Per ordinare da Starbucks ci vuole l'intelligenza… artificiale.

Continuo a seguire con interesse il tema e il trend delle innovazioni tecnologiche applicate al Marketing. Oggi siamo nel mondo AI, intelligenza artificiale. Il caso è quello di Starbucks che sta implementando moduli di AI all’interno della sua app in modo che i clienti possano ricevere offerte e contenuti personalizzati in base ai propri dati e gusti.
La premessa è che stiamo parlando di uno dei, o forse DEL, retailer con l’ecosistema mobile più grande al mondo con 12 milioni di membri iscritti allo Starbucks Rewards ™ (il suo programma fedeltà) e 8 milioni di transazioni che avvengono già via Smartphone. Dunque è impossibile non guardare alle innovazioni di questo brand come trend in grado di diffondersi e influenzare le modalità di consumo degli utenti in questo e in settori adiacenti.
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La prossima grande innovazione del brand sarà lanciata nel 2017, si chiama “My Starbucks Barista” ed è un nuovo sistema, basato appunto sull’intelligenza artificiale, per effettuare gli ordini attraverso un app mobile. I clienti Starbucks potranno ordinare via mobile attraverso un messaggio vocale o di testo con un’esperienza comoda e immediata. L’obiettivo è quello di accrescere ulteriormente la fidelizzazione e ovviamente il coinvolgimento dei propri clienti già iniziato con il programma di offerte personalizzate inviate via Mail. In questo caso, ed è la forza di Starbucks, “personalizzare un’offerta” non è solo un modo di dire ma letteralmente una vera e propria iper-segmentazione con 400 mila diverse varianti del contenuto inviato nelle caselle di posta elettronica dei propri clienti, un’attività che ha portato il doppio delle conversioni rispetto a campagne precedenti.
Dunque è questa la strada: possibilità di dialogare con milioni di utenti fornendo proposte vantaggiose, raccomandation e servizi in tempo reale basati sull’utente stesso. Una nuova veste al consumo di massa. Quali brand potranno permetterselo? O forse la domanda giusta è: a breve dovranno permetterselo tutti?
 

Boom online di ricerche per il "Black Friday". In Italia più cercato dei "Saldi".

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“Che palle queste mode americane”… Quante volte abbiamo sentito o pronunciato questa frase negli ultimi anni? Tra Halloween, Thanksgiving, San Patrizio, Baby Shower e altri trend e tradizioni importate dagli Stati Uniti sono altrettanti i momenti e le iniziative di Marketing collegate agli stessi.
Dopo una prima forte affermazione nel 2015, sopratutto online, una di queste tradizioni ha vissuto quest’anno un vero e proprio boom: il black friday.
Questa giornata è successiva al Giorno del Ringraziamento e dà origine, dal punto di vista commerciale, al periodo dello shopping natalizio. Anche se non è certa l’origine del nome di questa ricorrenza, secondo alcune fonti, questo nasce da un modo di definire la giornata nella città di Philadelphia per indicare il caos derivato dal traffico cittadino creatosi solitamente per l’occasione.
Passando dell’analisi storica a quella dei dati disponibili al momento, ovvero quelli delle ricerche online effettuate in Italia sul tema (vedi grafico seguente), notiamo come anno su anno negli ultimi 5 anni le ricerche a tema siano cresciute in modo esponenziale. Per quanto siano prevedibili i picchi generati ogni anno nel mese di Novembre è meno pronosticabile quanto avvenuto nel 2016 quando l’interesse degli utenti italiani è triplicato rispetto all’anno precedente.  Ancora più sorprendente il rapporto con un tema di scontistica che ha da sempre scandito gli acquisti nel nostro paese ovvero i Saldi stagionali che avvengono 2 volte all’anno a Luglio e Gennaio (linea rossa nel grafico). In rapporto alle ricerche su questo tema quelle relative al Black Friday nel 2016 appaiono per la prima volta notevolmente superiori (Fonte: Google Trends).
trend ricerche google black friday saldi 2016
Ma quindi da quest’anno il Black Friday avrà un impatto sui consumi degli Italiani superiore a quello dei classici Saldi? No, o meglio, non è detto perché chiaramente le ricerche ci mostrano l’interesse su un tema che, in questo caso, per forza di cose essendo relativamente nuovo, attira un maggior numero di ricerche puramente informative di curiosi che hanno come obiettivo anche solo capire di che si tratta o perché l’evento ha questo nome. Non è da sottovalutare anche la vicinanza tra ricerche su Google, quindi online, e il luogo dove il Black Friday per ora genera le maggiori vendite: internet quindi non è detto che nei negozi fisici l’interesse sia lo stesso rilevato online.
Dall’analisi delle query associate al black friday negli ultimi 90 giorni vediamo come in generale, da sempre, l’evento più atteso sia quello di Amazon (primo tra i brand nella colonna destra del grafico sotto, quella con i volumi assoluti di ricerche) che, per il secondo anno, ha pubblicizzato l’iniziativa di sconti temporizzati anche in TV. A seguire Mediaworld. Dall’altra parte si sono attivati in maniera decisa anche una serie di player meno abituati a campagne dedicate o a registrare volumi di ricerche elevati in altri periodi dell’anno. Ecco quindi che nella chart a sinistra, quella con le ricerche principali per tassi di crescita, appaiono brand come: Zara, Trony, Apple, Ryanair, Expert e Sony (quest’ultimo con il prodotto Ps4).
query ricerche google black friday 2016
Infine per avere un’idea di come alcuni di questi marchi e catene abbia spinto volantini e promozioni dedicate ecco una carrellata di Post Facebook. Inutile dire che il “black” sia il colore più usato dai grafici. In questo caso la fantasia conta poco, è la percentuale di sconto a guidare e spero che abbiate fatto dei buoni affari.

