Facebook Live: la diretta Unilad dallo spazio con oltre 1 Milione di interazioni

Facebook Live: la diretta Unilad dallo spazio con oltre 1 Milione di interazioni

Il Live Video continua a fare passi avanti e oggi alle case history già in circolazione si aggiunge quella della pagina Facebook Unilad, il sito internet che condivide ogni giorno news e contenuti di tendenza in tutto il mondo.
Si tratta di una diretta molto, molto, particolare nei confronti della quale è quasi impossibile non dire: “diamo un’occhiata”.
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(clicca sull’immagine per guardare il post con il video originale)
Ebbene si, un live dalla Stazione spaziale internazionale.
Nel momento in cui scrivo sono passate 2 ore dall’inizio della diretta e ci sono già oltre 1 milione di interazioni tra Like, Commenti e condivisioni.
Un tempo parlando di clienti molto esigenti si scherzava con i colleghi dicendo cose tipo: “questo cliente vorrebbe che girassi uno spot sulla luna”. Oggi, quantomeno tecnicamente, siamo a metà strada. Certo in questo caso non parliamo di un contenuto brandizzato o pubblicitario ma questa case secondo me rappresenta uno stimolo su quanto – in alcuni casi – possa essere l’esclusività di ciò che mostriamo a guidare reach e interazioni ancora più del classico concetto di “format” sui cui siamo abituati a pensare un evento live mutuando l’approccio adottato per i contenuti televisivi.
update delle 17.00. “CERES FROM THE SPACE”
Dopo mezz’ora dalla pubblicazione di questo post ecco che qualcuno, Ceres, si è già portato avanti e ha spedito il suo prodotto nello spazio, almeno in un certo senso.
Un live video da 74 mila visualizzazioni (e 3 mila interazioni) in cui succedono più cose di quante se ne siano viste nella diretta originale. Va applaudito per i tempi tecnici di realizzazione. Fantascienza allo stato puro.Parodia-Ceres-video-Space-uniladParodia-Ceres-video-Space-unilad-riso
Parodia-Ceres-video-Space-uniladParodia-Ceres-video-Space-unilad-gatto
Update del 28 ottobre 2016: 
E infine il colpo di scena che svela che la più grande diretta video su facebook con 28 milioni di visualizzazioni è stata in realtà un differita di un vecchio video della Nasa. Bluf e contro bluf. Leggete qui

[Dati] Le App più scaricate in Italia a Settembre 2016. Occhio a Pokemon Go e all'ascesa di Musical.ly

pokemon-go
Inizio questo post con una libera interpretazione di una frase fatta, che di solito è quello che si fa per attirare l’attenzione quando non si sa come attirare l’attenzione: “Dimmi che app usi e ti dirò che app sviluppare”.
Ormai periodicamente, con questo mantra verifico l’emergere di nuove tendenze, il perdurare di altre e il lento o rapido declino di altre ancora.
Per questa ragione è sempre utile dare un’occhiata e fare confronti con le precedenti classifiche condivide su:

Da sempre risultano irremovibili ai vertici della classifica delle app gratuite più scaricate si confermano top anche a Settembre WhatsApp e Facebook Messenger.  Seguono altre due certezze come l’app Facebook e quella Instagram completando una leadership che dice chiaramente come

Facebook detiene ormai il primato a livello di penetrazione mobile sui dispositivi degli utenti Italiani.

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Perde qualche posizione rispetto all’ultima classifica Snapchat che se sui dispositivi Android resta scaricata in maniera più o meno stabile vedere rallentare il ritmo di download dall’Apple Store. Forse la fascia di target più adulto (quindi quella in possesso di dispositivi più costosi come quelli apple) ha iniziato a saturare il volume di utenti interessati all’applicazione? Vedremo.
Chi non si arresta e anzi, ha ripreso a crescere è Amazon. La sua app mobile fa un balzo di 7 posizioni portandosi al settimo post. L’e-commerce Mobile torna in classifica. Tra le novità da citare nella chart della app gratuite ci sono sicuramente Flip Diving, un gioco molto semplice in cui bisogna fare tuffi degni della cagnotto ma da altezze vertiginose, cercando di non rompersi il collo; e sopratutto Musical.ly (+46 posti in classifica) una community in cui l’obiettivo è registrare e condividere video in playback cantando su basi musicali famose. Il senso è questo (visti i primi 20 secondi non siete obbligati a fruire di tutto il video):

Passando alla classifica delle app più redditizie nel mese di Settembre 2016 troviamo come in passato Clash Royale seguita da Pokemon Go. Quest’ultima dopo aver esordito in classifica direttamene al secondo posto nel mese di Luglio è stata prima ad Agosto per poi scendere di nuovo al secondo posto. La domanda a cui aspetto trepidamente risposta è: cosa succederà ad ottobre? Nintendo (proprietaria di Niantic) ha sviluppato qualche novità per tenere viva la base utenti ma non so se basterà a tenere a bada l’effetto noia che pare essersi fatto avanti dopo un’estate passata a rincorrere mostriciattoli in giro per la città come dei matti. Aggiungiamo che con la stagione fredda si va meno volentieri “a caccia” e la previsione potrebbe essere facile da fare. Vedremo, anche perché l’applicabilità a livello marketing di quest’app cominciava ad apparire chiara a tutti (in Italia il primo grande player a cavalcare il trend è stato Carrefour).  A breve si saprà se ha senso investirci creatività e soldi.

