Archives Gennaio 2016

Cos'è e come funziona la Facebook Audience Optimization.

Il 21 Gennaio Facebook ha lanciato ufficialmente le nuove funzionalità di Audience Optimization. Queste funzionalità sono pensate per migliorare la targettizzazione organica dei post delle pagine e, attraverso quella, si spera anche il numero di interazioni ricevute sui propri contenuti.
Anzitutto bisogna specificare che, almeno per ora, queste funzioni sono disponibili solo per le pagine in lingua Inglese per cui non affannatevi a cercare sulla vostra paginetta in Italiano perchè ci trovereste le funzioni “classiche” denominate “Interest Targeting” utili si ma ancora troppo limitanti sopratutto per chi punta solo alla visibilità organica dei propri post.
Detto ciò ritengo utile capire da subito di che si tratta in modo da poterne trarre vantaggio appena arriveranno anche nel nostro paese.
Le funzioni di questa integrazione sono 3, vediamole nel dettaglio:

Preferred audience

In sostanza nel momento del caricamento di ciascun post sarà possibile aggiungere Tag/Keyword sugli interessi degli utenti che vogliamo coinvolgere. Detta così sembrerebbe non esserci niente di nuovo rispetto all’attuale funzione ma nel verificare come agiscono i Tag il cambiamento è drastico. Le parole chiave sugli interessi infatti non agiscono da filtro escludendo tutti gli utenti non rispondenti a quei tag, piuttosto danno priorità a quegli utenti rispetto a tutti gli altri potenziali visualizzatori del post in questione. Insomma, se oggi impostando la targettizzazione di un post che promuove un ristorante inserissi i tag “pizza” e “pasta” escluderei automaticamente tutti quelli che non hanno espresso una preferenza in una o nell’altra direzione, domani, con il preferred audience, coinvolgerei per primi gli amanti della pizza e della pasta e poi tutti gli altri evitando di perdermi magari potenziali interessati che non hanno però esplicitato su Facebook il loro gusto ed evitando di abbattere la reach organica del post (rischio molto concreto con la vecchia funzione).
Facebook Audience optimization feature - Preferred

Audience restrictions

La seconda funzione di questo pacchetto ci permette invece di escludere alcuni target che non ci interessa colpire o se volete di scegliere quelli che ci interessano basandoci sui criteri di: età, sesso, location e lingua. Questa funzione può essere usata in combinazione a quella precedente. Nella pratica quindi se nel primo caso andiamo ad assegnare una priorità in base ai gusti, con l’audience restriction, andiamo a limitare l’audience in base a criteri demografici. Per questo motivo, ad esempio, agli amanti della pizza e della pasta citati prima posso associare una verticalizzazione per luogo geografico, ad esempio Milano, perché magari sto promuovendo un ristorante localizzato proprio in quella specifica città.
 
Facebook Audience optimization feature - Restrictions

Audience insights

Alle funzionalità attive già citate se ne associa una analitica da utilizzare a posteriori nell’ottica di continua ottimizzazione del posting successivo. L’Audience Insight infatti mostra come hanno risposto gli utenti appartenenti ai diversi interessi impostati attraverso il Preferred Audience. Tornando nuovamente all’esempio del post utile a promuovere un ristorante di Milano e targettizzato verso utenti che amano Pasta e Pizza potrei capire, attraverso questa funzione, se hanno risposto meglio gli utenti che amano la pasta o quelli che amano la pizza. In questo modo nel post successivo andrei a scegliere un contenuto sapendo che quando mostro la tavola imbandita del mio ristorante se fosse presente la portata in grado di attrarre di più delle due potrei ottenere un maggior numero di interazioni. Immaginate a tendere, dopo un certo volume di post pubblicati utilizzando queste funzionalità quante informazioni di dettaglio sul mio audience potrei avere e quanto sarei in grado di guidare in maniera scientifica la mia produzione di contenuti.
Facebook Audience optimization feature - Insight
La teoria dunque parla di un passo avanti, cosa ci dirà la pratica? Non ci resta che attendere l’estensione a livello internazionale dell’Audience Optimization.

[ANALISI] Mercato Smartphone in Italia: su Facebook vince Huawei.

