Tutti gli articoli di Vincenzo Dell'Olio

Volkswagen Think "Blog"

Think Blue è la campagna Volkswagen che promuove un nuovo approccio globale di responsabilità verso l’ambiente. Per diffondere i concetti di questa filosofia la casa automobilistica ha organizzato il Blue on Tour, un appuntamento itinerante che fa tappa nelle principali piazze italiane (sul sito Volkswagen tutti i dettagli).


L’idea è quella di associare l’utilizzo di specifiche tecnologie, come quelle della gamma BlueMotion Technologies, in grado di ridurre consumi ed emissioni, a un comportamento di guida ottimizzato in ottica risparmio in modo da rendere tutti i partecipanti all’evento consapevoli del proprio stile di guida e dei piccoli accorgimenti per migliorarlo. Pochi infatti sanno che lo stile di guida incide per un terzo sui consumi medi della propria auto ed è determinante che il cambiamento verso una mobilità sempre più sostenibile inizia ad essere vissuto in maniera partecipativa.


Durante la tappa milanese di questo roadshow, Volkswagen ha aperto la porta ai Blogger interessati ad approfondire le tematiche che legano l’auto al rispetto dell’ambiente e, ovviamente, del portafogli. Coerentemente alla visione partecipativa del cambiamento promosso anche in questo caso l’obiettivo, oltre che di condivisione di alcune informazioni legate a prodotto e comportamenti al volante, è stato il confronto con un pubblico focalizzato e già competente sulle tematiche in questione considerandolo come interlocutore privilegiato e già sensibile al tema nonché come fonte di stimolo per i prossimi, successivi, passi nella direzione che il marchio, già da tempo si è prefissata.

I prossimi appuntamenti con il Blue On Tour sono a Firenze, Jesolo, Roma (Ostia), Napoli e Bari.

Il ROI ai tempi della Geolocalizzazione

Nelle strategie di comunicazione digitale delle aziende da qualche anno la presenza su social network come Facebook e Twitter è ormai considerata obbligatoria. Ma è soltanto un punto di partenza e molto spesso, benchè ci siano le dovute e note eccezioni, il ROI di questo tipo di presenza è misurabile solo parzialmente. In sostanza l’obiettivo raggiungibile resta anzitutto la Brand Awareness.
Questa però è solo una parte, spesso un obiettivo minimo, seppur necessario, nella testa di tutti i responsabili marketing. Ecco dunque che i piani di comunicazione si arricchiscono di piccoli accorgimenti per monitorare le cosidette “conversioni” dei contatti raggiunti in comportamento d’acquisto.

A questa premessa va aggiunta il concetto “dell’azione d’impulso”: molto spesso minore è il lasso di tempo che intercorre tra la ricezione di un messaggio da parte dell’utente e la possibilità che il messaggio sia traducibile in un’azione più è facile che quell’azione sia influenzata d’impulso da quanto appreso.
Caso pratico: se raggiungiamo qualcuno con un messaggio tipo “è agosto, fa caldo, un gelato è quello che ci vuole” mentre transita davanti alla nostra gelateria è più facile che questo sia indotto ad entrare e comprare d’impulso un cono gelato piuttosto che se l’abbiamo indotto magari mesi prima solo a diventare fan della pagina facebook della nostra gelateria.

E’ così che il fenomeno della geolocalizzazione “social” sta prendendo piede lato Business.

FOURSQUARE PER INIZIARE
Per iniziare dalle basi è bene familiarizzare con il Social Network più noto in questo ambito:Foursquare (275 mila check-in in un giorno fonte: Experian Hitwise). Questo permette nativamente agli iscritti, tramite l’utilizzo del GPS, di tracciare i punti caldi della città e di rendere visibile la loro opinione agli amici. “Questo ristorante è delizioso”, “il miglior concessionario di Milano”, “il barista di questo locale racconta troppe barzellette sconce”…. Recensioni in tempo reale che poi ottengono riconoscimenti da parte degli altri utenti. Diverse le esperienze di grandi marchi che invitano gli utenti a recensire i propri locali ad esempio (vedi Starbucks). Ma la comunicazione è anche bidirezionale, con Snacksquare infatti, questo social network da la possibilità ai commercianti di pubblicizzare i propri punti vendita inviando SMS ai potenziali acquirenti.

Quello che non sapete su Facebook

Ecco una carina infografica con una raccolta di dati e informazioni più o meno curiose sul social network più celebre del mondo (il secondo sito più visitato dopo google).
Tra le altre cose: le pagine più popolari su FB sono quella di Michael Jackson e Omer Simpson, ogni mese si spendono su facebook nel complesso 8,3 miliardi di ore, 130 sono gli amici di un utente medio di facebook, 550 mila il numero di applicazioni attive, alcuni psicologi hanno identificato specifici disturbi mentali legati a facebook… ok, ok.. non vado avanti altrimenti qualcuno lo diagnosticherà anche a me. Scorretevi l’infografica.

Facebook: What You Probably Didn't Know

Con Totti cartellino rosso anche alla Vodafone


Negli ultimi due giorni chi parla di calcio parla perlopiù di INTER e dopo qualche sfottò del caso il discorso cade sul gesto antisportivo di Totti nei confronti di Balotelli.


Dal momento che il calcio è sostanzialmente una religione non mi sento di affrontare il tema se abbia ragione Buddha o Allah, mistero della fede, per me poi che sono ateo… Ad ogni modo, fra i critici del capitano giallorosso emerge spesso un’associazione che apparentemente non dovrebbe avere nulla a che fare con le considerazioni di tipo sportivo, quella con il brand di telefonia di cui Totti è testimonial. In rete impazzano i commenti sarcastici ma anche seriosi contro Vodafone che dovrebbe prendere le distanze dal romanista, qualcuno invita a boicottare la compagnia per mostrare il proprio sdegno per comportamenti simili da parte di un personaggio che in qualche modo dovrebbe rappresentare un esempio da seguire verso le giovani generazioni e non un cattivo maestro.

