Tutti gli articoli di Vincenzo Dell'Olio

Rassegna WEB – Fashion 2.0

Dopo qualche giorno di latitanza-creativa rieccomi con un estratto delle news 2.0 selezionate dai colleghi di Connexia con le principali iniziative digital e social dei marchi moda in Italia e nel mondo.

APP
Tutta la vita in una borsa!
Tod’s lancia un’interessante applicazione per iPad: 6 donne internazionali, 6 storie, 6 modelli di borse! Attraverso il contenuto di ognuna delle borse, l’utente può non solo immedesimarsi in ciascuna delle concorrenti, ma anche capire il tipo di vita di ognuna di loro e persino il modello di borsa più adatto al proprio stile. “My Life is in this bag” riflette ciò che ognuna di queste donne percepisce come identità propria.
Vai all’articolo originale

Apple si dedica alla Fashion Week!
Per celebrare le Settimane della Moda di tutto il mondo Apple ha da poco lanciato una sezione dedicata alle applicazioni fashion per iPad e iPhone. La sezione contiene 30 applicazioni divise in 4 categorie: “Designers”: applicazioni provenienti da stilisti e marchi, tra cui Dior, Chanel; “Covering the Scene”: applicazioni relative ai media, tra cui Style.com, The Sartorialist; “In Your Closet”: in cui gli utenti chiedono consigli per il loro guardaroba, es. “Glamour’s Ask A Stylist”; “Buy the Look”: per permettere agli utenti di fare shopping direttamente dal proprio telefono o iPad.
Vai all’articolo originale

GEOLOCALIZZAZIONE
Coin primo caso in Italia!

Coin ha offerto al mercato la prima case italiana sull’utilizzo della geolocalizzazione a fini commerciali. A fine agosto appariva la scritta “special offer” a chi effettuava il check-in nei punti vendita del noto marchio. In cosa consisteva l’offerta? Diventando mayor del punto vendita grazie ai check in di Foursqaure da la ottenere gratis la CoinCard Easy, normalmente sottoscrivibile al costo di 5€. Un vantaggio per l’utente virtuale che fidelizza all’acquisto reale nei negozio.

Vai all’articolo originale

Con la webcam sfilano anche i fan!

Gucci ha lanciato Gucci Connect, un’innovativa piattaforma per l’interazione con i fan, l’ultima trovata per quello che si può definire “high fashion social networking”. Gucci è stato il primo a pensare di far partecipare ai catwalk shows direttamente i fan, semplicemente cliccando su RSVP all’invito di partecipazione speciale all’evento “Women’s Spring Summer 2011″ tenutosi a Milano. Pochi e fortunati fan si sono infatti filmati con la webcam e hanno inviato i video, che poi sono stati proiettati direttamente durante la sfilata diventandone così protagonisti.

Vail all’articolo originale

SOCIAL
Gap premia i Fan!

Gap, in occasione del lancio di una nuova linea di pantaloni neri da donna, ha attivato a metà agosto una promozione che offriva il 25% di sconto agli utenti di Facebook, Twitter e FourSquare (semplicemente loggandosi o interagendo con i vari profili del brand) e un paio di pantaloni in omaggio per le prime 50 clienti di alcuni negozi selezionati. La presenza di FourSquare all’interno delle strategie di Social Media Marketing, quindi, si fa sempre più sentire, al fianco dei social più conosciutii.
Vai all’articolo originale

EVENTI
Entri nudo esci Desigual
Un’iniziativa bizzarra per il brand spagnolo Desigual che ha esortato i suoi acquirenti a presentarsi nei negozi di Madrid e Barcellona vestiti solo della lingerie per poter avere in omaggio un capo di abbigliamento del brand. Un flash mob che ha poi seguito altre tappe, tra cui a fine settembre New York con oltre 300 nudisti all’apertura del negozio a Soho avvertirti dell’evento da un video viral sul web!
Vai all’articolo orginale

CROWDSOURCING
Haute Couture democratico!
Fashion St
ake
è una piattaforma web che applica il crowdsourcing alla moda.Il servizio permette agli stilisti emergenti americani di interagire direttamente con i potenziali acquirenti, consentendo a questi ultimi di sostenere l’attività degli artisti economicamente, in cambio di crediti da spendere all’interno del catalogo di abiti. Il livello di “supporto” (Buyer, Funder o VIP) potrà essere scelto dall’utente, ma in ogni casosi avrà la possibilità di pre-ordinare i capi online ad un prezzo scontato. Non saranno più i vertici a imporre mode e tendenze, ma il popolo della Rete, scegliendo chi sostenere e in che modo farlo, con una piattaforma che a tratti ricorda quanto avviene sulle pagine di social network come Facebook o Twitter.
Vai all’articolo orginale

DATI
Gli high street brand leader nel social

Una recente e approfondita ricerca condotta da 90:10 Group su tre differenti categorie (luxury, retailer e highstreet) di fashion brand europei ha dimostrato che i marchi highstreet come TopShop, H&M, Levis sono i maggiori fruitori degli strumenti di social media marketing. Twitter è sicuramente il canale maggiormente utilizzato, seguito da faceboook e dal blog aziendale che racconta l’universo della marca e del consumatore aggregando i commenti degli utenti.

