni. Più delle pagine di Community varie, di Vip o di quelle di brand.
Gli utenti dunque hanno gradualmente spostato la loro attenzione dall’intrattenimento puro ai contenuti di valore? Sarebbe un’affermazione azzardata dal momento che in diverse nazioni le pagine media che registrano maggiore interesse non pubblicano contenuti di alta caratura giornalistica o intellettuale. Di fatto però è innegabile che gli editori abbiano lavorato, soprattutto nell’ultimo anno, per rendere sempre più fruibili i loro contenuti a livello social ottenendo ottimi risultati.
Non è un caso quindi che per “cavalcare” questo trend Facebook abbia ideato un nuovo format per i contenuti fruiti da Mobile: gli Instant Articles.
Questo mini-sito racconta nel dettaglio di che si tratta ma di fatto è tutto riassunto nel claim che recita: Instant Artilces. A faster, more beautiful reading experience on Facebook.
Il primo carattere distintivo è appunto la velocità di fruizione di questo tipo di contenuti che è di fatto una conseguenza di un’altra peculiarità, il loro risiedere su Facebook anzichè sul sito dell’editore. Cliccando su un post presente nel proprio newsfeed simile a un page post link (esempio nell’immagine qui sotto) l’utente accede, senza uscire da Facebook, e dunque in maniera molto più rapida del solito, ad una pagina che contiene l’articolo.
Instant_Articles_Facebook_post Instant_Articles_Facebook
L’articolo di fatto è pensato per ottimizzare una cosa più di tutte ovvero la fruizione da Mobile.
Ed ecco quindi le altre caratteristiche che connotano questo formato ovvero: l’essere responsive (ma ormai lo diamo per scontato) e la presenza di elementi multimediali di alta qualità che rendono appunto “più bella l’esperienza di lettura”. Ci sono i file sonori che al clic raccontano l’articolo attraverso una sorta di nota vocale, le immagini di altissima qualità che permettono zoom elevatissimi a tutto schermo e una navigazione possibile anche solo inclinando lo schermo del cellulare, infine i video in modalità autoplay in grado di fornire un’esperienza immersiva e il meno “meccanica” e spezzetata possibile del contenuto multimediale dell’articolo.
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Ultima caratteristiche che vale la pena condividere in questo primo post sugli Instant Articles, in attesa di verificare se e come potrebbero usarli i brand, riguarda la possibilità di ospitare spazi pubblicitari sia in modo autogestito dagli editori (come se fossero spazi sui propri siti e dunque vendendoli ai propri inserzionisti) sia mettendoli a disposizione dell’Audience Network di Facebook permettendo a chiunque di far girare i propri annunci negli spazi riservati.
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Per ora questo formato è stato reso disponibile solo su iPhone e la sperimentazione ha coinvolto solo pochi editori ma a breve dovrebbe entrare a far parte del modo in cui tutti gli utenti Facebook usufruiranno dei contenuti editoriali. Vedremo con quale grado di apprezzamento.