Archives for novembre 2015

[Facebook] Come e perchè utilizzare il formato Carousel Ads

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Update gennaio 2017 al post originario: dopo 1 anno di utilizzo e misurazione ho ragione di considerare questo formato meno performante di altri in termini di engagment rate (utenti attivi su utenti raggiunti). Restano valide però le indicazioni e i suggerimenti di declinazione creativa dello stesso e il suo valore funzionale in caso sia necessario mostrare carrellate di prodotti. Sembra però maggiormente gradito il formato slideshow.
Articolo originale:
Da qualche mese Facebook ha lanciato un nuovo formato Adv, il Carousel (o carosello per dirlo in italiano). Gli addetti ai lavori, dai centri media alle agenzie digital, un po’ per le reali performance un po’ perché “fa figo” proporre ai clienti sempre cose nuove, stanno spingendo su questo formato. Occorre però saper utilizzare al massimo le sue potenzialità.
Il rischio spesso è quello di adattare – male – il pensiero che sta dietro la realizzazione di un formato classico, ad esempio il 1200 x 628 px (dimensioni dell’immagine di un page post link) a un formato composto da 3, 4 o 5 immagini di dimensione quadrata (600×600 px). Bisogna invece lavorare sfruttando i vantaggi reali che questo tipo di formato offre. Solo così, come dice Facebook lanciando un’inserzione Carousel potremo ottenere “30-50% lower cost-per-conversion than single-image link ads“.
Ecco quindi alcune suggestioni utili a stimolare la vostra fantasia.
Anzitutto considerate che il Carousel esprime al meglio le sue potenzialità su Mobile piuttosto che su desktop. Questo perché la facilità e la naturalezza nello sfogliare orizzontalmente le immagini è nettamente superiore impugnando uno smartphone e muovendo un dito piuttosto che posizionando il puntatore del mouse sulla freccetta della gallery visualizzata su pc.
Detto ciò considerate di utilizzare il Carousel per:

Evidenziare i dettagli di unico prodotto.

Magari anche attraverso una foto panoramica (vedi esempio sotto) che mostra in ogni riquadro una sorta di zoom su ciascuna caratteristica. Nella maggior parte dei casi, tutte le immagini dei carousel di questo tipo sono linkate alla stessa pagina di atterraggio, quella che descrive il prodotto, nessuno vieta però, nel caso di prodotti articolati con mini-siti con diverse sezioni, di associare ciascuna immagine ad una pagine differente.
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Mostrare l’utilizzo

Sono tra i contenuti che funzionano di più. Che si definiscano come How to, guide o tutorial il senso è lo stesso: mostriamo il prodotto nel suo effettivo contesto di utilizzo, mostriamo le fasi di utilizzo dello stesso e il risultato finale. Come si prepara una ricetta, come si utilizza una piastra per capelli, le quattro semplici mosse per annodare una cravatta in offerta, etc. Anche in questo caso le immagini sono collegate a una stessa pagina per cui il valore del carousel è esclusivamente legato alla scelta del visual.
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Presentare un’App Mobile

Il carousel può essere utilizzato anche per mostrare al meglio un’app mobile che state promuovendo. A seconda dell’applicazione si può pensare di costruirlo sia come se fosse un “how to” che mostri le fasi di utilizzo dell’applicazione (es. gli step di configurazione di un indirizzo all’interno dell’app Google Map) o semplicemente fornendo schermate appeal dell’app (es. fasi di gioco di un App Game oppure diversi filtri o funzioni contenuti in un’app di grafica o fotoritocco). Quasi mai una sola immagine è in grado di riassumere l’esperienza di un’app in modo completo tant’è che negli store ufficiali tutte le app vengono presentate proprio attraverso una galleria. Il carousel permette di anticipare la gallery già in fase di promozione abbattendo i costi di conversione.
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Condividere più contenuti

Nei casi precedenti le diverse immagini servono a dare un’idea più completa di uno stesso prodotto (tant’è che spesso tutte le immagini condurranno l’utente verso lo stesso link). Ci sono però contesti in cui il formato carosello può servire per mostrare in un solo post contenuti e prodotti differenti fra loro.
Immaginate post che rimandano a diversi articoli di un blog o di una testata online o che rilanciano diversi appuntamenti in programma in un locale ciascuno con una pagina di presentazione oppure ancora che rimandano un’utente in diverse sezioni verticali di un sito.
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Raccontare la storia del prodotto