Boom online di ricerche per il "Black Friday". In Italia più cercato dei "Saldi".

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“Che palle queste mode americane”… Quante volte abbiamo sentito o pronunciato questa frase negli ultimi anni? Tra Halloween, Thanksgiving, San Patrizio, Baby Shower e altri trend e tradizioni importate dagli Stati Uniti sono altrettanti i momenti e le iniziative di Marketing collegate agli stessi.
Dopo una prima forte affermazione nel 2015, sopratutto online, una di queste tradizioni ha vissuto quest’anno un vero e proprio boom: il black friday.
Questa giornata è successiva al Giorno del Ringraziamento e dà origine, dal punto di vista commerciale, al periodo dello shopping natalizio. Anche se non è certa l’origine del nome di questa ricorrenza, secondo alcune fonti, questo nasce da un modo di definire la giornata nella città di Philadelphia per indicare il caos derivato dal traffico cittadino creatosi solitamente per l’occasione.
Passando dell’analisi storica a quella dei dati disponibili al momento, ovvero quelli delle ricerche online effettuate in Italia sul tema (vedi grafico seguente), notiamo come anno su anno negli ultimi 5 anni le ricerche a tema siano cresciute in modo esponenziale. Per quanto siano prevedibili i picchi generati ogni anno nel mese di Novembre è meno pronosticabile quanto avvenuto nel 2016 quando l’interesse degli utenti italiani è triplicato rispetto all’anno precedente.  Ancora più sorprendente il rapporto con un tema di scontistica che ha da sempre scandito gli acquisti nel nostro paese ovvero i Saldi stagionali che avvengono 2 volte all’anno a Luglio e Gennaio (linea rossa nel grafico). In rapporto alle ricerche su questo tema quelle relative al Black Friday nel 2016 appaiono per la prima volta notevolmente superiori (Fonte: Google Trends).
trend ricerche google black friday saldi 2016
Ma quindi da quest’anno il Black Friday avrà un impatto sui consumi degli Italiani superiore a quello dei classici Saldi? No, o meglio, non è detto perché chiaramente le ricerche ci mostrano l’interesse su un tema che, in questo caso, per forza di cose essendo relativamente nuovo, attira un maggior numero di ricerche puramente informative di curiosi che hanno come obiettivo anche solo capire di che si tratta o perché l’evento ha questo nome. Non è da sottovalutare anche la vicinanza tra ricerche su Google, quindi online, e il luogo dove il Black Friday per ora genera le maggiori vendite: internet quindi non è detto che nei negozi fisici l’interesse sia lo stesso rilevato online.
Dall’analisi delle query associate al black friday negli ultimi 90 giorni vediamo come in generale, da sempre, l’evento più atteso sia quello di Amazon (primo tra i brand nella colonna destra del grafico sotto, quella con i volumi assoluti di ricerche) che, per il secondo anno, ha pubblicizzato l’iniziativa di sconti temporizzati anche in TV. A seguire Mediaworld. Dall’altra parte si sono attivati in maniera decisa anche una serie di player meno abituati a campagne dedicate o a registrare volumi di ricerche elevati in altri periodi dell’anno. Ecco quindi che nella chart a sinistra, quella con le ricerche principali per tassi di crescita, appaiono brand come: Zara, Trony, Apple, Ryanair, Expert e Sony (quest’ultimo con il prodotto Ps4).
query ricerche google black friday 2016
Infine per avere un’idea di come alcuni di questi marchi e catene abbia spinto volantini e promozioni dedicate ecco una carrellata di Post Facebook. Inutile dire che il “black” sia il colore più usato dai grafici. In questo caso la fantasia conta poco, è la percentuale di sconto a guidare e spero che abbiate fatto dei buoni affari.

