10 post Facebook sulla Festa del Papà da cui imparare qualcosa

Certo a livello commerciale non tira come la festa della mamma o quella della donna né tantomeno come San Valentino ma anche la Festa del Papà in quanto a Real Time Marketing qualcosa smuove. Vediamo alcuni post Facebook degni di nota di quest’anno cercando di imparare o ripassare alcune lezioni utili che ogni social media manager dovrebbe conoscere e applicare.
Iniziamo con Lego, della serie: ti piace vincere facile. Il rapporto conflittuale tra padre e figlio raccontato con una parodia che non stanca mai: quelle di Star Wars.

L’augurio di banca BPER, che per tono di voce è certamente più standard, è contestualizzato con un progetto educativo-commerciale dedicato ai genitori con figli piccoli denominato “Grande” che attraverso contenuti e iniziative si propone di accompagnare i genitori nel percorso di educazione al risparmio e all’economia dei propri bambini.
festa del papà - bper
Ormai quasi per partito preso occorre citare l’ironia di Ceres che in questo caso è meno dirompente che in altri ma porta a casa comunque l’obiettivo di engagement.
festa del papà - ceres
Meriterebbe più successo ma il brand non ci crede fino in fondo (non promuove questo contenuto) il post di Eataly in cui l’album del giorno raccoglie le foto di alcuni dei produttori dei propri prodotti ritratti insieme ai propri figli. Dare volto e umanità a ciò che si vende scalda la comunicazione.
festa del papà - Eataly
Trussardi orienta subito il fruitore del post all’acquisto online dei suoi prodotti con una Gift Guide dedicata agli articoli da regalo per il papà appunto. Il post, in questo caso, viene spinto con 3 giorni di anticipo contando nella possibilità di recapitare il regalo, grazie alla spedizione espressa, nel giro di 2-3 giorni.
festa del papà - trussardi
Torniamo nella metafora del Supereroe con Galbani che richiama la figura del superpapà nella sua ricetta dei biscotti per l’occasione. Ispirare a fare, quando è possibile, è un micro-moment vincente da cavalcare.
festa del papà - galbani
Con Volvo andiamo ad evocare l’universo dell’ “ai miei tempi” … I ricordi vincono sempre, anche quando si parla di pubblicità.
festa del papà - volvo
Con certi prodotti si può fare il minimo sindacale e portarsi a casa un qualche migliaio di interazioni ad occhi chiusi. È il caso di M&M’s Italia. Una lezione da imparare per chi cerca il colpo di genio ad ogni costo: a volte non serve.
festa del papà - M&M_S Italia
Il ritorno dei meme in versione Bricolage con Leroy Merlin che per la festa del papà propone una wishlist per appassionati costruttori o presunti tali. Un format grafico che colpisce l’attenzione usato in maniera abbastanza fedele allo spirito ironico che gli appartiene.Festa del papà - Leroy Merlin
Intelligente la strategia di Carrefour Italia che, parlando come brand probabilmente più alle donne che agli uomini tira in ballo anche la mamma nel proprio racconto della festività. Post utile per imparare l’arte del cambio di prospettiva in base al target.
festa del papà - carrefour italia

I 10 post più "ridicoli" del 2018

Fare Social Media Marketing non significa solo e sempre guardare il volto commerciale dei social. Anzi, con l’idea di coinvolgere sempre l’emotività degli utenti, è necessario conoscere e riconoscere i trend e i linguaggi dei social. L’ironia e il sarcasmo sono certo un generatore di viralità anche e soprattutto quando i toni si fanno più popolari e, spesso e volentieri, quando oltrepassano i limiti del politicamente corretto.
Ecco dunque una rassegna dei 10 post cominci con più interazioni di questi primi mesi dell’anno tratti da alcune delle pagine ironiche con maggiore seguito in Italia.
Iniziamo con Gli Autogol, la loro parodia video dopo il match di Champions League tra Tottenham e Juventus registra oltre 2,5 milioni di visualizzazioni e quasi 100 mila interazioni tra like, share e commenti.

 
Un tema che tocca i cuori di tutti gli automobilisti è il parcheggio: è sufficiente questo repost di un contenuto di solo testo per generare quasi 60 mila interazioni sulla pagina Insanity Page.
post-insanity-page-parcheggio
 
Altro contenuto di successo questo breve video pubblicato dalla pagina Tua madre è leggenda che mostra un cane per niente geloso del suo contendente di peluche.  70 mila condivisioni e quasi 4 milioni di visualizzazioni.

Torniamo al calcio, anzi al fantacalcio, nuovamente con Gli Autogol con il loro videoclip dal titolo l’Asta di Riparazione. Importante il ruolo di alcuni ospiti (calciatori) illustri.

 
La Parodia del mondo televisivo si fa cartone animato, anzi Cartoni Morti, in questo video dedicato a Masterchef Italia. Quasi due milioni di visualizzazioni, un fiume di commenti e un totale di 100 mila interazioni.