Altro utilizzo possibile è legato al racconto fotografico della storia del prodotto. Come nasce, qual è il suo tragitto dalla produzione alla vendite, in quali contesti viene proposto ai clienti.
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Raccontare storie dei vostri clienti

La presenza dei clienti (veri o presunti) all’interno del racconto del prodotto può fare spesso la differenza associando un maggiore calore alla comunicazione e dando l’idea di un sentimento specifico collegabile all’utilizzo del prodotto stesso: tenerezza, amore, felicità, benessere, etc… In alcuni casi questo tipo di visibilità può ispirare gli utenti stessi a scattarsi foto simili durante l’utilizzo del prodotto per entrare a far parte di un successivo carousel di questo tipo.
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Mostrare il catalogo prodotti

Chiudiamo con quello che forse è l’utilizzo principale e più efficace che si può fare di questo formato: la possibilità di mostrare i pezzi salienti di un catalogo prodotti. Riuscire a concentrare in un solo contenuto ben 5 prodotti significa accrescere esponenzialmente il possibile interesse di un utente, il relativo numero di clic e accessi al sito e di conseguenza anche il numero di acquisti effettuati (non solo online anche se l’e-commerce è l’ambito che meglio può sfruttare il carousel).
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[VIDEO] I 5 spot più virali del 2015

Non importa quanto sei in grado di sborsare per dare visibilità ad un video, la viralità non la si compra. Piuttosto, se sei bravo, puoi inventare qualcosa ad alto potenziale virale. Ma anche li di scientifico c’è solo una parte, piccola, legata allo standard usato per raccontare un prodotto o un brand.
E’ proprio quella piccola parte che cerco di scovare analizzando periodicamente i video più condivisi del web. Capire “cosa sta funzionando di più“. Intravedere i pilastri di storytelling che ci stanno dietro.
Questa volta passiamo in rassegna i 5 video con il più alto numero di share del 2015. Nel caso dei video di seguito vedrete come un punto in comune in almeno 3 di loro (4 se consideriamo i pupazzi Disney) sono gli animali e l’effetto “tenerezza” che si portano dietro. In 2 su 5 il video è montato con la tecnica della candid camera registrata in luoghi pubblici, altro format storicamente comune ai top video virali.
Lato testimonial va considerato che solo in un video su 5, quello di Roc con Cristiano Ronaldo, a parlare del brand è un personaggio famoso (e con un potenziale social reale rispetto a tanti altri vip utilizzati dai brand). Forse vale la pena utilizzarli solo in casi in cui si è in grado di mettere in campo, scusate il gioco di parole, qualcuno che può davvero contare su un seguito di social fan.
Non emerge un’indicazione definita per quanto riguarda la durata del video. Facendo una media aritmetica della lunghezza dei 5 video verrebbe da dire che un video virale può raggiungere anche i 2 minuti e mezzo. E’ evidente però che dilungarsi troppo sia sempre rischioso e rischia di frazionare il numero di utenti che arrivano alla fine del video.
A proposito di fine, l’ultima considerazione è come prevalga nella maggior parte dei video la collocazione e la visibilità del brand al termine della storia, in alcuni casi, senza nemmeno che ne sia davvero protagonista.
Adesso non vi tocca che dare dedicare 12 minuti alla visione dei video. Buona visione:

5° Posto – Budweiser “Lost Dog”

4° Posto – Roc by Ronaldo “Cristiano Ronaldo in Disguise”

3° Posto – Purina “Puppyhood”

2° Posto – Disney Parks “Disney Characters Surprise Shoppers”

1° Posto – Android “Friends Furever”.


Come sempre accade poi, quando qualcosa diventa Virale, partono le parodie che cercano di cavalcarne il successo. Anche imitare o prendere in giro è parte del marketing. Guardate qui:

Se siete interessati ad approfondire l’analisi ecco la classifica fino alla posizione 20 pubblicata da Unruly.
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[Infografica] Instagram in Italia nel 2015

Ads-Instagram-su-FacebookDa poche settimane Facebook ha messo a disposizione a livello mondiale la possibilità di sponsorizzare contenuti sul fratello minore della sua famiglia di Social Network: Instagram.
Di conseguenza, e direi finalmente, è possibile stimare con maggiore precisione i dati locali degli utenti di questo canale, quasi esclusivamente mobile, che sta registrando una crescita esponenziale sopratutto in Italia. Ecco i principali dati emersi dall’analisi che ho effettuato.

UTENTI ITALIANI

Dei 400 milioni di utenti mondiali sono 6,9 Milioni gli utenti italiani. E’ interessante sapere che l’Italia è al secondo posto in Europa, al primo c’è il Regno Unito, per numero di utenti Instagram, un dato che dimostra quanto nel nostro paese sia forte la propensione all’uso di quest’app.
Per avere un’idea della proporzione tra l’utenza Facebook e quella Instagram e dando per scontati i dati sui profili ufficiali che quindi conterranno sempre diversi profili doppi, inattivi, spam, fake, etc.. più o meno un utente su quattro che è presente su Facebook ha anche un profilo Instagram. Considerate questo aspetto, sia nelle sue implicazioni negative che positive, quando pensate ad una strategia di social media marketing.

UOMINI E DONNE

Con 3,1 milioni di utenti uomini e 3,7 milioni di donne l’arte della fotografia amatoriale da smartphone conferma in Italia quella che è una tendenza mondiale. Quando si parla di immagini e foto il pubblico femminile, con al seguito tutti gli interessi connessi, sembra essere il più attratto e probabilmente anche quello più attivo.

ETA’

La ripartizione per fasce d’età mostra una predominanza netta dei citatissimi Millennials (18-34 anni) un pubblico di riferimento per tantissimi brand sul mercato ma che in altrettanti casi non rappresenta il target ideale di determinati prodotti e servizi. Per questo motivo occorre considerare questo aspetto prima di scegliere quanto puntare nella creazione e nella sponsorizzazione di contenuti su questo canale e, allo stesso modo, è necessario tenere presente con chi si sta parlando. Il grafico di seguito mostra quanto sia concentrato nella fascia 18-34 ben il 62% (pari a 4,2 Mln) dell’utenza di questo Social. Solo un quarto degli utenti (1,8 Mln) supera i 35 anni.
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REGIONI

Ultima analisi, almeno in questa tornata, riguarda la distribuzione sul territorio degli utenti. Come per Facebook ci sono regioni come la Lombardia, il Lazio e la Campania in cui le penetrazione è più importante che in altre (quasi la metà degli utenti nazionali risiede in queste 3 regioni). Per altre zone valgono le stesse considerazioni fatte per l’età: occorre valutare i propri obiettivi di target con i volumi di utenti raggiungibili. Se il tipo di business da promuovere è locale (es. ristoranti, negozi, gallerie Commerciali, sale cinematografiche, etc..) è bene analizzare nel dettaglio, città per città, i volumi di utenza di questo canale in modo da comprendere la reale potenzialità della propria attività social.
Di seguito un’infografica riassuntiva.
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[ANALISI] GDO e Social Media. Lidl e Carrefour restano al top in Italia nel 2015.