Digital Retail in Italia, i piccoli passi dell'innovazione: persone, tecnologie ed esperienze.

tecnologie-persone-esperienze-digital-retail
L’innovazione Digital nel Retail italiano è una necessità ma non tutti ne sono consapevoli o quantomeno non tutti hanno in mente la stessa strada per arrivarci.
Questo in sintesi quanto emerso dall’evento sull’Innovazione Retail organizzato oggi da Osservatori del Politecnico di Milano.
Il 65% dei top retailer non ha una chiara strategia di innovazione digitale e forse proprio per questo  solo l’1% del fatturato dei retailer italiani è destinato agli investimenti in innovazione.
Ad ogni modo nell’ultimo anno sono in media 3 le innovazioni tecnologiche introdotte in azienda lato back-end e front-end segno di una volontà e consapevolezza che qualcosa va fatto per fronteggiare con successo i cambiamenti in corso nelle abitudini dei consumatori. Tante le innovazioni già introdotte in-store o quelle valutate per il futuro dai diversi player del mercato in grado di arricchire, velocizzare o rendere più emozionale l’esperienza del consumatore. Il negozio del futuro è un cantiere aperto? Tra tecnologie che appaiono più come gadget (es. il camerino smart) e altre più strategiche come i sistemi di payment digitale e di business intelligence direi proprio di si.
in store experience
Nella ricerca e nello sviluppo di professionalità legate all’innovazione digitale i retailer cercano sopratutto figure Marketing e Vendite: l’eCommerce Manager è indispensabile per 6 aziende su 10. Costi elevati e mancanza di competenze interne limitano i medio-piccoli retailer: 6 su 10 sono presenti sul web.
Tra i settori che hanno già affrontato la sfida al commercio elettronico e mobile, integrandolo nel loro business, si passa da un’elevata maturità di ambiti come l’intrattenimento, l’elettronica e l’abbigliamento a una bassa implementazione di dinamiche di vendita online da parte del comparto alimentare.
Infine Customer Journey: come cambia? La multi-canalità si avvia a diventare poli-canalità nel senso che ogni consumatore segue un percorso non lineare volto a privilegiare ora la pratica e la relazione, ora la velocità di esecuzione di un acquisto ora l’esperienza e in altri casi il coinvolgimento in attività e rewarding a valore aggiunto.
Ecco, in questa infografica, una sintesi dei principali dati e dei modelli presentati durante l’incontro.
OIR16 - innovazione digitale nel retail

5 tecnologie da seguire per fare digital marketing: Stampa 3D, AR, VR, IoT, Droni.

