[YOU TUBE] Tematiche e Categorie dei principali Canali You Tube nel mondo. Best Practice.

Li chiamano You Tubbers e sono gli utenti fondatori di un canale you tube che entrando nel Partner Program di questo social network vendono a scopi pubblicitari gli spazi dei propri canali e all’interno dei propri video. Vi siete mai chiesti quali a quali categorie appartengono i top 1000 canali You Tube su cui è possibile fare pubblicità? Eccoli qui riassunti, in questo grafico per categorie che mostra come un quarto dei canali hanno come tema principale la musica, un altro 20% (in maniera imprevista per me) tratta temi legati al gaming. A seguire gli Youtubber che pubblicano filmati comici o di puro intrattenimento. A chiudere la speciale top 5 i video contenenti Guide e Consigli di Stile sui temi più disparati: bellezza, moda, food, salute, hobby e tecnologia. 

A questo punto vediamo qualcuno dei canali con il maggior numero di visualizzazioni per ciascuna delle principali aree tematiche. A ogni canale ho associato una scheda tratta dalla classifica di OpenSlate Research, specialisti nel rating dei video e dei canali You Tube in grado di offrire un quadro agli investitori pubblicitari su questo tipo di media.

MUSICA. JUSTIN BIEBER è il numero uno per view mensili ma seguono a ruota, manco a dirlo, gli One Direction che addirittura prevalgono per numero di subscribers (quasi 7 milioni).

INTRATTENIMENTO. The Ellen Show. Sconosciuta in Italia dove sono più nominati i suoi competitor uomini come Jay Len o Devid Letterman in USA sembra essere una delle donne con il talk show più social in circolazione. 

HOW TO & STYLE. Nel settore Hooplakidzrecipes è un must. Ricette di ogni tipo con tutorial commentati e girati con il supporto di bambini, per la serie: “la cucina è così facile che anche un bambino…”

 SPORT. Il canale UFC (Ultimate Fighters Championship) è quello con il maggior numero di view ma in questo caso vi invito a dare un’occhiata, anche solo per ispirazione al canale Dude Perfect, un gruppo di fuori di testa che usa il basket, lo sport in generale (e non solo) per cazzeggiare alla grande.

GAMING. Dalla Svezia con furore arriva PewDiePie il canale di video sul Gaming (ma anche su film e musica) con parodie di ogni tipo, 15 milioni di iscritti e 256 milioni di view mensili. Mica bruscolini. 

e proprio con un video tratto da questo canale – per inciso 35 milioni di view in 5 mesi – chiudo il post sui principali canali degli YouTubbers mondiali.

[SOCIAL VISUAL] Come usare la creatività per produrre 730 post all'anno

In tutti i progetti di social media marketing che si rispettino oggi oltre alla figura dell’account è importante prevedere anche quella di un grafico che part-time o full time supporti la pubblicazione producendo e lavorando su contenuti grafici.
Importante produrre e declinare il mondo del prodotto e del brand in diverse maniere in modo da proporre alla propria community un’insieme di sotto mondi di riferimento tutti riconducibili al marchio per cui stiamo facendo comunicazione.
Nel caso della pubblicità classica su carta stampata o banner è semplice (non voglio sminuire lo sforzo ma il numero di declinazioni necessarie). C’è un art director che propone 3-4 concept, il cliente ne sceglie uno e quello viene sviluppato e tradotto in immagini o video, il prodotto confezionato passa ancora al vaglio del cliente e dopo gli ultimi ritocchi tutto va online o in stampa.

Nel mondo Social la questione è un tantino diversa e i processi creativi e di approvazione sono innumerevolmente maggiori nell’arco dell’anno perchè occorre pensare a un numero di creatività pari a quanti sono i post che vogliamo pubblicare.
Se in media si pensa di pubblicare due post al giorno (ad esempio su Facebook) per un anno vuol dire che dovremo produrre 730 idee tradotte in immagine e testo nel giro di 12 mesi.

Chiaramente possiamo permetterci il “lusso” di pensare a concept semplici alternati ad altri più originali, possiamo ammettere che in qualche caso i like o gli share possano essere meno di altri. Insomma il livello di originalità e impatto dei nostri contenuti può permettersi un margine di errore maggiore rispetto a quello che ci si può permettere proponendo un concept per una campagna stampa in cui tra valore del lavoro e investimento negli spazi pubblicitari i costo totale (o lo spreco totale) ammonterebbe a decine di migliaia di euro. Ma questo non è di gran conforto per gli Account e i grafici che devono tirar fuori così tante idee.

