Tutti gli articoli di Vincenzo Dell'Olio

Augmented Reality, per chi non si accontenta

Alla sua nascita qualcuno la identificava come “una delle 5 tecnologie che cambieranno il nostro futuro”. Poi l’entusiasmo si è affievolito per riprendere a macinare negli ultimi mesi con il lancio di diverse creazioni eccentriche, applicazioni mobile, desktop, pubblicitarie, oggetti di entertainment vari.

Si chiama Augmented Reality, in italiano non è il massimo della musicalità tradurre letteralmente il concetto con “Realtà Aumentata” ma questo di fatto è. Si tratta, così ci dice Wikipedia, della sovrapposizione di livelli informativi (elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati etc) ad un flusso video che riprende la realtà di tutti i giorni. Gli elementi che “aumentano” la realtà possono essere visualizzati attraverso un device mobile, come un telefonino di ultima generazione, (es. l’iPhone 3GS o un telefono Android) o con l’uso di un pc dotato di webcam. Il sovrapporsi di elementii reali e virtuali crea una “Mixed Reality”.

Bando alle ciance, qualche esempio famoso per capire meglio. Ecco quello di Stella Artois , una delle prime aziende a credere nell’applicazione concreta di questa tecnologia e che l’ha utilizzata per promuovere un’applicazione per smartphone in grado di identificare i locali in cui è servita la propria birra con il semplice utilizzo della fotocamera mobile.

Spettacolare l’effetto 3D delle tessere giocattolo legate al film AVATAR che non poteva non cavalcare l’onda degli effetti speciali anche fuori dalla sala cinematografica.
Stesso approccio anche per la promozione di Transformer con una divertente applicazione su PC che transformerizza chiunque si metta davanti alla webcam.

Passando per casa nostra qui trovate e potete scaricare Milano Metro AR, l’applicazione per i viaggiatori della metro con iPhone 3Gs che aiuta a localizzare rapidamente le stazioni della metro più vicine. Studenti fuori sede, giovani lavoratori appena arrivati a Milano, business man in continuo movimento, avete smesso di perdervi. Qualcosa di molto simile è stata lanciata da Gambero Rosso con una guida interattiva contenente le recensioni dei ristoranti italiani.
Per i fanatici dell’iPhone ecco le 10 applicazioni AR consigliate da Mashable.

Un passo avanti, Adidas, ha lanciato l’adidas Originals Neighborhood, un vero e proprio mondo virtuale in 3D che prende vita da una collezione di sneaker reali, l’adidas Originals Augmented Reality (AR) Game Pack.

Ci sono un paio di blog di riferimento per chi fosse interessato ad approfondire questo tema:

Per quelli “se non vedo non ci credo” ecco l’esperimento:
scaricate e stampate questo file.
poi posizionatevi davanti alla webcam del vostro pc con davanti il foglio e collegatevi a questo sito. Improvvisamente sarete immersi nel fantastico mondo dell’energia eolica di General Electric.
Ad ogni modo ho deciso, il mio prossimo biglietto da visita sarà così:
http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4979525&server=vimeo.com&show_title=1&show_byline=1&show_portrait=0&color=&fullscreen=1

I numeri dei Social Media (e non solo)

Vi segnalo questo video-bigino di Jesse Thomas sullo stato di Internet con particolare occhio ai social media. Un distillato di numeri e grafici che torerà utile a molti per avere un quadro esatto della dimensione che il fenomeno internet ha e degli impatti che ciascun ramo/servizio/trend registra allo stato delle cose.
E porvate a tradurre il termine “TRILLION..” per comprendere la portata di alcuni fenomeni.
Più in là faremo un ragionamento su qualcuno di questi dati presi singolarmente. Intanto ecco l’istantanea.
JESS3 / The State of The Internet from JESS3 on Vimeo.

Un Flash Post sul Flash Mob

E’ il boom dei flash-mob. Tutto lo vogliono, tutti lo fanno, pochi ne capiscono il senso autentico. La regola è: vietato restare indietro, come sempre. E per questo proviamo a fare un piccolo riepilogo dei capitoli precedenti.

