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[DATI] Pinterest in Italia. Voci discordanti

Come sanno gli affezionati di questo blog, ammesso che ce ne siano, ultimamente mi sono fatto portare dal vento di Pinterest che sembra soffiare verso strategie mirabolanti e promesse di un nuovo marketing. Le prime considerazioni le trovare sul post di qualche giorno fa.
Come mi ero ripromesso e prima di chiedere ai
clienti investimenti di qualche migliaia di euro ero curioso di vedere i dati nazionali del nuovo social network.
Premesso che ancora non ne ho trovati di ufficiali qualcosa in rete è presente.
Di sicuro c’è che il tasso di crescita di utenti italiani che accedono al sito di Pinterest sia cresciuto del 794% nel giro di 8 mesi.
Questo il grafico sull’andamento nazionale confrontato con quello di GranBretagna, Francia, Germania e Spagna mostra come nonostante quello che si stia “pompando” siamo il paese con numero di utenti mensili minore tra i principali europei. A gennaio sembrano essere 35 mila (fonte comScore).
Ma i dati, si sa, sopratutto se non ufficiali vanno sempre presi con le pinze. Provando a incrociarli con le stime di AdPlanner di Google c’è subito una netta differenza.
Google infatti parla di un numero nazionale molto più alto che arriva a 240 mila unique users. Chi avrà ragione?

Anche nella più rosea delle alternative non si può comunque ancora parlare di fenomeno di massa seppure sia innegabile una crescita da brividi che suggerisce di monitorare la situazione.

Un fattore curioso e che mi ha colpito subito nelle analisi dei dati e che avvalora la mia cautela nel dare per scontati i primi dati che ci capitano sott’oc
chio riguarda la ripartizione degli utenti tra uomini e donne. Mentre è stato fatto notare da molti come si possa definire il socialnetwork generalista più femminile di tutt
i essendo le
donne tra il 68% e il 74% del totale (secondo altre stime si arriverebbe addirittura all’89%) sempre AdPlanner mostra un ribaltamento delle percentuali quando si considerano il totale degli utenti mondiali (o quegli USA che sfalsano molto la media) e quando si restringe il campo alla nostra nazione.
Ecco le proporzioni:
Worldwide
Usa
Italia
Attenzione quindi a proporre ad esempio a un brand di moda donna che vuole promuoversi in Italia una strategia in cui il contributo di Pinterest sia importante. Si rischia di perdere tempo e soldi ottenendo bassi ritorni.
Chiudo questo post con un’indicazione che va apparentemente in controtendenza con quanto detto fino ad ora. E’ vero che sono convinto che Pinterest non sia ancora maturo per entrare a far parte delle strategie di Social Media Marketing di un brand ma sicuramente i dati che riguardano gli interessi e le attività dei suoi utenti costituiscono una base importante per studiare strategie da esplodere poi su altre piattaforme. Al momento vedo in questo social network un grande specchio dei trend da sposare per andare incontro al (p)Interest dell’utente.

[Infographic] Una giornata tipo su Internet.

Carina e immediata questa infografica (era un po’ che non ne pubblicavo una) che mostra i principali numeri legati alle abitudini online degli utenti nell’arco delle 24 ore.

  • 294 miliardi di e-mail spedite,
  • 2 milioni di post pubblicati sui blog,
  • 172 milioni di utenti unici visitano Facebook (trascorrendo in totale 4 miliardi di minuti)
  • 250 milioni di foto pubblicate sul social network più grande del mondo,
  • 864 mila ore di video caricate su You Tube
  • 35 milioni di apps scaricate (1288 quelle nuove disponibili al download)
  • 378 mila iPhone Venduti, un numero che supera quello di bambini nati nelle 24h.
E’ chiaro che su base mondiale questi numeri sono “spaventosi” e occorre contestualizzarli ma l’informazione e il singolo messaggio continua la sua corsa inarrestabile verso l’autocombustione.
E’ evidente una cosa però: che abbiamo superato da un pezzo la soglia di gestibilità di profili social, mail ricevute, amici virtuali con cui relazionarsi e verso cui parlare attraverso le varie forme multimediali concesseci. Anche le piattaforme che teoricamente dovrebbero aiutarci ad aggregare i Blog letti (vedi google reader) o i social network usati con le varie app per la pubblicazione automatica sui vari profili vanno a ingarbugliare i flussi.
Per i brand si aprirà l’era della comunicazione usa e getta? Meno qualità della produzione dei materiali in nome di una maggiore costanza e diversificazione dei messaggi? Come sempre partendo da questo input proverò a far quadrare il cerchio e poi se mi va bene invento il nuovo Pinterest viceversa scrivo un libro come fanno tutti i “saggi”.

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Utenti ed Utentesse… (che sarebbe il femminile plurale di Utente.. se fossi analfabeta) questo è solo un post celebrativo e promozionale per annunciare la Fan Page Facebook di Tag Matter. Post originali ed articoli interessanti sul mondo della comunicazione Digitale ma anche un po’ di cazzatine per passare il tempo. No sudoku, no superalcolici virtuali (in questo restiamo analogici per favore).