Un anno fa avevo effettuato un’analisi su come le principali insegne italiane della GDO stavano affrontando il tema della comunicazione sui social e in particolare su Facebook.
Come avevo raccontato nel post del 2014:
[INFOGRAPHIC] GDO e Social Media. Lidl, Carrefour e Conad le best practice da imitare.
il quadro generale descriveva una presa di coscienza da parte di alcune insegne come Lidl e Carrefour su quanto potesse contribuire il Social Media Marketing alle attività promozionali e, dall’altra parte, un’attività fatta in maniera meno studiata o completamente assente di parte di altri brand, anche di primo piano.
A 12 mesi di distanza il quadro sembra essere abbastanza cambiato. Sono presenti sicuramente più insegne di prima e quelle già attive hanno evidentemente investito sia nella produzione di contenuti di qualità sia nell’ampliamento della propria fan base e della propria reach.
Nonostante ciò restano assenti ancora diversi brand, alcuni anche grandi come nel caso di Pam o Esselunga.
Ad ogni modo vediamo un po’ di dati utili a dare un’idea dell’impatto del Social Media Marketing nella GDO Italiana.
Sul fronte FAN spicca, non a caso, un’insegna su tutte: LIDL, una tra le prime a strutturare un’attività importante sui canali di comunicazione digital. Con 1,4 Mln di Fan è al primo posto nella classifica per Likers staccando di molto tutti gli altri. Sul podio anche Carrefour con 500k fan e, a parimerito Conad e Auchan con 300k.
Fan GDO Italia
Passando ad analizzare il dato che ci interessa di più forse per poter valutare l’efficacia della content e della promoted strategy delle varie insegne analizzate rileviamo che Carrefour svetta al primo posto per numero di interazioni ricevute negli ultimi 28 giorni (15 Ottobre – 11 Novembre 2015) con più di 100.000 tra Like, Commenti e Share totali ai propri post. Un numero davvero impressionante che testimonia, molto probabilmente, una spinta pubblicitaria utile ad accrescere le visualizzazioni dei contenuti pubblicati. Anche se perde il primato Lidl resta comunque a stretto contatto con il suo principale competitor con qualche migliaio di interazioni in meno. Molto distaccati tutti gli altri con nuovamente Conad in terza posizione e un emergente Bennet in quinta che, nonostante il basso numero di fan rispetto ai competitor, dimostra di saperci fare con la gestione del posting.
Interazioni GDO Italia
A testimonianza di quanto appena detto proprio Bennet appare in prima posizione del rapporto tra Interazioni e Fan davanti a Coop e Carrefour. Questo grafico nello specifico può testimoniare due cose, alternative o, come immagino io, che procedono di paripasso: la capacità del brand di produrre contenuti ingaggianti e l’investimento in campagne di Promoted Post. Bennet probabilmente ha fatto le due cose insieme.
Engagement GDO Italia
Il grafico succesivo mostra come, nell’ultimo mese di attività, si distribuiscano i post dei vari marchi per somma di like, commenti e share. A parte un paio di eccezioni la maggior parte dei post a spiccare dal marasma di contenuti concentrati in basso è di colore verde, ovvero Carrefour, e dimostra come questa insegna abbia impostato una strategia social che punta a valorizzare i contenuti pubblicati in modo che visualizzazioni e conseguenti interazioni siano sopra la media del settore tenendosi spesso sopra il migliaio fra Like, Share e Commenti. Niente male se fosse una scelta strategica che ha portato ad un investimento scientifico nella promozione dei post.
Interazioni con i post GDO
Vediamo ora nello specifico una serie di Best Post che nel mese hanno fatto registrare il maggior numero di apprezzamenti.
Il primo in assoluto è un post di Lidl Italia che con la formula: “fai like, commenta e puoi vincere…” ha trovato una miniera d’oro di interazioni probabilmente anche abbastanza spontanee al di là del possibile investimento in denaro deciso per promuovere il post.
Post Lidl Facebook Regali 1
Ma non di soli campioni omaggio vive l’utente Facebook, evidentemente, altrimenti non si spiega l’incredibile successo del post sul corretto uso della forcina per capelli di Bennet. Il principale motore che ha portato questa insegna al top nella classifica di Engagement che abbiamo visto prima. Chissà se il prossimo mese sarà capace di bissare queste performance.
Post Bennet Facebook Tips
Chiude il podio ancora Lidl Italia con un altro post che promette un regalo ad N utenti estratti tra tutti i commentatori del post. 6 mila commenti per poter vincere un oggetto del valore di 0,99 €, incredibile quanto possa portare un investimento di 10 euro in montepremi.
Post Lidl Facebook Regali
Anche se con meno interazioni i post seguenti restano tra i top della classifica dei post di maggiore successo del mese. Ecco quindi il post più performante di Carrefour Italia che mette in palio una giornata in compagnia dello Youtubber e appassionato di videogame Favij (altro concorso anche se con un target meno “casalinghe” e più “mamme di figli drogati di playstation”).
Post Carrefour Facebook
Da rilevare come risultino vincenti anche i contenuti che invitano a semplici confronti/sfide o propongono dei Quiz.
Lidl chiede agli utenti di commentare indicando da quale provincia scrivono per vedere qual è quella più attiva.
Post Lidl Italia Facebook
Conad celebra l’autunno chiedendo agli utenti di scegliere la foto che preferiscono tra 2 a confronto che richiamano questa stagione.
Post Conad Facebook

