Video Game Infographic [ricette per brainstorming]

Qualche giorno fa ho partecipato a un brainstorming in vista di un progetto per una famosa casa produttrice di Video Game. Immaginate quanto possa essere stimolante cercare idee per un contesto che fa della fantasia uno dei principali elementi attrattivi. C’è da dire però che l’universo quasi infinito dei video game non è proprio il mio pane quotidiano per cui qualche minuto prima della tempesta ho provato a colmare le mie lacune preparandomi con una serie di informazioni di base sul Gaming. In questo caso le infografiche tanto care a noi “smanettoni” sono state un bigino niente male.
Ecco la ricetta infografica per preparare un Progetto Gaming da leccarsi i pixel.
Iniziamo con un po’ di storia:

timeline video game

Storia dei Videogame

Poi i numeri con i dati demografici e le preferenze dei giocatori. Orari, età, console e giochi.

Ora un focus sul grande e frequentatissimo mercato del gioco usato per capire chi sono i top seller di questa rivendita parallela e ormai ufficializzata da tanti canali.
Sul Blog della Playstation un’infografica interattiva mostra gli utilizzi e le funzioni extra gaming di ciascuna console. Illuminante per pensare ad attività che incrociano più livelli di interazione e contenuti multimediali.
Infine, per mettersi in pari con le principali news del 2010 ecco un riepilogo degli highlight degli ultimi 12 mesi.
Ecco, a questo punto tutto è pronto per sfornare qualche buona idea. In bocca al lupo creativi d’ogni luogo e lago.

La Pubblicità Interattiva nel 2011

Dopo un paio d’anni di test vari ed esperimenti votati all’innovazione il 2011 dovrebbe essere l’anno in cui la pubblicità interattiva, nei suoi vari formati, prenderà piede. Ad oggi, in Italia gli echi maggiori riguardano le iniziative interattive collegate ai video you tube. Ecco qualche esempio:

Tipp-ex

Google Fast Ball

e il mio preferito, il recentissimo, Sesame Street, un vero e proprio quiz scientifico interattivo per i più piccoli.

I format però non sono tutti uguali, non esiste uno standard preciso (e questo aumenta l’effetto sorpresa). Ancora più interessanti di questi casi on-line al 100% sono, secondo me, quelli in cui interazione è multipiattaforma e coinvolge anche l’utilizzo del cellulare. Una bomba per gli istinti dei creativi. La pubblicità si interrompe e ti chiama al telefono per farti scegliere il finale che preferisci. Diversi gli esempi sul mercato internazionale. Il più famoso quello di Orange che in Francia, nel 2008, ha pubblicizzato i suoi servizi servendosi di un testimonial come Chabal, il più celebre rugbista d’oltralpe. Boom di accessi … o forse dovremmo dire di risposte al telefono senza precedenti. Eppure il successo fino a oggi ha generato emuli ovunque tranne che nel nostro paese, notoriamente stra-innamorato dell’utilizzo del mobile. Adesso però alcuni brand si sono attivati e stanno costruendo campagne interessanti. A breve segnalerò chi romperà il ghiaccio. Per ora è tutto top secret. Intanto però il mercato è più maturo per cui ci si aspettano numeri davvero interessanti.

Buy with friends: Facebook testa l'acquisto di gruppo

Un paio di giorni fa parlavo della cannibalizzazione da parte Facebook verso Foursquare. Oggi tra le notizie del giorno c’è quella sui test che il primo social network al mondo sta effettuando su una nuova funzionalità denominata “Buy with Friends” che consentirà agli utenti di accedere a sconti esclusivi riservati ai gruppi d’acquisto costituiti dagli utenti.
Insomma, come per la geolocalizzazione, gli strateghi di Facebook hanno fatto tesoro delle best practice dei vari Groupon, Living Social, Groupit per poi studiare un servizio da integrare e veicolare all’immensa base dei propri iscritti.
Il meccanismo è semplice. Attraverso un’applicazione un utente effettua un acquisto utilizzando i crediti virtuali Facebook. Al termine condivide nel proprio newsfeed l’acquisto e i suoi amici, accedendo tramite quel link possono accedere a un prezzo scontato dell’articolo.