Qualche testata, come La Stampa cita il brand in un articolo, qualcun altro, è il caso del Tempo pur non citandolo nel pezzo del giornalista attira comunque commenti sarcastici dei lettori o proposte tipo: NO TOTTI ….NO VODAFONE….cominciamo la campagna così la paga davvero….”.

Lato Social-network non si contano le discussioni su Friendfeed e i post su Twitter
e, quel che è più impattante all’interno della fan page Vodafone dove potenzialmente i commenti sono visibili agli oltre 400 mila utenti amici – in questo momento amici molto labili – della pagina. Si leggono commenti come:

State utilizzando come testimonial un razzista, violento, ignorante! Spero prendiate provvedimenti o cambierò gestore: mi fa schifo dare soldi a chi poi li usa per pagare una persona vile, esempio di inciviltà che istiga alla violenza!”

“Bella gente fa la pubblicita’ della vodafone! IO ME NE VERGOGNEREI”

“totti è un buon esempio per tutti gli italiani………sputa insulta e tira calci…………buon testimonial….quasi quasi cambio operatore”

“se Totti e’ l’esempio, si puo’ immaginare il resto…vergogna!”


Si parla molto di online brand reputation e di quali siano gli elementi che possano far tendere il sentiment verso toni positivi o negativi. Sicuramente, non lo scopriamo oggi, il ruolo di un testimonial è uno di quegli elementi determinanti, ma quel che credo sia ancora più utile rilevare è che oggi, se un testimonial non convince qualcuno (o viceversa convice molto) l’opinione negativa (o positiva) fa presto a diffondersi in maniera virale mobilitando o incitando anche azioni altrettanto negative (o positive) verso il brand. E’ sempre utile lavorare e osservare queste dimaniche tenendo ben presenti le tipologie, i tempi e gli effetti delle reazioni degli utenti.

Rassegna 2.0 – maggio 2010 (n.1)

Ecco una nuova rassegna delle principali notizie “social” incontrate nel web negli ultimi giorni.


Condividere documenti Office su Facebook. E’ lo stesso Zuckerberg ad annunciarlo. Ora sarà possibile condividere documenti del pacchetto Office su Facebook. Grazie ad una partnership con Microsoft, che ha messo a disposizione la piattaforma docs.com, in diretta concorrenza con google docs, tutti i documenti della più famosa suite di lavoro saranno a disposizione per una fruizione on line dagli utenti del social network. Tutte le informazioni su docs.com. Vai all’articolo originale


Facebook, nuovo record. Settimanalmente Facebook stupisce per numeri, potenzialità e risultati. Il nuovo record si riferisce al numero di visitatori unici per mese, che a Marzo 2010 ha superato le 500 milioni di unità. La crescita è del 64 % rispetto a Marzo 2009, e di ben 22 milioni di unità rispetto a Febbraio 2010. Gli utenti registrati rimangono comunque intorno ai 400 milioni. I visitatori unici sono cresciuti con lo stesso indice di quelli di Twitter, leader per percentuale di crescita nell’ultimo anno. Vai all’articolo originale

E’ on line “Il Post”. Il Post nasce da un’idea di Luca Sofri e cerca di coniugare l’esperienza del blog Wittgenstein.it con quella di aggregazione e produzione di contenuti originali tipica di testate online come Huffington Post, Daily Beast e Slate. La testata offrirà un’area news con una selezione di fatti ed eventi di respiro nazionale e internazionale. Lo spazio per i blog fornirà invece opinioni e spunti per l’approfondimento sull’attualità. A Banzai invece la raccolta pubblicitaria. Vai all’articolo originale


Chatroulette: Harley Davidson ci prova.
E’ il trend del momento, ilsocial network del futuro, ma può essere preso in considerazione per ilsocial media marketing? In breve tempo i casi di brand che provano il servizio aumentano. E’ il momento di Harley Davidson. Con un virale di 2 minuti la nota marca motociclistica ci spiega le potenzialità del servizio e come una semplice idea possa generare eco tra i contatti casuali, con un goal di 170 mila utenti raggiunti in una settimana. Vai all’articolo originale


Da “Diventa Fan” a “Mi piace”. Per agevolare la fruizione delle pagine brand e per facilitarne la viralità, Facebook ha di recente introdotto il bottone “mi piace” a sostituire il “Diventa Fan”. Una funzionalità che strizza l’occhio a Friend Feed. I cambiamenti visibili sono pochi ma importanti. La prima è che è ora possibile individuare gli amici a cui piace la pagina a cui siamo iscritti, e poi la possibilità di categorizzare nelle info del proprio profilo le fan page musicali o cinematografiche, il tutto automaticamente. Vai all’articolo originale


Posta elettronica certificata. Ecco la PEC. Un primo passo per gli enti governativi nell’era del 2.0? E’ stata di recente introdotta la Posta elettronica Certificata, abbreviata in PEC, nata per permettere un dialogo più semplice e immediato con gli uffici della pubblica amministrazione. La Pec funziona esattamente come l’e-mail tradizionale. In più, però, certifica, con valore legale, l’invio della comunicazione e la ricezione da parte del destinatario.Per ottenere l’attivazione del servizio PostaCertificata bisogna collegarsi al portale web www.postacertificata.gov.it
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