E’ per questo che è utile definire dei concept e delle declinazioni da ripetere diverse volte durante l’anno. Un esempio banale è quello dei post di “saluti e auguri“. Dietro questi c’è solo (si fa per dire) un lavoro grafico, per il resto l’idea di base è quella di augurare “buon giorno”, “buona notte”, “buon week-end”, “arrivederci a dopo le vacanze”, “buon halloween” etc.. Questo tipo di post può essere prodotto in serie individuando il o i soggetti che faranno l’augurio tramite l’immagine e rendendo impattante la scritta in base al target di riferimento.

Ecco qualche esempio dalle Pagine Parmalat e Santal:

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Chiaramente come dicevo, l’esempio in questione è il più banale e semplice ma non per questo funziona meno di altri ben più creativi. L’indicazione importante da cogliere è che una volta individuato un filone di questo tipo sappiamo che 40 o 50 dei 730 post dell’anno saranno costruiti in base alle linee di contenuto e grafiche individuate per questa categoria di post. A questo punto per riempire la nostra griglia sarà sufficiente individuare altre 15/20 categorie su cui lavorare.

Ragionare e individuare queste 15/20 categorie creative è dunque la lezione da cui tutti dovrebbero partire.

Nei prossimi post sul “Social Visual” passeremo in rassegna altri standard di riferimento. E a questo punto non mi tocca che dirvi:
BUONA SERATA.

[Dati Pinterest] Quanti utenti Italiani utilizzano Pinterest con frequenza? Update Ottobre 2013.

Le aziende si affannano a richiedere ai propri fornitori social l’apertura di un canale Pinterest Aziendale. In altri casi sono proprio le agenzie a proporlo. Non entro nel merito se sia giusto o meno adottare Pinterest come strumento di marketing. Le potenzialità sono diverse a seconda che si consideri uno specifico settore (alcuni funzionano più di altri)o uno specifico obiettivo (engagement piuttosto che lead generation).

Insomma più che entrare nel dettaglio delle riflessioni strategiche come faccio un paio di volte all’anno mi fermo nuovamente ad analizzare i dati per capire quanti utenti, oggi, si può pensare di raggiungere in Italia tramite questo social network visual.

 Secondo un po’ di dati che ho raccolto in rete gli utenti Pinterest sono 70 mln al mondo (almeno lo erano qualche mese fa, a Luglio, adesso si suppone che si sia vicini agli 80). La maggior parte arriva dagli USA e di questi solo meno di 1 milione è attivo in Italia (per avere un idea su FB sono 24 Milioni gli utenti italiani iscritti e 17 milioni quelli attivi assiduamente).

 

Insomma la crescita c’è ma è ancora ridotta rispetto alle potenzialità di un social network così generalista. Pensate che nel mese di settembre sono stimate, nel mondo, 131 Milioni di visite all’indirizzo Pinterest.com con una permanenza media sul sito di 8 minuti per ogni visita (contro i 22 minuti medi di permanenza su FB che mensilmente ha quasi 18 miliardi di visite.

Non male come differenza.
Se andiamo a vedere i paesi da cui arrivano le visite del mese di Settembre siamo ancora con un forte predominio USA anche se rispetto agli ultimi dati ufficiali gli accessi sembrano più spalmanti.


In Italia la percentuale è dell’1,16% per cui facendo una rapida equazione le visite mensili totali a Settembre 2013 ammonterebbero a poco più di 1 Milione e Mezzo. Chiaramente parliamo di visite e non di utenti unici per cui il dato di utenza al di sotto del milione sembrerebbe essere confermato.
Chiudo il post con un’interessante indicazione sui referral, ovvero i siti esterni che portano accessi a Pinterest e sulle pagine di destinazione degli utenti che cliccano sui link presenti in Pinterest. In entrambe le classifiche spicca, oltre Buzz Feed, portale/aggregatore dei trend del web anche Etsy, il social e-shop in cui tutti possono comprare e vendere oggetti di design, vertiti, gioielli, etc.. a testimonianza di come questo social, più di altri abbia un forte orientamento e un collegamento più diretto ad attività di vendita oltre che di pura awareness.

[FACEBOOK] Cosa Scrivere in una Pagina Facebook? 7 best practice.

“E adesso cosa scrivo?”.
Quante volte ve lo siete chiesti davanti a questa schermata …??