Vai all’articolo originale

MM3, in tutti i laghi… in tutti i fiumi

Ci sono momenti in cui una campagna pubblicitaria può riscuotere un grande successo grazie all’azzardo provocatorio dei copy. Altri in cui il copywriter è un tranquillone che pensa di aver fatto il compitino e si ritrova fra le mani una bomba comunicativa che prende per il c**o mezza città… o almeno quella parte che prende la linea gialla del metrò nelle fermate Maciachini, Zara, Sondrio.
Signori e signore ecco a voi l’opera che dopo il dito medio di Cattelan dividerà Milano: “MM3 sono le cose che voglio da te (sottotitolo: in tutti i laghi… ma sopratutto in tutti i fiumi)”.

Il Down di Facebook. La Feltrinelli è aperta?

Ok, mercoledì Facebook ha avuto il più grande down degli ultimi quattro anni. Per ben due ore e mezza, gran parte del pianeta è stata impossibilitata ad accedere al social network. Dopo il primo infarto il pericolo sembrava passato. Ieri la cosa si è ripetuta. Un messaggio sugli schermi di metà dei pc del pianeta, peggiore di un annuncio funebre: Service Unavailable DNS Failure.


“carica a cento…… LIBERAAAAA….. F5, F5…. (niente). Riproviamo… F5… F5….(niente).
5cc di explorer (niente). Proviamo con Google Chrome… (niente).
Firefox… ma dottoree… Firefox… (niente)… merd… non lasciarmi…no… .F5, F5….
tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!!
Ora del decesso….”

Poi ti svegli, all’improvviso…. come il tipo dell’ultima scena di Trouman Show. E scopri di essere ancora vivo nonostante sia del tutto incredibile.

Il social e-commerce: dalla vetrina all’acquisto

Riprendendo le riflessioni iniziate nel post precedente, un primo passaggio che leghi il mondo Social a quello e-commerce è certamente la creazione di pagine vetrina all’interno magari delle Official Page del brand. Un luogo 2.0 in cui, oltre a mostrare i prodotti, si concede agli utenti la possibilità di esprimere delle opinioni piuttosto che di segnalare ai propri amici/contatti quelli che ritiene più interessanti. Questo step poi può concludersi con un bottone che semplicemente rimanda al vero e proprio e-shop esterno in cui eventualmente tramutare la scelta d’acquisto definita online in acquisto a tutti gli effetti. Un esempio di questo primo step è quello dell’e-shop di Threadless, noto produttore di magliette.

In modo intermedio si colloca la possibilità di utilizzare Facebook come interfaccia di prenotazione del prodotto. Caso interessante quello del gruppo alberghiero Monte Carlo SBM, che da qualche mese ha attivato un sistema di prenotazione degli hotel e dei ristoranti della catena direttamente dalla propria pagina di Facebook, cliccando sulla voce “Book now tab”. Un sistema ancora più semplice e veloce rispetto al tradizionale booking online.

Infine, e questo potrebbe rappresentare il vero motore del cambiamento delle abitudini di consumo degli utenti, c’è l’utilizzo della pagina come un vero e proprio e-shop, che permette di iniziare e concludere l’acquisto all’interno di Facebook. Uno degli esempi di maggior successo è quello della seguitissima pagina dell’NBA, che rimanda a un’applicazione dedicata proprio a questo servizio.

Anche in Italia sono diversi i marchi che iniziano a muoversi, ad esempio Privalia (social e-shop Facebook inaugurato i primi di Giugno) e Volagratis. C’è da scommetterci che proprio in queste ore sanno molti i brand che ragionano sulla strategia migliore per sfruttare questa opportunità.

I dati sull’e-commerce italiano parlano di crescita media di fatturato proveniente dalle vendite online del 15% entro la fine dell’anno. La cultura del social e-commerce sembra avere terreno fertile, dunque. Occorrerà lavorarci nel pieno rispetto dello spirito di apertura verso il potenziale cliente, che diventerà anche in questo ambito, obbligatoriamente, un interlocutore e non solo un target passivo.

Il social e-commerce, stato dell’arte

Riporto di seguito un mio post apparso sul blog Innovation Cloud, una riflessione sui passi e le novità che riguardano l’evoluzione dell’e-commerce in ambito social.

Quando si parla di Facebook, si parla quasi sempre di entertainment. Anche i risvolti business che riguardano la presenza dei brand nel primo social network della terra (il secondo sito più visitato dopo Google) rimandano quasi sempre ad esperienze legate al gioco o a contenuti stringati che informano sinteticamente su un marchio o un prodotto-servizo offerto.

A questa premessa vanno associate le abitudini di navigazione degli utenti rilevate nell’ultimo anno. Queste hanno premiato le iniziative (applicazioni, concorsi, approfondimenti, link vari a immagini e contenuti multimediali) che permettevano all’utente di continuare il proprio surfing restando all’interno del social network, un ambiente “familiare”, dove l’user ha il conforto di due elementi fondamentali:

  • un’usabilità con cui ha acquisito estrema dimestichezza
  • la presenza virtuale di persone che conosce e che fungono da certificazione della bontà di un’iniziativa/applicazione

In un quadro di questo tipo è possibile ipotizzare un passaggio che porti gli utenti e soprattutto gli enthusiast di un brand da un comportamento di infotainment a uno più vicino all’acquisto?
La risposta è si, ma chiaramente è caratterizzata da diverse sfumature ed è da personalizzare in base al mercato di riferimento.

Nel prossimo post sul tema vedremo quali sono gli step e le strade percorribili.