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[MAYA] 10 Motivi per cui il Mondo non finirà il 21 Dicembre

Visto che secondo qualcuno domani potremmo non esserci più a causa della fine del mondo troverei un senso di equilibrio e giustezza a tutta la mia vita nello scrivere un ultimo post su questo blog.
Voglio farlo nel modo più efficace con cui riesco ad esprimere la mia intelligenza: Cazzeggiando!
Ed ecco che dopo un’accurata analisi di Marketing sono arrivato alla conclusione che un post con un titolo e un contento come quello che state leggendo non solo mi posizionerà in maniera vincente a livello SEO ma mi permetterà di fare bella figura con tutti.
Perchè bella figura? Beh, se ho ragione, domani tutti diranno: Vins aveva capito prima (dichiarandolo senza paura di smentita) che il mondo non sarebbe finito. Se invece avessi torto.. beh, chi vuoi che venga a dirmi che sono stato troppo sicuro di me, saremmo tutti morti…

Dopo le doverose premesse che ci tenevo a fare per onestà individuale e dovere metodologico ecco i 10 Motivi per cui il mondo non finirà domani, 21 Dicembre.

#1. Devo ancora vedere le ultime 8 puntate di LOST.
Foto: 10 MOTIVI PER CUI IL MONDO NON FINIRA' DOMANI.  #1. Devo ancora vedere le ultime 8 puntate di LOST.

#2. Ligabue deve incassare i diritti SIAE di “A Che Ora è la fine del Mondo” che in questi giorni, “stranamente”, è la canzone più passata in radio (fatto salvo per RadioMaria). Altrimenti che l’ha scritta a fare se poi il mondo finiva davvero? (Vale lo stesso per la versione originale dei REM).

#3. Babbo Natale non lo permetterebbe. Da bravo sindacalista di Sinistra qual è difenderebbe con tutti i suoi superpoteri il suo diritto al Lavoro nell’unico giorno dell’anno in cui si degna di fare qualcosa.
Foto: 10 MOTIVI PER CUI IL MONDO NON FINIRA' DOMANI.  #3. Babbo Natale non lo permetterebbe. Da bravo sindacalista di Sinistra qual è difenderebbe con tutti i suoi superpoteri il suo diritto al Lavoro nell'unico giorno dell'anno in cui si degna di fare qualcosa.

#4. La Juve sta trattando per sta minGhia di TOP PLAYER… è una vita che l’aspettiamo, se la dirigenza si è mossa ora deve aver valutato bene ogni evenienza scartando quella della catastrofe. E io di Marotta mi Fido!
Foto: 10 MOTIVI PER CUI IL MONDO NON FINIRA' DOMANI.  #4. La Juve sta trattando per sta minGhia di TOP PLAYER... è una vita che l'aspettiamo, se la dirigenza si è mossa ora deve aver valutato bene ogni evenienza scartando quella della catastrofe. E io di Marotta mi Fido!
#5. Noi c’abbiamo BRUCE WILLIS!

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Foto: 10 MOTIVI PER CUI IL MONDO NON FINIRA' DOMANI.  #5. Noi c'abbiamo BRUCE WILLIS!
#6. Perché c’è gente (non so chi) che ha risposto correttamente ai QUIZ di LOGICA del concorso Insegnanti. Non possiamo pensare che quei geni non trovino una soluzione a qualsivoglia problema.
Foto: 10 MOTIVI PER CUI IL MONDO NON FINIRA' DOMANI.  #6. Perché c'è gente (non so chi) che ha risposto correttamente ai QUIZ di LOGICA del concorso Insegnanti. Non possiamo pensare che quei geni non trovino una soluzione a qualsivoglia problema.
#7. Perché in fondo, se questi Maya avessero davvero visto nel futuro credete che si sarebbero fatti fregare dai fratelli scemi di Zorro?
Foto: 10 MOTIVI PER CUI IL MONDO NON FINIRA' DOMANI.  #7. Perché in fondo, se questi Maya avessero davvero visto nel futuro credete che si sarebbero fatti fregare dai fratelli scemi di Zorro?
#8. Perché non è che possiamo credere a tutto quello che ci dicono, sennò finisce pure che Berlusconi vince le elezioni e toglie L’IMU. Oh, to guarda, un asino che vola..
Foto: 10 MOTIVI PER CUI IL MONDO NON FINIRA' DOMANI.  #8. Perché non è che possiamo credere a tutto quello che ci dicono, sennò finisce pure che Berlusconi vince le elezioni e toglie L'IMU. Oh, to guarda, un asino che vola..


#9. Perché il meteo di Sabato 22 dà Sole… mica: NULLA!

Foto: 10 MOTIVI PER CUI IL MONDO NON FINIRA' DOMANI.  #9. Perché il meteo di Sabato 22 dà Sole... mica: NULLA!

#9.b. Perché col cazzo arrivo al punto #10 prima di essere certamente in salvo. Ci vediamo dall’altra parte della fine del mondo. Fate il tifo!

Foto: 10 MOTIVI PER CUI IL MONDO NON FINIRA' DOMANI.  #9.b. Perché col cazzo arrivo al punto #10 prima di essere certamente in salvo. Ci vediamo dall'altra parte della fine del mondo. Fate il tifo!