Realtà VirtualePensando a qualsiasi attività di marketing digitale è fondamentale avere chiari i trend tecnologici che governano il mercato e sopratutto orientano i consumi degli utenti.
Sapere che una tecnologia è più cercata di un’altra ci aiuta a inquadrare meglio i canali giusti in cui fare attività, le tecnologie su cui vale la pena esplorare e investire, i formati migliori in cui declinare i nostri contenuti.
Nota: In questo post il concetto di trend tecnologico non va confuso con quello di Innovazione, anzi, bisogna ricordare che molto spesso ciò che entra nell’uso comune ha una storia e una gestazione molto lunga per cui leggete le righe seguenti senza cercare novità futuriste ma con l’obiettivo di capire come stanno evolvendosi, nella percezione culturale di massa, tecnologie di cui si parla già da qualche anno ma che solo marginalmente sono entrate nella nostra vita. 
In questo senso quindi periodicamente provo a confrontare una serie di tendenze di settore per constatare l’andamento delle stesse in termini di ricerche effettuate su Google.
Nello specifico questa volta ho confrontato l’andamento 2016 in Italia di 5 ambiti valutati come tendenze tecnologiche mature per l’approccio e la fruizione di massa: La stampa 3d, La realtà aumentata, la realtà virtuale, l’internet of things e i droni.
Qualche cenno per chiarire ai meno esperti ciò di cui parliamo:

  • La stampa 3D. Un’innovazione di cui si parla dal lontano 1986 ma che solo nei primi mesi del 2013 ha iniziato ad avere risonanza a livello mondiale affacciandosi al mass market. Grazie agli avanzamenti tecnologici che hanno reso disponibili versioni “low cost” sembrava che in breve tempo le stampanti di oggetti tridimensionali potessero entrare negli studi dei professionisti di diversi settori e addirittura nelle case di molti di fianco alle stampanti classiche. In realtà un po’ per mancanza di applicazioni davvero appeal, un po’ per costi (“low” ma comunque non proprio banali) e per mancanza di fantasia e di cultura in proposito la pratica della stampa 3d è rimasta legata alla riproduzione in scala di statuine e gadget con le nostre sembianze.
    Stampa 3d - pesce rosso stampa 3d - statuine
  • La Realtà Aumentata o augmented reality o AR, se preferite, che, al di là dei film di Robocop o IronMan, ha vissuto un primo vero picco di interesse di massa collegato ad applicazioni pubblicitarie tra il 2009 e il 2012 in cui attraverso l’utilizzo di marker leggibili attraverso webcam o smartphone l’inquadratura di un oggetto reale veniva arricchita, appunto, da elementi grafici (o testuali) digitali. Il vero passo avanti nel settore è stato tentato da Google con il lancio dei Google Glasses, flop di mercato il cui progetto è stato dichiarato chiuso definitivamente a inizio 2016. Qualche mese mese dopo, a luglio 2016, la tecnologia viene riportata in vita da un’app che ha bruciato record di download in tutto il mondo: Pokemon Go. Forse un fuoco di paglia ma intanto, ad oggi, questo gioco costituisce l’esempio più conosciuto di questo tipo di tecnologia.
  • La Realtà Virtuale o VR. Sorella della Realtà Aumentata né è considerata erroneamente qualche volta un’alternativa, a volte un sinonimo, a volte un’evoluzione. La differenza di fondo è legata al valore immersivo dell’esperienza offerta. Nel primo caso si resta ancorati ad esperienze reali arricchendole semplicemente di elementi digitali, nel secondo invece, con la realtà virtuale, ciò che si vive è quasi esclusivamente fittizio. Spegnendo un dispositivo di realtà aumentata resterebbe attiva metà dell’esperienza che si sta vivendo (es. non vedo più i mostrini di Pokemon Go ma continuo a visualizzare i palazzi e le strade che mi circondano), spegnendo un dispositivo di realtà virtuale vi vedrebbe solo uno schermo nero, il mondo fittizio proposto dalla tecnologia scompare completamente.  In questo caso le applicazioni che per prime stanno diffondendo la tecnologia sul mercato sono quelle in campo Gaming. In più quasi tutti, nell’ultimo anno, dovrebbero aver sentito parlare o visto i dispositivi  – visori – per la fruizione della stessa ovvero: Oculus (azienda proprietà di Facebook), Samsung Gear (i primi a diffondersi sul mercato di massa) e i più rudimentali, perchè di cartone, ma utili alla comprensione del fenomeno Google CardboardDifferenza AR vs VR
  • Internet delle cose, o anche Internet of Things o IoT. Più che una tecnologia è l’applicazione di internet agli oggetti, la messa in rete di dispositivi, strumenti e oggetti classici o nuovi che ci circondano. Parliamo di cose come il contatore intelligente che comunica dati sui nostri consumi in tempo reale al nostro fornitore di Energia, la smartAuto che dialoga con il service in caso di guasti o con le compagnie di assicurazione in caso di furti o incidenti, la macchina del caffè o il sistema di illuminazione connessi che possono essere attivati a distanza o in base a specifiche condizioni, giorni della settimana, programmi etc. fino ad arrivare a frigoriferi in grado di ordinare cibi e ingredienti che scarseggiano, pannolini magici in grado di analizzare la pipì dei bambini creando una cartella clinica aggiornata degli stessi. Le applicazioni sono infinite e crescenti. A sentire gli esperti, e gli amanti di fantascienza, a breve potremmo vivere in un mondo in cui tutto, ogni cosa fisica, sarà gestibile da remoto, tacciabile, modulabile e ogni cosa potrà, in autonomia, imparare e personalizzare la propria funzione in base alle abitudini dell’utilizzatore. macchina caffè intelligente
  • I Droni. Sono la tecnologia che ha in assoluto visto il maggior tasso di crescita di ricerche nel 2015 rimanendo al top anche quest’anno. Non si tratta di innovazioni nuove. Esistono droni da decenni, spesso li si citava per la loro applicazione in contesto militare, ma solo negli ultimi 4-5 anni questi dispositivi volanti telecomandati sono entrati a regime prima nel mondo del videomaking, poi, con l’abbattimento dei prezzi e il miglioramento graduale delle prestazioni, anche in contesti più ludici. Nel 2016 si è parlato anche di come questi oggetti volanti possano rivoluzionare il mondo delle consegne e il sito eCommerce più grande del pianeta, Amazon, ha annunciato i suoi investimenti per sviluppare droni/fattorino in grado di recapitare a casa in poche ore dall’ordine gli oggetti richiesti. Non sappiamo quanto sia vicino il momento in cui, uscendo di casa e alzando gli occhi, vedremo volare in cielo decine di droni come oggi succede per gli uccelli, ma di certo il trend e l’interesse degli utenti sembra essere tutt’altro che trascurabile.  (nella foto sotto un mash up di cui si è parlato, il drone per andare a caccia di pokemon, che mette insieme l’AR con i droni)pokemon_go-drone