Allo stato attuale gli acquisti possibili riguardano beni virtuali ma l’idea è, nello stesso modello delle esperienze già in attive con successo, di estendere ai beni materiali l’offerta.
E se Facebook si muove Google non sta a guardare. Dopo il grande ed eclatante rifiuto di Groupon alla proposta d’acquisto del colosso del web è di questi giorni la notizia del setting di Google Offers.
Staremo a guardare quello che succede ma intanto è chiaro che i big affilino le armi per attrezzarsi al grande boom del social shopping. “Venghino signori venghino, twitti 3 e paghi 2”.

Foursquare cresce in Italia ma frena all'estero [STATS]

Sei mesi fa, in caccia famelica di dati sul Social Network di geolocalizzazione che stava contagiando il mondo avevo riportato una serie di dati reperiti su Google Planner e Google
Trends. Ne era venuto fuori uno spaccato di quanto Foursquare fosse diffuso in Italia e nel mondo, del profilo dell’utente medio e di quanto se ne parlasse in rete rispetto ai due giganti Twitter e Facebook. Dal punto di vista qualitativo i dati a luglio 2010 parlavano a livello mondiale di un accesso al sito di quasi 3 Milioni di utenti unici al mese (39 mila in Italia), e per la stragrande maggioranza uomini. Lato visibilità invece era evidente il divario mediatico che separava FS dai social network leader.
Tornando ad analizzare i dati in questo mese di Gennaio 2011 ecco come si presenta la tabella di AdPlanner

Italy Mondo

Visitatori unici (stima cookie)
100k 6,8Milioni
Visitatori unici (utenti)
48k 2,8Milioni
Copertura
0,1% 0,2%
Visualizzazioni di pagina
920k 46Milioni
Numero totale di visite
190k 11Milioni
Visite medie per visitatore
3,9 3,9
Tempo medio trascorso sul sito
4:30 5:00

Evidente il balzo in avanti degli accessi italiani giunti in sei mesi a 48 mila (9 mila utenti in più). Stabili invece gli accessi totali che fanno pensare che se da un lato ci siano paesi in cui la filosofia della geolocalizzazione prende piede forse ad altre latitudini gli entusiasmi iniziali si sono poi spenti nel tempo. Lato socio-demografico guadagnano qualche punto percentuale le donne anche se la stragrande maggioranza degli smanettoni resta maschio (in USA le percentuali sono incredibilmente invertite anche se con un divario minimo).

Naturalmente questi dati ci parlano di accessi stimati al sito e non di veri e propri iscritti. Questi ultimi, secondo la recente comunicazione ufficiale del brand ammontano a un totale di 6 milioni. Tralasciando gli eccessivi entusiasmi che ho letto in rete a seguito di questa comunicazione
la domanda a cui questo dato non risponde è: quanti di questi sono attivi frequentemente. Un dato interessante riguarda i luoghi in cui sono effettuati la maggior parte dei check. Secondo l’ultima infografica diffusa in rete le registrazioni effettuate in luoghi legati al food, in ufficio e in corrispondenza di negozi rappresentano le tendenze più diffuse. Più dietro quelli collegati a viaggi, vita notturna, arte, etc.. Insomma la vita di tutti i giorni per la maggior parte degli utilizzatori è degna di nota e di condivisione.
Passando dagli accessi alla verifica dell’interesse scaturito negli utenti e nei media le statistiche di Trends mostrano negli ultimi 12 mesi una leggera crescita di ricerche legate al social network con un picco nel mese di agosto e un leggero ridimensionamento negli ultimi mesi del 2010. Verificando i volumi di news per lo stesso item scopriamo che il picco di metà agosto è legato al lancio e al relativo confronto con Facebook Places, l’antagonista marchiato (e integrato) Facebook che viene da più parti identificato come il killer predestinato del “piccolo” Foursquare.

In conclusione possiamo dire che a distanza di 5 mesi e nonostante i proclami ufficiali di questi giorni la crescita globale pare essersi arrestata e seppur l’onda d’urto iniziale arrivi e raccolga frutti e trend positivi in paesi come l’Italia c’è da aspettarsi un arresto o un rallentamento anche da noi. Da utente affezionato posso solo ipotizzare e sperare che sia la nascita di nuovi servizi e features aggiuntive a salvare l’esistenza di chi ha diffuso a livello mondiale il concetto di geolocalizzazione. Viceversa rassegnamoci al Facebook pigliatutto.