[VIRAL] 5 video su cui prima o poi cliccherete questo mese

E’ il penultimo venerdì prima di natale, ammettetelo, l’aria di vacanza vi sta invadendo il cuore (mentre quella gelida si occupa del resto del vostro corpo). Giubilate, ridete e riscaldatevi con i 5 video che prima o poi sarebbero finiti nei vostri feed reader, nella vostra bacheca facebook o nella vostra casella mail. Tanto vale vi facciate trovare preparati.

#1. Maurizio Crozza a Ballarò
Il comico ligure dimostra che avevano ragione quelli di Man in Black

#2. Gangnam Style in bresicano
Il successo planetario sbarca a Brescia e diventa Pota l’gà i Gambai! Cercasi traduttori madrelingua.

#3. Le avventure di #Bellodemamma
Consigli culinari della mamma per conquistare l’Americana.. La famiglia t’aiuta sampre.

#4. La sfida tra Mosè e Babbonatale
Una “pacifica” battaglia Rap tra due titani della storia. Da non perdere anche gli scontri epici come quelli tra Batman e Sharlock Holmes o tra Hitler e Darth Vader. Una serie di match infinita. Per amanti del genere (rap-demenziale).

#5. Le scorregge di Frank Matano
La risata su questo pezzo di repertorio trash, per quanto banale, è sempre virale… (oltre un milione di visualizzazioni in 5 giorni) Tappatevi il naso e cliccate play.

[VIDEO] I 10 migliori Spot del 2012


Fine anno tempo di bilanci, classifiche, liste dei buoni e dei cattivi. Inizio con qualcosa da club dei Pubblivori, inzio condividendo la lista dei 10 migliori spot dell’anno eletti da
AD Week. Spero siano ispirazione per tutti i creativi, online e tradizionali sempre che ancora ci sia qualcuno che si dichiara tale (sta diventando un po’ come con la politica che nessuno ammette di votare Berlusconi, nessuno ammette di essere 1.0).
Lasciate tra parentesi le digressioni  ecco la chart in un conto alla rovescia verso il podio. Buona visione!

#10.
Carlton Draught, “Beer Chase”
Agency: Clemenger BBDO, Melbourne, Australia
Director: Steve Ayson, The Sweet Shop



#09
Axe, “Susan Glenn”
Agency: BBH, New York
Director: Ringan Ledwidge, Rattling Stick

#08
Procter & Gamble, “Best Job”
Agency: Wieden + Kennedy, Portland, Ore.
Director: Alejandro González Iñárritu,
Anonymous Content

#07
Chrysler, “It’s Halftime in America”
Agency: Wieden + Kennedy, Portland, Ore.
Director: David Gordon Green, Chelsea Pictures

#06
Red Bull, “Red Bull Stratos”
Partners: Riedel Communications,
FlightLine Films

#05
Old Milwaukee, “Field Cut Off”
Director: Jake Szymanski
Production Company: Gifted Youth

#04
DirecTV, “Charlie Sheen”
Agency: Grey, New York
Director: Tom Kuntz, MJZ

#03
Widerøe Airlines, “Grandpa’s Magic Trick”
Agency: McCann, Oslo, Norway
Director: Marius Holst, 4½

#02
Nike, “Jogger”
Agency: Wieden + Kennedy, Portland, Ore.
Director: Lance Acord, Park Pictures

#01
The Guardian, “Three Little Pigs”
Agency: BBH, London
Director: Ringan Ledwidge, Rattling Stick


[TOP TEN] I 10 incubi (+10) dell'Addetto Stampa

“Forse non tutti sanno che…” ho iniziato questo lavoro occupandomi soprattuto di Ufficio Stampa. Negli anni molte cose sono cambiate fino a spostare skill e tempi professionali sempre più dalla comunicazione al marketing e sempre più dai mezzi tradizionali a quelli digitali. Per necessità o per opportunità ancora oggi periodicamente mi ritrovo a gestire le mie vecchie attività, dalla stesura di comunicati stampa e mailing list all’organizzazione di eventi stampa. E’ in quei momenti che come in un revival ritrovo i cosiddetti “incubi del PR”.

Per fortuna oggi riesco ad affrontarli senza patemi d’animo ma ricordo come fosse ieri i sudori freddi degli inizi di fronte a queste 10 classiche situazioni. Dedico dunque questo post e tutta la mia solidarietà a chi, anche oggi con il boomm del Social Media Marketing, decide di entrare nel mondo della comunicazione per la porta delle Relazioni Pubbliche.