Di certo Pokemon Go ha un merito, aver sdoganato alla massa il concetto di Realtà Aumentata che ancora faticava a venire fuori.

E’ su questo che secondo me ha senso costruire future strategie di Mobile Marketing.
 
 

Trend Viral, il videoclip musicale di Shell

schermata-2016-10-06-alle-17-23-28Da paio d’anni gli addetti alla content strategy delle aziende continuano a ripetere quanto sia importante puntare sui video online per rendere efficaci azioni e messaggi verso i potenziali clienti.  Nonostante questo sono relativamente pochi i contenuti “social” diffusi in rete dai brand che nel formato video performano bene.  Ci sono utenti vicini a settori come quello Fashion più sensibili di altri alla fruizione di contenuti video ma, in generale, la semplicità e la rapidità di fruizione delle immagini sembra pagare di più in termini di attenzione e interazioni.
Con colleghi e clienti spesso ci si trova a dire: ma se ottengo più like e share con una bella fotografia o con una grafia creativa perchè devo spendere nell’ideazione e nella produzione molto più costosa di un video? Certo sappiamo che un video è in grado di affascinare e raccontare molte più cose, di fare leva su più sensi coinvolgendo anche l’udito e trattenendo lo sguardo dell’utente per più tempo ma se poi non viene visto per più di 3 secondi c’è poco da fare, la sua potenzialità rimane inespressa.
Sempre più spesso però, osservando alcune best practice, mi trovo rispondere anzitutto che non sia una questione di formato e di pazienza degli utenti bensì di script e storyboard. Da una parte non c’è ancora una competenza creativa diffusa per lo sviluppo di video per il web, dall’altra solo alcuni marchi hanno fatto il salto mentale passando dal video associato al concetto classico di SPOT a quello associato ad un concetto molto più evoluto di racconto. Ancora meno sono poi quelli che sono disposti a mettere, durante il racconto, in secondo piano il marchio o il prodotto a favore dello “spettacolo”.
E qui arriviamo all’esperienza Shell che secondo me, al di là dei gusti, ha fatto una cosa semplicissima.schermata-2016-10-06-alle-17-23-49Ha creato un video branded partendo da quello che i dati dicono chiaramente ovvero che al primo posto tra i format video più apprezzati e fruiti dagli utenti ci sono i video musicali (li guarda il 61% di chi fruisce di video online, al secondo posto ci sono i Tutorial con il 48%, via via tutti gli altri come intrattenimento, informazione, ugc).
Senza scoprire l’acqua calda ma investendo nella creazione di un videoclip proprio come se fossero una casa discografica hanno prodotto un contenuti iper ingaggiante.
Ecco il risultato: “Best Day of My Life”

A una settimana dalla messa online del video abbiamo questi dati:
Su FACEBOOK:
31 Milioni di Visualizzazioni
94 mila condivisioni
314 mila like
8,5 mila commenti
Su YOUTUBE:
650 mila Visualizzazioni
13,3 mila condivisioni
2500 like
E’ vero, non sappiamo quanto è stato investito per spingere le visualizzazioni ma di una cosa possiamo essere certi: ottenere mezzo milione di interazioni e, tra quelle, una percentuale così alta di condivisioni (ogni tre like in media c’è uno share) non è qualcosa che si compra dal centro media. E ovviamente questi sono solo dati parziali.

Social Ads, usare i target geografici per migliorare le proprie campagne.

