Osservatorio Multicanalità 2018: come rispondere ai 35,5 milioni di acquirenti multicanale

Osservatorio Multicanalità 2018: come rispondere ai 35,5 milioni di acquirenti multicanale

Osservatorio Multicanalità 2018: come rispondere ai 35,5 milioni di acquirenti multicanale
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Particolarmente interessanti i dati dell’Osservatorio Multicanalità 2018. Nei suoi 11 anni di attività questo osservatorio promosso dalla School of Management e Nielsen ci ha raccontato il cambiamento graduale ma costante del processo di acquisto del consumatore in ottica multicanale in cui canali di vendita e di comunicazione sono andati via via intrecciandosi e influenzandosi a vicenda.

Nel 2017 il quadro vedeva un’evoluzione lenta con una crescita di appena 300 mila unità degli utenti che a livello nazionale utilizzavano internet per informarsi prima di fare un acquisto (11,1 milioni) o per effettuare acquisti direttamente online (20,6 milioni) per un totale di 31,7 milioni di consumatori multicanele. 2017-evoluzione del consumatore multicanale

A un anno di distanza il passo è certamente cambiato con +4 milioni di individui che portano il macro cluster di consumatori multicanale italiani a 35,5 milioni di cui 12,4 InfoShopper e 23,1 milioni di eShopper.

2018-evoluzione del consumatore multicanale

Cosa è successo?
Un gran numero di Baby Boomer, la generazione più anziana (tra i 57 e i 78 anni) anche grazie alla diffusione della navigazione Mobile ha avuto accesso alle attività online.

utenti-italiani-online-per-fasce-d'età

In parallelo poi ancora più del volume di utenti è aumentata la frequenza d’acquisto online trasformando per molti utenti questa modalità da un’azione occasionale ad un’abitudine quotidiana (12 milioni di individui acquistano con cadenza settimanale o mensile).

ecommerce-nel-quotidiano-frequenza-d-acquisto-italia

Di conseguenza all’approccio degli utenti sempre più diretti in un logica di Everywhere commerce (vedi mappa degli eShopper) deve cambiare anche il ruolo dei touchpoint che, occupando una posizione meno definita all’interno del customer journey, devono rispondere ad un sistema di comportamenti e aspettative più elevate del passato.

mappa-degli-eshopper-italia-osservatorio-multicanalità-18

3 I trend di cui tenere conto e su cui costruire la propria presenza in modo realmente multicanale:

  • Viviamo in un modo impaziente che richiede istantaneità, un mondo altamente on demand (basti pensare alla fruizione dei contenuti televisivi o musicali).

1.Società impaziente - trend multicanalità

  • Il processo di acquisto si frammenta, lo Showrooming (la pratica di recarsi in negozio per guardare prodotti che poi si acquistano online) è in costante crescita e il percorso dell’utente non è più così lineare e univoco.

2.frammentazione processo d'acquisto - trend multicanalità

  • L’attenzione è il nuovo bene scarso. In un contesto in cui ormai l’informazione è reperibile sempre e ovunque la difficoltà e la sfida diventa quella di farsi notare, emergere in un affollamento di contenuti.

3.Attenzione bene scarso - trend multicanalità

Logica conseguenza di questi fattori è un approccio al consumatore che avvenga con:

  • precisione: al consumatore giusto va mostrato il prodotto giusto nel modo e nel momento più efficace. Per fare questo i dati devono essere tanti e utilizzati nel modo più appropriato.
  • coopetition: in cui la competizione lascia in parte il posto alla cooperazione tra gli attori della filiera proprio nell’ottica di accrescimento dei dati raccolti sull’individuo e di personalizzazione del servizio offerto. Il punto vendita deve essere pensato e gestito come media anche per rispondere e generare acquisti di impulso (oggi il 40% degli acquisti fatti dal cliente) e scoperta di nuovi prodotti.
  • agilità: che prende il posto della sicurezza in un’ottica in cui testing costante e approccio immediato alle novità diventino all’ordine del giorno.

“Non c’è rischio più grande che aspettare di essere sicuri prima di cominciare a cambiare” Christian Centonze, FMCG Solutions Leader, Nielsen

Cambio di prospettiva per approcciare il consumatore multicanale

2 Asset, nonché aree di lavoro, secondo Giuliano Noci, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio e Ordinario di Strategia e Marketing, Politecnico di Milano:

La marca: “abbiamo posto un’enfasi eccessiva sulla razionalità dell’individuo e sulle politiche di prezzo. Tuttavia la marca è ancora al centro e deve essere capace di progettare un’interazione di valore con il consumatore, di acquisire la sua fiducia non delegando la stessa solo al prodotto. Occorre progettare e lavorare in un’orizzonte di lungo periodo non banalizzando tutto solo con la metrica della conversione a breve termine in ciascun touch point”.

La conoscenza del cliente: occorre collaborare, “è finito il mondo in cui marca e grande distribuzione si contrappongono. È finito perché altrimenti non si riesce a raggiungere la piena conoscenza”.

Emblematico, nel contesto appena descritto, il ritorno al commercio di vicinato (vedi l’apertura dei negozi Ikea nei centri delle città, più piccoli e focalizzati) in cui la dimensione del servizio gioca un ruolo primario. Tecnologie immersive diventano elemento attraverso cui si crea vicinanza tra la marca e l’individuo riducendo la distanza tra spazio fisico e virtuale (es. esperimenti di Concessionari senza Auto). Emblematico l’approccio con obiettivo awareness a un canale come Amazon da parte di Reckitt Benckiser con brand come Napisan, Scholl e Finish.

Audience Strategy Napisan - Amazon

Chiudo questo piccolo reporto dell’edizione di quest’anno dell’Osservatorio con una frase di G.Noci che mi sembra sintetizzare molto bene il bisogno di un approccio differente alle logiche di vendita.

“Il commercio oggi non è più una questione di spazi di vendita ma tempi di vendita”. Giuliano Noci

Vincenzo Dell'Olio

Nei 15 anni di esperienza nel settore della comunicazione e del markerting digitale ha ideato e seguito le strategie di grandi Aziende come Volkswagen, Audi, Parmalat, Bonomelli, Riza Editore, Rai Trade, Monster, Sony Mobile, Vans, Red Bull. Dal 2015 è docente per il corso di Social Media e Web TV all’Università IULM di Milano. Scrive tanto, non è immune dalle serie tv e il sabato pomeriggio si dedica alla sociologia.

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