Ancora Lidl chiede ai suoi fan di indovinare quale dolce si ottiene con gli ingredienti elencati.
Post Lidl Facebook quiz

Chiudo questa carrellata di best post del mese con un contenuto di Carrefour che presenta ai propri fan un contest in cui i dipendenti, la “gente di Carrefour”, mostrano le proprie passioni e si mettono in gara fra loro diventando per primi i promotori dell’iniziativa e di conseguenza portavoce del brand con l’obiettivo di farsi votare. Insomma un’iniziativa con il duplice obiettivo di comunicazione interna e comunicazione verso l’esterno del volto umano dell’azienda.
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Chiudo con un focus sui migliori contenuti video in cui, manco a dirlo tornano a mostrare la loro forza Lidl e Carrefour. Lidl con due video, uno su un robot da cucina in promozione e un post celebrativo sul riconoscimento in quanto migliore insegna dell’anno e Carrefour con un video che invece serve per ringraziare e celebrare il traguardo dei 500 mila fan.

[Video] 5 segreti per ottenere il massimo da un video su Facebook. N.5: Thumbnail

Il quinto e, per ora, ultimo consiglio per ottenere il massimo da un video Facebook è quello di scegliere la Thumbnail giusta.
Se i primi secondi visualizzati senza sonoro possono fare la differenza nella scelta dell’utente di guardare o meno i video (leggi il post precedente) altrettanto vale per l’immagine statica di anteprima, quella che viene visualizzata prima ancora che parta l’autoplay e che presenta il video all’interno della tab dedicata a questo tipo di media.
Di seguito uno screenshot che mostra le immagini di anteprima degli ultimi video caricati sulla pagina Facebook di Buzz Feed Video, una delle pagine tematiche con più interazioni.
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In questo specifico caso le thumbnail hanno sempre come protagoniste le persone. Più in particolare sono persone intente a fare un’azione che comunica immediatamente un senso di divertimento, lo stesso che gli utenti cercando da questa pagina.
Altra caratteristica in molte delle thumbnail analizzate è l’effetto collage, a volte anche volutamente artigianale.
In qualche caso all’interno delle immagini appaiono delle scritte anche se, qualora il video fosse destinato alla sponsorizzazione, bisogna considerare che non si potrebbero usare scritte troppo evidenti (Facebook blocca testi più invasivi del 20% del riquadro).
Come le presenza di persone divertite può costituire un attrattiva verso utenti in cerca di risate così anche altri soggetti come Bambini o Cuccioli e animali vari specie se ritratti in situazioni anomale possono giocare una funzione di richiamo.
Ogni settore chiaramente ha poi ha le sue particolarità e i suoi standard vincenti e può permettersi di giocare su un certo tipo di immagini o su altre. I video più riusciti in ambito food ad esempio mostreranno zoom di alimenti, momenti cruciali della preparazione, impiattamenti artistici, ingredienti particolarmente succulenti della ricetta, etc.
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In generale è utile scegliere attentamente il fotogramma in modo che:

  • sia rappresentativo del senso generale della pagina in cui è pubblicato il video
  • sia in grado di riassumere la storia raccontata nel video
  • sia originale o accattivante, l’utente si chiederà: “che diavolo sta succedendo?”
  • descriva un’azione nel momento del suo svolgimento, l’utente si chiederà “come finirà quest’azione?”
  • non sia sfocato (a volte capita con gli screenshot catturati in momenti di rapido movimento dei soggetti del video)
  • non sia scelto tra i fotogrammi proposti in automatico da Facebook se nessuno di questi risponde pienamente all’obiettivo di catturare l’attenzione.

In quest’ultimo caso è utile caricare una thumbnail personalizzata utilizzando la specifica funzione nativa di Facebook e situata nella schermate di setting e descrizione del video.
 
Impostare Immagine di anteprima Video
A questo punto siete pronti a valorizzare la vostra creatività e se vi siete persi i primi quattro post leggeteli qui:
Tips n. 1.  La Lunghezza
Tips n. 2. La Call To Action
Tips n. 3. Il formato
Tips n. 4. Il sonoro