Normalmente pianificando una campagna di Social Advertising si è sempre molto attenti a personalizzare il target in base ai propri interessi. Se stiamo promuovendo un deodorante per ambiente, una paella surgelata o un nuovo modello di scarpe sportive ci rivolgeremo a persone che siano interessate rispettivamente alla cura della casa, alla paella / riso, allo sport / abbigliamento.
Spesso però, rispetto all’investimento messo in campo per la promozione di un post o di una pagina, il target raggiungibile è molto più ampio e nonostante l’impostazione di diversi filtri per età, sesso e interessi rischiamo di sparare ancora un po’ nel mucchio intercettando persone più e meno sensibili al nostro annuncio e spendendo qualche ero in più di quello che potremmo fare.
Per questo motivo oggi vi invito a ragionare molto anche su un parametro in più, un parametro spesso sottovalutato: la targettizzazione geografica.
Le regioni non sono tutte uguali, non lo sono per ricchezza, cultura, abitudini e di conseguenza per distribuzione della spesa di ciascun individuo / famiglia. E’ per questo che se fate caso ai dati di alcuni post promossi di un qualunque marchio vi renderete conto che ci sono regioni che quasi sempre rispondono meglio di altre. Non è un caso e anche se promuoviamo brand che vendono magari su tutta Italia se i loro post sponsorizzati hanno budget ridotti è inutile targettizzare in tutta la nazione le campagne.
Per questo motivo in fase di pianificazione e successivamente di ottimizzazione di qualsiasi campagna Social è opportuno ragionare sui criteri geografici. Le fonti da cui raccogliere dati sono 3:

  1. IL CLIENTE:
    forse il più importante, è l’unico in grado di dirci quali sono in un dato momento i volumi di vendita di un prodotto/servizio in base alle aree geografiche (questo vale sia per beni e servizi venduti su canali fisici che su canali online su cui è sempre possibile tracciare l’origine e il potere d’acquisto medio dell’acquirente).
  2. I DATI DELLE CAMPAGNE SOCIAL (quelle Facebook su tutte):
    chiaramente questi avranno valore crescente quanto più avrete avuto modo di pubblicare e testare le sponsorizzazioni. “Un post non fa primavera” ma sicuramente dopo una trentina di promoted post su un territorio esteso (nazionale o quanto meno regionale) inizierete ad avere chiara la provenienza geografica dei vostri principali estimatori. Ricordatevi di guardare i dati facendo le dovute proporzioni tra i valori in campo, non guardate solo i valori assoluti altrimenti le regioni più popolose saranno sempre avvantaggiate.
    Di seguito condivido un’analisi tipo che faccio io per capire quali in quali regioni i miei post stanno funzionando meglio.
    QUALI DATI SELEZIONARE: anzitutto visualizzate ed estraete i dati di dettaglio sulle performance geografiche: 
    facebook-area-geografica
    i dati che il tool pubblicitario di facebook fornisce riguardano: Risultati (Clic, like, share, commenti), Copertura (gli utenti raggiunti) e il costo per Risultato. Come vedete dall’immagine sotto con l’estrazione dei dati di una piccola campagna che ho fatto di recente io ne aggiungo un altro che è l’Engagement Rate ovvero il rapporto percentuale tra Risultati e Copertura in grado di dirmi quante persone interagiscono con me ogni 100 persone raggiunte.
    COSA GUARDARE: A questo punto mettete in evidenza le regioni che fanno registrare un costo per risultato inferiore alla media (le vedete evidenziate in giallo). Poi selezionate quelle che fanno registrare un Engagement Rate superiore alla media. Dall’Incrocio di questi due gruppi verranno fuori le aree che vi costano meno a livello di risultati e sono al tempo stesso più propense ad interagire con voi (le vedere evidenziate con la scritta TOP). Come vedete dalle regioni con le migliori performance resta fuori quella in cui questa specifica campagna ha portato più risultati in termini assoluti: la Campania. In questo caso aree come questa costituiscono una variabile da gestire in base agli obiettivi. Se mi interessano i volumi più dei costi magari me la porto dietro tra le regioni top altrimenti la lascio in una fascia di target B. Analisi Geografica Performance POST Facebook
    COSA FARE DELLE INDICAZIONI RACCOLTE: se le analisi sui post successivi dovessero confermare queste regioni come le più interattive con i miei contenuti varrà la pena valutare di concentrare il futuro budget promozionale solo su quelle regioni per ottenere con lo stesso investimento un maggior numero di utenti coinvolti. E’ chiaro che queste siano riflessioni fatte al netto dell’importanza strategica di ciascun area geografica per il marchio. Va da sé, infatti, che se per un brand una regione come in questo caso la Basilicata o le Marche, ad alto costo e bassa interazione, sono strategiche (vedi punto uno di questo post) la strategia dovrà tenerne conto.
  3. I DATI DI MERCATO:
    in quest’ultimo caso, a meno che non si commissionino costosi studi e analisi ad hoc, useremo fonti come ad esempio i dati ISTAT in grado di fornirci indicazioni generiche su settori macro. Informazioni in grado di indicare quali sono le aree potenziali di azione di un’azienda. Questo tipo di dati sono molto utili sopratutto in fase iniziale di un progetto quando in mancanza di input del cliente e informazioni su campagne pregresse (punto 1 e 2) è necessario fare delle ipotesi sul target potenzialmente più sensibile a certi temi.Utilizzando fonti come questa infografica interattiva del sito del Sole 24 Ore è possibile navigare nei dati ISTAT riferiti alla spesa Regionale delle famiglie italiane nel 2015 suddivisa per settore di consumo.
    Verranno fuori dati come questi che mostrano ad esempio come parlando di Food sia la Toscana la regione a spendere in assoluto più soldi in media ma anche che, facendo la proporzione percentuale sul potere d’acquisto delle famiglie siano le regioni del Sud, su tutte la Calabria, quelle che spendono la fetta più grande dei propri guadagni in alimentarie e bevande analcoliche. Saranno forse proprio queste quelle più interattive con i post a tema. istat-spesa-prodotti-alimentari
    Situazione invertita quando si parla di spesa per attività ricreative, spettacoli e cultura. E’ il nord a fare da traino con il Trentino quale regione principe sia in senso assoluto che per percentuale spesa rispetto al totale mensile. Se volessi promuovere un evento di portata nazionale, chessò il concerto di Bruce Springsteen a Milano, o l’Expo, a prescindere dalla vicinanza geografica saranno comunque queste le regioni da cui mi aspetterei maggiori interazioni.istat-spesa-spettacoli-cultura
    Ultimo esempio riguarda il settore Abbigliamento in cui Milano (e la Lombardia) si conferma capitale della moda con il maggior esborso totale ma in cui è nuovamente il sud Italia a mostrare un interesse sopra la media con regioni come Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia in cui attorno al 6% dello speso mensile riguarda questo ambito di prodotti. In questo caso se dovessi scegliere le regioni su cui pianificare una campagna Social a basso budget punterei su un mix tra regioni come Lombardia e Valle d’Aosta che spendono notevolmente più della media e altre come Basilicata e Puglia molto attente a questo comparto piuttosto che ad altri.
    istat-abbigliamento-calzature

