Archives for Gennaio 2019

4 statistiche per valutare il ruolo dei Video su Facebook nel 2019

Nell’ideazione delle attività di content production Social del proprio Brand è ormai indiscussa la necessità di prevedere una corposa strategia Video.

Indiscussa da una parte per una serie di deduzioni razionali, su tutte il ruolo centrale della fruizione mobile della maggiorate dei contenuti social, dall’altra per una serie di dati statistici che mostrano come il formato video sia notevolmente più ingaggiante rispetto a foto, testi e link.

top-post-facebook-type-analyzed-777-mln-post
Da un’analisi effettuata su oltre 777 milioni di post pubblicati su Facebook l’81,8% dei post nella top 500 è in formato video.

Analizzando i piani editoriali 2018 di 40 delle top Brand Page a livello internazionale ho estrapolato alcuni valori medi che possono essere utili per valutare il successo delle proprie content e video strategy passate, presenti e future ed essere certi che si stia andando nella direzione giusta.

statistica-video-facebook-1
Elaborazione dati Fanpagekarma su 44.811 post Facebook pubblicati da Gennaio a Dicembre 2018 da 40 top brand page internazionali.
Elaborazione dati Fanpagekarma su 44.811 post Facebook pubblicati da Gennaio a Dicembre 2018 da 40 top brand page internazionali.
Elaborazione dati Fanpagekarma su 44.811 post Facebook pubblicati da Gennaio a Dicembre 2018 da 40 top brand page internazionali.

3 Best Practice Video da cui imparare qualcosa per il 2019

3 Best Practice Video da cui imparare qualcosa per il 2019

A seguito di un’analisi focalizzata sui post pubblicati su Facebook nel 2018 da 40 top brand a livello mondiale ecco 3 best practice di contenuti video con un numero record di visualizzazioni ma sopratutto di condivisioni, uno dei parametri più rilevanti per valutare l’efficacia di un post.

Iniziamo con REDBULL, il brand più celebre per la sua capacità di produzione e broadcasting di contenuti. Non per caso sono anni che nella top 10 dei post più interattivi finiscono sempre contenuti di questo marchio. In linea con la sponsorizzazione di diversi sport estremi ed adrenalinici ecco il post con maggiore viralità dell’anno. 58 milioni e 600 mila views e 1,2 milioni di condivisioni. Cosa imparare? Se individuate qualcuno che incarna i valori del vostro brand ed è in grado di realizzare qualcosa di inimitabile sponsorizzatelo e raccontate le sue performance. Il risultato è assicurato.

Diverso per stile ma non tanto distante per approccio il video LEGO che racconta l’opera creativa ed ingegneristica che ha portato alla riproduzione di una vera Bugatti utilizzando solo i mattoncini del celebre brand danese. 5,4 milioni di visualizzazioni e quasi 80 mila condivisioni per passare la lezione che “le dimensioni contano” e a volte l’effetto wow è semplicemente generato da qualcosa di più grande rispetto agli standard.

Il terzo video è di GOOGLE ed è stato pubblicato prima di Natale. Qui gli standard della viralità si sprecano: scelta del periodo in cui c’è maggiore predisposizione all’emozione, storytelling che evoca, attraverso la parodia, il ricordo di un grande classico cinematografico trasmesso da sempre in quel periodo, rievocazione dello stesso “riesumando” e riabilitando un attore scomparso da anni dalla ribalta per cui in grado di destare grande curiosità. Infine, ciliegina sulla torta il “what if” con il confronto tra com’era ieri e come sarebbe stato oggi. Ecco come nascono i 28 milioni di visualizzazioni e il mezzo milione di share di “mamma ho perso l’aereo Google Assistant release”.

Lo so, a questo punto penserete che non avete abbastanza soldi per pagare un pazzo forsennato che si butta giù in bici per dirupi o per costruire una riproduzione scala 1:1 di un’automobile né, tantomeno, per ingaggiare Macaulay Culkin. Vero, certamente in tutti e 3 i casi è il budget disponibile a fare la differenza in termini di output dato in pasto agli utenti ma, d’altra parte non è nemmeno a numeri così stratosferici che ambisce la vostra strategia social e se vi “accontentate” di visualizzazioni e interazioni con uno o due zeri in meno forse l’investimento è nelle vostre corde e da oggi avete anche 3 ispirazioni in più.

Creatività, regole e big data. Come trovare l’equilibrio giusto per i tuoi Social?

Creatività, regole e big data. Come trovare l’equilibrio giusto per i tuoi Social?