Dunque con il termine flash mob (dall’inglese flash – breve esperienza e mob – moltitudine) si indica un gruppo di persone (flashmobbers o mobbers) che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell’azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l’azione abbia luogo. (fonte wikipedia)

Quando è nato? Nel 2003 a New York.
Perchè è nato? Per rompere la quotidianità incoraggiando la libertà di espressione.
In Italia c’è un sito che raccoglie gli appuntamenti e una comunità di mobbers di oltre 6000 iscritti: http://www.flashmobitalia.info/ (esiste anche una community internazionale). Su questo sito c’è un’interessante guida alla creazione di un Flash Mob che riporto qui sotto:

Per organizzare un Flash Mob non vi sono particolari accortezze, ognuno ha il suo metodo, ad ogni modo si può procedere così:

  • Decidere come prima cosa la data , cercate di iniziare ad organizzare il Flash Mob almeno 1 mese prima della data decisa.
  • Valutare l’ora in cui può essere fatto in base al luogo , ad esempio se scegliamo un giorno lavorativo , è bene realizzare il flash mob fuori dai normali orari di lavoro cosi da permettere a tutti di partecipare.
  • Scegliere la location , che a mio avviso deve essere un luogo pubblico tendenzialmente calmo o quantomeno statico.
  • Lavorare all’idea (più è inedita , più è strampalata meglio è) .. cerchiamo di fare cose strane e teatrali … forse meno divertenti ma più d’impatto per la gente che guarda.
  • Decisa l’idea inviare a info@flashmobitalia.info i dettagli del Flash Mob, e iniziare a pubblicizzarlo in rete (no volantini) , forum , newsletter , sms , mail ecc…
  • LE REGOLE più importanti per un Flash Mob sono:
    0) Il pillow fight o la battaglia dei cuscini non è più considerato un flash mob
    1) Mantenere il mistero sull’evento , se si riesce ad evitare è meglio non dire cosa si farà il giorno dell’evento
    2) No volantini
    3) Non organizzate troppi flash mob nello stesso posto per non perdere il gusto dell’attesa.

Un pò di storia e di esempi:

Uno dei primi italiani con discreta risonanza a Milano nel 2008 in cui la gente si congela nel bel mezzo della centralissima piazza Cadorna.
Dopo la morte di Michael Jackson in tutto il mondo si moltiplicano i Flash Mob a tema. Qui qualche immagine di quello organizzato in piazza del Pebiscito a Napoli con una coreografia ispirata al re del pop.

Grande ripresa mediatica per il Falsh Mob del settembre 2009 durante un concerto dei Black Eyed Peas

E quando l’iniziativa si fa virale i grandi brand fiutano l’occasione di visibilità iniziano a sponsorizzare. Questo è il flash mob T-Mobile alla Liverpool Street Station

Restando nel settore telefonia mobile non è da meno Nokia che nel tempio del silenzio, la biblioteca Sala Borsa di Bologna, organizza un evento che lascia stupefatti i presenti:

Diversi i Settori e i brand che sponsorizzano Flash Mob. Fra gli altri anche l’automotive. Fra gli altri trovati in rete eccone uno sponsorizzato dalla North American International Auto Show con la classica formula della coreografia di ballo e uno, più “frozen”, di Volkswagen con mezzi storici a bloccare il traffico. Non si fa mancare questa formula di comunicazione neppure Fiat per il compleanno della 500.

Non mancano i flash mob a favore di iniziative benefinche come quello del 6 Dicembre scorso durante la giornata Internazionale delle persone con Disabilità organizzato dall’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare:

Concludo con un paio di riflessioni su questa tipologia di eventi. Ultimamente molte aziende, al fine di cavalcare l’impatto mediatico del Flash Mob ne stanno snaturando la filosofia originaria privando le iniziative della già citata spontaneità che ne ha decretato il successo e comunicandole al mondo già tempo prima che si svolgano. Nulla di grave, si sa che le formule della comunicazione nascono, vivono, si trasformono per poi essere sostituite da trovate, strumenti e concept sempre nuovi. Vedremo dove ci porterà la deriva Flash Mob che a 7 anni dalla nascita sembra conoscere la sua età matura e più creativa, almeno in Italia. In sella a questo cavallo inbizzarito e tenete a portata di mano il numero della redazione di Studio Aperto o giù di lì.

SPARK date – l'altro San Valentino

Cosa fare a San Valentino? in quanto relatori pubblici “single” ci siamo posti anche noi il quesito. Perchè ci facciamo una domanda del genere?
Uno: per questioni professionali legate ai brand che gestiamo per cui spesso le festività scandiscono offerte, lanci di edizioni speciali di un prodotto e, più in generale, occasioni di visibilità;
due: perchè da Single non possiamo fare a meno che odiare 10 volte di più che da “impegnati” la festa degli innamorati.

Ci siamo consolati dicendo: “perlomeno non siamo soli”. Poi l’idea è iniziata a ronzarci in testa diventando sempre meno astratta e trasformandosi in un dato di mercato (o quasi):

I SINGLE sono la vera anima, inquieta, di questo insano evento che ogni 14 Febbraio devasta la serenità di un’onesta, eterogenea, rispettosa e spesso invidiata categoria di persone.

Un po’ per offrire una vera alternativa durante questa serata a chi non ha voglia di cene a lume di candela (dai recenti sondaggi si stima che si consumeranno tonnellate e tonnellate di cera) e un po’ per una quanto mai azzeccata scelta del naming di una nuova auto, è nato lo SPARK date, uno speciale speed-date sponsorizzato dalla Chevrolet Spark (spark=scintilla), neonata citycar di casa Chevrolet, che vedrà “impegnati” tutti i single di milano e dintorni in una serata di San Valentino finalmente diversa.

L’evento sarà al Gioia 69 di Milano e dalle pre-iscrizioni ricevute online (quasi un migliaio) direi che su una cosa avevamo ragione: “perlomeno non siamo soli”.

Per chi avesse letto incuriosito questo post e non appartenesse solo alla categoria dei relatori pubblici ma pure a quella di chi ha voglia di divertirsi e conoscere gente nuova, per informazioni e prenotazioni cliccate qui

Alla prossima e mi raccomando: non tornatemi fidanzati eh!?

Osservatorio Multicanalità 2009: le campagne multicanali sono tutte uguali?

Concludo la lista di post sugli interessantissimi interventi delle 4 voci dell’Osservatorio Multicanalità con quella che in qualche modo rappresenta la visione più operativa dell’approccio al tema.
Giovanni Pola, Direttore Generale di Connexia sottolinea i cambiamenti radicali che sono avvenuti a un solo anno di distanza dalle riflessioni dell’osservatorio multicanalità 2008.
Immagino aspettiate anche qui la regola dei 3 topic e non deluderò. Eccoli:
1. Siamo in una nuova fase di approccio strategico alla multicanalità. Le aziende sono più aperte, i consumatori meglio definiti, le strategie rispondono meglio alle esigenze concrete degli utenti. In questo ambito sperimentare è comunque d’obbligo.
2. All’approccio del Modello Lineare che vede in campo azioni di ADV, Paid, Search, Confronto prezzi, Promozione del sito aziendale e dell’eCommerce si affianca un Modello Reloaded, diretto al cluster di riferimento con azioni di tipo social e attività di social media marketing e internet pr volte a creare una relazione diretta con il consumatore e alla definizione di Buzz Agent e Brand Enthusiast.
3. La conoscenza reale del target multicanale e delle sue istanze può fare la differenza. Individuare gli ambasciatori del brand e misurare, seppur con metriche che vanno sempre più consolidate, il successo delle proprie campagne diventa un’esigenza fondamentale e allo stesso modo utile all’avanzamento strategico della propria comunicazione. Le Aziende diventano esse stesse media, è importante che siano capaci di fornire: qualità, frequenza, adattabilità, potenziale virale, permeabilità al contenuto di terzi.