 
Post con maggiore viralità tra tutti quelli pubblicati dal primo Gennaio ad oggi è questo della pagina IntrashTtenimento 2.0. che riprende 9 minuti di una puntata di Forum generando oltre 137 mila share.

 
Ancora video, il formato nettamente più performante, e ancora Insanity Page con questo standard della viralità: il-bambino-che-fa-qualcosa. 3,7 milioni di View e 45 mila share.

 
Non poteva mancare, in questa lista, il contenuto più gradito della pagina di Lercio in questi prime settimane dell’anno.

 
La pagina Sii come Bill raccoglie migliaia di interazioni con un post di portata “sociale” sul tema del costo dei sacchetti biodegradabili resi obbligatori e a pagamento nei supermercati. Oltre 62 mila condivisioni.
sii-come-bill-italiani-sacchetti
 
Chiudo, tra le risate vere, quelle che ho fatto guardando questo video di Educazione Cinica. Ben 8 milioni le visualizzazioni e quasi 250 mila le interazioni tra share, like e commenti.

 

Il QR code è morto, lunga vita al QR code

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Ce li avete presenti? Si, per forza. Se lavorate nel mondo del Marketing li riterrete (vado per percentuale statistica) una cosa inutile, se invece siete utenti qualunque (beati voi) pure. I QR Code, simpatici quadratini pieni di altri quadratini. I QR code, tanto simili a dei cruciverba mai compilati che in maniera altrettanto incompiuta sembrano lì lì per entrare nel linguaggio comune degli utenti digitali ma che per un motivo o per l’altro vengono sempre rimandati agli esami di riparazione. I QR code, un format ideale per semplificare la vita dell’utente mobile ma che, nonostante questo, non spicca il volo ma nemmeno, badate bene, cade in disuso.
Periodicamente questi eterni codici del futuro fanno ritorno sulla scena. Ci sarà un motivo no?

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Lo scorso autunno, finalmente aggiungerei, Apple ha inserito nell’aggiornamento del proprio sistema operativo iOS 11 un lettore nativo di codici QR. A differenza del passato quindi adesso per leggere un QR code non occorre scaricare un’app reader apposita per poi tenerla lì per mesi o anni ad occupare spazio in memoria fino a che si presenterà la prossima necessità d’uso. No, ora tutto quello che bisogna fare, almeno per i proprietari di iPhone, è puntare la fotocamera del proprio cellulare su un codice e questo viene riconosciuto attivato automaticamente. Di certo personalmente oggi, dopo questo aggiornamento, sono più portato a fare scansioni rispetto che in passato.

I QR code sono una manna dal cielo in tanti contesti, non solo pubblicitari ma anche di servizio. Basti pensare che possono essere utilizzati per fornire accesso ad esempio ad una rete wifi anziché richiedere un attento spelling delle password allo smemorato cameriere di turno, per effettuare un acquisto con PayPal o per inviare tweet, sms e testi pre-compilati.
È anche per questo che alcuni dei social network importanti come Snapchat, Facebook e persino Spotify stanno spingendo sempre più sullo sviluppo e la diffusione di un linguaggio di codici proprietari. Scansionando un codice di Facebook Messenger, ad esempio, è possibile rimandare gli utenti al servizio chatbot automatizzato o di assistenza live di un’azienda. Con la stessa logica scansionando il codice di una playlist o di una canzone ascoltata su Spotify da un amico è possibile collegarsi in un instante alla stessa musica.
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Considerando dunque che i codici QR, nelle loro molteplici forme e declinazioni, sono ancora uno dei modi più semplici per connettere il mondo fisico e quello online non sorprendiamoci se questa eterna promessa del digital finalmente verrà adottata a regime in molti più contesti di marketing e comunicazione rispetto al passato.
Volete creare il vostro QR code con un indirizzo web o con la vostra vCard o magari con il link diretto alla pagina per il download della vostra app o il vostro indirizzo mail? Ecco uno dei mille tool che vi consente di farlo in un solo clic: https://it.qr-code-generator.com

[Case Study] 15 post da imitare sulla festa della donna

La festa della donna è sempre uno dei grandi momenti di real time marketing dell’anno. Vale dunque la pena tenere traccia delle best practice in termini di contenuti postati dai brand in questa data. Tra quelli più classici e quelli originali eccone 15 a cui vale la pena dare un’occhiata.
Iniziamo da Mulino Bianco, un grande classico del Food, la video ricetta calata a pieno della ricorrenza.

Bonomelli contestualizza i suoi infusi con l’icona classica della giornata, la mimosa, creando empatia con una situazione verosimile che le proprie consumatrici potrebbero ritrovarsi a vivere oggi.
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Per Nespresso sono le tazze stesse a rappresentare l’8 della data della ricorrenza.
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Interessante l’operazione di produzione video di L’Oreal che pubblica diverse interviste di 45 secondi a donne che rappresentano icone di bellezza e raccontano/rivendicano l’importanza del ruolo femminile nella società. Poco spiegabile però la mancata spinta adv per rendere giustizia al lavoro creativo, ottimo, che raccoglie però poche visualizzazioni organiche.

Dal mondo moda cito Gucci che con l’occasione sponsorizza un progetto per dare voce alle donne di tutto il mondo.

Tiffany & Co. con una gif animata da emoji a comparsa celebra le donne come fossero uno dei suoi gioielli.

In tema di Real time marketing non si può non citare, puntualmente, Ceres che anche questa volta fa centro con un post dall’elevata viralità e meno prevedibile rispetto a tanti altri “standard” pensati per la ricorrenza.
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A proposito di post “standard” ecco quello di Nutella. Niente di nuovo ma non lo sono neppure le foto dei gattini, eppure…
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Da vedere questo video spinto a livello internazionale da Vodafone con protagonista i bambini. Un format da manuale, quello del mondo con gli occhi di un bambino, che funziona sempre.

Festività unita a prodotto per Poste italiane che in occasione della ricorrenza pubblica un francobollo da collezione.
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Restiamo nel mondo dei servizi con Enel Energia che coniuga la celebrazione della ricorrenza con la valorizzazione della sua sponsorizzazione del giro d’italia.

Un video collage emozionale per Unicredit racconta le donne con uno stile sobrio, forse banale, ma efficace verso l’utente medio.

Più sofisticato e verticale pensando agli amanti della lettura il post di Feltrinelli.
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Il punto di vista dei clienti sono al centro del racconto di Carrefour Italia, forse meno creativo della media, molto alta, dei post di questo brand ma non meno efficace.

Chiudo la lista con il mio post preferito della giornata, quello di Netflix, una video parodia che mostra come sarebbe la reazione di Jessica Jones al ricevimento di un ramo di mimosa. Geniale!

 
Bonus Track: aggiungo, su segnalazione, l’iniziativa di Barbie che per la festa della donna ha declinato la sua collezione con i volti di celebri icone del mondo femminile a cui ispirarsi.
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Mobile Payment in Italia, un mercato da 46 Miliardi

pagamenti mobile OMPAY18

I dati dell’Osservatorio sul Mobile Payment 2018 del Politecnico di Milano parlano di un mercato vivo ma ancora relativamente acerbo, almeno in Italia e per quanto riguarda alcune specifiche modalità di pagamento. Si, perché l’etichetta “mobile payment” racchiude sotto di sé diverse azioni, dispositivi e tecnologie abilitatrici e contesti di utilizzo con performance differenti fra loro.

Le modalità più innovative di pagamento digitale sono:

  • eCommerce e ePayment,
  • Mobile Payment & Commerce (le transazioni via mobile sono ripartite in: Remote Commerce, Remote Payment e Proximity Payment)
  • Contactless Payment,
  • Mobile POS

e valgono il 21% del totale dei pagamenti digitali con carta. Questi superano i 46 miliardi di €, valore destinato a quadruplicarsi nel giro di un paio d’anni. Numeri che parlano di crescita, si, ma anche di una posizione di follower del nostro paese. Basti pensare che per numero di transazioni per persona siamo al 24° posto in Europa (nelle prime posizioni Danimarca, Svezia e Finlandia).

Carte contactless (18 miliardi di €, +150%) e transazioni via Mobile (6,7 miliardi di €, +60%) valgono insieme oltre la metà del mercato.

Tra le “transazioni via Mobile” spicca il Mobile Remote Commerce ovvero gli acquisti tramite smartphone che crescono del 65% nel 2017 superando i 5,8 miliardi di euro. Più piccola la quote di mercato del Mobile Remote Payment (legato per lo più all’utilizzo di mezzi pubblici, parchimetri, car e bike sharing) con 800 milioni di euro. Ancora più ridotto il mercato del Mobile Proximity Payment, tutti quei pagamenti in cui si utilizza il cellulare come una carta di credito in prossimità dell’esercente da cui si sta acquistando con 70 milioni di transato e 500 mila utenti unici attivi.

eCommerce e ePayment, ovvero l’acquisto di beni e servizi e il pagamento di ricariche, bollette e tasse tramite PC o Tablet con carta di credito o tramite Wallet (esclusi quelli tramite Home Banking) valgono 20,3 miliardi di euro, +10% rispetto al 2016.

I Mobile POS raggiungono i 900 milioni di euro a valore (+9%).

Molto interessante il dibattito seguito alla presentazione dai dati che ha coinvolto rappresentanti di aziende come Ikea, Dechatlon e Carrefour Italia dal quale è possibile comprendere come la “corsa” alle dotazioni tecnologiche e di marketing capaci di spingere il Mobile Payment più che una corsa sia un jogging leggero. I più grandi venditori infatti, ognuno con uno stato di avanzamento lavori differente, ammettono che per il momento si tratta di fornire ai propri clienti una modalità di pagamento in più ma che, soprattutto quando si parla di Wallet, questa non sia così immediatamente collegato ad un ritorno sull’investimento stimabile in termine di tempi e valore.
Infografica Osservatorio Mobile Payment 2018