Ci sono settori, e di conseguenza brand, in cui impostare un piano di contenuti Social è più difficile rispetto ad altri. Le principali difficoltà arrivano da due opposte necessità o, se preferite, da due possibili richieste del cliente:

  1. Voler comunicare efficacemente ma in modo totalmente disruptive e altamente “creativo” attraverso contenuti nuovi e originali.
  2. Dover comunicare in modo altrettanto efficace rispettando però diverse feree regole di condotta e “tone of voice” tipici del settore.

Insomma la difficoltà in entrambi i casi è data dai paletti che occorre fissare e che nel primo caso non ci sono affatto e nel secondo invece sono talmente tanti da costituire fattore limitante e banalizzante del contenuto.

Quando mi occupo di progetti in cui è attribuito un valore importante alla content strategy perché magari utile a posizionare l’azienda piuttosto che determinante per convertire l’utente in cliente e generare lead, cerco di inquadrare la strada giusta da seguire attraverso una semplice attività: l’ANALISI DEI DATI.

La premessa dunque, da fare con tutti i clienti e a seguito di qualunque brief è:

non focalizzarti sui paletti da abbattere o su quelli da rispettare, concentrati su quel concetto all’inizio della tua necessità ovvero Comunicare Efficacemente.

Concetto banale? Forse, eppure quasi mai nelle innumerevoli gare e progetti a cui prendo parte la corretta analisi delle best practice costituisce elemento di valutazione da parte del cliente per valutare la bontà della proposta creativa che ne scaturisce.

In diversi casi, quasi tutti, vedo un orientamento delle preferenze in base al criterio del “mi piace” o a quello del “secondo me funziona di più la proposta A rispetto alla B” o ancora “bella ma forse per noi è troppo originale” per finire con “mi sembra una cosa già vista…”. Tutte opinioni rispettabili quelle dei clienti (vi sfido a dire il contrario 😁) ma pur sempre opinioni basate sull’esperienza, magari su altri canali di comunicazione e sul gusto personale.

Si parla tanto di Big Data e in generale dei dati come imprescindibili per approcciare il marketing digitale ma poi davanti ad un contenuto per Facebook, Instagram, YouTube o qualunque altra piattaforma si tende a valutare la proposta senza tenere presente proprio i dati. ERRORE!

È proprio seguendo le evidenze fornite dai dati che in settori come il Food & Beverage che richiede spesso contenuti innovativi io continuo a professare la regola della semplicità e della standardizzazione (ovviamente senza esagerare). “Dobbiamo pubblicare sempre ricette?”… Risposta: “Sempre No, ma quasi sempre funzioneranno più di altre creatività”.

piuttosto che in settori più istituzionali e seriori come quello Bancario continuo a mettere in luce best practice di aziende che rompendo le regole di condotta classiche sono riuscite ad arrivare al cuore dell’utente attirando la sua attenzione più di chi rispetta il codice di comportamento tramandato dalla storia del settore.

Insomma, non si può decidere a priori se puntare sull’originalità o sullo standard e in entrambi i casi le regole andrebbero ricercate dalle evidenze che scaturiscono dai migliaia, a volte milioni di post già pubblicati nel settore. E ricordate sempre che quello che funziona per Ceres o per Taffo non è detto funzioni anche per voi, prima chiedete una verifica che tenga conto delle differenze di brand, settore, pubblico, posizionamento e poi valutate bene che grado di “coraggio” o “standardizzazione” siete disposti a sopportare per raggiungere i vostri risultati.

Spot Virali: il caso Walmart

Spot Virali: il caso Walmart

Il giorno dell’epifania, pochi giorni fa quindi, sul profilo You Tube di Walmart è apparso un nuovo spot della catena di supermercati americani. L’oggetto dello spot è il nuovo servizio di prenotazione online e consegna della merce in modalità “Drive-Thru” ovvero in un’area dedicata del parcheggio del supermercato senza nemmeno la necessità di scendere dalla propria auto.

Proprio perché le protagoniste del servizio di Grocery Pick-up di Walmart sono le l’auto i creativi hanno pensato bene di cercare tra quelle più famose del cinema e della tv i testimonial dello spot. Tante le liberatorie da ottenere dai vari studi cinematografici ma pare proprio ne sia valsa la pena visto che il video con l’auto dei Ghostbusters, quelle di Jurassic Park, dei Flinstones e di Ritorno al Futuro, il furgoncino di Scooby-Doo, l’auto parlante di Supercar, la zucca/carrozza di Cenerentola e la macchina cane di Scemo e più scemo nei primi 3 giorni di messa online ha registrato oltre 17 milioni di View.

Eccolo qui: