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Responsive di massa, lo dicono anche i Simpson.

Qualcuno conosce la mia teoria: “quando ne parlano i Simpson un fenomeno può definirsi di massa”. 


Quasta volta è il momento del mobile. Se ne parla da anni, non è certo una novità, il sorpasso degli accessi mobile rispetto a desktop è già avvenuto eppure ancora non vedo una progettazione che abbia al centro questo aspetto. ​
​​Non dovremmo più valutare pagine di siti o contenuti Social dallo schermo del Pc. Che sia 13 o 15 pollici non è nemmeno lontanamente paragonabile alla vera esperienza che farà la maggior parte degli utenti. Quando ricevete prove grafiche dai vostri collaboratori o dalle vostre agenzie apritele tutte da cellulare.
Basta anche con lo scrivere testi lunghissimi. Leggere tanto testo dal proprio cellulare “fa diventare ciechi” (e questa volta non è solo una leggenda metropolitana ? ). Provate a sintetizzare il più possibile e a creare più livelli di approfondimento in cui solo chi è davvero interessato ad un tema possa ad esempio chiedere dettagli e chi lo è superficialmente possa allo stesso tempo venire a conoscenza dell’informazione saliente.
Questa è più complicata ma cercate di non risparmiare in produzioni video e immagini. Sono i media più efficaci per comunicare con chi ha poco tempo per fruire di un contenuto e si trova in movimento anziché sulla comoda scrivania dell’ufficio.
Per essere responsive non basta un template di un’agenzia web. Occorre pensare e valutare tutto dal punto di vista dell’utente finale. Chiedete ad Homer e compagni.