Tornando proprio ai trend vedete nel grafico di seguito come nel 2016 in Italia si siano evolute le ricerche sui 5 temi. L’ultimo citato, l’aeromobile a pilotaggio remoto o drone per usare un termine familiare a tutti, è di certo quello con il maggior interesse generato. Al secondo posto la Realtà Virtuale che in maniera lenta ma costante ha fatto registrare da Gennaio ad oggi (novembre) un andamento in crescita avvicinandosi molto al primo in classifica e lasciando immaginare che tra tutti sia proprio questo il trend su cui costruire applicazioni, progetti e dinamiche di engagement nell’immediato futuro. Altalenante l’andamento della stampa 3D che, evidentemente, come accennavo è ancora in cerca della sua identità ma che proprio per questo va tenuta d’occhio. L’internet delle cose è al quarto posto e anche se in effetti rappresenta un contesto composto da tecnologie e oggetti molto diversi fra loro e meritevoli di analisi ad hoc sembra procedere a passi piccoli, forse troppo.
All’ultimo posto la realtà aumentata: sarà per il flop dei google glasses, sarà per mancanza di idee dirompenti l’unico vero picco dell’anno è stato vissuto a luglio quando, grazie soprattutto al boom di Pokemon Go il mercato di massa ha compreso quanto ogni oggetto che ci circonda può, se inquadrato con un semplice smartphone, arricchirsi di informazioni, storie e valore.
Technology Trend in Italy 2016