Ci entra e poi gli capita di…:

  1. Inviare un comunicato alla Mailing List Sbagliata 
  2. Il migliore articolo piazzato su una testata viene vanificato dall’arrivo di una notizia dell’ultimo minuto.
  3. Un comunicato stampa contiene un errore nel nome del CEO oppure hai gli URL disattivati.
  4. Svegliarsi e trovare una Cover Story in cui sono presenti tutti i propri concorrenti tranne te
  5. Una crisi improvvisa ha bisogno di comunicazione a supporto e non si ha nessuna strategia pronta.  
  6. Nessuna presenza alla propria conferenza stampa o evento costruito per attrarre i media. 
  7. Pubblicare involontariamente un tweet personale sul profilo aziendale. 
  8. Perdere il cellulare o la chiavetta Internet e non avere accesso in rete per un giorno.
  9. Un costosa trovata pubblicitaria non produce nessuna copertura media 
  10. Gli indirizzi trascritti per un media tour sono errati e il vostro spokeperson sarà in ritardo ad ogni incontro.
Ma gli incubi, si sa, non finiscono mai soprattutto nel periodo di Halloween per cui al decalogo evergreen aggiungo altre 10 “orribili” situazioni.
  1. Il telefono squilla alle 18.00, è il cliente che chiede un comunicato da inviare entro sera
  2. Bisogna stampare 100 cartelline stampa piene zeppe di comunicati e la stampante è rotta
  3. Occorre masterizzare 100 cd / o copiare la cartella digitale in 100 Pen Drive e nessun collega può darti una mano
  4. Uno dei principali quotidiani nazionali vuole intervistare il CEO lui risulta irreperibile sia al telefono che via mail
  5. E’ il 31 del mese, hai appena numerato, stampato e rilegato la Rassegna Stampa mensile da consegnare al cliente e scopri che è uscito un articolo importante che non c’è in rassegna
  6. Durante un evento stampa con presentazione di slide in power point il PC che avete portato ha la batteria scarica e non c’è tempo per ricaricarla
  7. Ad un evento partecipano molti giornalisti ma la copertura media è vicina allo zero
  8. Spedite un comunicato ai principali giornalisti di settore e per sbaglio mettete tutti i nomi in copia visibile
  9. Durante un recall chiamate lo stesso giornalista già chiamato da un vostro collega (senza che vi abbia aggiornato) e vi prendete un cazziatone per “spam” telefonico
  10. Volete inoltrare a un collega una mail antipatica di un cliente commentando su quanto sia stato stronzo e anzichè cliccare su “Inoltra” cliccate “Rispondi”. 

[DATI] Pinterest in Italia. Update Novembre 2012. E' meglio Instagram?

E’ passato un anno dal boom di Pinterest e dai picchi di notizie, post e commenti che hanno mobilitato tutto il mondo dei Digital Market. Tutti in cerca del killer social network da proporre ai clienti.
Già a Marzo mi chiedevo se valesse la pena inserire Pinterest nella propria strategia di Social Media Marketing. Allora i dati sul mercato italiano mostrava una base utenti ancora poco matura numericamente (240 mila/mese) ma il nuovo social network lasciava intravedere buone potenzialità come strumento di analisi del marcato, un vero specchio degli interessi degli utenti per quanto riguarda: settori, prodotti, stili di comunicazione (soprattutto Visual). Due mesi dopo, a Maggio, gli utenti erano cresciuti fino a raggiungere una quota stimata di 360 mila visitatori al mese (fonte Google AdPlanner). Ancora troppo pochi però per suggerire investimenti di tempo ai clienti.

Intanto il tempo passa e Pinterst continua la sua ascesa, sicurmente meno rapida che nel paese d’origine (gli Usa) ma costante. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’ingresso del Social Network delle puntine nella Top 50 ComScore dei siti più visitati negli Stati Uniti con oltre 25 milioni di utenti. In Italia siamo molto indietro, le stime parlano di un numero vicino ai 500 mila visitatori. Se si pensa che per altri social network come Twitter, Linked In e Google+ parliamo di numeri variabili tra i 2 milioni e mezzo e i 3 milioni e 600 mila visitatori mensili appare utile piuttosto di disperdere tempo su un nuovo canale, per quanto affascinante, concentrarsi meglio su quelli già esistenti con più alto potenziale di pubblici.

Qualche cliente obietterà: “Ma tutti ne parlano e poi il mio brand ha una grande quantità di materiale visual e vorrei sfruttarlo su piattaforme verticali”. Benissimo, proviamo a fare un Benchmarking sulle 3 piattaforme con caratteristiche social più utilizziate in ambito fotografico: Pinterest, Flickr e Instagram.
Mentre Flickr (75° nel rank Alexa) e Pinterest (92° nel rank Alexa) riscuotono un interesse pressochè costante nell’arco dell’anno vediamo come da aprile, data dell’acquisizione da parte di Facebook, Instagram (133° nel rank Alexa pur non offrendo una versione desktop) balza in testa alle preferenze degli Italiani. Questo è solo il primo dei diversi motivi per cui Instagram appare più indicato di Pinterst all’inserimento fra i touch point del brand. Trattandosi di uno strumento Social quasi esclusivamente Mobile (rispetto a Pinterest che esprime il suo meglio nella versione desktop) Instagram rappresenta anche un modo per diversificare in maniera multicanale l’approccio al cliente. Ultimo fattore a far pendere l’ago della bilancia versi il tool per la produzione di foto vintage è la presenza in Italia di tutta una serie di community geolocalizzate, piccole ma attivissime, i cosiddetti: Instagramers che possono essere coinvolti con successo in iniziative creative brandizzate.