Smartphone-brand
Sul mercato mondiale degli smartphone la leadership Samsung (per numero di dispositivi venduti) seguita a ruota da Apple è da anni un dato di fatto immutato. Staccati tutti gli altri player fra cui spiccano, stando agli ultimi dati IDC (Agosto 2015) brand come Huawei, Xiaomi e Lenovo.
Ma cosa succede quando ci si sposta dal mercato alla visibilità sui social? Quali sono i brand che, in particolare in Italia, costruiscono meglio meccaniche di interazione e relazione con gli utenti?
A quanto sembra da un’analisi effettuata sui brand principali con pagine verticali dedicate ai dispositivi mobile la situazione rispecchia i dati di mercato. La prima nota da fare è legata all’assenza di contenuti home made da parte di Apple che per scelta strategica non spinge i propri prodotti sui Social. Il resto è già visibile nel primo dei rilievi di questo studio: quello sul numero di fan di ciascuna marca.
Fan Pagine facebook brand smartphone
Samsung Mobile guida la classifica del numero di fan seguita a brevissima distanza da Microsoft Lumia. Staccate tutte le altre pagine di settore con LG (anche se è una pagina che rilancia diversi prodotti, non solo mobile) e Huawei a guidare il gruppo degli inseguitori.
Passiamo ora al parametro più importante per misurare la content e la promoted strategy dei brand. In questo secondo grafico che misura like, share e commenti degli ultimi 30 giorni Huawei balza in prima posizione con una performance che supera i 30 mila like mensili e dimostrando quanto importante sia la capacità di pubblicare contenuti in grado di catturare l’attenzione e promuoverli verso un pubblico in target.
Interazioni Pagine facebook brand smartphone
Ma vediamo quanti e quali sono i contenuti migliori pubblicati nel settore. La frequenza media di aggiornamento delle pagine è di un contenuto al giorno mentre per quanto riguarda i formati abbiamo un utilizzo ovviamente predominante delle immagini che sono anche il contenuto in grado di attirare il maggior numero di interazioni. Anche i video, come vedremo dall’analisi dei top post, ottengono buoni volumi di interazioni in particolar modo un elevato numero di share.
Tipologia contenuti pagine facebook smartphoneTipologia-contenuti-pagine facebook smartphone
Nonostante le diverse capacità di ogni smartphone di nuova generazione le caratteristiche che spiccano tra tutte dall’analisi dei top post sono legate alle capacità fotografiche dei dispositivi. Per i già citati video ogni brand raggiunge un successo di interazioni in maniera diversa. Huawei raccoglie un gran numero di interazioni grazie ai testimonial, alcuni giocatori della squadra di calcio del Milan; Microsoft Lumia invece punta sulla funzionalità di Timelapse del suo Lumia950; Samsung Mobile infine si “limita” alla ripubblicazione del proprio spot tv. Tra gli altri contenuti capaci di riscuotere successo ci sono i wallpaper proposti quotidianamente da Samsung, idea semplice ma efficace, e post che rilanciano altre piccole e grandi caratteristiche dei prodotti compreso il design (Huawei) e funzioni di riconoscimento attraverso l’iride (Lumia).

[Infografica] Agenda digitale in Europa. Dov'è l'Italia e gli impatti sul Marketing.

Spesso con i colleghi e gli addetti ai lavori del settore del marketing digitale si parla della difficoltà di convincere i clienti a investire/scommettere in attività di promozione innovative nei diversi settori sia BtoC che BtoB.
I giudizi “bollano” le aziende italiane come ancora troppo radicate al passato e al modo classico di fare pubblicità. E’ vero, lo sono. Quello che però spesso non si tiene in considerazione sono i dati. Presi dall’istinto naturale ad esaltarci per ogni forma di innovazione tecnologica e creativa dimentichiamo che le nostre attività sono rivolte a un pubblico, pubblico che, a seconda del paese e delle politiche di promozione digitale, ha un’alfabetizzazione e un accesso differente alla rete e alle tecnologie.
Nell’infografica di seguito, tratta da uno studio di Osservatori.net sulla Digital Innovation è palese che, per citare la metafora visuale utilizzata, l’Italia sia ancora lontana dall’approdo. Che eravamo dietro a paesi come Svezia, leader continentale, Regno Unito, Germania o Francia lo sapevamo già ma che il ritardo dichiarato nel Digital Maturity Index (un indice che traccia 107 indicatori diversi tra cui diffusione della connettività, uso di internet, disponibilità di hardware e software, presenza di professionisti ICT, digitalizzazione dei servizi pubblici, spesa in ricerca e sviluppo, etc..) ci vedesse al 21° posto su 28 paesi è abbastanza esemplificativo e anche un po’ terrorizzante.
E’ vero che siamo in una sorta di circolo vizioso in cui, se le aziende per prime non investono in innovazione, difficilmente la stessa riuscirà a penetrare velocemente. E’ altrettanto vero però che solo dalle aziende più grandi ci si può aspettare che una quota del budget marketing sia stanziata con la ragionevole certezza che non porterà risultati se non in termini di awareness e percezione del brand da mettere poi a frutto negli anni successivi. Tutte le altre imprese, la maggior parte di quelle presenti sul mercato saranno costrette ad attendere “momenti migliori” prima di spendere centinaia di migliaia di euro in “progetti innovativi”.
Detto ciò continuate a pensarci, a proporli, a tenere viva la spinta. Semplicemente siate meno critici verso i marketing manager più conservatori.
Attuazione-Agenda-Digitale-Europa-Italia