Finchè si tratta di aggiornare il nostro profilo personale la mancanza di creatività o ispirazione la si risolve rimandando la questione a momenti migliori ma quando a dover essere aggiornate sono le pagine aziendali dei nostri clienti il problema è differente. 
Senza una frequenza di aggiornamento costante le pagine cadrebbero nell’oscuro baratro dell’edgerank basso o semplicemente nel dimenticatoio dei nostri fan… tirarle fuori dall’anonimato diventerebbe un’impresa impossibile. 
Come fare? Dove cercare la sacra scintilla dell’engagement social?
La risposta è semplice (almeno da un certo punto di vista): fatevi ispirare delle best practice. E per best practice non intendo soltanto le pagine di altri brand di maggior successo. Quelle possono essere utili a comprendere i mood del marketing aziendale ma se sono i trend reali che volete seguire allora date un’occhiata alle pagine di “cazzeggio puro”.
Qui ne ho selezionate 7, alcune sopra il milione di FAN e altre, di più recente creazione, in grande ascesa.

1. Lo zoo di 105.
Iniziamo con la regina delle pagine di intrattenimento social. Esempio di divertimento spensierato e spesso demenziale. Esempio di viralità giovanile, contenuti sintetici e visual irriverenti

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2. Non Fare un Cazzo

Il nome è già di per sé una garanzia di qualità.

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3. Vuoi un applauso?!?

Pagina con diverse sorelle omonime (variano i numeri di punti interrogativi alla fine) ma ad oggi la più interattiva. Non solo divertimento e risate ma anche post “sentimentali”. A volte si va sul libro cuore spinto per non dire sul banale ma date un’occhiata alla viralità e poi ditemi che non si dovrebbe considerare un caso di studio.

(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = “//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1”; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, ‘script’, ‘facebook-jssdk’));

4. Cazzeggiare
Anche la mission di questa pagina appare chiara fin dall’inizio. Se ci date un’occhiata noterete che ogni giorno ci sono una miriade di post (ai limiti dello spam). Tra questa grande quantità è possibile scovare sempre qualche spunto originale.

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5. Lo faccio dopo

Anche in questa pagina la quantità prevale sulla qualità. C’è di tutto. Immagini comiche, video virali, notizie serie. L’obiettivo generale è quello di essere più generalisti possibile e qualche volta rimandare a fonti e blog esterni. Io però premio post come questo sotto del Sushi nostrano.

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6. Se i quadri potessero parlare

Nata da qualche settimana ha un tasso di interazione assurdo ed ha già raggiunto il mezzo milione di fan. Eccome diffondere l’arte in modo “Social”

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7. Il Coinquilino di Merda 
Per chi ha condiviso casa con qualcun altro o ancora la condivide, rivivete i vostri peggiori incubi… l’empatia e la co-creazione sono al centro del potere virale di questa pagina. Una delle mie preferite.

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[Infografiche] Osare per Credere… Come ottenere il massimo della viralità da un'infografica

Dieci giorni fa su un blog verticale di cui ancora non avevo mai sentito parlare è stata pubblicata un’infografica sul rapporto tra sesso e cibo. L’infografica era questa:

(Fonte: Rodiola.it)
fare sesso brucia calorie ?
Non entro nello specifico sull’analisi grafica della realizzazione che in generale mi sembra molto ben riuscita. Va da se che ognuno di voi (o quasi) che l’ha appena scorsa l’avrà letta con un sorriso sul volto e l’idea che forse avrebbe potuto condividerla con la propria compagna/o, con uno o più amici o sulla propria bacheca facebook. Alcuni dopo averci pensato l’avranno anche fatto… Vista e condivisa.
Cosa è successo? Siete appena entrati a far parte di un processo di viralizzazione del contenuto. Tranquilli non è una cosa brutta, anzi. Le aziende pagherebbero per vedere i numeri dei propri contenuti crescere così tanto con pochi centinaia di euro di investimento. 
Pagherebbero si, il problema però è che dopo essersi sedute al tavolo a discutere della proposta fatta se gli si presentasse una cosa del genere direbbero: “stiamo più cauti” … e allora i disegni vengono ammorbididi, i copy resi più impliciti, le parti più impattanti tagliate ed ecco il prototipo dell’infografica che lascia il tempo che trova.

Dati alla mano su un canale come il blog in questione in cui un post ha in media 10/15 like Facebook in relazione a questa infografica ne troviamo 27mila… oltre a svariati tweet e condivisioni su Google+

Non voglio convincervi a leggere ogni cosa con la chiave del sesso, ci mancherebbe ma ci sono contenuti (e il sesso è uno) che hanno in se, se presentati con un certo linguaggio testuale e visivo, una potenzialità virale importante.  Sta a ogni azienda, brand, responsabile marketing decidere se e quanto vuole realmente sfruttare quel potenziale e quanto invece preferisce l’altra strada, quella dell’inserzione, sicuramente più allineabile al il proprio stile ma altrettanto certamente più dispendiosa.

Intanto complimenti all’autore dell’infografica in questione, agli altri posso solo dire (una volta ancora): provate per credere, anzi: OSATE.