Per chiudere dunque spero di aver reso l’idea di quanto riuscire a parlare con il pubblico giusto attraverso un post passi anche dalla definizione delle aree geografiche. Spero possiate avere tempo e modo di collaudare questo approccio. Forse comporta qualche “sbattimento” analitico in più di quello che un’agenzia media è disposta a fare ma credo che i risultati passano valere la fatica.

[Infografica] Dati Instagram in Italia nel 2016

Instagram, cambia, cambia sempre. E non parlo solo dell'evoluzione del loro, delle funzionalità e della possibilità di investirci a livello pubblicitario. Parlo di quello che è il motore di questo canale come di tutti i canali social: gli utenti.

A solo 6 mesi di distanza dall'ultima analisi sui principali numeri di Instagram in Italia (pubblicata a Novembre 2015) le differenze sembrano essere davvero tante, tutte a testimoniare la crescita di utilizzo di questa piattaforma social di condivisione di immagini e video.

Dati Instagram Italia 2016

Ecco allora alcune considerazioni per punti:

  • 1.000.000 di utenti in più rispetto a 6 mesi fa per un totale di 7.890.000 di utenti Italiani.
  • un canale a maggioranza femminile con il 54% di utenti italiane donne, ben 4,2 milioni
  • Millennials a tutto spiano, con 4,8 mln di utenti tra i 18 e i 34 anni, il 61% del totale, una fascia in crescita di 600 mila unità rispetto a 6 mesi prima.
  • Per le altre fasce di età mentre, imprevedibilmente resta stabile il numero degli utenti sotto i 18 anni crescono gli utenti appartenenti alle fasce più adulte con più 400 mila utenti per la fascia tra i 35 e i 55 anni. Non solo più ragazzini dunque, anzi, l'età media parla di un canale più molto più maturo rispetto agli inizi.
  • Per la classifica sugli utenti regionali mentre la Lombardia resta al primo posto la Campania scalza il Lazio alle seconda posizione.
  • La regione che in assoluto cresce di più è la Sicilia (+130.000 utenti) seguita da Puglia e Campania (+120.000) testimonianza che la crescita maggiore dell'ultimo periodo è legata alla diffusione al sud di questo social. Se guardiamo questo dato in termini di crescita percentuale sono le regioni più piccole: Basilicata (+75%), Valle d'Aosta (+74%) e Molise (+53%) quelle con il tasso di crescita maggiore.

Riassumendo siamo d'avanti a un pubblico mediamente più adulto, abbastanza diviso per sesso e a una maturità d'utilizzo a livello nazionale senza più eccessiva concentrazione al centro-nord.

Instagram cambia, evolve, cresce e sempre più diventa un canale maturo per l'utilizzo in più settori. Pianificate in maniera altrettanto esponenziale i vostri sforzi.

[Nota: VISUALIZZA QUI I DATI INSTAGRAM AGGIORNATI AL 2017]